Articoli scientifici
Articoli scientifici
Borsato, A., & Llerena, P. (in fase di pubblicazione). The US university-industry link in the R&D of AI: Back to the origins?. Accettato per la pubblicazione nel Journal of Evolutionary Economics. Editore: Springer. Uscita attesa: Gennaio 2026.
Sommario: Inserendosi nel filone in rapida espansione dell’economia dell’Intelligenza Artificiale (IA), l'articolo analizza la stretta relazione tra università e industria per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie di IA negli Stati Uniti. Richiamando la storia delle relazioni università–industria nelle diverse fasi del sistema nazionale dell’innovazione (NSI) statunitense, sosteniamo che le collaborazioni attuali presentano, per alcuni aspetti, analogie con quanto avvenuto nel periodo prebellico del NSI. Tuttavia, la R&S in ambito IA presenta alcune peculiarità specifiche. Le università stanno modificando il proprio posizionamento nel processo di innovazione, orientandosi verso un modello di formazione basato sulla ricerca nei settori interessati dall’IA. Questo cambiamento potrebbe alterare la traiettoria delle relazioni università–industria, in quanto risulta fortemente coerente con la prospettiva humboldtiana, che aveva caratterizzato alcune istituzioni europee tra il XVIII secolo e i primi decenni del XX secolo negli Stati Uniti. Al tempo stesso, sebbene le modalità di produzione della conoscenza e di formazione della forza lavoro sembrino evocare un ritorno alle origini, emergono differenze significative nella definizione degli obiettivi principali (ad esempio, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) e nel ruolo degli stakeholder coinvolti. La discussione complessiva presenta inoltre alcune implicazioni per il rapporto tra divisione della conoscenza e divisione del lavoro.
Borsato, A., & Llerena, P. (2025). Inside the biotech: a dialogue between Rosenberg, Babbage, Smith, and Schumpeter. Economics of Innovation and New Technology, 1–33. https://doi.org/10.1080/10438599.2025.2526525. Editore: Taylor & Francis Online.
Sommario: L'articolo contribuisce alla comprensione dell’emergere delle biotecnologie come esito di un processo co-evolutivo che ha richiesto innovazioni simultanee in quattro ambiti fondamentali: il diritto, le politiche pubbliche e le relazioni università–industria, la biologia molecolare e la finanza. I cambiamenti istituzionali che ne sono derivati hanno avuto implicazioni profonde per la divisione del lavoro e la divisione della conoscenza che hanno caratterizzato la prima fase di sviluppo dell’industria biotecnologica. L’interpretazione smithiana, secondo cui la divisione del lavoro precede e plasma la divisione della conoscenza attraverso processi di learning by doing, può essere messa in discussione in contesti di incertezza economica. In questa prospettiva, sosteniamo che la divisione della conoscenza possa precedere la divisione del lavoro, con le organizzazioni che compiono scelte deliberate riguardo all’allocazione delle risorse tra competenze core e non core. La distribuzione eterogenea dei ruoli e delle istituzioni ha influenzato le traiettorie delle prime start-up biotecnologiche. Tali traiettorie si sono manifestate in due modelli teorici, nei quali diversi gradi di enfasi sulla ricerca scientifica e sulla commercializzazione hanno coesistito, incidendo in modo differenziato sulla redditività e sulla crescita di lungo periodo.
Borsato, A., & Lorentz A. (2025). Public science vs. mission-oriented policies in long-run growth: An agent-based model. Structural Change and Economic Dynamics, 74, pp.129 - 146. https://doi.org/10.1016/j.strueco.2025.03.001. Editore: Elsevier.
