Analysis
On the occasion of the international theatre research meeting “Bitef/Theatre of Nations” held in Belgrade in 1976, Eugenio Barba, founder of Odin Teatret, in his famous and much-discussed Manifesto, described the phenomenon of the Third Theatre distinct from the First Theater, the official one, and from the Second, the Avant-garde one - as a virtually ignored theatrical archipelago (Barba 1996, 165) that opened up pathways for the emergence of numerous islands, distinct and peculiar, scattered all over the world (Vonella 2020, 90).
Among the eighty-nine ‘floating islands’ mapped in this project, five were born in Sicily between the late 1960s and the late 1970s.
Among the eighty-nine ‘floating islands’ mapped in this project, five were born in Sicily between the late 1960s and the late 1970s.
These include the Teatro Libero of Palermo, founded in 1968 by Beno Mazzone, who is also the curator of a valuable archive documenting its fifty-seven years of activity. In this archive are found the documents that testify to the passage of Barba and Odin Teatret in Sicily. These include those referring to the international seminar “Theatrical Research and Different Culture” held in Trappeto from May 8 to 11, 1980, in which Barba and Odin presented three shows (Anabasis, Brecht’s Ashes and The Million) and from which also emerged a census-the only one carried out in Sicily prior to the one conducted by the present research-that drew inspiration from the one of grassroots groups carried out in Casciana Terme just three years earlier and witnessed in the April 1977 issue of the magazine “Scena” founded and directed by Antonio Attisani. The census was of the theatrical realities active in the late 1970s in Catania, Syracuse, Ragusa, Agrigento, Messina and Palermo. Thirty or so emerge, and among them, Alfio Fichera’s Associazione Culturale Teatro Scuola Bertolt Brecht, the Opra 2 dance company composed of Marcello Parisi and Donatella Capraro, the Maria Compagna Theater Group with Nuccio Caudullo for Catania deserve mention; the Cooperativa Nuove Proposte of Enna; the group La Piramide Verde of Ugo Cassaro of Messina; the Figli d’Arte Cuticchio for Palermo; the Piccola Accademia Checco Durante of Pasquale Spadola of Ragusa; and the Cooperativa I Guitti of Noto (SR) led by Enzo Dejan.
In those years, also in Palermo, Teatro Daggide was born by director and theorist Beppe Randazzo, a student of Michele Perriera at Teatès. In 1974, Randazzo - with Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Antonio Lo Presti, Giovanna Brancato, Leontine Regine, Raffaella D’Avella and other actors for a total of twelve - founded a ‘group theatre’ that took the form of a real commune in which they devoted themselves to research on improvisation. In 1979, Teatro Daggide moved from Palermo to Bologna and then to Imola and Pavia until its break-up in 1996.
Thanks to Jarry’s play Ubu Re, which was staged at the Elfo Puccini in February 1980 (at the time referred to only as Teatro dell’Elfo) and in which, after a highly long physical training that lasted six months, they managed to act squatting for two and a half hours of the show - they win the approval of the public and critics (Ugo Volli, Franco Quadri, Renato Palazzi), as well as the appreciation of Barba himself and the opportunity to be able to inaugurate, for two years, the Santarcangelo di Romagna Festival.
Finally, we recall the Cooperativa Nuove Proposte of Enna, founded in 1974 by author and theatre and film director Antonio Maddeo and composed of students and workers. Among them, actor and impresario Walter Amorelli told - as an actor in the company - of having participated in several editions of the Festival organized by Beno Mazzone at the Teatro Libero in Palermo entitled “Incontro-azione: International Meeting of Experimental Student Theaters” with shows such as Il bambino va mangiato condito (1975); Avventura con il televisore (1975); Il sonno della ragione genera i mostri (1976); Giufà (1977); Teatro di strada Mimoclown (1978- 1980); La famstia di Domenico Tempio (1979); and Teatro di strada - A Festa (1980). As can be seen from the titles themselves, the theatre advocated by Maddeo and performed by the Cooperative’s actors, mimes and stilt-walkers - who are strongly influenced by Odin’s parades - is primarily experimental, steeped in street theatre, clowning, figure theatre, and puppet animation to be performed both outdoors and indoors, inside prisons, asylums, schools, and universities both in Italy and abroad.
Analisi
In occasione dell’incontro internazionale di ricerca teatrale “Bitef/Teatro delle Nazioni” tenutosi a Belgrado nel 1976, Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, nel suo celebre e discusso Manifesto, ha descritto il fenomeno del Terzo Teatro – distinto dal Primo Teatro, quello ufficiale, e dal Secondo, quello d’Avanguardia – come un arcipelago teatrale pressocché ignorato (Barba 1996, 165) che ha aperto varchi per far nascere numerose isole, distinte e peculiari, sparse in tutto il mondo (Vonella 2020, 90). Tra le ottantanove ‘isole galleggianti’ mappate in questo progetto, cinque sono nate in Sicilia tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta.
