Fotografia dipinta a mano

In un’epoca dominata dalla velocità e dalla riproducibilità infinita, queste opere realizzate con l’antica tecnica dell’acquerello scelgono la strada della lentezza e del ritorno alla materia.

Quella che si osserva non è una semplice immagine: è un’alchimia, il punto esatto in cui la precisione meccanica della lente incontra l’imprevedibilità poetica del pennello.

Il mio lavoro non è un rifiuto del digitale, ma la volontà di innestare su di esso una traccia umana: attraverso il tocco manuale, ogni fotografia diventa un monotipo, un pezzo unico e irripetibile che non potrà mai essere replicato identico a se stesso.

Queste opere sono un invito alla presenza: chiedono di dimenticare la mediazione di uno schermo. Una fotografia dipinta a mano non si può “consumare” digitalmente; esige di essere vissuta dal vero. Vive della luce che la colpisce, della trama della carta che assorbe il pigmento e del rapporto intimo tra lo sguardo e la sua superficie.

Ha bisogno del contatto visivo diretto, di un’osservazione lenta e minuziosa. Solo così si può percepire l’anima di un’arte che non chiede di essere cliccata, ma di essere abitata.

                                                                                                    Pittografo:

                                                                                                                                                                   Amerigo Pelosini