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test integrato per covid-19

Risposta in 60minuti

IL METODO DEL TEST INTEGRATO consiste in un’accurata combinazione di un metodo immunocromatografico (in doppio controllo) per il rilevamento QUALITATIVO delle IgG ed IgM anti Covid-19 nel siero e il dosaggio della Proteina C Reattiva ultrasensibile (PCR ultrasensibile) su ROCHE COBAS INTEGRA come marker biochimico estremamente raffinato per rilevare la presenza anche iniziali di forme flogistiche. Si ottiene quindi un valore diagnostico sinergico. Infatti associare alla ricerca degli anticorpi un dosaggio della PCR Ultrasensibile rappresenta un esame di estrema importanza per valutare i minimi segni di infiammazioni e, in particolare di vasculiti che, da quanto oggi emerge dagli esami autoptici dei soggetti deceduti con/per Coronavirus, è una condizione onnipresente e precoce di questa patologia.

Questo test si differenzia totalmente dai comuni e molto diffusi test eseguiti da sangue capillare (semplice punturina sul dito) ma viene eseguito in laboratorio su siero e plasma, dopo prelievo venoso, da parte di biologi esperti su kit selezionati e validati in sensibilità e specificità (dati sottoposti in Letteratura Scientifica Internazionale).

Si allestiscono pertanto una serie di indagini il cui valore è sinergico per conoscere lo stadio dell’immunizzazione e della condizione clinica del soggetto:

Il metodo del Test integrato da Noi usato è utilizzato dal Laboratorio Altamedica gruppo Artemisia di Roma, punto di riferimento noto in tutto il mondo nella diagnostica prenatale e nostro laboratorio di riferimento non solo per la genetica medica ma anche per la citologia e altri settori specialistici.

Secondo la 7ª edizione del programma di diagnosi e trattamento COVID-19 pubblicato in Cina, i metodi sierologici per testare gli anticorpi di tipo IgG e IgM specifici per il virus 2019-nCOV sono ben approvati.

  • Gli anticorpi di tipo IgM possono essere rilevati tramite i test rapidi tra il 7° e il 10° giorno dopo l’infezione o al terzo giorno dopo l’insorgenza dei sintomi. Ciò si può rilevare utile per ulteriori diagnosi, ma hanno una emivita breve che dipende dal grado di infezione e dalla risposta specifica del proprio sistema immunitario.
    • Gli anticorpi di tipo IgG possono essere rilevati tramite i test rapidi tra il 15°/20° giorno dopo l’infezione. Questi sono quelli che ci danno l'IMMUNITA', ma trattandosi di un virus per noi Nuovo, fra qualche mese sapremo co certezza se questa immunità sarà duratura.

Il motivo principale per cui il test rapido 2019-nCOV degli anticorpi specifici per il virus SARS-COV-2 sta ottenendo popolarità, è il fatto che in alcuni casi il virus si può trovare nel tratto respiratorio inferiore, mentre i campioni raccolti per i test dell’antigene e dell’acido nucleico sono campioni raccolti in gola (tratto respiratorio superiore), dove il virus/gli antigeni virali potrebbero non essere presenti in quantità sufficienti da ottenere un risultato positivo nonostante il paziente sia infetto. Per questo motivo i metodi per la determinazione degli anticorpi nella diagnosi del virus COVID-19 hanno un ruolo chiave.

Nota bene: Le linee guida dell’OMS del 02.03.2020 “LaboratoryTesting for Coronavirus disease 2019 (COVID-19) in suspected human cases” consigliano, per quanto attiene i test sierologici, vivamente di eseguire un doppio prelievo, il primo durante il periodo di infezione acuta e l’altro durante il periodo di recupero (2 -4 settimane successive).

CARATTERISTICHE TECNICHE DEL TEST IMMUNOMETRICO:

Marchio CE (Test validato in Europa)

Dispositivo Medico CE-IVD registrato presso il Ministero della Salute in Italia

• Fabbricante: Nal von minden /BIODEVICE

• Validato anche al CDC Cinese (comparato con metodo Rt PCR)

• Sensibilità: 100 %per le IgG e 85% per le IgM.

• Specificità: 98% per le IgG e 96% per le IgM.

• Accuratezza: 98,6% per le IgG e 92,9% per le IgM.

Si segnala che nel caso in cui il test non risulti negativo, anche se il soggetto non sia più infettante, sarà necessario informare il medico curante come da disposizioni ministeriali per tutti i soggetti con sospetta patologia da Coronavirus.

L’interpretazione dei risultati va sempre riservata al medico, ma ad ogni modo uno schema di base potrebbe essere il seguente:
Per saperne di più sulla malattia.Si riporta di seguito lo schema utile a chiarire la relazione tra sintomatologia, contagiosità, immunità ed evoluzione della malattia sulla base delle attuali conoscenze della storia naturale dell’infezione da COVID-19.

FAQ - Domande e risposte

Che vantaggio ha il test integrato rispetto al semplice test sugli anticorpi?