Tra queste il Teatro Libero di Palermo fondato nel 1968 da Beno Mazzone, curatore anche di un prezioso archivio che documenta i cinquantasette anni di attività dello stesso. In questo archivio si trovano i documenti che testimoniano il passaggio in Sicilia di Barba e dell’Odin Teatret.
Tra questi, ricordiamo quelli riferiti al seminario internazionale “Ricerca teatrale e diverso culturale” tenutosi a Trappeto dall’8 all’11 maggio 1980 nel quale Barba e l’Odin presentarono tre spettacoli (Anabasis, Ceneri di Brecht e Il Milione) e dai quali è emerso anche un censimento – l’unico realizzato in Sicilia prima di quello condotto dalla presente ricerca – che traeva ispirazione da quello dei gruppi di base effettuato a Casciana Terme appena tre anni prima e testimoniato dal numero di aprile 1977 della rivista «Scena» fondata e diretta da Antonio Attisani. Il censimento era relativo alle realtà teatrali attive alla fine degli anni Settanta tra Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Messina e Palermo. Ne emergono una trentina e, tra queste, meritano menzione l’Associazione Culturale Teatro Scuola Bertolt Brecht di Alfio Fichera, la compagnia di danza Opra 2 composta da Marcello Parisi e Donatella Capraro, il Gruppo Teatro Maria Compagna con Nuccio Caudullo per quanto riguarda Catania; la Cooperativa Nuove Proposte di Enna; il gruppo La Piramide Verde di Ugo Cassaro di Messina; i Figli d’Arte Cuticchio per Palermo; la Piccola Accademia Checco Durante di Pasquale Spadola di Ragusa e la Cooperativa I Guitti di Noto (SR) capitanata da Enzo Dejan.
In quegli anni, sempre a Palermo, nasceva il Teatro Daggide ad opera del regista e teorico Beppe Randazzo, allievo di Michele Perriera al Teatès. Nel 1974 Randazzo – con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Antonio Lo Presti, Giovanna Brancato, Leontine Regine, Raffaella D’Avella e altri attori per un totale di dodici – fonda un ‘teatro di gruppo’ che assume la forma di una vera e propria Comune nella quale si dedicano alla ricerca sull’improvvisazione. Nel 1979 il Teatro Daggide si sposta da Palermo a Bologna e poi ad Imola e a Pavia fino alla sua disgregazione avvenuta nel 1996.
Grazie allo spettacolo Ubu Re di Jarry, andato in scena all’Elfo Puccini nel febbraio 1980 (ai tempi denominato soltanto Teatro dell’Elfo) e nel quale, dopo un training fisico durissimo durato sei mesi, riescono a recitare accovacciati per due ore e mezza di spettacolo – conquistano il consenso di pubblico e di critica (Ugo Volli, Franco Quadri, Renato Palazzi), nonché l’apprezzamento dello stesso Barba e l’opportunità di poter inaugurare, per due anni, il Festival di Santarcangelo di Romagna.
Infine, ricordiamo la Cooperativa Nuove Proposte di Enna fondata nel 1974 dall’autore e regista teatrale e cinematografico Antonio Maddeo e composta da studenti e operai. Tra questi, l’attore ed impresario Walter Amorelli ha raccontato – in qualità di attore della compagnia – di aver partecipato a diverse edizioni del Festival organizzato da Beno Mazzone al Teatro Libero di Palermo dal titolo “Incontro-azione: incontro internazionale dei teatri sperimentali studenteschi” con spettacoli come Il bambino va mangiato condito (1975); Avventura con il televisore (1975); Il sonno della ragione genera i mostri (1976); Giufà (1977); Teatro di strada Mimoclown (1978- 1980); La carestia di Domenico Tempio (1979); Teatro di strada – A Festa (1980). Come si evince dagli stessi titoli, il teatro propugnato da Maddeo e rappresentato dagli attori, dai mimi e dai trampolieri della Cooperativa – i quali risentono fortemente dell’influsso delle parate dell’Odin – è principalmente un teatro sperimentale, intriso di teatro di strada, di clowneria, di teatro di figura, di animazione con i burattini da svolgersi sia all’aperto sia al chiuso, all’interno delle carceri, dei manicomi, delle scuole, delle Università sia in Italia che all’estero.
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