Sommario: L'articolo contribuisce alla letteratura sulle politiche della scienza e sul possibile trade-off tra politiche scientifico-tecnologiche di tipo neutrale e programmi mission-oriented. Sviluppiamo un modello ad agenti eterogenei interagenti multi-paese e multi-settoriale che rappresenta un'unione monetaria di piccola scala. I risultati sono triplici. In primo luogo, politiche scientifiche simmetriche adottate dai governi riducono in modo significativo la divergenza di crescita tra paesi. In secondo luogo, sebbene la crescita economica sia in larga misura trainata dai settori dotati di vantaggi assoluti, la presenza anche di un flusso limitato di investimenti in scienza aperta risulta sufficiente a consentire la sopravvivenza e l’innovazione degli altri comparti produttivi. In terzo luogo, le politiche della scienza contengono le tendenze monopolistiche e contribuiscono a ridurre le disuguaglianze di reddito. Tuttavia, il funzionamento del modello suggerisce che le politiche della scienza dal lato dell'offerta dovrebbero essere affiancate da politiche dal lato della domanda al fine di affrontare in modo efficace le grandi sfide sociali.
Borsato, A., & Lorentz, A. (2023). Data production and the coevolving AI trajectories: an attempted evolutionary model. Journal of Evolutionary Economics, 33, pp.1427–1472. https://doi.org/10.1007/s00191-023-00837-3. Editore: Springer.
Sommario: L'articolo contribuisce alla comprensione della relazione tra la natura dei dati e le traiettorie tecnologiche dell’Intelligenza Artificiale (IA), da un lato, e i processi dinamici innescati dalla domanda durante l’evoluzione di un’industria, dall’altro. Sviluppiamo un modello ad agenti eterogenei interagenti in cui le imprese sono produttori di dati che competono sui mercati dei dati e dell’IA. Il modello è arricchito da un settore pubblico che supporta l’acquisto di dati e forma gli scienziati che entreranno a far parte delle imprese come forza lavoro. Attraverso diversi esperimenti di simulazione, analizziamo i determinanti di ciascuna struttura di mercato, le corrispondenti relazioni con i risultati dell’innovazione, il modello seguito dalla produttività del lavoro e dei dati, la qualità dei dati scambiati nell’economia e in quali forme la domanda influisce sull’innovazione e sulla dinamica delle industrie. Mettiamo in discussione la visione consolidata nella letteratura di economia industriale secondo cui gli imperativi tecnologici siano sufficienti a generare dinamiche industriali divergenti sia nel mercato dei dati sia in quello dei progetti di IA. Sebbene il cambiamento tecnico sia necessario affinché emerga qualsiasi modello industriale, il suo effettivo sviluppo non è l’esito di una specifica traiettoria tecnologica, ma il risultato dell’interazione tra fattori legati alla tecnologia e la disponibilità di input complementari ai dati, come lavoro e capitale per l’IA, nonché della dimensione del mercato, delle preferenze e delle politiche pubbliche.
Borsato, A., & Lorentz, A. (2023). The Kaldor-Verdoorn law at the age of robots and AI. Research Policy, 52(10) 104873, pp. 1-22. https://doi.org/10.1016/j.respol.2023.104873. Editore: Elsevier.
Sommario: L'articolo contribuisce alla letteratura sulla legge di Kaldor–Verdoorn e analizza l’impatto della robotizzazione sui canali attraverso cui la legge influenza la crescita della produttività del lavoro. Partiamo da una semplice reinterpretazione evolutiva della legge che combina argomenti di derivazione kaldoriana e neo-schumpeteriana. Successivamente, applichiamo un stimatore GMM a un panel di 17 settori in 25 economie capitalistiche OCSE nel periodo 1990–2018. Dopo aver illustrato le evidenze generali a supporto dell’interpretazione evolutiva della legge, le stime suggeriscono un’influenza positiva della robotizzazione: una maggiore densità di robot rafforza sia il canale che lega la dinamica della produttività del lavoro alla meccanizzazione, sia quello connesso all’avanzamento generale della scienza e della tecnologia, che collega la produttività alla domanda aggregata. Questo risultato complessivo si mantiene robusto rispetto a diverse specificazioni del modello econometrico sottostante. Inoltre, emergono alcune evidenze di disoccupazione tecnologica non riconducibile al fattore macroeconomico. I risultati concordano con la letteratura empirica che suggerisce impatti differenti della robotizzazione in funzione del livello di attività economica considerato.
Borsato, A. (2023). Does the Secular Stagnation hypothesis match the data? Evidence from the USA. Journal of Post Keynesian Economics, 47(2), pp. 346–374. https://doi.org/10.1080/01603477.2023.2242346. Editore: Taylor & Francis Online.
