Il Convento di S. Paolo è il secondo insediamento viterbese dei Cappuccini. Il primo, alla Palanzana (dai frati denominato comunemente convento/luogo di Bagnaia), risultò essere ben presto troppo distante dal centro urbano, per cui si decise di costruirne un altro più vicino alle mura cittadine. Fu così che tra gli anni 1589-1593 si acquistò ed eresse il convento dedicato alla Conversione di S. Paolo in località Monte Pinzano o Monte Oliveto (oggi quartiere "Cappuccini"). Secondo le Costituzioni cappuccine allora in vigore, ogni convento doveva essere provvisto di una biblioteca. Ad essa fu destinato un locale che sino alla seconda metà del Settecento fu ritenuto sufficiente. Nel 1777, infatti, fra Michelangelo da Civitavecchia pose mano all'ampliamento e ristrutturazione del vano della biblioteca. Probabilmente a seguito di questo ampliamento il lettore fra Elzeario da Roma lasciò il fondo librario che aveva ad uso personale (180 volumi), come legato testamentario alla biblioteca. Probabilmente a seguito delle soppressioni essa fu particolarmente depauperata, ma con il successivo ripristino del convento come luogo di studio e dunque di presenza di docenti e studenti, la biblioteca ebbe un progressivo sviluppo ed incremento delle strutture e del materiale librario, fino a diventare in questi ultimi decenni polo culturale della Provincia Serafica "Immacolata Concezione" dei Frati Minori Cappuccini. Dal 2007 essa è divenuta Biblioteca Provinciale, riunendo i fondi già presenti a Viterbo, quello della precedente Biblioteca Provinciale - ubicata a Roma - e di tanti altri conventi del Lazio.