Avevo scoperto questo luogo per caso, con grande meraviglia, discendendo da un sentiero nel bosco, intrapreso con un gruppetto di persone con cui ero in giro a fare fotografie. Il bosco si era aperto, e il corso d'acqua al nostro fianco continuava la sua corsa tra sponde murate, al centro di un'ampia pista verde. Proseguiva discendendo a balze, come un fiume nel bosco, con piccoli salti e cascate. Un sistema architettonico complesso e magistrale, con canali affluenti laterali, ponticelli per l'attraversamento e fabbricati annessi, evidentemente funzionali al controllo delle acque. Tutto realizzato in pietra e muratura, con grazia rinascimentale o neoclassica. Un'opera di sistemazione del paesaggio esemplare, con una perfetta integrazione tra natura e mano dell'uomo. Seguendo il percorso in discesa delle acque, avevamo raggiunto le grandi cisterne terminali e goduto dell'area più ampia posta al termine di questa opera incastonata nel verde, che mi apparve subito "aulica", segreta e meravigliosa. Chi aveva realizzato tutto ciò ? Quando e a che scopo?
Avevo capito poi di essere giunto a Guamo, da dove prende avvio l'imponente acquedotto che attraversa la campagna per raggiungere la città di Lucca. Avevo poi capito anche che questo era un luogo ben noto in zona, chiamato le "Parole d'oro", ed apprezzato per gite domenicali e pic-nic soprattutto in primavera. Quindi anch'io più volte vi sono tornato in simili occasioni, in compagnia di familiari e amici, e a volte per qualche passeggiata più solitaria. Avevo poi organizzato qui una visita d'istruzione con una classe, con cui stavamo sviluppando un progetto sull'acqua come risorsa per il territorio. Una guida locale, molto preparata, ci aveva accompagnato qui una fredda mattina di gennaio, chiarendoci molti aspetti e particolarità di questo luogo incantato, tra storia e natura. Così anche i miei figli sono stati accompagnati alle "Parole d'oro" in attività didattiche proposte dalle scuole elementari o medie, con obiettivi simili.
Decido di tornare qui anche ora. Un luogo noto, ma certamente unico, da visitare periodicamente. Dove capire cosa può voler dire integrazione ed equilibrio uomo-natura. Dove capire che niente è come l'acqua...
il sistema di captazione delle acque delle "Parole d'oro" è alimentato da numerose sorgenti soprastanti la località di Guamo. In particolare, si raccolgono qui le acque del rio San Quirico. Si tratta di un corso d'acqua a carattere torrentizio, con forti differenze stagionali di portata. Le immagini qui riportate sono state scattate durante la gita scolastica ricordata (gennaio, 2018 - classe IB, Istituto Tecnico Agrario di Pescia)
In estate il paesaggio è assai diverso. Appare come uno scenario vuoto, un teatro dopo lo spettacolo. La vegetazione spontanea che cresce lungo il lastricato in pietra dove scorrono le acque superficiali - del tutto assenti ora qui - e lungo le sue sponde, è periodicamente tagliata. Il verde delle erbe ancora presenti ha perso comunque colore e vitalità. In realtà, internamente scorrono ancora le acque che continuano ad alimentare l'acquedotto ed ecosistemi umidi, che si formano a valle degli invasi e delle costruzioni adibite a filtrare e introdurre l'acqua nelle tubature. Il bosco intorno è florido e verde.
L'opera fu realizzata dal noto architetto Lorenzo Nottolini, su incarico di Maria Luisa di Borbone, nel sec. XIX. Lo scopo era portare l'acqua pulita delle sorgenti del Monte, presso Guamo, a Lucca. La città aveva infatti enormi difficoltà di approvvigionamento di acque pulite e potabili, con diffusione di gravi epidemie.
L'acqua delle sorgenti scorre in una galleria sottostante al letto lastricato in pietra, che le protegge dalla contaminazione. Scorrono in superficie solo le acque in esubero, assenti nel periodo estivo. Lungo il percorso sono presenti "bottini d'ispezione" delle acque.
Il nome del luogo deriva da un'iscrizione con caratteri lucenti - per la verità ottone - riportata su un ponticello, in prossimità di una costruzione (la "serra vespaiata") dove le acque sono filtrate e quindi portate al "tempietto di Guamo", dove prende avvio l'acquedotto per Lucca.
L'acquedotto progettato dall'architetto regio Lorenzo Nottolini fu concluso nel 1851 (ma già prima del termine dell'opera, l'acqua poteva arrivare alle fontane di Lucca). E' formato da 459 archi, per una lunghezza maggiore di tre chilometri. L'acqua correva in un canale posto alla sommità degli archi e procedeva, con la studiata velocità/pendenza, dal Monte alla città. Ancora oggi Lucca è fornita dalle acque di queste sorgenti, che però scorrono alla base dell'acquedotto storico, in tubature moderne.
