Gli autobus ad Ancona appartengono primariamente a tre modelli di mezzo, a cui ovviamente appartengono tre tipologie di sedili.
Ciascuna di queste tipologie è affetta da difetti strutturali e funzionali che portano a percepire i viaggi con tali mezzi non solo come scomodi, ma addirittura come fastidiosi e indesiderabili.
Per quanto riguarda la prima tipologia di sedili con difetti strutturali e funzionali, questa si può incontrare nella maggior parte degli autobus che coprono le linee ad alta utenza che percorrono le tratte del centro e della periferia più interna.
Malgrado questi sedili siano comodi per quanto riguarda la seduta, il loro difetto strutturale è da ricercarsi nei due panni di velluto situati sulle parti d'appoggio per schiena e gambe. Questi panni, proprio per via delle loro caratteristiche, agiscono chiaramente da ricettacoli per sporco e agenti patogeni, di cui è chiara testimonianza il pessimo odore emanato.
Inoltre, data la tendenza di un gran numero di persone a mettere le proprie buste della spesa appoggiate sulla seduta, capita non di rado che i sedili risultino macchiati o addirittura bagnati, il che, dato il pattern della stoffa, in giornate in cui la visibilità non risulta ottimale, può facilmente portare a sporcare i propri abiti.
Una nota positiva riguardo questi sedili è che in alcuni casi la soluzione è stata quella di rimuovere la stoffa (sfortunatamente per via di atti vandalici), il che, malgrado abbia risolto il problema dello sporco e dei cattivi odori, lascia scoperta la colla che serviva a tenere attaccato il velluto, comportando un impatto visivo e tattile non piacevole.
Possibile miglioramento:
Una possibile soluzione che permetta di mantenere lo stesso standard di comodità e di aderenza del corpo al sedile pur eliminando o riducendo il problema dello sporco è quella di sostituire la stoffa vellutata con una che non abbia le stesse caratteristiche di porosità e di assorbimento di liquidi quale un tessuto a base di poliestere. Queste tipologie di tessuti, però, proprio perchè tipicamente impermeabili, possono risultare scivolosi, problema che si può risolvere tramite una lieve trapuntatura del materiale che ridurrebbe il rischio di scivolata.
La seconda tipologia di sedili con difetti funzionali e strutturali la si può incontrare primariamente nelle linee che coprono le tratte dirette verso l'ospedale e verso quartieri residenziali abitati da anziani.
Caratteristiche note di questi sedili sono l'estrema scomodità e scivolosità della seduta sia per via della struttura del materiale plastico, liscia al tocco e semiopaca alla vista e caratterizzata da micro-sporgenze irregolari che probabilmente da design potevano avere lo scopo di accrescere l'aderenza del corpo alla seduta; sia per via di una curvatura sporgente presente a tre quarti della seduta verso la fine del sedile e di una curvatura sporgente presente sullo schienale all'altezza della fascia lombare, che provocano un costante fastidio.
Queste scomodità e scivolosità diventano particolarmente evidenti quando l'autobus si trova in curva o in frenata, in quanto capita spesso di vedere persone che si afferrano prontamente (o più tipicamente di soprassalto) ai pali dell'autobus di modo da non rovinare per terra.
Anche in questo caso le persone hanno trovato una soluzione temporanea alla scomodità, ossia non sedersi in quanto spesso risulta più semplice reggersi in piedi che rimanere seduti su questi sedili.
Possibile miglioramento:
Una soluzione che permetta di accrescere la comodità e l'aderenza di questo tipo di sedile è quella di ridurre la sporgenza delle curvature presenti sulla seduta e sullo schienale, di modo da permettere al passeggero di mantenere una postura più naturale, che non forzi la schiena e che non costringa le gambe in una posizione in cui i piedi non hanno un appoggio sicuro.
Per quanto riguarda la terza tipologia di sedile che si può incontrare negli autobus di Ancona, questa si trova tipicamente nelle linee che percorrono le tratte che portano nelle zone più periferiche della città e verso il distretto industriale, aziendale e commerciale.
Questi sedili appaiono ideali rispetto ai due analizzati poco sopra, hanno una seduta e un appoggio per la schiena ampi e comodi e hanno addirittura una specie di bracciolo basso che funge da blocco per il corpo nel caso di curve particolarmente spericolate.
Il difetto di questi sedili consiste però nelle piccole sporgenze circolari, triangolari o romboidali localizzate in determinate aree delle zone di appoggio. Alcune risultano taglienti, mentre altre tendono ad essere parecchio aderenti. Queste due caratteristiche portano in caso di vestiario che non sia jeans, lana o cotone, a frequenti danneggiamenti dei tessuti nel caso di capi più delicati. Un'aderenza particolare si riscontra nel caso di vestiario di pelle o simili e nel caso di pelle nuda (come per pantaloncini o magliette con bretelle sottili), difatti capita frequentemente in estate che le persone si alzino dal sedile con arrossamenti o irritazioni cutanee.
Anche in questo caso, come nel precedente, l'unica soluzione trovata dai passeggeri per sopperire al fastidio è quella di passare la corsa in piedi.
Possibili miglioramenti:
Questo modello di sedile risulta quello più comodo, ampio e che permette la maggiore aderenza del corpo. Al fine di mantenere inalterata soprattutto la caratteristica di aderenza andando però a risolvere il problema dei danni a vestiti e persone, una soluzione è quella di rimuovere le micro-sporgenze e di implementare delle forme più ergonomiche quali una seduta con una lieve infossatura nella zona di appoggio dei glutei, oppure delle lievi rigonfiature della superficie in finale di seduta posizionate tra le cosce e ai lati esterni.
Mi rendo conto che dalle mie parole possa emergere quasi un genio malevolo dietro alla distribuzione tra autobus/sedili e tratte, e in effetti risulta quasi divertente. Sfortunatamente però, i disagi ci sono e non sono neanche infrequenti, difatti si sente spesso di una persona che si è sporcata o alla quale si è danneggiato il pantalone, oppure casi di persone anziane scivolate dai sedili.
Per ciascuna delle tre tipologie di sedili risulta facilmente intuibile il motivo retrostante certe scelte di design del prodotto, ma proprio da queste risultano anche facilmente comprensibili gli errori di attribuzione dei modelli di autobus alle tratte. In particolare per quanto riguarda la terza tipologia, è chiaro l'intento di dare una seduta comoda ai lavoratori delle fabbriche di modo da agevolare il tragitto soprattutto nel percorso di rientro dal lavoro; risulta però anche evidente l'errore di calcolo effettuato nel non considerare la presenza sugli stessi mezzi di impiegati d'ufficio e di clientela dei centri commerciali, il cui vestiario è certamente meno resistente delle tute da lavoro.
Per concludere, differenti strade possono essere intraprese per porre rimedio o mitigare i fastidi da me indicati, occorre solo, come il design dell'interazione ci insegna, l'intenzione di farlo e la capacità di ripartire da una base di informazioni note che ci permetta di progettare dei sedili adatti non solo alla funzionalità e alla struttura del modello di autobus che le contiene ma, soprattutto, funzionali in relazione alle necessità dei passeggeri di modo da ridurre al minimo i disagi provati.