«Tutto col gioco, niente per gioco»
(Baden Powell)
La natura è l’ambiente privilegiato in cui far vivere il maggior numero di attività ai ragazzi e alle ragazze del reparto, in cui sperimentare lo spirito di avventura, la curiosità dell’esplorazione e il gusto della sfida. Aver colto la natura come creato e quindi come dono gratuito di Dio educa alla consapevolezza di esservi inseriti non come padroni, ma come ospiti che devono rispettare e custodirne i ritmi e la storia, coscienti di esserne corresponsabili con le generazioni passate e future.
La vita all’aperto, e l’ambiente più in generale, diventano la palestra per sperimentare situazioni sempre nuove e diverse che richiedono, nell’affrontarle, spirito di osservazione e conseguente capacità di adattamento.
È importante che tutti i ragazzi e le ragazze acquisiscano le capacità tecniche generali necessarie per la vita della squadriglia e del reparto nella natura e imparino, inoltre, a valutare l’impatto ambientale della loro presenza.
L’atmosfera di avventura è l’esca educativa che spinge gli esploratori e le guide all’azione; è l’avventura di costruire se stessi, utilizzando in maniera imprevista e imprevedibile le esperienze acquisite durante l’infanzia e di cui ci si va arricchendo nell’adolescenza; è l’avventura di scoprire il mondo e riorganizzare la conoscenza secondo schemi personali; è l’avventura di provare se stessi in rapporto al mondo e agli altri.
Diventa allora determinante l’esercizio dello scouting: l’arte di osservare la realtà vissuta, di interpretarla e di agire conseguentemente in essa. Non si tratta, quindi, solo di un insieme di tecniche, ma di un modo di affrontare l’esistenza che favorisce anche lo sviluppo di uno stile progettuale.
Lo scouting trova la sua attuazione, per la branca E/G, nello strumento dell’impresa, cardine della vita di reparto e luogo privilegiato dove vivere l’avventura.
La vita delle unità è un susseguirsi di imprese di reparto, di squadriglia e di Alta squadriglia.
Le imprese aiutano gli esploratori e le guide a sviluppare il senso critico, a portare a compimento ciò che si è iniziato, a vivere con lealtà la democrazia nelle strutture, ad acquisire nuove competenze, a incidere nella realtà per produrre piccoli cambiamenti, attraverso realizzazioni impegnative a misura dei ragazzi e delle ragazze.
L’impresa è prima di tutto uno stile, il modo di fare le cose; è anche un metodo per imparare a progettare ciò che si vuol essere e ciò che si vuole realizzare, e a esserne consapevoli.