Il mio approccio alla fotografia
La curiosità per questo mezzo espressivo nasce sin da ragazzino quando, fine anni '70, i miei zii emigrati a Parigi mi regalarono un pseudo apparecchio fotografico, trattandosi sostanzialmente di un giocattolo completamente in plastica, quello ritratto sulla home-page
ho fatto caricare da Freppaz, una istituzione della fotografia di Aosta di allora, il mio primo rullino da ben 12 pose che è durato la bellezza di 4 stagioni...inconcepibile nell'era del frenetico scatto digitale
grande delusione del risultato in quanto sulle stampe tutti i soggetti apparivano tagliati ai bordi, cosa che non corrispondeva però ad una analisi dei negativi che ha rivalutato il mio operato: avevo semplicemente "riempito" completamente ogni fotogramma con i soggetti in primo piano e la procedura di stampa standardizzata non era stata molto rispettosa
finalmente mi sono comprato l'agognata reflex nel 1985, per la precisione alla vigilia della gita scolastica al cui ritorno ho avuto un primo responso incoraggiante allorquando, alla presentazione collettiva delle diapositive, una professoressa che a sua volta aveva presentato i suoi scatti, mi ha chiesto se veramente avessi appena comprato l'apparecchio fotografico prima di partire e si è complimentata per il risultato migliore del suo
Periodo di esperienza del bianco e nero, che apprezzo sempre molto, con sviluppo e stampa in proprio prima dell'inevitabile passaggio al digitale nei primi anni 2000
Il mio è un approccio del tutto da autodidatta e anche un po', potrei definire, naïf nel senso che finalizzato alla sola spontaneità del gesto a tutto discapito delle potenzialità tecnologiche sia degli apparecchi fotografici che dei software di sviluppo sempre più performanti (mai letto completamente un libretto delle istruzioni) con le conseguenti probabili ripercussioni anche sul risultato tecnico finale
pazienza, l'importante è divertirsi
e il divertimento è il piacere d'inquadrare la realtà reinterpretandola secondo una chiave di lettura personale
in particolare giocare con la luce che è l'elemento determinante, d'altronde se etimologicamente il termine "fotografia" significa scrivere con la luce ci sarà pure un perché
mi diverte soprattutto fermare gli attimi di vita, la cosiddetta fotografia di strada, situazione che però non è così facilmente a portata di mano nella mia realtà
trovo pieno sfogo in tal senso quando mi trovo in ambienti metropolitani ricchi di suggestioni in termini di geometrie architetturali ma soprattutto di situazioni umane
fotografia di strada
inevitabile in compenso non passare attraverso la fotografia paesaggistica di cui il mio ambiente montano è campione
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