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FAQ

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In che cosa consiste una sessione di counseling filosofico?

Il ragionamento - in quanto pensiero critico - è l'elemento centrale del dialogo che si svolge durante una sessione di counseling filosofico. Partendo dal presupposto che il ragionamento possa influenzare le emozioni e un pensiero consapevole possa orientare anche aspetti emotivi dell'esistenza, i counselors filosofici fanno appello alle idee e ai metodi della filosofia, agli strumenti del ragionamento, all'enorme patrimonio di pensieri, idee, teorie sulla realtà, prospettive e, naturalmente, opere che da migliaia di anni vengono create in ambito filosofico, per aiutare a comprendere e, per quanto possibile, risolvere i problemi della vita reale. Il consultante, insieme al filosofo, prima di trovare una risposta, analizza la domanda, prova a rivederne i presupposti, se necessario, cerca di riformularla.



La filosofia può curare?

Il counseling filosofico non è una terapia ma un supporto educativo. Tuttavia avere maggiore consapevolezza dei propri pensieri, delle emozioni ad essi sottese, può migliorare notevolmente la qualità della vita.

Quando ci si rivolge a un counselor filosofico?

Le esperienze di vita che potrebbero indurre qualcuno a venire per una sessione di counseling filosofico includono l'incertezza su un cambiamento di carriera; conflitti etici o difficoltà in una relazione personale o professionale; disagio nelle relazioni con un partner; una crisi spirituale; domande sui valori di base, sul significato o lo scopo della propria vita; il tema della morte, del lutto, il dover affrontare una perdita, disagi dovuti a conflitti di identità... Il counseling come pratica filosofica affronta moltissimi problemi della vita, conflitti, dilemmi, indaga le innumerevoli questioni dell'esistenza ed è adatto a tutti coloro che sentono il bisogno di fare chiarezza dentro di sé, anche se non hanno un problema specifico, ma vorrebbero orientare meglio le loro vite, sentono che gli manca una direzione o uno scopo. In generale, le persone si rivolgono al counselor filosofico per reinterpretare la propria esistenza e scioglierne i nodi, approfondendo il loro pensiero e la consapevolezza di sé.

In che modo il counseling filosofico differisce dalla psicoterapia?

Prima di tutto, il counseling filosofico non è un supporto terapeutico ma educativo; l'approccio non è diagnostico, il metodo enfatizza il dialogo e lo scambio dialogico avviene tra due persone (un consultante e un filosofo) che si confrontano su problemi umani ordinari. Le persone che scelgono di confrontarsi con un filosofo non necessariamente vivono un grande disagio, potrebbero avere una vita soddisfacente sotto molti aspetti, tuttavia vogliono comprendere e comprendersi meglio, oppure hanno una sensazione generale di disorientamento, mancanza di senso o scopo, una certa scontentezza, o sono preoccupate per il corso ambivalente della loro vita, o hanno un problema particolare ma non riescono bene a inquadrarlo, o si sentono in trappola per qualche ragione e non sono in grado di vedere alternative o vie d'uscita. Queste situazioni spesso richiedono solo un supporto filosofico-educativo e non psicoterapeutico (ciò non toglie che in ambito terapeutico molti operatori possano lasciarsi ispirare da idee filosofiche).

Se il counseling filosofico si concentra sul ragionamento, può aiutarmi ad affrontare la mia vita emotiva, cioè la paura, la tristezza e la rabbia che mi hanno portato a chiedere consiglio?

Si, assolutamente. Il counseling filosofico non ignora gli stati emotivi. Tuttavia i counselors filosofici ritengono che un pensiero critico, capace di identificare, esaminare e sfidare le emozioni, renda più liberi. La paura può immobilizzare, la rabbia può offuscare la mente, la tristezza può demotivarci. A volte però queste emozioni derivano da giudizi che abbiamo fatto su noi stessi o sugli altri e tendono a diminuire quando vediamo quei giudizi come imprecisi o come presentazione di un'immagine incompleta di una situazione. Quindi, certamente il counselor filosofico riconosce l'importanza delle emozioni per il benessere della persona, tuttavia cerca principalmente di analizzare la "realtà", o meglio il mondo del cliente e il suo modo di procedere nel ragionamento. Le cause profonde delle emozioni potrebbero non essere quelle che appaiono a uno sguardo superficiale. Orientare il dialogo e la ricerca sui processi di ragionamento, oltre che sul nostro sentire immediato, permette di svelare nuovi sensi, sorprendenti significati, inaspettate opportunità.

Qual è il tuo percorso di studi e come sei diventata counselor filosofico?

Ho conseguito la laurea di primo livello e la laurea magistrale in Filosofia entrambe presso l'Università degli studi di Trieste, entrambe col massimo dei voti e lode. Sono un counselor certificato da APPA, l'American Philosophical Practitioners Association, ossia l'associazione internazionale di Counselig filosofico fondata da Lou Marinoff, l'autore del famosissimo libro Platone è meglio del Prozac.

Come socio APPA sono tenuta a un costante aggiornamento. Puoi vedere il mio profilo al link:

https://appa.edu/user/filomena.adda/


Sono anche socio PRAGMA, associazione di categoria dei professionisti delle pratiche filosofiche.

Un incontro individuale di counseling filosofico può durare 90 minuti e oltre, Il primo incontro è gratuito.


Per consulenze in studio o online (anche in inglese) vedi la pagina Contatti


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