Archeologia del Nord Ovest.
Sede c/o Unitre di Collegno, Via Gobetti 2
(estratto dalle pagine 29 e 29 del BOLLETTINO N°11 Anno VII del gruppo).
a cura di Gian Paolo Spaliviero
Approfitto dell’occasione per parlare brevemente del gruppo e della sua attività, particolarmente nel campo dei ritrovamenti di siti romani, tombe o insediamenti, anche se a questo settore del romano Aureliano era meno interessato, seppure avesse effettuato buone ricerche nella nostra zona. Una volta mi portò a vedere i resti dei pali di un ponte da lui ritenuto romano che avrebbe collegato la zona romana di Caselette con quella di Rosta località Vernè, ove era stato scavato un importante sito. So che Aureliano ebbe profondi contatti con i ricercatori di quella zona, in particolare con il Professor Vota. Alcune volte fece con questi delle riunioni e incontri e in un paio di occasioni ero presente.
Per il periodo romano in genere facevamo piuttosto riferimento a Sandro Caranzano, nell’epoca post zambelliana; nel frattempo infatti se n’erano andati i grandi fondatori, Zambelli, Rosso e Fogliato e si erano allontanati per vari e ineluttabili motivi antichi e prestigiosi soci a loro legati. Altri importanti rimanevano, come Giusy Gambino, Cesare Guarnaschelli e consorte, Franco Fostinelli, la professoressa Ester Scaglia, come pure la Prof.ssa Giovanna Cattaneo, il giovane Michele Costa, Marisa e Manuel Torello, Mario Porro, Luigi Rizzi e alcuni altri, mentre nuove e buone forze arrivavano, seppure non numerose, soci o amici, come Maria Greca Ambrogio, Enrico Rambaud e i giornalisti Aldo Molino, Franco Cortese e la Prof.ssa Cinzia Galletto.
Aureliano, come dicevo, non amava molto il romano e, anche se era un grande esperto di storia romana, preferiva dedicarsi alla preistoria. Nonostante ciò, qualche volta venne a verificare ritrovamenti romani effettuati dal gruppo, da me e da altri soci, simpatizzanti o segnalatori come Stefano Stea, socio lui, e Pier Luigi Castagno. L’incessante attività di ricerca messa in atto dal nostro gruppo nell’arco di un cinquantennio e più, portava, soltanto negli ultimi anni in aggiunta agli antichi ritrovamenti e scavi romani di Caselette, Malano, San Gillio, Val della Torre e alle tombe romane di Pianezza, Volpiano, Settimo Torinese e del Canavese, alla individuazione e segnalazione di almeno una quarantina di siti nel territorio della bassa valle e della zona suburbana torinese, alcuni dei quali sono stati scavati e descritti dalla Soprintendenza in questi ultimi anni.
Questa attività trovava un suo completamento nella redazione di una mappa dei siti che lo crivente ebbe a comporre con l’aiuto di Pier Luigi Castagno e l’indispensabile contributo esperto di Sandro Caranzano, come sapete socio del gruppo e compagno di ricerche di vecchia data, secondo aggiornati criteri di mappatura e posizionamento satellitare. Il lavoro si trova oggi presso la Soprintendenza e costituisce una delle fonti per una mappatura archeologica del territorio e l’organizzazione della sorveglianza archeologica ai lavori stradali ed edilizi della nostra zona, oltre che un utile strumento per lo studio della centuriazione dell’agro torinese.
L’attività del nostro Gruppo in questi ultimi anni si è un po’ rarefatta, a causa di una serie di circostanze sfavorevoli, tuttavia ciò non ci ha impedito, sotto la direzione di personalità professionali ed esperte, come la Dott.ssa Patrizia Petitti, di proseguire nella preparazione di conferenze e mostre e nella pubblicazione di opere monografiche su vari argomenti culturali e storici ad opera di diversi autori – soci, quali l’ottima Marisa Torello, con suo figlio Manuel, grande organizzatrice e scrittrice di razza, Mario Porro lo storico di Collegno, lo scrivente Gian Paolo Spaliviero, Pier Luigi Castagno, Franco Fostinelli, o di amici che contano, come Giuseppe Brunod e Luigi Botta di Savigliano, lo stesso Aureliano e altri ancora. La pubblicazione del presente numero del Bollettino con il ricordo di Aureliano Bertone rappresenta la ripresa di una antica tradizione del gruppo e la continuità con il passato.