LA STORIA DEL GIAPPONE
La storia del Giappone si divide in grandi intervalli di tempo (comunemente chiamate "età") che a loro volta vengono suddivise in intervalli di durata minore chiamati "periodi" o "epoche". Questi ultimi si differenziano tra loro in base ai cambiamenti nella produzione artistica e a seconda dell'evoluzione della struttura politica del Paese: la loro classificazione è pertanto suscettibile a cambiamenti secondo la discrezione personale dei vari autori e per questo motivo vi sono divergenze sulla datazione dell'inizio e della fine di alcuni di questi periodi. La tabella a destra riporta la classificazione a opera dell'archeologo Charles T. Keally.
Le nengō (年号?) o "ere" forniscono un altro tipo di classificazione della storia del Giappone, che viene suddivisa in base all'imperatore regnante. Tale sistema prevede che il nome dell'imperatore in quel momento al comando sia seguito dall'anno corrispondente al suo mandato; per esempio, il 1948 corrisponde al ventitreesimo anno del periodo Shōwa. In Giappone si usa sia il calendario gregoriano sia il sistema delle nengō, benché quest'ultimo sia raramente utilizzato nella bibliografia occidentale.
Fonti prese da: https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Giappone
LA GEOGRAFIA DEL GIAPPONE
Le isole che formano il Giappone costituiscono la parte emersa di una grande catena montuosa, in origine appartenente al continente asiatico, dalla quale si staccarono nell'era cenozoica. La lunga e stretta isola principale, Honshū, che da sola rappresenta i due terzi della superficie del Paese, ha un'ampiezza massima inferiore ai 322 km, mentre nessun punto del Giappone è distante più di 161 km dal mare. Il litorale del Giappone, molto lungo in proporzione alla superficie totale del Paese, si estende per 29.750 km, con numerose baie e insenature.
Le coste sul Pacifico sono in prevalenza frastagliate, ricche di golfi, promontori e insenature, in conseguenza dell'azione erosiva delle maree e di violente tempeste. La costa occidentale di Kyūshū, sul Mar Cinese orientale, rappresenta la parte più irregolare del litorale giapponese. È possibile trovare qualche insenatura navigabile sulla costa orientale sopra Tokyo, ma è a sud dell'omonima baia che sono situati molti dei più importanti porti e baie del Giappone. Tra Honshū, Shikoku e Kyūshū si trova il Mare interno di Seto, disseminato di isole e collegato all'oceano Pacifico e al Mare del Giappone da tre piccoli stretti raramente colpiti dalle tempeste oceaniche.La linea costiera occidentale, che s'affaccia sul Mare del Giappone, è poco articolata e ha un'estensione inferiore ai 4.830 km; le uniche insenature di rilievo sono la baia di Wakasa e la baia di Toyama nel Honshū.
L'arcipelago giapponese è stato trasformato dall'opera dell'uomo in una sorta di terra continua, in cui le quattro isole principali son interamente raggiungibili e percorribili dai mezzi di trasporti ferroviari e stradali grazie alla costruzioni di enormi viadotti e gallerie che collegano tra loro le varie isole. Inoltre sono state costruite diverse isole artificiali, quale ad esempio Odaiba e Port Island.
Nel novembre 2008 il Giappone ha presentato una richiesta di espansione della sua piattaforma continentale; quattro anni più tardi, nel 2012, la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale ha riconosciuto in tutto 310.000 km² di fondale intorno Okinotorishima, dando al Giappone la possibilità di accedere alle risorse dei fondali marini delle aree vicine. Secondo la Commissione delle Nazioni Unite sui limiti della piattaforma continentale, l'espansione approvata equivale a circa l'82% della superficie totale del Giappone. La Cina e la Corea del Sud, successivamente, hanno espresso perplessità sulla concessione di tale espansione, poiché ritengono non classificabile come isola l'atollo di Okinotorishima,contestando il diritto alla zona economica esclusiva di quell'area da parte del Giappone.
In virtù del notevole sviluppo in latitudine del Paese, le isole giapponesi presentano condizioni climatiche molto varie. La temperatura media varia tra i 5 °C di Nemuro (Hokkaidō) e i 16 °C di Okinawa, con una temperatura media di 25 °C. La più alta temperatura mai misurata, invece è di 41 °C, fatta registrare il 12 agosto 2013 nella prefettura di Kōchi,con un aumento della temperatura di 1,2 °C rispetto alla media usuale, il quale ha provocato nella stessa estate dagli 87 ai 338 decessi, soprattutto tra le persone anziane.
Estati brevi e miti e inverni lunghi e rigidi caratterizzano l'isola di Hokkaidō e la parte settentrionale del Honshū; gli inverni rigidi si devono in gran parte ai venti di nord-ovest provenienti dalla Siberia e alla corrente marina fredda, detta Corrente Oyashio, che scende da nord e lambendo le coste di Hokkaidō e quelle settentrionali di Honshū accentua in queste regioni i rigori dell'inverno, ricoprendole di neve per quasi tre mesi all'anno. Nel sud e nell'est del Honshū le temperature invernali sono notevolmente miti grazie all'influenza della corrente calda detta Corrente Kuroshio (o Corrente del Giappone), che sale da sud e lambisce le coste meridionali di Honshū e delle altre due isole, mitigando il clima invernale.
Fondamentalmente è possibile dividere l'arcipelago in sei distinte zone:
Durante gennaio e febbraio il clima è generalmente soleggiato e secco, ad eccezione del nord del Giappone e lungo il Mar del Giappone in cui sono frequenti le nevicate. A marzo, le prime fioriture dei susini e dei ciliegi sono i segnali dell'inizio della primavera, la quale ad aprile rende il clima piacevole e mite. A maggio la vegetazione diventa lussureggiante e le temperature sono ancora confortevoli; a Hokkaidō, l'arrivo della primavera è ritardato di circa un mese rispetto a Tokyo, mentre nell'altra estremità del Paese, a Okinawa, inizia la stagione delle piogge (梅雨 tsuyu?) che generalmente dura fino a metà giugno. A giugno la stagione delle piogge inizia in tutto il resto del Paese, tranne Hokkaidō; anche se non piove tutti i giorni, il tempo tende ad essere nuvoloso e tetro. La durata e l'intensità della stagione delle piogge può cambiare completamente di anno in anno. Quest'ultima si conclude solitamente a luglio, portando caldo e afa nella maggior parte del Giappone. La stagione dei tifoni raggiunge il suo picco nel mese di agosto e settembre: i tifoni di solito colpiscono le coste di Okinawa, Kyūshū e Shikoku e causano forti piogge in quasi tutto il Giappone per circa due giorni. Ad ottobre il clima è ancora caldo, ma si abbassa tuttavia il grado di umidità, tornando secco e mite nel mese di novembre e dicembre.
Fonti prese da: https://it.wikipedia.org/wiki/Geografia_del_Giappone