Formazione Docenti

Biagio Zarbano

INTRODUZIONE

L'EDUCAZIONE E I SUOI PROBLEMI

Si propone un percorso formativo non rigido, partendo dalla visione dei filmati, quali elementi di riflessione iniziale. Tante sono le problematiche legate alla scuola oggi. Se solo si volesse citarne alcune potremmo fare un breve ed introduttivo elenco:

  • la complessità della realtà e la necessaria semplificazione, oggi imposta, che non sempre si adatta ad una conoscenza adeguata della stessa
  • la mancanza di una attenzione prolungata ed organica nei confronti del mondo della formazione pubblica
  • la carenza cronica di strutture adeguate
  • la formazione dei docenti
  • il disagio giovanile nell'epoca del nichilismo.


DUE PUNTI DI VISTA A CONFRONTO

Due letture diverse di come dovrebbe essere la scuola oggi:

  • Necessità del recupero del sacrificio nell'apprendimento tradizionale come insostituibile percorso per raggiungere la conoscenza del mondo
  • Apprendimento nell'era della rete, che necessariamente ha modificato il tipo di mente dei giovani. E' necessario riequilibrare il rapporto tra fatica e soddisfazione nel processo di apprendimento. La scuola deve consentire ai giovani di abitare da protagonisti il loro tempo e provare soddisfazione nella conoscenza


IL TERZO MILLENNIO

Attualmente il tempo consacrato alla scuola è immensamente maggiore di quello che sarebbe necessario, I ragazzi si muovono molto meglio, non sul percorso dello sviluppo lineare che la scuola insegna, ma navigando di istinto in costellazioni che la rete mette a loro disposizione

Per i bambini attuali l’apprendimento per miglioramento lineare, che la scuola insegna, è una cosa scomoda, poichè mille cose che hanno intorno funzionano ormai in un altro modo (televisione, computer, smartphone). Il loro tipo di movimento non è consono con l’apprendimento lineare proposto dalla scuola, e da ciò nasce l'afflizione con cui essi vivono la carriera scolastica .

Il meccanismo che attraverso la fatica si potrà accedere a qualcosa che darà piacere, ha costituito il fondamento delle passate generazioni. Oggi però non è più proponibile negli stessi termini, in quanto i giovani attuali non hanno più le menti per quel tipo di fatica, farebbero con grande scioltezza un altro gesto ma non quello, perché in tutto il resto della vita attuale non viene riscontrato mai. Si viene così a creare una sproporzione tra il sacrificio e la soddisfazione.

Il meccanismo della fatica con il premio risulta estremamente infantile e banale per il tipo di mondo in cui abitiamo che risulta impostato sul contrario, il gesto che i nostri ragazzi sono chiamati a fare per lo più nel resto della vita è invertito,

La scuola propone iter decisamente scomodi per i giovani attuali, dimenticando che sapere e apprendere è innanzi tutto emozione e commozione e non processi di immagazzinamento di cose che potranno essere utili in momenti futuri.

Non dobbiamo avere la presunzione di riproporre i metodi educativi che ci hanno formato, sottovalutando il modo di essere di questi ragazzi, enfatizzando le loro mancanze ed ignorando le possibilità. Ad esempio loro hanno una tenuta nervosa sul numero degli input anche divergenti che le generazioni precedenti non potrebbero nemmeno immaginare.

Concludendo si può ribadire, che la nostra responsabilità di formatori è quella di capire che la funzione della scuola deve essere attualizzata rispetto a mondi in continuo cambiamento, non è facile ma sicuramente necessario.

E’ per queste ragioni che bisogna urgentemente invertire lo stato di abbandono e marginalità in cui la scuola è vissuta negli ultimi trenta anni.


LE DUE ANIME DELLA SCUOLA:

LA SCUOLA LUOGO GRIGIO DEL DISPOSITIVO E LUOGO CALDO DELLA LUCE NELL'ORA DI LEZIONE

PER UN'EROTICA DELL'INSEGNAMENTO

LA SCUOLA EDIPICA

La scuola del passato era disciplinare e autoritaria, valoriale e morale, basata sul rispetto della tradizione, basata sul sapere come assimilazione passiva, sulla venerazione del passato. Essa era un apparato dello stato finalizzato a normalizzare le vite, a renderle tutte uguali e a spegnere il pensiero critico. Ma contemporaneamente generava all’interno stesso della scuola il suo antagonismo cioè la critica culminata nei movimenti del '68 e '77. L’insegnante, per il fatto di essere insegnante, meritava il rispetto e il silenzio dovuto alla parola.

In questo tipo di scuola esisteva un cemento fondamentale ovvero l’alleanza generazionale tra i genitori e gli insegnanti, ovvero il patto educativo nasceva da questa alleanza oggi scomparsa.

Per il bambino l’insegnante è sempre un prolungamento inconscio della figura genitoriale (Freud)


LA SCUOLA ATTUALE

Oggi la scuola è molto diversa da quella descritta e non ne dobbiamo avere nostalgia, ma se esaminiamo la situazione attuale notiamo che il patto educativo tra istituzione e genitori si è sgretolato ovvero l’alleanza tra le generazioni si è dissolta. A causa di ciò l’insegnante oggi soffre di una solitudine assoluta, non essendo più riconosciuta la sua funzione ne' dal punto di vista sociale ne' da quello economico. Gli insegnanti hanno sostituito gli alunni e nel tritacarne autoritario dei Pink Floyd ci sono finiti loro.

