Se un'assemblea partisse dalle proposte concrete, diventerebbe subito una gara tra realtà che rivendicano un pezzo di spazio. Partendo dal metodo, il comitato si posiziona come garante di un processo, non come distributore di stanze: la domanda pubblica dovrebbe essere "con quali criteri decidiamo cosa va bene per gli Stalloni?", non "chi vuole cosa?". Per questo abbiamo deciso in questa prima fase di ipotizzare una "cornice" entro la quale discutere ed ecco alcuni dei criteri che proponiamo per valutare qualsiasi uso dello spazio:
Utilità pubblica reale - un uso si valuta per il beneficio che porta alla città, non per l'interesse di chi lo propone; a parità di condizioni, ha priorità ciò che serve a più persone o a bisogni oggi scoperti.
Complementarità, non duplicazione - ogni nuova funzione deve dialogare con ciò che Crema già offre, non sovrapporsi a realtà esistenti (culturali, sociali, educative) che già funzionano.
Apertura e mescolanza - si privilegiano usi che si intreccino tra loro - persone, competenze, orari, pubblici diversi che si incontrano - invece di spazi assegnati singolarmente e chiusi l'uno all'altro.
Sostenibilità nel tempo - ogni proposta deve indicare chi potrebbe gestirla, con quali risorse e con quale continuità: l'entusiasmo iniziale non basta, serve chi se ne prende cura negli anni.
Reversibilità e flessibilità - lo spazio deve poter evolvere, senza restare "congelato" sulla prima idea che ha successo; lo stesso vale anche per le attività già presenti.
Processo partecipato - le assegnazioni dovrebbero nascere da un percorso pubblico e verificabile da chiunque, non da accordi bilaterali tra un singolo soggetto e l'amministrazione.
Accessibilità e apertura alla città - fruibile come lo sono la biblioteca o i musei: un possibile modello di "Centro Comunitario" al servizio della cittadinanza, ma anche di amministrazione, privati e aziende.
Un ambito urbanistico - non una porzione isolata di città, ma un nodo che si collega alle aree urbane, commerciali e infrastrutturali vicine (come l'area mercatale), nel rispetto dei vincoli imposti dalla Soprintendenza.
Compatibilità ambientale - attenzione al rispetto degli spazi e delle esigenze di realtà già presenti nell'area, come il CRE, e di altre previste ad esempio dal progetto Welfare.
Chiaramente restiamo aperti a suggerimenti su altri criteri.
Non sono un test da superare una volta sola, ma la griglia con cui leggere ogni proposta - comprese le nostre. Per ora non chiediamo alla città di scegliere tra proposte già in campo, ma di scegliere insieme il metodo. Solo in una seconda fase, con tavoli tecnici, si porteranno proposte concrete all'amministrazione.