Analysis
Making a precise and punctual reconnaissance of the galaxy of theatres of very different tendencies, schools and styles (Taviani 1986, 368) of the twenty-eight realities mapped between 2010 and 2020 in a complex and variegated territory such as Sicily is not an easy task; mainly if the galaxy in question encloses, within itself, all those marginalised, those excluded who define their own personal sense of ‘doing theatre’ with what Jouvet called ‘the inheritance of us to ourselves’ (Barba 2023, 297). Among these is the Teatrino di Lunaria founded in Messina in 2012 by Serena Dascola, Alessandra Licata and Isolina Vanadia within the cooperative of the same name: a place for exchange, research and laboratory and theatrical experimentation aimed at adults, young people and children and, in general, those who believe in the value of art as an educational possibility. The cooperative aims to pursue the community’s general interest in citizens’ human promotion and social integration through managing social, health and educational services by staging figure theatre performances and managing creative workshops such as the Laboratorio Dart, aimed at boys and girls with disabilities.
In Catania, we recall the reality of Officina SocialMeccanica founded in 2015 by Mariagiovanna Italia, Luisa Sannella and Maria Chiara Salemi, three social theatre operators who follow the theatre method of the Oppressed and practice community dramaturgy. Their Association carries out activities of social promotion and utility (through workshops, performances and animations) intending to raise awareness on social, educational and political issues by working with different groups and in different contexts (such as associations, political circles, aggregation centres, schools, prisons and at-risk neighbourhoods) and on various topics (such as motherhood and parenthood, youth discomfort and school drop-out, intercultural integration, different abilities, education to legality, urban regeneration).
Mention should also be made of the Naponos Teatro Etico that arose in Caltanissetta in 2018 thanks to Diletta Costanzo, Simona Valentina Di Bartolo and Adriano Dell’Utri. The Association’s activities are divided between theatrical productions for adults and children with the aim of spreading social and cultural promotion and training and educational workshops aimed at recovering social hardship and developing awareness and emotional empathy in fragile minors. In particular, theatre-ethics courses for minors in schools of all levels and in juvenile penitentiary institutes and experimental workshops on the use of theatre for the resolution of social disorders in children (bullying, cyberbullying, childhood obesity, etc.) combined with workshops for the construction of the Puppet Opera aimed at getting to know the characters, places, events, dialects and traditions of the Central Sicily area.
Finally, it is worth mentioning, again in Catania, the Associazione Capolavori founded in 2019 by Salvatore Greco, son of Nando Greco, who, in the 1960s, founded the Teatro Club, allowing the people of Catania to become acquainted with the avant-garde and experimentation that was moving in the rest of Europe. Today, Greco, with the Capolavori Association, carries out various production activities in the field of theatrical, cine-television, musical, figurative and literary arts to offer as a service to the community. In particular, it promotes cultural itineraries aimed at a commitment to social inclusion and enhancement of the territory with the support of theatre animation.
Analisi
Fare una ricognizione precisa e puntuale della galassia di teatri di tendenze, scuole e stili diversissimi (Taviani 1986, 368) delle ventotto realtà mappate tra il 2010 e il 2020 in un territorio complesso e variegato come quello siciliano non è, impresa semplice; soprattutto se la galassia in questione racchiude, dentro di sé, tutti quegli emarginati, quegli esclusi che definiscono il proprio personale senso di ‘fare teatro’ con ciò che Jouvet chiamava “l’eredità di noi a noi stessi” (Barba 2023, 297). Ricordiamo, tra questi, il Teatrino di Lunaria fondato a Messina nel 2012 da Serena Dascola, Alessandra Licata e Isolina Vanadia all’interno dell’omonima Cooperativa: un luogo di scambio, di ricerca e di sperimentazione laboratoriale e teatrale rivolto ad adulti, ragazzi e bambini e, in generale, a chi crede nel valore dell’arte come possibilità educativa. Scopo della cooperativa è quello di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi mettendo in scena spettacoli di teatro di figura e gestendo laboratori creativi come il Laboratorio Dart, rivolto a ragazzi e ragazze con disabilità.
A Catania ricordiamo la realtà di Officina SocialMeccanica fondata nel 2015 da Mariagiovanna Italia, Luisa Sannella e Maria Chiara Salemi, tre operatrici di Teatro Sociale che seguono il metodo teatrale dell’Oppresso e praticano drammaturgia di comunità. La loro Associazione svolge attività di promozione e utilità sociale (attraverso laboratori, performance e animazioni) con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini ai temi sociali, educativi e politici lavorando con diversi gruppi e in diversi contesti (come associazioni, circoli politici, centri di aggregazione, scuole, carceri e quartieri a rischio) e su varie tematiche (come la maternità e la genitorialità, il disagio giovanile e la dispersione scolastica, l’integrazione interculturale, la diversa abilità, l’educazione alla legalità, la rigenerazione urbana).
Va menzionato poi il Naponos Teatro Etico sorto a Caltanissetta nel 2018 grazie a Diletta Costanzo, Simona Valentina Di Bartolo e Adriano Dell’Utri. Le attività dell’associazione si dividono tra produzioni teatrali per adulti e bambini con lo scopo di diffondere promozione sociale e culturale e laboratori di formazione ed educazione rivolti al recupero di disagi sociali e allo sviluppo della consapevolezza e dell’empatia emotiva in soggetti minori fragili. In particolare, corsi di teatro-etico per minori nelle scuole di ogni ordine e negli istituti penitenziari minorili e laboratori sperimentali sull'uso del teatro per la risoluzione dei disturbi sociali nel bambino (bullismo, cyberbullismo, obesità infantile, ecc) uniti a laboratori di costruzione dell’Opera dei Pupi volti alla conoscenza di personaggi, luoghi, vicende, dialetti e tradizioni del territorio del Centro Sicilia.
Infine va menzionata, sempre a Catania, l’Associazione Capolavori fondata nel 2019 da Salvatore Greco, figlio di Nando Greco che negli anni Sessanta fondò il Teatro Club permettendo, ai catanesi, di conoscere l’avanguardia e la sperimentazione che si muoveva nel resto d’Europa. Oggi Greco, con l’Associazione Capolavori, svolge, invece, diverse attività di produzione nel campo delle arti teatrali, cine-televisive, musicali, figurative e letterarie da offrire come servizio alla comunità. In particolar modo, promuove itinerari culturali mirati ad un impegno di inclusione sociale e di valorizzazione del territorio con il supporto dell’animazione teatrale.
Bibliography/Bibliografia
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