OLTRE L'ORDINARIO
A.S.2025-2026
CLASSE: 2 ASS
DOCENTI: PROF.SSE CALDARARO IRENE, TUMA DEBORA, PICCI MARIANTONIETTA
A.S.2025-2026
CLASSE: 2 ASS
DOCENTI: PROF.SSE CALDARARO IRENE, TUMA DEBORA, PICCI MARIANTONIETTA
E.C. e K. G.
Quando penso a Simone de Beauvoir, penso a una donna molto coraggiosa, capace di andare contro le regole della sua epoca per difendere la libertà e l’uguaglianza. Nata a Parigi nel 1908, Simone non voleva vivere la vita che la società aveva già deciso per le donne: sposarsi, restare in silenzio e dipendere dagli uomini. Lei voleva studiare, scrivere e scegliere da sola il proprio futuro. Per questo diventò filosofa e scrittrice, e dedicò gran parte della sua vita a parlare dei diritti femminili. Il suo libro più famoso è “Il secondo sesso”,pubblicato nel 1949, in cui spiega che molte differenze tra uomini e donne non dipendono dalla natura, ma dall’educazione e dalle regole imposte dalla società. La sua frase più famosa è: “Donna non si nasce, lo si diventa”. Questa frase ancora oggi fa riflettere molte persone. Secondo me Simone de Beauvoir è importante perché ha dato voce a tante donne che non potevano esprimersi liberamente. Ha insegnato che ogni persona deve avere il diritto di scegliere chi essere, senza paura del giudizio degli altri. Anche se viveva in un periodo molto diverso dal nostro, molte sue idee sono ancora attuali, soprattutto quando si parla di parità tra uomini e donne. La sua vita mi fa capire quanto sia importante avere il coraggio di difendere le proprie idee e non lasciare che siano gli altri a decidere per noi.
S.B.
Alda Merini appare come una figura che attraversa la scena della vita con passi insieme fragili e incandescenti, una donna che porta addosso il peso e la luce della parola. Non entra: irrompe. Non parla: incide. La sua voce sembra nascere da un luogo profondo, quasi sotterraneo, dove il dolore si trasforma in canto e la follia in visione.
È una presenza teatrale, viva e inquieta. La si immagina seduta su un letto disfatto o affacciata a una finestra di Milano, mentre osserva il mondo con occhi che hanno conosciuto l’abisso e non lo temono più. Nei suoi gesti c’è una grazia spezzata, una nobiltà che non chiede riconoscimento. Ogni parola che pronuncia è necessaria, come se fosse stata strappata a una notte lunga anni.
La sua esistenza si fa palcoscenico di contrasti: amore e ferita, estasi e reclusione, carne e spirito. E lei, attrice e autrice insieme, non cerca mai di conciliare, ma espone. Espone la verità nuda, anche quando brucia. Anche quando scandalizza.
C’è qualcosa di sacro e profano nella sua figura: una santa della poesia, ma con le mani sporche di vita. Ride, Alda, ride di un riso che sa di pianto, e piange con una dignità che sembra quasi ironia. È una sacerdotessa della parola, ma anche una donna che ha conosciuto la solitudine più feroce.
Eppure, nella sua voce, rimane sempre una promessa: che dal dolore può nascere bellezza, che anche la ferita più profonda può diventare canto. E allora la scena si spegne lentamente, ma lei resta, come un’eco che non vuole tacere, come una fiamma che continua a tremare nel buio.
V.P.
ALICIA ALONSO È STATA MOLTO PIÙ DI UNA SEMPLICE BALLERINA.
È STATA UN ATTO DI RESISTENZA TRASFORMATO IN ARTE.
SUL PALCOSCENICO IL SUO CORPO RACCONTAVA UNA VERITÀ RARA,FATTA DI DISCIPLINA FERREA E DI UN EMOZIONE CHE SEMBRAVA NASCERE DA UNA PROFONDITÀ QUASI INVISIBILE.
LA SUA STORIA È SEGNATA DA UNA SFIDA STRAORDINARIA:DANZARE CONVIVENDO CON UNA GRANDE PERDITA DELLA VISTA,EPPURE PROPRIO DA QUESTO LIMITE È NATA UNA PRESENZA SCENICA UNICA,QUASI MAGNETICA,COME SE OGNI MOVIMENTO FOSSE GUIDATO DA UNA PERCEZIONE INTERIORE PIÙ CHE DALLO SGUARDO.
QUANDO INTERPRETAVA GISELLE NON ERA SOLO UN RUOLO:ERA UNA METAMORFOSI.
LA FRAGILITÀ,LA FOLLIA,L’AMORE E LA REDENZIONE PRENDEVANO FORMA NEI SUOI GESTI PRECISI,SOSPESI TRA TECNICA IMPECCABILE E ABBANDONO TOTALE.
ALICIA NON VEDEVA PIENAMENTE IL MONDO, MA LO FACEVA VEDERE AGLI ALTRI CON UNA CHIAREZZA DISARMANTE.
