-Parole e voci- La presa diretta (il sonoro mentre si gira)
-Rumori ed effetti
-Musiche -Colonna sonora (composizione o repertorio),Diritto d’autore
-La colonna internazionale (per esportare il film da doppiare)
-Il doppiaggio (parziale o totale)
-Il missaggio (calibrazione di tutti i suoni) miscelare, equalizzare,
ottimizzare a livello di volume, timbro e spazialità (direzionalità e riverberazione) suoni diversi tra loro, precedentemente registrati
-Sincronizzazione
Nel cinema di esistevano figure molto particolari, uno era Caciottolo, veniva a fare “i rumori”.. Arrivava in teatro con una bacinella d’acqua, due catene, un foglio di giornale, sei gusci di noce e tre sacchetti contenenti uno sabbia , uno sassolini e l’altro pezzetti di ferro. Li sistemava ad un tavolino di fronte allo schermo dove sarebbe stato proiettato il film montato rullo per rullo. Caciottolo dava il via e il proiezionista avviava il primo rullo che veniva guardato con attenzione. Poi, riaccese le luci, Caciottolo preparava il suo banchetto di strumenti. Sotto al tavolo vuotava i sacchetti in modo che muovendo i piedi avrebbe potuto fare i passi sulla ghiaia, sull’erba, sul pavimento. Il giornale vicinissimo al microfono faceva il rumore delle fiamme, un solo giornale per l’incendio di Roma. I gusci di noce infilati sui polpastrelli e picchiati sul tavolo facevano gli zoccoli dei cavalli.Con le catene e il sacchetto di pezzi di ferro, faceva qualsiasi rumore metallico, dalle locomotive in movimento alle battaglie con spade e scudi, l’acqua nella bacinella gli serviva per le battaglie navali, per i nuotatori, per chi entrava in un fiume, ma anche per versare liquido in un bicchiere.
Vederlo lavorare era come assistere ad un gioco di magia. Il rullo partiva muto e tu sentivi il rumore dei passi, il galoppo dei cavalli, gli urti delle battaglie e gli sciabordii del mare. Intanto il fonico registrava e preparava il rullo dei rumori della stessa lunghezza del rullo visivo, in missaggio il lavoro di Caciottolo sarebbe diventato un tutt’uno con la musica e il dialogo.
accompagnamento al pianoforte , orchestra, per coprire i commenti in sala o il rumore del proiettore,
dicitore delle didascalie x analfabeti, scritte con cartelli
Il primo film con commento sonoro registrato direttamente su pellicola fu “Don Giovanni e Lucrezia Borgia” del 1926 di Alan Crosland.
L’anno successivo nel 1927 uscì un altro film sonoro, musicato e parlato, diretto dallo stesso Crosland col titolo “Il cantante di jazz”.
Dal punto di vista dello SPAZIO si può distinguere fra:
• Suono diegetico :si intendono tutti i suoni che fanno parte della diegesi del film (es. voce persone, traffico stradale).
1) suono in campo (SUONO IN) : la fonte sonora è all’interno dell’inquadratura
2) suono fuori campo (SUONO OFF) : la fonte sonora è all’esterno dell’inquadratura
• Suono extradiegetico (SUONO OVER): si intende il suono che sente lo spettatore (che non si colloca nello spazio della storia, bensì in quello ideale della sua narrazione).
• Suono ambiente : è il suono che avvolge l’intera scena
• Suono interno : proviene dalla realtà interna del personaggio (pensieri, ricordi…)
• Suono esterno : ha origine da una sorgente fisica ben precisa
• Suono on the air : è il suono trasmesso da strumenti quali radio… (la loro sorgente ultima può essere in campo, ma fuori campo ne è la sorgente primaria).
Dal punto di vista del TEMPO si deve distinguere fra:
• suono simultaneo: si realizza quando il sonoro e l’immagine si danno in uno stesso tempo narrativo
• suono non simultaneo: è quell’effetto sonoro che anticipa o segue le immagini che noi stiamo vedendo in un momento dato. ES. del ponte sonoro: sono brevi anticipazioni sonore in cui le parole, le musiche o i rumori della scena successiva , iniziano già a sentirsi prima che se ne vedano le immagini.
Si può parlare di ritmo sonoro a partire da due sue componenti chiave:
la velocità è determinata dalla durata degli intervalli (se l’intervallo è breve il suono avrà un ritmo veloce);
e la regolarità per cui, se le durate degli intervalli sono uguali, avremo un ritmo regolare, se non sono uguali sarà irregolare.
Il cambiamento del ritmo sonoro può preludere a determinati sviluppi drammatici o connotare la realtà interiore di un certo personaggio.
La PAROLA trovava ai tempi del muto almeno due mezzi di trasmissione (x informare lo spettatore di quei dati essenziali per la comprensione del racconto che le sole immagini non erano in grado di fornire)
il narratore che pronunciava delle parole in simultaneità con l’immagine, ma il suo testo comportava un margine d’improvvisazione.
La registrazione sonora permette di ritrovare la simultaneità di parola e immagine. Si ha la cosiddetta Presa diretta quando la registrazione sonora è simultanea alla ripresa visiva e non successiva ad essa.
La VOCE assume un ruolo di primo piano in quanto supporto della parola. Musiche e rumori non devono assolutamente impedire alla voce di essere agevolmente compresa. Esperimenti Godard !
Fra le funzioni essenziali che la parola assume in rapporto alle immagini c’è quella di ridurre le ambiguità di cui le immagini sono portatrici.
La musica ha dato vita a due figure dominanti i modelli di rappresentazione classica:
a) il leitmotiv : è un tema melodico ricorrente che caratterizza fatti, momenti o personaggi di un film;
b) avvio (o interruzione improvvisa): si dà quando la musica si avvia o cessa di colpo col compito di accentuare un determinato evento.
COLONNA SONORA
CLOUD ATLAS tema ricorrente attraverso le epoche
RUMORE
Nel cinema sonoro la prima e più evidente funzione del RUMORE è quella di definire e rendere credibile la rappresentazione di un determinato ambiente., quindi è fondamentale, ad esempio, in un primo piano nel quale il rumore lo situa in uno spazio ben definito.
Nel cinema classico aveva scarsa incidenza; è solo l’avvento del dolby e della registrazione su più piste ad avere permesso di far sentire rumori ben definiti.
Suono e racconto: il punto d’ascolto
Si possono stabilire piani, del tutto simili a quelli visivi, delle inquadrature sonore; la coincidenza del piano visivo e di quello sonoro può dar vita a fenomeni quali quello di coincidenza e di contrasto.
Coincidenza: un uomo inquadrato in piano medio, con il rumore dei passi che si affievolisce al suo allontanarsi (coincidenza di piano visivo e piano sonoro).
Contrasto: i passi dello steso uomo, mentre si allontana, restano allo stesso volume (contrasto tra piano visivo e piano sonoro).
Con il dolby e nuove tecnologie il suono ha trovato una maggiore localizzazione spaziale, svincolato dalla posizione dietro lo schermo o dal suono stereofonico.
Il doppiaggio è il procedimento col quale si sostituisce la voce originale di un attore, con quella di un doppiatore.
In Italia, esiste una lunga e consolidata tradizione con un alto grado di specializzazione e con la presenza di professionalità di spicco. In genere viene citato il periodo del fascismo come causa di tale pratica (in quel periodo le lingue straniere erano limitate), ma paradossalmente non è da meno l'impulso dato dagli Stati Uniti che finanziarono il doppiaggio per avere un ritorno finanziario (riuscendo a vendere più film all'estero) e probabilmente culturale.