Queste piante primitive, come i muschi e le selaginelle, sono strettamente legate agli ambienti acquosi e tappezzano i muri in pietra "alle Parole d'oro". In assenza di acqua, arrestano il loro metabolismo, potendo resistere per periodi molto lunghi. Quando l'acqua ritorna, viene assorbita da questi organismi come vere e proprie spugne, e si ha la ripresa vegetativa.
Queste sono delle vere e proprie "piante grasse", o meglio piante "succulente" - che trattengono acqua al loro interno - tipiche delle nostre latitudini. Anche queste si trovano sui muri delle strutture idrauliche qui presenti.
Le acque filtrate nella "serra vespaiata" sono immesse nei tubi che vanno all'acquedotto. Le acque in eccesso sono reimmesse nella parte terminale del letto in pietra.
Uno stillicidio continuo di acque forma qui una polla popolata di numerose specie vegetali ed animali.
Il sedano d'acqua è qui specie dominante. I suoi fusti sommersi, creano un intricato letto vegetale, alla base di questo ecosistema
Le acque trasparenti consentono l'attività fotosintetica anche sotto la superficie
Il sedano d'acqua (Apium nodiflorum) è un'idrofita che si radica sul fondo. Dalle gemme di questi organi sommersi, si ha, con la stagione favorevole, una grande crescita vegetativa
Le notonette sono delle sorte di cimici acquatiche. Nuotano sul dorso, sotto il pelo dell'acqua. Gli arti interiori sono usati come veri e propri remi di un vogatore
Tra le piante sommerse, anche in acque fluenti, sono presenti anche particolari briofite.
Sono presenti anche specie del genere Callitriche, cosiddette "gamberaie" per essere habitat ricercati dai gamberi di acqua dolce
Molte larve di insetti sono acquatiche, come quelle di effimere, "perle" (plecotteri), libellule e damigelle
Sono effettivamente presenti anche gamberi di acqua dolce, specie divenute oggi rare
Le acque in eccesso - non introdotte nelle tubature dell'acquedotto - sono reimmesse quindi, dall'alveo in pietra, nel letto naturale del Rio San Quirico. Questo prosegue il suo percorso, alternando tratti di corrente più forte, a tratti in cui le acque si fanno più lente e stagnanti, secondo la morfologia del terreno. La copertura boschiva, soprattutto di ontani, forma una sorta di galleria ombrosa, creando un microclima decisamente più fresco. E' anche questo un ambiente peculiare ricco di forme di vita, dove si possono osservare continui e lenti processi di trasformazione. La materia organica si decompone, formando humus e riportando gli elementi chimici al mondo inorganico. Molti detritivori possono trovare risorse per la loro crescita. I microrganismi sono quindi i segreti protagonisti di queste grandi trasformazioni.
In questo ambiente ombroso gli organismi produttori fotosintetici sono limitati. Le fonti di cibo sono piuttosto rappresentate dai detriti organici. Si sviluppano quindi cosiddette "catene del detrito". Ai cui vertici si trovano molti piccoli predatori.
Si trovano in queste acque piccoli coleotteri "metallici" lucenti, che si muovono velocemente come motoscafi sul pelo dell'acqua: i girinidi. Si tratta di predatori molto sensibili, dotati di un particolare apparato in grado di percepire le vibrazioni nell'acqua.
I girinidi sono insetti gregari. In seguito ad un'azione di disturbo delle acque, cominciano a muoversi velocemente sul pelo dell'acqua, producendo delle traiettorie circolari e ad "otto". Hanno occhi complessi divisi in due metà che consentono loro di poter avere un'ottima vista, sia sopra che sotto la superficie dell'acqua. Risultato straordinario dei processi di adattamento ed evoluzione.
Quando necessario - per necessità di attacco o di fuga -, i girinidi possono immergersi anche in profondità. Questo grazie anche alla formazione di bolle d'aria che sono trattenute al di sotto dello scudo rigido ("elitre") del dorso.
In questo ambiente, i girinidi si trovano a confronto con altri predatori acquatici che si muovono con rapidi scatti sul pelo dell'acqua -che pure si spostano in gruppo: i gerridi o "insetti pattinatori". Tra le due specie si stabiliscono relazioni di competizione.
La straordinaria capacità dei gerridi e dei girinidi di muoversi sulla superficie di un corpo idrico è anche dovuta ad un particolare proprietà chimico-fisica dell'acqua: la sua tensione superficiale. Questa è dovuta alla polarità delle molecole di acqua e alle forze di reciproca attrazione che si stabiliscono, come diretta conseguenza, tra di loro (cosiddetti legami ad idrogeno). La tensione superficiale dell'acqua è in grado di sostenere anche il peso di due insetti in accoppiamento.
"Alle parole d'oro" s'incontra soprattutto un luogo d'acqua. Un luogo per capire l'acqua, la sua dinamica, la sua importanza per l'ambiente, per il paesaggio, e per ogni specie vivente. Così anche per l'uomo, che deve produrre il suo migliore ingegno e i suoi migliori sforzi per poterne disporre. Niente come l'acqua. Niente senza acqua. La storia di questo luogo incantato, dove natura e mano dell'uomo s'incontrano, ce lo insegna. Una storia di equilibrio, saggezza e sostenibilità.