Le Origini e la Formazione
L’itinerario artistico di Amerigo Pelosini prende il via nel 1979. I primi anni sono segnati dal rigore della camera oscura, dallo studio del ritratto e dalla pratica del bianco e nero. Già nel 1984 il suo talento riceve un riconoscimento internazionale a Lugano, seguito dalla prima mostra personale nel 1987 presso la suggestiva chiesa romanica di Pieve a Elici.
Territorio e Memoria Storica
Dagli anni '90, dopo una lunga pausa, la sua attività si lega indissolubilmente alla valorizzazione del territorio lucchese. Collabora a importanti pubblicazioni storiche e naturalistiche e, nel 1999, realizza l'innovativo CD-ROM "Massarosa Album Fotografico", recuperando 900 immagini d'epoca. Questo passaggio segna anche l'evoluzione tecnologica dell'autore: la camera oscura viene sostituita dal computer e il sensore digitale diventa il nuovo strumento per indagare il colore della natura.
La Trilogia della Natura e le Pubblicazioni
Tra il 2007 e il 2008, Pelosini consolida il proprio profilo artistico con opere fondamentali quali "Massarosa Terra Di Versilia" e "Il Lago di Massaciuccoli e le terre umide", entrambe impreziosite dai testi del poeta Arturo Lini. Questa ricerca estetica culmina nel progetto "La natura (dis)ordinata", dove l'obiettivo indaga silenziosamente le trame dell'ambiente, restituendo un’immagine della bellezza che conserva il sapore della scoperta primordiale. Nel 2022 il percorso giunge a una nuova maturità con la pubblicazione de “Le Signore Del Lago”: edita dalla Fondazione Pomara Scibetta di Milano e realizzata ancora una volta in sinergia con Arturo Lini, l'opera corona anni di dedizione e indagine costante sul paesaggio del Lago di Massaciuccoli, elevandolo a simbolo di un intero ecosistema spirituale e visivo.
La Poetica: Oltre il Visibile
La critica (da Claudio Giumelli a Paolo Antonioli) definisce quello di Pelosini come un "occhio stupefatto". Le sue serie esplorano concetti visivi complessi:
Riflessioni Naturali: L'acqua del lago diventa uno specchio che unisce l'elemento reale alla sua immagine virtuale, metafora di una realtà che trascende il punto di vista umano.
Memorie di Padule: Un lavoro sulla rarefazione delle forme; il teleobiettivo schiaccia i piani portando la fotografia verso l'astrattismo e il silenzio meditativo.
Linchetto: Un'indagine sul lato fantastico e antropomorfo della natura, ispirata alle leggende della tradizione popolare.
Natura Oppressa: Una riflessione etica sulla dignità della natura che resiste al degrado e all'invasione della plastica, mantenendo intatta la propria forza vitale.
Collaborazioni e Mostre
Oltre alla realizzazione di numerose mostre personali e collettive, Pelosini ha collaborato a diverse pubblicazioni naturalistiche per l'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.Ha esposto le sue opere in contesti istituzionali di prestigio, tra cui: Villa Borbone a Viareggio, il Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago, il Palazzo dei Priori di Volterra, la Chiesa Romanica di Pieve a Elici e l'Antico Opificio La Brilla (Lucca). Il suo studio a Massarosa rimane il centro di una ricerca che invita a osservare il mondo con spirito indagatore, capace di cogliere il sublime nel dettaglio quotidiano.
L'Approdo alla Fotografia Dipinta a mano: Il Pittografo
L’ultima e più significativa frontiera della ricerca di Amerigo Pelosini è la fotografia dipinta a mano. In questa fase l'autore assume il ruolo di "Pittografo", innestando una traccia umana indelebile sulla base tecnologica. Attraverso l’antica tecnica dell’acquerello, Pelosini interviene direttamente sulla stampa, creando un’alchimia dove la trama della carta assorbe il pigmento e la luce. Questo processo trasforma la fotografia in un monotipo: un’opera unica che, a differenza del file digitale, non può essere replicata.
Una Poetica della Lentezza
Questa scelta stilistica è un atto di resistenza contro la velocità contemporanea. Le opere dipinte a mano esigono un’osservazione minuziosa e un contatto visivo diretto. Sono un invito a superare la mediazione degli schermi per ritrovare il valore dell'oggetto fisico e del gesto artistico. È un’arte che non si può "consumare" digitalmente, ma che vive della luce reale, chiedendo all'osservatore di fermarsi e percepire l’anima vibrante di ogni singola pennellata.
Amerigo Pelosini vive e lavora a Massarosa, comune della Versilia nel cuore della Toscana.
Arturo Lini
Studio: Via Del Pastore 44
55054 Massarosa Lucca
Cell. 339 2212778