Napoleone va inteso in tutta la sua complessità e ambiguità, in quanto è un personaggio storico più grande della sua disgrazia, sia quella procurata che quella a cui ha dovuto soccombere. Ha rappresentato una speranza sia per borghesi e villani, ma per alcuni è stato una vera e propria dannazione.
La produzione delle pellicole che hanno come protagonista Napoleone Bonaparte è molto ampia e di difficile catalogazione. Inizia con la produzione di cortometraggi alla fine del XIX secolo, agli albori quindi della nascita del cinema, per arrivare fino ad oggi a film in formato digitale.
Sono circa un migliaio le opere di fiction le cui storie sono ambientate nei quasi vent'anni dell'epoca napoleonica; tra queste si possono estrarre le opere che vedono Napoleone tra i protagonisti e suddividerle tra silent film, pellicole cinematografiche, miniserie per la TV. Il libro seleziona una cinquantina di titoli tra cui scegliere per approfondire l'altrettanto numerosa letteratura in materia.
Il libro è completato con le schede di 40 pellicole cinematografiche con Napoleone Bonaparte tra i protagonisti, oltre alle immagini di dominio pubblico delle locandine originali e degli interpreti.
La visione cinematografica del Risorgimento che possiamo avere analizzando la produzione di pellicole dagli albori fino ad oggi, è frammentaria. La storia d'Italia, con il suo caratteristico alternarsi dei governi spesso esageratamente ravvicinato e in aperta opposizione, non ha permesso la creazione di una chiara e uniforme epopea.
Ne esce comunque un quadro composito e ricco, che dà un'idea precisa non forse dell'Italia come Nazione ma almeno degli italiani come popolo sempre diviso tra desideri di atteggiamenti autoritari e democratici.
Il libro è completato con le schede tratte da siti web delle pellicole cinematografiche prodotte e distribuite in Italia, oltre alle immagini di dominio pubblico delle locandine originali.
Agli albori della storia del cinema, la Grande Guerra è arrivata nelle sale cinematografiche di tutto il mondo occidentale in due formati, ambedue lontani dalla realtà: la documentaristica, che per ragioni di sicurezza e censura non poteva far vedere la realtà degli scenari di guerra, e le pellicole a soggetto, nelle quali erano comunque sempre assenti i reali drammi dei soldati al fronte. Eppure, è stato anche il primo conflitto portato al cinema in modo strutturato. In più di cento anni, dal 1914 a oggi, la sola Italia ha prodotto oltre duecento titoli di pellicole cinematografiche e una ventina di produzioni televisive. Sono tanti, se confrontati con le 180 pellicole prodotte a livello internazionale nello stesso periodo sullo stesso tema e ambientate nei fronti sia europei che mondiali.
Il libro è completato con le schede tratte da siti web (Wikipedia e Archivio del cinema italiano) delle pellicole cinematografiche prodotte e distribuite in Italia.
Il periodo compreso tra l’ottobre del 1922 e il luglio del '43, noto come Ventennio, coincise con l’ascesa del Partito Nazionale Fascista e con la maturazione del linguaggio cinematografico. In questi anni, l’industria cinematografica italiana passa dal muto al sonoro e si assiste alla nascita di nuovi generi che influenzeranno le produzioni successive.
A partire dagli anni Venti il cinema italiano si è trovato nelle condizioni ideali per intraprendere una maturazione culturale che sarebbe culminata nel dopoguerra con il Neorealismo. Si sviluppa un "realismo cinematografico" focalizzato sul mondo contadino che anticipò il cinema d’autore e vide la pacifica collaborazione di molti registi e sceneggiatori che lavoravano per la cinematografia di propaganda fascista. Quest’ultima, pur essendo uno dei più efficaci strumenti del regime per indottrinare le masse, produsse a volte opere di notevole valore artistico che diventeranno nel dopoguerra un modello per gli autori stranieri.
Il libro è completato con le schede tratte da siti web delle pellicole cinematografiche prodotte e distribuite in Italia, oltre alle immagini di dominio pubblico delle locandine originali.
Il cammino della guerra di Liberazione in Italia inizia all’indomani dell’8 settembre 1943 e termina nell’aprile del 1945. Il famoso film di Ettore Scola, Una giornata particolare, ambientato il giorno della visita di Adolf Hitler a Roma del 6 maggio 1938, diventa prodromo per un percorso che parte dallo sbarco degli alleati in Sicilia nel ’43 e arriva fino alle manifestazioni partigiane nelle città liberate nel ’45.
Il libro è completato con le schede tratte da siti web delle pellicole cinematografiche prodotte e distribuite in Italia, oltre alle immagini di dominio pubblico delle locandine originali.
Guardare a distanza un iceberg è un po’ come limitarsi a prendere atto che esiste solo ciò che possiamo vedere. È sbagliato, come principio. Un iceberg è una struttura intrigante: interamente fatta di acqua ghiacciata, si sviluppa per quattro quarti al di sotto della linea d’acqua e uno sopra. È difficile immaginare le dimensioni della parte subacquea dalla sola osservazione della parte emersa. Considerare Olocausto solo ciò che si è potuto vedere di quello che accadde nei campi di prigionia alla fine della seconda guerra mondiale, è commettere esattamente quell’errore di principio. La parte più grossa dell’Olocausto beccheggia esattamente sotto il livello della nostra percezione. Le ragioni possono essere molteplici.
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