Il test integrato presenta l’indiscusso vantaggio di indagare sulla presenza, anche iniziale di una condizione di infiammazione e in particolare di vasculite che sappiamo di essere presente anche in una prima fase della malattia anche quando gli anticorpi sono assenti.

Avere un risultato positivo di PCR vuol dire che sono stato infettato dal coronavirus?

Assolutamente NO! Significa che è in corso un’infiammazione che può dipendere da molteplici fattori ma che, stante alla condizione di pandemia, induce a segnalarne la positività al medico affinchè possa programmare eventuali ulteriori accertamenti (eventualemente al bisogno addirittura il tampone naso-faringeo) e un controllo degli anticorpi dopo 7/14 giorni.

Tutti i soggetti producono la stessa risposta anticorpale?

No. La risposta anticorpale è “soggetto-specifica”. Non tutti i soggetti hanno quindi la stessa risposta agli anticorpi e il diagramma riportato rappresenta uno schema esemplificativo della risposta media dei soggetti sani.

Soggetti immunodepressi hanno una risposta più tardiva o addirittura assente.

Soggetti con un sistema anticorpale particolarmente efficiente hanno in genere una risposta molto brillante e, come avviene per tutte le infezioni, possono non avere sintomatologia.

Il test và ripetuto?

Su giudizio del medico curante il test può essere ripetuto, allorché rimanessero dei dubbi sulla sua interpretazione o nella sua valutazione della risposta anticorpale del soggetto.

Se scopro di avere gli anticorpi già presenti non rischio più nulla?

Se si riscontra un’altra possibilità agli anticorpi IgG ovviamente si è molto protetti dal virus e la possibilità di sviluppare una malattia è veramente bassa.

Il test sugli anticorpi mi dice se sono portatore dell’infezione?

No, ti dice se si è stati a contatto con l’infezione. Questa potrebbe ancora essere persistente nelle prime fasi se il test risulta positivo per le IGM.

Se questo test risulta negativo, vuol dire che io non ho contratto l’infezione?

Vuol dire che non hai contratto l’infezione da più di 10 giorni. Esiste la possibilità che nei primi 10 giorni si ci sia un’infezione che non ha ancora risvegliato la presenza di anticorpi.

Se questo test risulta positivo mi dice che io sono protetto dalle infezioni?

La positività del test vuol dire che il virus è già stato contratto e stai sviluppando una resistenza. Se sono positive le IgM vuol dire che il virus è stato contratto da 10 a 15 giorni dalla primaria esposizione. Se invece cominciano ad essere presenti le IgG vuol dire che la risposta anticorpale ormai si è attivata da almeno 15 giorni. Le IgG proteggono dal virus e portano a guarigione.

Si può essere infettati una seconda volta?

Dai dati della letteratura sembrerebbe che si può essere infettati anche più volte ma, come avviene per il virus citomegalico, la risposta dei propri anticorpi è massiccia e quindi non si sviluppa in genere alcuna malattia. Da sottolineare che trattandosi di un virus nuovo nei prossimi mesi sapremo bene chiarire il ruolo e l’ efficacia di questa protezione.

REGIONE LAZIO-INFORMAZIONI PER L’UTENTE

Emergenza COVID-19: ricerca anticorpi (IgM/IgG anti SARS-CoV-2).

Test per la rilevazione di anticorpi anti-SARS CoV-2, su siero, e “rapido”, su sangue capillare. Informazioni preliminari:

I test sierologici permettono di misurare la presenza degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta alle infezioni di ogni virus. Gli anticorpi, prodotti dai linfociti B, sono rappresentati, principalmente, da: immunoglobuline M (IgM) e immunoglobuline G (IgG).

Le diverse classi di immunoglobuline sono prodotte in tempi diversi ma, nel caso di infezione da SARS CoV-2, non vi sono ancora certezze sull’intervallo temporale né sulla sequenza della loro comparsa.

Si tratta di test indiretti, che mettono in evidenza la risposta del sistema immunitario all’infezione, e non rilevano direttamente la presenza del virus nell’ospite; in altre parole, il rilevamento di anticorpi specifici non è indicativo di un’infezione in atto. La rilevazione degli anticorpi non permette di stabilire se il virus, in particolare il SARS CoV-2 è ancora in fase di crescita (replicativa), quindi un risultato negativo non esclude la possibilità di un’infezione in atto in fase precoce ed il relativo rischio di contagiosità dell’individuo. Per ragioni di possibile cross-reattività con altri patogeni affini come altri coronavirus umani, il rilevamento degli anticorpi potrebbe non essere specifico della infezione da SARS-CoV2, il che significa che i tests sierologici potrebbero rilevare anticorpi precedentemente generati contro virus della stessa famiglia, generando “falsi positivi”.

Significato del risultato del test sierologico e “rapido”: Test positivo per ricerca IgM e IgG: infezione avvenuta ma non equivale a protezione.

Il risultato positivo ha valore solo in un contesto di rilevazione epidemiologica sperimentale.

Test negativo per ricerca IgM e IgG:

non esclude la possibilità di infezione in atto, anche in paziente asintomatico

Qualunque sia il risultato gli utenti DEVONO SEMPRE continuare a seguire le misure di contenimento previste dalla legge