Analysis
Third Theatre is characterized by a “multiform and extremely stratified movement with imprecise boundaries” (Valentino 2018, 203) that has produced ‘legacies,’ more or less subterranean. These include those declined in the eleven Sicilian theatrical realities that have been mapped and placed in the 1980s. Let us recall, first of all, Catania’s Teatro del Molo 2, Centro Studi Teatrali founded in 1981 by director and filmmaker Gioacchino Palumbo, who conducts, every year, acting and body expression courses in which for vocal, gestural and expressive movement techniques he draws on the actor’s training method devised by Grotowski (whose parateatrical projects Teatro-Laboratorio from 1975 to 1982 he attended around Europe) and on Barba’s training techniques. Palumbo has directed plays presented in national and international festivals, privileging classical Greek dramaturgy (also revisited by modern authors) and twentieth-century authors. These include three plays that he recognizes as the closest to Third Theater: Europe After the Rain (1981, from Carrington, Ernst, Anghelopulos and Schwarz-Bart); Nastienka and the Singer (1991, from R. M.Rilke) and Voices on Medea (2000, from Christa Wolf).
In the province of Messina, however, the reality of the Accademia Sarabanda, founded in 1986 by Gianni Fortunato, should be noted. An actor and theatre director, born in Tunis and living in Messina, he grew up artistically in Palermo, training with Beno Mazzone at the Teatro Libero in Palermo, following, between 1974 and 1977, several stages with Roberto Guicciardini, Giovanni Pampiglione, Eugenio Barba, Jerzy Grotowski, the Colombaioni Brothers, Yves Lebreton and Augusto Boal and participating, between 1977 and 1982, in several seminars (among them, “Momenti: Godrano” and ‘Theatrical Research and Different Culture’ in collaboration with Odin Teatret, Barba and Grotowski). After his training years in Palermo, he returned to Messina and became the artistic director of the company Accademia Sarabanda, with which he carries out activities in various fields: research and new dramaturgy, children’s theatre, theatre/school, training; theatre for open spaces; Social Theatre projects in social centres, at-risk neighbourhoods, villages, prisons, refugee centres, children’s hospital wards, collection centres, psychiatric hospitals through performances, parades and street actions aimed at the prevention of youth discomfort and involving places and those who live there.
Finally, in 1989, the presence of the Piccolo Teatro of Catania should be noted - born in 1966 thanks to a group of young actors and technicians who, in the original small room of about 150 seats in via Costanzo, gave life to the cultural association of the same name by organizing performances according to the European trends and dramaturgy of the time - after its transformation into a Cooperative (dating back to 1974), it inaugurated its theatrical seat in via Ciccaglione: the room with an amphitheatre structure with 242 seats entirely designed by the Catanese actor and director Gianni Salvo. Piccolo’s experience, while claiming vis-à-vis the Third Theater, a certain distance has explored in fifty years, like the Third Theater, an ‘other’ ethics of theatrical language and freedom of thought and action, setting itself as an enterprising reality for ties with distant theatres and becoming a point of reference internationally.
Analisi
Il Terzo Teatro è caratterizzato da un «movimento multiforme ed estremamente stratificato, dai confini imprecisi» (Valentino 2018, 203) che ha prodotto delle ‘eredità’, più o meno sotterranee. Tra queste, vi sono quelle declinate nelle undici realtà teatrali siciliane che sono state mappate e collocate negli anni Ottanta. Ricordiamo, innanzitutto, il Teatro del Molo 2 di Catania, Centro Studi Teatrali fondato nel 1981 dal regista e cineasta Gioacchino Palumbo che conduce, ogni anno, corsi di recitazione e di espressione corporea nei quali per le tecniche vocali, gestuali e di movimento espressivo attinge al metodo di allenamento dell’attore ideato da Grotowski (di cui ha frequentato i progetti parateatrali del Teatro-Laboratorio dal 1975 al 1982 in giro per l’Europa) e alle tecniche del training di Barba. Palumbo ha curato regie teatrali di spettacoli presentati in rassegne nazionali e internazionali privilegiando la drammaturgia greca classica (anche rivisitata da autori moderni) e gli autori del Novecento. Tra questi, ricordiamo tre spettacoli che lo stesso riconosce come i più vicini al Terzo Teatro: Europa dopo la pioggia (1981, da Carrington, Ernst, Anghelopulos e Schwarz-Bart); Nastienka e il cantore (1991, da R. M.Rilke) e Voci su Medea (2000, da Christa Wolf).
Nella provincia di Messina, invece, va segnalata la realtà dell’Accademia Sarabanda fondata nel 1986 da Gianni Fortunato. Attore e regista di prosa, nato a Tunisi e residente a Messina, è cresciuto artisticamente a Palermo, formandosi con Beno Mazzone al Teatro Libero di Palermo seguendo, tra il 1974 e il 1977, diversi stage con Roberto Guicciardini, Giovanni Pampiglione, Eugenio Barba, Jerzy Grotowski, I Fratelli Colombaioni, Yves Lebreton e Augusto Boal e partecipando, tra il 1977 e il 1982, a diversi seminari (tra questi, “Momenti: Godrano” e “Ricerca teatrale e diverso culturale” in collaborazione con l’Odin Teatret, Barba e Grotowski). Dopo gli anni di formazione a Palermo, ritorna a Messina e diventa il direttore artistico della compagnia Accademia Sarabanda con la quale svolge attività in vari settori: ricerca e nuova drammaturgia; teatro per ragazzi; teatro/scuola; formazione; teatro per spazi aperti; progetti di Teatro Sociale nei centri sociali, nei quartieri a rischio, nei villaggi, nelle carceri, nei centri profughi, nei reparti ospedalieri per infanzia, nei centri di raccolta, negli ospedali psichiatrici attraverso spettacoli, parate e azioni di strada finalizzate alla prevenzione del disagio giovanile e che prevedono il coinvolgimento dei luoghi e di chi li vive.
Nel 1989, infine, va segnalata la presenza del Piccolo Teatro di Catania – nato nel 1966 grazie ad un gruppo di giovani attori e tecnici che, nell’originaria saletta di circa 150 posti di via Costanzo, danno vita all'omonima Associazione culturale organizzando spettacoli secondo le tendenze e le drammaturgie europee del tempo – dopo la trasformazione in Cooperativa (risalente al 1974), inaugura la sua sede teatrale in via Ciccaglione: la sala con struttura ad anfiteatro con 242 posti interamente disegnata dall’attore e regista catanese Gianni Salvo. L’esperienza del Piccolo, pur rivendicando nei confronti del Terzo Teatro, una certa distanza ha esplorato in cinquant’anni, al pari del Terzo Teatro, una ‘altra’ etica del linguaggio teatrale e una libertà di pensiero e di azione, ponendosi come una realtà intraprendente per i legami con teatri lontani e divenendo un punto di riferimento a livello internazionale.
Bibliography/Bibliografia
Ferraresi, R. 2019. La rifondazione degli studi teatrali in Italia dagli anni Sessanta al 1985. Torino: Accademia University Press.
Palumbo, G. 2010. Il Teatro del Molo 2. Diario di bordo. Spettacoli, performance, film. Roma: Bonanno.
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---, and G. G. Condorelli. 2023. "Buddah Still Works – the Work on Oneself Never Ends. Essay on Grotowski." Pamiętnik Teatralny 72 (4): 33-55.
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---. 2018. "Le “isole galleggianti” del Terzo Teatro." Culture Teatrali 27: 200-212.