LA SUA DANZA ERA MEMORIA E IDENTITÀ,UN PONTE TRA LA TRADIZIONE CLASSICA E L’ANIMA DI CUBA CHE LEI HA CONTRIBUITO A PORTARE SULLA SCENA INTERNAZIONALE CON ORGOGLIO E DETERMINAZIONE.
IN OGNI PASSO VIVEVA UNA TENSIONE POETICA:IL DESIDERIO DI PERFEZIONE E LA CONSAPEVOLEZZA DEL LIMITE UMANO.
ALICIA CI INSEGNA CHE L’ARTE NON È ASSENZA DI OSTACOLI,MA CAPACITÀ DI TRASFORMARLI IN UN LINGUAGGIO.
LA SUA EREDITÀ NON RISIEDE SOLO NEI TEATRI CHE HA CALCATO, NELLO SGUARDO,PARADOSSALMENTE LUCIDISSIMO CON CUI HA INSEGNATO A SENTIRE,PRIMA ANCORA CHE A VEDERE.
E.C.
Gabriel Coco Chanel non ha solo creato vestiti ha inventato un modo di vivere basato sulla libertà la semplicità e un pizzico di audacia ribelle.
Il suo pensiero ha rivoluzionato il mondo; ha liberato le donne dai corsetti, introducendo il concetto di chic confortevole.
I suoi pilastri sono: tubino nero, tailler, perle finte e all'uso del jersey che all'epoca veniva usato solo dal genere maschile.
Sappiamo che il suo numero fortunato era il 5, scelto per il profumo leggendario essendo il quinto campione a lei presentato.
Le sue citazioni sono così iconiche ma aveva una regola fissa "la moda passa, lo stile resta ".
Nasce in povertà estrema, il padre l'abbandona in un orfanotrofio di suore ed è proprio lì che impara a cucire, Coco deriva da un ricordo di una canzone che gli cantava suo padre.
Non faceva mai uscire una collezione senza aver consolidato le carte, essendo appassionata dai tarocchi.
Le perle, non usciva mai senza. Pensava che le perle illuminavano il viso di una donna è molto spesso mescolava delle perle finte con quelle vere regalate dai suoi amanti miliardari
G.B.
C'è una donna che non ha mai varcato il confine della sua porta eppure ha attraversato l'infinito. Emily Dickinson
ha preso il silenzio e lo ha trasformato in poesia che ti entra nelle ossa. Ogni parola sua è un colpo di luce, ogni trattino un abisso sospeso tra vita e morte. La speranza? Non è solo un'idea, è una piuma che batte dentro di noi anche quando tutto sembra perduto! Ironica, ribelle, invisibile eppure più viva di chiunque altro sulla terra. Emily Dickinson ci insegna che l'universo intero può stare in un solo respiro, se hai il coraggio di ascoltarlo.
M.B.
Virginia non osserva il mondo : lo assorbe .
Per lei , una foglia che cade è un evento cosmico , è il rintocco delle ore è una ferita nel fianco del tempo .Non scriveva storie ; tesseva la nebbia , imprigionava il flusso della coscienza in una rete di seta e acciaio . Ha lottato contro i giganti del suo secolo con l’unica arma che possedeva : una sensibilità senza pelle .
Ha preteso per ogni giorno una stanza e una rendita , non per egoismo , ma per permettere al genio di non morire di fame e di silenzio .
Sapeva che la morte è un vetro sottile .
Quando il rumore del mondo divenne un grido insopportabile, lei scelse il silenzio profondo delle acque .
Non fu una resa , ma l’ultimo atto di una ricerca : diventare lei stessa ritmo, molecola, puro spirito che danza nel vuoto .
Lascia dietro di sé una scia di luce che ancora oggi ci costringe a guardare dentro noi stessi ; dove il mare è più profondo
G.G.
Manal al-Sharif è un'attivista per i diritti delle donne dell'Arabia Saudita. È diventata famosa a livello internazionale nel 2011 quando ha lanciato la campagna "Women2Drive". Questa campagna incoraggiava le donne saudite a guidare in pubblico per sfidare il divieto di guida imposto alle donne nel paese. All'epoca l'Arabia Saudita era l'unico paese al mondo in cui le donne non potevano guidare. Manal al-Sharif ha pubblicato un video su Youtube in cui si vedeva lei stessa guidare un'auto, infrangendo apertamente la legge. Questo atto di disobbedienza civile ha attirato l'attenzione di molti media, e ha ispirato altre donne in Arabia Saudita a unirsi alla protesta guidando a loro volta e condividendo le loro esperienze online. A causa del suo attivismo, Manal al-Sharif è stata arrestata e detenuta dalle autorità saudite. La sua azione ha generato un dibattito globale sui diritti delle donne e sulle restrizioni imposte loro in Arabia Saudita. Dopo il suo arresto Manal al-Sharif ha lasciato l'Arabia Saudita ed è diventata una figura di spicco nella difesa dei diritti umani e delle libertà civili a livello mondiale.
D.R.P.