La metafora tecnologica della scuola di oggi prevede gli alunni che come computer devono essere riempiti di files. Riempire le teste e pensare che il riempimento è necessario ad essere competitivi nella vita, caratterizza le azioni attuali.

La scuola di oggi trasforma la vita in una gara, il principio che domina è quello della prestazione e della performance. I nostri figli sono costantemente in gara e ciò è preteso dal narcisismo dei genitori che riflette il mito dell’affermazione individuale che caratterizza il nostro tempo.

Quello che viene meno in questa trasformazione della vita in gara è un corretto percorso formativo, che come suo elemento costituente ed insostituibile prevede l’errore e lo sbandamento, a cui oggi si è tolto ogni valore.

Oggi dominano due tendenze nella scuola, quella della tecnologia come paradigma didattico unico e miracoloso che rende al limite superflua la figura dell’insegnante sostituibile dal computer, e quella di trasformare la scuola in un luogo ricreativo e di divertimento. Progressivamente si è tolto significato ai provvedimenti disciplinari e alle bocciature senza nessuna credibile sostituzione, eliminando i momenti della decisione e della responsabilità


L’ORA DI LEZIONE

In questo panorama quello che deve assolutamente essere preservato è l’ora di lezione.

Il tempo della lezione è sempre più ridotto, soffocato da attività collaterali derivanti da un eccesso di burocratizzazione sicuramente meno centrali. La lezione che dovrebbe essere il cuore della funzione insegnante, occupa uno spazio sempre più marginale. Anche in altri settori il tempo degli adempimenti procedurali ha sostituito il reale rapporto con le persone, causando una progressiva e pericolosa disumanizzazione.

In questa scuola smarrita l’ora di lezione conserva una dimensione miracolosa, insegnare vuol dire lasciare un segno che non è rappresentato dai contenuti di quanto trattato ma dallo stile dell’insegnante e dall’amore per il sapere che l’insegnante trasmette all’allievo.

La natura dell’impronta del segno dell’insegnamento non ha il registro del sapere, l’insegnante non deve travasare il sapere dalla sua alla testa degli alunni, come nel Simposio di Platone Agatone si siede vicino al suo maestro Socrate perché intende farsi riempire di sapere dal maestro. Ma Socrate dichiara di non avere nulla da trasmettere ma di essere solo curioso ed interessato all’osservazione delle cose del mondo. Paradossalmente l’azione non è quella di riempire un vuoto ma al contrario di creare vuoti nella mente degli alunni atti a ricevere la conoscenza costruita in modo attivo che il maestro, innamorato del sapere, induce nell’allievo.

Agatone è il simbolo di tutte le istituzioni scolastiche, cioè l’idea che il maestro possiede il sapere e lo debba trasmettere agli allievi con un trasferimento passivo.

Il segno lasciato nell’allievo, dunque, non è il sapere ma l’amore per il sapere e il desiderio di questo.

Gli insegnanti che ci ricordiamo sono quelli che hanno saputo erotizzare il proprio rapporto con il sapere; è l’amore del maestro per il sapere che rende possibile l’innamoramento dell’allievo verso il sapere stesso. E’ la trasformazione del sapere in oggetto erotico che causa il desiderio

L’ora di lezione è un miracolo e può avvenire solo all’interno di un dispositivo che ha le sue leggi.

L’incontro produce la trasformazione degli oggetti teorici in corpi erotici (quando un libro diventa un corpo non ci stanca e non è più qualcosa che dobbiamo assimilare per dovere, ma rappresenta il luogo della scoperta personale dello stare al mondo).

La scuola può così diventare un luogo di resistenza alla deriva nichilista e rendere possibile trasformare dei corpi in libri, ossia rende possibile trasformare le esperienze di godimento, per esempio l’incontro con l’altro sesso, o l’incontro con la vita stessa, in un incontro d’amore, capace di trasformare il corpo in qualcosa di sempre nuovo e di entrare in contatto con gli altri non come se fossero oggetti funzionali ma corpi vivi da incontrare e conoscere con rispetto ed interesse.

Il corpo dell’altro diventa un libro e merita la stessa attenzione che si pone nella lettura. La scuola può e deve proporre questo agli adolescenti per fare resistenza alla deriva nichilista accennata. E’ necessario sostituire la via del culto dell’oggetto del godimento che riduce il mondo ad una sola cosa, con la via della cultura che apre mondi ed allarga gli orizzonti.

L’insegnante deve sedurre con la parola e consentire la trasformazione degli oggetti in corpi, ottenendo l’effetto di risvegliare visioni autonome e consapevoli del mondo.


IL DISAGIO GIOVANILE E IL NICHILISMO

Manca lo scopo. Manca la risposta al perché. Tutti i valori si svalutano. Il futuro non costituisce una retroazione di motivazione.

Assoluto presente.

L'epoca delle passioni tristi

IL PENSIERO DI RICONOSCIUTE PERSONALITÀ' SULLA SCUOLA E SUL NOSTRO TEMPO

  • Massimo Recalcati
  • Umberto Galimberti
  • Paolo Crepè
  • Daniela Lucangeli
  • Alessandro D'Avenia
  • Umberto Eco
  • Massimo Cacciari