L'isolamento termico dell'involucro edilizio è alla base di un recupero energetico efficiente. Per tal motivo si cerca di utilizzare sempre più frequentemente materiali coibentanti di origine naturale o di origine organica che abbattono il flusso termico dispersivo verso l'esterno o verso ambienti non riscaldati.
L'analisi delle dispersioni e degli accumuli delle murature dovrà essere eseguita considerando tutti i fattori ambientali del luogo in questione valutando i tempi di ritorno dell'investimento sulla base del tipo di coibente e della relativa tecnica di posa, parametrizzati con i costi attualizzati dei combustibili consumati. La coibentazione può costituire un elemento di convenienza che non può essere separato da altre valutazioni legate non solo alle condizioni ambientali del sito ma connesse direttamente alla produzione energetica, sia fotovoltaica/solare o da altre fonti rinnovabili.
Gli spessori dei materiali isolanti, oltre a poter essere variabili nell'involucro a seconda dell'orientamento del sito, dovranno essere dimensionalmente funzionali secondo le varie località e in rapporto anche all'inerzia termica della parete.
Questo vuol dire che, isolare in maniera adeguata è corretto, iperisolare potrebbe comportare costi maggiorati consistenti o l'adozione di sistemi impiantistici più complessi che entrano in conflitto con lo scarico termico delle pareti o con la funzionalità stessa dell'uso dell'abitazione.
In generale per un edificio unifamiliare convenzionale pre-esistente è possibile indicare il livello percentuale delle dispersioni termiche dalle superfici dell'edificio:
35% dalle pareti
30% dalle finestre
15% dal tetto
10% dalle cantine e fondazioni
10% dalle infiltrazioni per ricambio d'aria
Non molto diversa è la situazione di edifici nuovi o recenti privi di un controllo tecnico in esecuzione che ne verifichi la reale rispondenza alle norme vigenti soprattutto per quanto concerne i ponti termici tra la struttura, le murature e i balconi.
Da questo se ne può facilmente dedurre che un intervento di isolamento produce risparmi energetici considerevoli e, in parte, il costo è recuperabile attraverso le forme fiscali in detrazione del 36 % o 55 %.
Sono state introdotte leggi nazionali in primis il D.lgs. 192/2005 e il D.lgs. 311/2006, che hanno applicato in Italia la certificazione energetica degli edifici.
In questi testi legislativi sono state introdotte inizialmente (e successivamente modificate) tabelle di riferimento obbligatorie per le nuove costruzioni in riferimento a coefficienti di trasmissione termica praticamente di tutto l'involucro edilizio, oltre all'obbligo di produzione del 50 % di acqua calda sanitaria con il solare termico e di almeno 0,2 kW per il solare fotovoltaico.
Queste tabelle sono la condizione minima per rientrare nei canoni di legge.
tabella di cui al D.lgs. 311/2006: stabilisce i valori limite delle trasmittanze termiche dal 1° Gennaio 2010