Michaela DePrice, nata in Sierra Leone, nel cuore della guerra civile. Orfana a solo tre anni, "la bambina numero 27", marchiata dalla vitiligine, chiamata "figlia del diavolo". Il destino aveva scritto per lei un copione di dolore e oscurità. Ma lei...lei ha rifiutato la sceneggiatura.In un orfanotrofio polveroso, un giornale abbandonato le mostra una figura felice, sulle punte. Un sogno. Una scintilla.
Adottata, portata in America, amata. Il talento esplode. Ma il mondo del balletto e un campo di narcisi, e lei era un papavero in mezzo. Ha lottato contro pregiudizi, razzismo, la paura di non essere abbastanza "bianca" in un tutù.
Da orfana di guerra a protagonista del documentario First Position, per Beyoncé.
Lei è la prova che la bellezza può nascere dell'orrore. Che le ferite possono trasformarsi in ali. Non abbiate mai paura di essere unici!
D.P.
Cleopatra VII, ultima sovrana della dinastia tolemaica, emerge nella storia come una figura complessa, sospesa tra mito e realtà. Nata in Egitto nel I secolo a.C., fu molto più di quanto la tradizione abbia tramandato. L'immagine di Cleopatra è stata plasmata dai vincitori. Roma, attraverso i suoi storici, la dipinge come una donna pericolosa, capace di soggiogare gli uomini con il fascino. Tuttavia, dietro questa rappresentazione si cela una sovrana che lottò fino all'ultimo per difendere l'autonomia del proprio regno.
La sconfitta contro Ottaviano segna il crollo definitivo delle sue aspirazioni. Cleopatra si ritrova sola, privata del potere e delle alleanze. In questo contesto, la scelta della morte appare come un atto finale di controllo sul proprio destino, un gesto che ribadisce la sua identità regale.
Così, Cleopatra resta sulla scena della storia non come semplice icona di seduzione, ma come simbolo di resistenza, intelligenza politica e tragica grandezza.
R.M.
"Mi hanno insegnato a credere che, se una persona sta affondando, deve essere salvata, qualunque sia la sua religione o nazionalità. Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra e non un titolo di gloria." Irena Stanisłava Sendler è stata un'infermiera e assistente sociale polacca, collaborò con la Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale dove salvò 2500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia. Quando i nazisti occuparono la Polonia cominciò a lavorare per salvare gli Ebrei dalla persecuzione. Affidò alcuni bambini a strutture religiose, perché sapeva di poter contare sulle donne di fede. Annotava i veri nomi dei bambini accanto a quelli falsi, nella speranza di riconsegnare i bambini ai loro veri genitori. Nell'ottobre 1943 venne arrestata dalla Gestapo sottoposta a pesanti torture, ma non rivelò il proprio segreto. Venne condannata a morte, ma fu salvata dalla rete della resistenza polacca. Nel 1965 venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme come una dei Giusti tra le nazioni e il suo nome venne anche raccomandato dal governo polacco per il premio Nobel per la Pace.
G.C.
Raffaella Carrà è stata la "Regina della TV", ha conquistato l'Italia e il mondo come cantante, ballerina e conduttrice. Famosa per il suo caschetto biondo e la sua energia, ha rivoluzionato il costume diventando un simbolo di libertà: fu la prima a mostrare l'ombelico in TV. Tra i suoi successi troviamo A far l'amore comincia tu, Tanti auguri e il ballo Tuca Tuca. In televisione ha fatto storia con programmi come Canzonissima, Pronto, Raffaella? e Carràmba! Che sorpresa.
Ancora oggi, a pochi anni dalla sua scomparsa il 5 luglio del 2021, resta un’icona mondiale di emancipazione e diritti civili.
S.M. K.G.
Rosa Parks è una donna di colore. Un giorno ha detto "no" sul bus, non ha voluto dare il suo posto a un uomo bianco e così ha aiutato a cambiare la storia del mondo.
F.D.P.
Ruth Handler è stata una visionaria imprenditrice statunitense, celebre in tutto il mondo per essere la co-fondatrice della Mattel e l'ideatrice di Barbie, la bambola più famosa e venduta della storia.
Handler ebbe l'intuizione per Barbie osservando la figlia Barbara giocare con bambole di carta e nonostante lo scetticismo iniziale, persistette nel creare una bambola tridimensionale adulta, lanciata ufficialmente il 9 marzo 1959.
Chiamò la bambola Barbie in onore di sua figlia. L'obiettivo era offrire alle bambine un modo per immaginare il proprio futuro, trasformando Barbie in un'icona capace di ricoprire innumerevoli ruoli professionali.
Come co-fondatrice di Mattel, Ruth Handler è considerata una delle prime grandi donne imprenditrici di successo. È descritta come una donna caparbia, capace di superare le difficoltà e di perseguire le proprie idee nonostante le resistenze del mercato, dominato allora da uomini.
Oltre al successo di Barbie, la sua storia è legata al motto del brand "You can be anything" (Puoi essere tutto ciò che vuoi). È ricordata per aver rivoluzionato l'industria del giocattolo e per il suo spirito imprenditoriale.