Il percorso che questa tesi ha seguito ci ha portati in un viaggio alla scoperta di un autore, Yonnet, sconosciuto a molti. Nonostante la fama e il clamore che ha destato all’epoca la pubblicazione del suo romanzo Enchantements sur Paris, la vita e la sua opera sono state facilmente dimenticate e il suo ricordo è conservato solo dai rari intimi amici ancora in vita.
Spesso la biografia di un autore è argomento su cui poco ancora ci sia da ricercare o scoprire. Su Jacques Yonnet, invece, le informazioni reperibili su enciclopedie, testi e saggi critici sono decisamente scarse, se non addirittura nulle nella maggior parte dei casi e, per questo, nell’ambito della tesi è stato dedicato ampio spazio alla vita dell’autore. La ricerca di questi elementi si è svolta partendo inizialmente dalle opere stesse, dal momento che, sia Enchantements sur Paris, sia Gagne ta guerre!, passando attraverso le emozioni espresse nei versi delle raccolte poetiche, contengono numerosi cenni biografici. Collegandoli e confrontandoli è stato possibile ricostruire i momenti essenziali della vita dell’autore e comprenderne le scelte. Ulteriori fondamentali indicazioni sono fornite dalla presse francese e dai numerosi articoli pubblicati da Yonnet durante la lunga collaborazione con il settimanale Auvergnat de Paris, oltre che dagli articoli scritti da altri autori su di lui. La testimonianza sicuramente più soddisfacente è stata quella prodotta da un’intervista rivolta via e-mail a Marc Schweizer, che ha conosciuto l’autore e condiviso con lui momenti di vita. Ha completato, e notevolmente agevolato il lavoro, un breve viaggio a Parigi, in cui il materiale in esame è stato indubbiamente più facile da reperire; dato il contesto, il contatto diretto con l’argomento di studio si è rivelato un’ottima occasione di approfondimento che sarebbe stata sicuramente più fruttuosa con un soggiorno prolungato.
La parte più consistente della tesi riguarda, invece, l’opera principale di Yonnet: gli Enchantements sur Paris. Mancando quasi totalmente letteratura critica a riguardo, si è cercato di individuarne la struttura, le tematiche, lo stile e soprattutto il messaggio che l’autore intendeva trasmettere. Trattandosi di un romanzo considerabile, in una certa misura, surrealista, si è cercato di porre in evidenza gli elementi che lo rendono tale, nel frequente passaggio tra reale ed immaginario in cui l’autore si lascia trasportare. Nello stesso tempo si è tentato di individuare i fondamenti storici su cui è basata la narrazione, spingendosi indietro nel tempo, talvolta anche in epoca medievale, per ricostruire i fatti che hanno visto coinvolti i luoghi del racconto. Ciò è stato possibile indirizzando le ricerche su volumi che trattano della storia di Parigi fin dalle sue origini, inserendo anche una parte cartografica per meglio evidenziare i cambiamenti che spesso hanno portato alla creazione delle leggende su cui Yonnet ha poi basato la narrazione. Grande importanza in questa analisi è stata data, infine, ai personaggi che abitano le vicende narrate, come testimoni di una quotidianità e di una realtà evidenti. Yonnet infatti non era certo un frequentatore di salotti borghesi o di circoli altolocati; no, Yonnet era inizialmente un resistente, un clandestino che combatteva l’occupazione militare in Francia e poi un abituale cliente di bettole e bistrots in cui si radunavano i personaggi più bizzarri, oltre a ubriachi, senzatetto e gente umile del suo amato quartiere, la “Mouffe”. Yonnet era affascinato proprio da loro: non aveva paura a familiarizzare con pericolosi banditi, incontrare chi si diceva avesse poteri magici o chiacchierare con misteriosi vecchietti che comparivano e scomparivano senza lasciare traccia. Egli sosteneva essere quello il vero cuore di una città, la sua gente avvolta in perdute leggende e oscurata dai misteri. Questo è stato forse l’elemento che ha reso grande, e così diversa da altre, quest’opera.
Nell’ultima parte della tesi sono stati individuati alcuni romanzi che, totalmente o in parte, sono dedicati alla città di Parigi al fine di cogliere alcune differenze nell’uso che ciascun autore ne ha fatto. Sono emerse in maniera evidente due tipologie principali: la prima, in cui la città viene posta al centro dell’attenzione ed ogni ambientazione o riferimento geografico rappresenta informazione fondamentale, e la seconda in cui essa è posta in secondo piano poiché l’autore vuole concentrare l’attenzione del lettore su altri elementi, come personaggi, intreccio, ecc… . Il lavoro è partito dalla ricerca di molteplici romanzi su questo tema, soprattutto di autori che hanno frequentato o conosciuto Yonnet, per poi spaziare in una più ampia panoramica di autori celebri che hanno dedicato a Parigi alcune delle loro preziose pagine.
In un’Appendice finale sono stati raccolti i documenti di maggior interesse reperiti: alcuni articoli firmati dell’autore, una dedica di suo pugno scritta in un volume di Enchantements sur Paris regalato all’amico Pierre Béarn, un glossario inedito che Yonnet si è divertito ad elaborare con alcuni amici e articoli vari a lui dedicati.
È quasi azzardato scrivere qui di “conclusioni” nell’accezione di “termine” dei lavori, dal momento che ancora molto ci sarebbe da ricercare sul personaggio di Yonnet, ed è con un certo dispiacere che metto un punto finale – inevitabilmente provvisorio – a questo percorso alla scoperta di un autore e di una “Paris insolite”, come ha scritto Clébert, così particolari e affascinanti.
Come è stato per Paris ma légende, la cui sorte è rimasta sospesa tra immaginazione e realtà, così si “conclude” questo lavoro: sospeso e con innumerevoli passaggi ancora da scoprire, per chi lo vorrà, poiché, come Yonnet ha scritto:
…Rien ne se passe que d’éternel.
Il n’y a pas eu de commencement.
Il n’y aura pas de fin.
IL Y A[1].
[1] J. YONNET, Enchantements …, 1966, p. 302.