Sommario: L'articolo si concentra sulla Stagnazione Secolare negli Stati Uniti e risponde a due domande di ricerca. La prima: la Stagnazione Secolare è un fatto? La seconda: sulla base della risposta precedente, come si relazione la letteratura con le evidenze qualitative e quantitative? L’analisi si basa su dati storici annuali relativi agli Stati Uniti a partire dal 1870. Il contributo al dibattito è molteplice. In primo luogo, viene proposta una sistematizzazione accurata del concetto e spiegato perché tale definizione sia cruciale per l’analisi del tema. In secondo luogo, la Stagnazione Secolare viene discussa in termini di crescita della produttività del lavoro e multifattoriale: il loro declino dagli anni ’70 non è paragonabile a nessun precedente rallentamento. In terzo luogo, la definizione consente di valutare se i dibattiti contemporanei sul fenomeno siano supportati dai dati, ma permette anche di individuare i canali più rilevanti attraverso cui emerge la Stagnazione Secolare. A tal fine, viene condotto un esercizio comparativo di validazione tra le diverse scuole di pensiero. Infine, nella misura in cui la Stagnazione Secolare è confermata come evidenza empirica, è possibile trarre implicazioni di politica economica dai diversi quadri teorici. Nonostante i molteplici approcci e punti di vista contrastanti, viene delineata una prospettiva complementare nelle implicazioni di politica economica.
Borsato, A. (2022). An agent-based model for Secular Stagnation in the USA: theory and empirical evidence. Journal of Evolutionary Economics, 32(4), pp. 129-146. https://doi.org/10.1007/s00191-022-00772-9. Editore: Springer.
Abstract: L'articolo affronta il tema della Stagnazione Secolare nella crescita della produttività che caratterizza l’economia statunitense dalla fine dell'Età d'oro del capitalismo. Contribuisco alla comprensione di questo fenomeno proponendo un’analisi teorica ed empirica. Sul piano teorico, sviluppo un modello ad agenti eterogenei interagenti e coerente in termini di contabilità stock-flow per investigare il legame profondo tra distribuzione funzionale del reddito e produttività attraverso il canale dell’innovazione. I risultati suggeriscono che il continuo spostamento del reddito dai salari ai profitti possa aver ridotto l’incentivo a investire in R&S, con il conseguente declino della crescita della produttività che caratterizza la Stagnazione Secolare negli Stati Uniti. In questo senso, un compromesso sociale tra lavoratori e capitalisti, in termini di salari più elevati, favorisce l’innovazione e la crescita economica, ma non implica necessariamente miglioramenti significativi nella concentrazione del reddito, a causa di tassi di disoccupazione più elevati. Inoltre, metto in discussione la tesi neoclassica riguardo alla negatività dell’elasticità degli investimenti rispetto al tasso d'interesse, poiché diminuzioni del tasso d'interesse non sono associate a incrementi nell’accumulazione di capitale, ma riducono la disuguaglianza del reddito attraverso un aumento dell’occupazione. Sul piano empirico, l’articolo presenta un’analisi di cointegrazione panel sulle industrie manifatturiere statunitensi per il periodo 1958–2011. Se da un lato viene corroborato il legame tra R&S e salari, dall’altro si riscontra l’assenza di una relazione di lungo periodo tra ricerca innovativa e tasso d'interesse, il che non entra necessariamente in conflitto con le previsioni teoriche.
Tesi di dottorato
Borsato, A. (2021). Essays on Secular Stagnation in the USA. Tesi di Dottorato, Dipartimento di Economia Politica e Statistica, Università degli Studi di Siena. https://dx.doi.org/10.25434/borsato-andrea_phd2021 .
