Questa canzone Ti regalerò una rosa fa pensare al film di Alberto Dupontel dove un soldato ha perso la sua mascella inferiore durante la prima guerra mondiale. Dopo guerra, quella « faccia rotta » se fa portare morto e continua a fare l’artisto sotto la copertura di un altro cognome, nonostante la voglio de su padre. Fa il pintore e per vivere, adotta la maschera di pavone. Mentre diverse avventure, il suo padre cade per caso sulle sue opere che gli sembrano stranamente familiari e le commuovono. In un certo senso, il suo talento si trova finalmente riconosciuto…
Ma la sofferenza sta lì : la sua identità di pavone in qualche modo stabilito, come nella canzone di Christicchi, decide di volare : « Mi chiamo Antonio e sto sul tetto… ». In qualche sorte, questo film è un allegoria del suicidio e della follia.