Il montaggio invisibile, narrativo, classico
E’ funzionale alla trasparenza della storia e la macchina non rivela mai la sua presenza a vantaggio della fluidità visiva e della narrazione. La regia, durante la visione, non si avverte mai . L’obiettivo principale del montaggio classico era quello di quanto più possibile “mascherare” agli occhi dello spettatore, che non doveva accorgersi della sua presenza (montaggio invisibile). Nel découpage classico la suddivisione delle inquadrature ha il solo scopo di analizzare l’evento secondo la logica drammatica della scena. Lo spettatore deve essere situato nel miglior punto possibile per capire quello che succede nel film. Il fine principe del montaggio classico è la continuità, contrastare la forza potenzialmente disgregatrice del montaggio in sé. Detto anche analitico perché guida la visione dello spettatore creando delle gerarchie tra gli elementi mostrati. Piano d’insieme d’ambiente, seguono inq che lo frammentano
Raccordi
- Raccordo di posizione e di sguardo, sono collegati. Perché in una scena di dialogo montata in campo-controcampo, si abbia la percezione che i due personaggi si stanno guardando occorre che gli attori non diano la sensazione di dirigere lo sguardo dello stesso punto.
- Raccordo di movimento, è un espediente per collegare le inquadrature. Attirando l’attenzione del pubblico, il movimento permette al montatore di eseguire un attacco fluido. La scorrevolezza di questo raccordo dipende dall’abilità del montatore nel far proseguire fluidamente un azione in due inquadrature conservandone la continuità.
- Raccordo di direzione, se un personaggio esce dall’inquadratura a sinistra per entrare in un'altra inquadratura dovrà entrare da destra altrimenti darà l’impressione di aver cambiato direzione.
- Raccordo sull’asse, si ha quando si passa da un inquadratura all’altra senza cambiare l’asse della telecamera.
- Raccordo sonoro, è una forma di montaggio audiovisivo in cui il suono fa da collante tra due inquadrature, la connessione sonora si può stabilire nel caso di spazi contigui o opposti.
Figure come la dissolvenza in nero o incrociata fanno pensare alla punteggiatura scritta. La dissolvenza incrociata marca nel cinema classico un cambio di spazio e di tempo meno repentino. Può assumere caratteristiche molto raffinate quando la transizione avviene mediante una corrispondenza grafica tra la prima e la seconda inquadratura. In questo caso la relazione è formale ( si pensi alla celebre dissolvenza incrociata in Psyco di Hitchcock marca il passaggio dalla forma circolare dello scarico della doccia al cerchio dell’iride di Marion appena uccisa)
Nelle sequenze di montaggio la dissolvenza incrociata unisce tra loro brevi inquadrature , indica allo spettatore che le immagini legate insieme vanno trattate come un tutto e separate dal resto del racconto.
Il montaggio connotativo
Il fine principale è la costruzione del significato.( Ejzenstejn e dell’“effetto Kulesov”- Bunuel. il montaggio delle attrazioni prevede il libero montaggio di azioni (che abbiano un effetto sensoriale e psicologico sullo spettatore) scelte arbitrariamente e autonome ma dotate di un preciso orientamento verso un determinato effetto tematico finale). Alla base di ciò c’è il conflitto, la collisione tra due inquadrature o all’interno di una stessa inquadratura (esempio di alcuni conflitti: delle direzioni grafiche, cioè delle linee; dei volumi; delle masse, cioè dei volumi sottoposti a diversa intensità luminosa; degli spazi, ecc.). Per il regista russo il montaggio non riguardia solo il rapporto tra i piani, ma anche la composizione interna dell’inquadratura, e l’ audio
Il montaggio formale
Si privilegia la funzione estetica su quella narrativa e semantica, e tende a porre in primo piano degli effetti di tipo formale, attraverso l’accostamento di immagini che instaurano fra loro un rapporto di volumi, superfici, linee, punti, al di là della concreta natura degli elementi rappresentati. Vi sono componenti ritmico-temporali e componenti grafico-spaziali. Tra quest’ultime è possibile individuare l’analogia e il contrasto.
Esempio : http://www.youtube.com/watch?v=QSxI0OOjR0Y
Nel film 2001 : Odissea nello spazio di Stanley Kubrick c’è un famosissimo esempio di montaggio formale che funge anche da ellissi temporale. Al minuto 2:30 possiamo ammirare come la forma dell’osso ed il suo movimento ci porta con estrema fluidità alla forma dell’astronave nell’inquadratura successiva
Il montaggio discontinuo
Le regole del montaggio classico vengono volontariamente violate.
La volontà dell’autore è di ricordare allo spettatore che quella che sta vedendo non è la realtà.
Violazione del sistema a 180° (scavalcamento di campo) i due tipi di jump cut o falso raccordo (due inquadrature consecutive differenziate sul piano dell’angolazione di meno di 30°, in questo modo si ha la sensazione che l’immagine “salti”, oppure inquadrature mostrano un personaggio in luoghi e tempi diversi, cioè lo spettatore è posto di fronte a un immotivato e improvviso passaggio da un luogo a un altro o da un tempo a un altro), il ricorso a inserti non diegetici, i flashback e i flashforward (violando l’ordine cronologico), la ripetizione nel discorso di un evento avvenuto solo una volta nella storia, la sovrapposizione temporale o overlapping editing (l’inquadratura non inizia dove finisce la precedente, ma un po’ prima).
Il montaggio proibito
“Quarto Potere” di Wells.
“montaggio proibito”, cioè il montaggio che non c’è, il montaggio di cui si fa a meno perché è “tutto interno all’inquadratura”. Non c’è bisogno di creare la scena con il montaggio inteso come unione di più inquadrature, ma le relazioni che si creano fra gli elementi sono costruite sfruttando la spazialità della scena stessa.
Con un’unica inquadratura e un’ampia profondità di campo si creano le relazioni fra gli elementi della scena: il sonnifero, la donna addormentata con la testa reclinata e la preoccupazione di Kane. di fronte alla messa in profondità, lo spettatore è costretto ad un proprio decoupage .
Piano sequenza e messa in profondità non annullano il montaggio, ma lo obbligano ad una particolare forma, il montaggio interno.