CANTIERE STALLONI
CANTIERE STALLONI
Comitato cittadino per gli Stalloni e il patrimonio pubblico di Crema
CHI SIAMO
Uno spazio pieno di possibilità, un'idea di città
Nel cuore di Crema c'è un'area vasta, silenziosa, in gran parte ancora sconosciuta a chi la abita ogni giorno da fuori. La sorpresa di chi vi entra per la prima volta è sempre la stessa: Non immaginavo che dentro la città potesse esistere uno spazio così!
In effetti, fino ad oggi, questo spazio non apparteneva pienamente alla città e ai cittadini: una specie di “giardino segreto” che nasconde meraviglie e, come ogni spazio grande e poco utilizzato, racchiude in sé molteplici possibilità. Alcune di queste “possibilità” hanno occupato i giornali e i Social nell’ultimo anno, tra i primi progetti annunciati dal Comune sul Welfare e alcuni idee e “desiderata” di partiti e associazioni...
Uno dei primi motivi per i quali abbiamo sentito la necessità di riunirci è stato proprio quello di fare chiarezza, capire lo stato delle cose e verso che direzione si stesse procedendo. Gli Stalloni sono una delle rare occasioni che possono davvero incidere profondamente su una città e nella qualità della vita dei suoi cittadini. Potrebbero diventare molte cose e avere funzioni che oggi a Crema mancano o sono sparse in luoghi diversi, che qui potrebbero finalmente dialogare tra loro. Questo non significa che ci possa andare qualsiasi cosa: ci sono innumerevoli variabili, ambientali, di attività previste o già presenti, di tutela e di funzionalità rispetto a tutto il circondario e molto altro di cui tenere conto.
Cantiere Stalloni nasce anche per questo: da una parte far innamorare Crema di questo spazio e delle sue possibilità, prima ancora che qualcuno decida cosa farne. Dall’altra affrontare la questione come merita: in tutta la sua complessità, senza scorciatoie.
Uno spazio che ci è mancato
Decenni fa un primo comitato -alcuni di noi ne hanno fatto parte- provò a farsi restituire gli Stalloni: migliaia di firme, un entusiasmo vero. Eppure quel tentativo si arenò - non per mancanza di consenso, ma perché la politica di allora, più attenta ai propri equilibri di potere che alla città, trovò un escamotage tanto formale quanto vuoto: un "museo della carrozza" mai decollato (e la proposta -pochi lo ricordano- di uno “della tecnologia”), che diede l'illusione di un progetto mentre tutto restava fermo. La comunità di allora seppe farsi sentire, con una partecipazione ampia e reale - eppure non bastò. Da allora, fino al recente passaggio al Comune, quello spazio è rimasto chiuso alla città.
Non lo diciamo per nostalgia: si potrebbe anche dire che -dopo più di 40 anni e per altre vie- l’obiettivo del primo comitato sia stato raggiunto ma probabilmente la parte più complessa (e interessante!) comincia ora. Non crediamo basti avere idee o raccogliere consenso, ma serva anche un metodo pubblico e condiviso che accompagni il percorso dall'inizio alla fine - più semplice e più chiaro per tutti, cittadini e amministrazione insieme.
Non un progetto già scritto, un metodo da costruire insieme
Il comitato non arriva con un piano preconfezionato. Per ora è un cantiere di idee. Prima di discutere quali attività troveranno spazio agli Stalloni, proponiamo di condividere pubblicamente i criteri con cui valutarle - li trovate nella pagina "La cornice" -; preferiamo un percorso fatto di confronti, assemblee aperte e tavoli tecnici, più che di trattative private tra un soggetto e l'amministrazione.
Studiandola, abbiamo capito quanto quest'area richieda un approccio multi-disciplinare, con competenze che nessuno di noi possiede singolarmente: urbanistiche, gestionali, sociali, comunicative, ambientali, ecc. Per questo il comitato riunisce persone e professionisti con percorsi diversi - e per lo stesso motivo sottoponiamo anche le nostre proposte agli stessi criteri che chiediamo a chiunque altro.