Sommario: La tesi di dottorato analizza il fenomeno della Stagnazione Secolare negli Stati Uniti e si compone di tre capitoli. Il primo capitolo adotta una prospettiva storica per verificare quali caratteristiche che la letteratura associa alla Stagnazione Secolare trovino effettivo riscontro nei dati. L’analisi si concentra sui dati macroeconomici statunitensi a partire dal 1870. Il quadro molto semplice consente di comprendere che è appropriato parlare di Stagnazione Secolare in termini di crescita della produttività, poiché il declino osservato è maggiore rispetto a qualsiasi precedente rallentamento. I risultati mettono in discussione l’ipotesi di Summers sui tassi naturali negativi e forniscono alcune evidenze a supporto delle posizioni di Gordon e Hein. Il secondo capitolo parte dall’osservazione che il dibattito sulla Stagnazione Secolare ha prestato poca attenzione al profondo intreccio tra distribuzione del reddito, innovazione e produttività. Analizzando l’evoluzione del capitalismo statunitense negli ultimi cinquant’anni, indago il modo in cui la distribuzione del reddito tra salari e profitti può determinare il tasso di attività innovativa e, successivamente, i risultati produttivi, attraverso un modello basato su agenti e coerente in termini di contabilità stock-flow (SFC). Propongo l’idea che la continua riduzione della quota salari possa aver ridotto l’incentivo a investire in attività di R&S, determinando il marcato declino delle prestazioni produttive che caratterizza la Stagnazione Secolare negli Stati Uniti. Nel terzo capitolo, estendendo l’argomento trattato nel secondo capitolo, realizzo anche un’analisi econometrica per testare alcune previsioni del modello sul piano empirico. Costruisco un panel di industrie manifatturiere statunitensi con dati su spese totali in R&S, salari orari, livelli di produttività e valori delle spedizioni per il periodo 1958–2011. Riscontro che le serie di interesse sono cointegreate, permettendomi di rilevare evidenze positive e durature che confermano i principali risultati teorici.
Capitoli in opere collettanee
Lorentz, A., & Borsato, A. (2023). Nicholas Kaldor – Faits stylisés, progrès technique et croissance cumulative. In Les grands auteurs en management de l’innovation et de la créativité (II, Vol. 1., pp. 265-284). Eds : T. Burger-Helmchen, C. Hussler, P. Cohendet. https://doi.org/10.3917/ems.burge.2023.01.0265. Editor: Editions EMS.
Capitoli in opere collettanee
Abstract: Si Nicholas Kaldor n’est pas un théoricien de l’innovation à proprement parler, ses travaux sur la croissance économique n’en sont pas pour autant moins notables pour l’étude de l’innovation, tant au niveau théorique que méthodologique. Ainsi, Kaldor est l’un des premiers à laisser une place croissante aux faits, à l’histoire et à une démarche inductive, démarche méthodologique étant depuis largement adoptée dans les travaux portant sur l’innovation. Du point de vue théorique, avec l’introduction de sa « fonction de progrès technique » dès la fin des années 1950 et le développement de sa théorie de la « croissance cumulative » à partir de la deuxième moitié des années 1960, Kaldor propose une approche où le changement technique, au-delà des seules innovations, n’est plus un facteur exogène et où la croissance est auto-entretenue. Les travaux de Kaldor mettent en lumière les mécanismes qui seront au cœur de la théorie de la croissance endogène, mais près d’un quart de siècle avant l’avènement de cette dernière. L’apport de Kaldor aux théories de la croissance est double, à la fois théorique et méthodologique. Le cheminement et la portée de son apport théorique sont intimement liés à l’originalité méthodologique de son approche. Les théoriciens de la croissance, contemporains de Kaldor comme Harrod, Hicks ou Solow, ont une démarche purement déductive. Leurs théories sont construites autours d’axiomes théoriques. Kaldor, dont les premiers travaux s’inscrivent dans cette même approche méthodologique, ouvre graduellement sa théorie de la croissance aux faits empiriques…
NB: Tutte le pubblicazioni sono disponibili su richiesta.
Lavori in corso
Borsato, A.: An Evolutionary Approach to Secular Stagnation
Borsato, A., & Cefis, E.: The Direction of Digital Transformation: Labour-Saving versus Time-Saving Trajectories in Industrial Dynamics
Borsato, A., & Cefis, E. : Firms' survival dynamics.
Borsato, A., & Erasmo, V.: Balancing Excellence and Diversity in Economics: Rethinking Research-Funding Allocation in the Age of Mainstream Pluralism
Borsato, A., Erasmo, V., & Lorentz, A.: The University and the Prince: Public funds shaping university trajectories