Definizione no Profit: qualsiasi espressione e traduzione in questo sito non ha mai avuto influenza religiosa
A fianco dei quattro esseri viventi e dei ventiquattro vegliardi appaiono per lodare Dio i segnati con il sigillo. Il loro numero è centoquarantaquattromila. La decodificazione è una delle più semplici dell'Apocalisse. Ritroviamo, infatti, nella visione della Gerusalemme celeste che discende dal cielo alla fine del libro, il numero delle 12 tribù d'Israele, come il numero dei 12 apostoli.
La città è cinta con da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli di Israele… Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i nomi dei dodici apostoli dell'Agnello (Ap 21, 12-14).
Dodici per dodici è uguale a centoquarantaquattro. Esprime il popolo preparato dall'antica alleanza (le dodici tribù) e compiuto nella nuova, tramite la predicazione degli apostoli. Ma il numero centoquarantaquattro è moltiplicato per mille, il numero che, come vedremo più in là esprime la pienezza, contrapposta al “breve tempo” del male (Ap 20, 1-3). Centoquarantaquattromila è, insomma, il numero della Chiesa. Sono tutti i credenti in Cristo nella loro proiezione escatologica, nati dall'antica e dalla nuova alleanza donata a tutti coloro che vengono segnato con il sigillo nel corso della storia. Così il testo di Ap 7, 4-8:
PROFEZIE PROFEZIE DI FATIMA
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Apocalisse La parola apocalisse deriva dal greco ἀποκάλυψις (apokalypsis), composto di apó ( dunque significa un gettar via ciò che copre essendo un libro siggillato dal simbolismo scritto non può essere letto senza interpretazione, ma non un interpretazione così superflua l'ìinterpretazione deve essere a pari passo col simbolismo e col tempo dovuto per l'addempimento della profezia perchè Giovanni lo cita ma chi lo applica è il Figlio dell'Uomo negli Ultimi Giorni ed il Messia come dicono altre profezie non è ebreo e ha il nome di Yah'El, un togliere il velo, letteralmente scoperta o rivelazione. Sembra essersi originata presso gli ebrei che parlavano greco, per poi passare ai cristiani che la svilupparono ulteriormente. Nella terminologia della letteratura del primo e dell'ultimo nell'alfa e l'omega, indica una rivelazione, si chiama rivelazione il processo comunicativo per il quale Dio YHWH si farebbe conoscere o manifesterebbe la sua volontà agli uomini. La "rivelazione" si intende anche il contenuto di questa comunicazione. Profeta, o meno di frequente "messaggero di Dio, che è il germoglio giusto che ho mandato sulla terra ed è Signore di Giustizia", è il termine usato per indicare colui che riceve la rivelazione ed è solitamente incaricato di comunicarla al popolo dei fedeli. Viene spesso usato anche il termine "veggente", in particolare per le apparizioni contemporanee, che rientrano nella categoria delle rivelazioni private, ma coloro che negano l'autenticità dei fenomeni preferiscono "visionario". Di cose nascoste da Dio a un profeta scelto; questo termine è più spesso usato per descrivere il resoconto scritto di tale esperienza specialmente per l'Ultimo che porta il pensiero di Dio nella mente e nel cuore sempre...... e specialmente negli Ultimi Giorni nel Periodo Messianico
La conoscenza è il Principio? SI la Sapienza Proverbi capitolo 4 versetto 7 il principio è la Sapienza: acquista la Sapienza; a costo di tutto ciò acquista l'intelligenza.
confronta Proverbi capitolo 2 versetti da 2 a 17 la bibbia di Gerusalemme ecco l'inizio
LA VITA DI ADAMO ED EVA
[1] Quando Adamo e sua moglie Eva furono cacciati dal Paradiso, se ne andarono ad occidente
e costruirono una tenda, dove rimasero sei giorni a piangere e a gridare in preda ad un
grandissimo dolore. E in capo a sei giorni incominciarono ad avere fame; andavano in cerca di
cibo, ma non trovavano di che cibarsi.
[2] (Allora) Eva disse ad Adamo: "Mio Signore, ho tanta fame. Perché - in attesa di vedere se il
Signore Dio avrà misericordia di noi e ci riconduca nel luogo dov'eravamo - non vai in cerca di
cibo? E dopo otto giorni Adamo si levò, percorse tutta quella regione, ma non riuscì a trovare
del cibo simile a quello che avevano da principio.
[3] Disse ancora Eva ad Adamo: "Mio Signore, che io possa morir di fame! Oh, se morissi per
mano tua, visto che è per causa mia che il Signore Dio è in collera con te". Replicò Adamo:
"Grande è in cielo e in terra la sua creazione! Se (sia in collera) per causa tua o per causa mia,
lo ignoro". Ribadì Eva ad Adamo: "Mio Signore, uccidimi: che io possa morendo sottrarmi alla
vista del Signore Dio e dei suoi angeli, di modo che il Signore Dio non si adiri più con te e ti
riconduca nel paradiso, dal quale sei stato cacciato per causa mia. Soggiunse Adamo: "Non
parlare così, Eva; che il Signore Dio non ci mandi un'altra maledizione! Come potrei levar la
mano sulla mia carne? Ma su', andiamo in cerca di cibo per non morire".
[4] Ne andarono in cerca, ma non trovarono nulla di simile a quel che avevano in paradiso;
trovarono, invece, il cibo di cui si nutrivano gli animali e le bestie. Osservò Adamo: "Questo è il
cibo che Dio ha dato agli animali e alle bestie". E Adamo aggiunse: "Leviamo pianti al cospetto
del Signore Dio che ci ha creato, e facciamo una bella penitenza di quaranta giorni nella
speranza che il Signore Dio ci perdoni e ci assicuri di che vivere".
[5] Chiese Eva ad Adamo: "Mio Signore, che cos'è la penitenza, e qual è la penitenza che
faremo? Non proponiamoci quel che non siamo in grado di mantenere, per evitare che le
nostre preghiere non vengano esaudite e che Dio distolga il suo sguardo da noi, se non
manteniamo ciò che abbiamo promesso".
[6] Rincalzò Adamo: "Pur potendo fare tanti (giorni di penitenza quanti me), non intendi farli?
Te lo ripeto, fanne quanti ne vuoi; per parte mia farò 47 giorni (di penitenza), dal momento
che fui creato nel settimo giorno e che nel settimo giorno Dio portò a termine ogni cosa". Ed
esortò Eva:
"Su', va' al fiume Tigri, prenditi una pietra, mettitici sopra e resta immersa nell'acqua fino al
collo. Non proferir parola: ché siamo indegni di rivolgerci a Dio; le nostre labbra sono impure
per aver mangiato dell'albero proibito. Restaci 40 giorni, mentre io (m'immergerò) nel
Giordano per 47 giorni, nella speranza che il Signore Dio abbia pietà di noi".
[7] Quanto a lei, si recò al fiume Tigri come (le) aveva detto (di fare) Adamo, mentre egli
venne al fiume Giordano portando con s‚ una pietra e rimase (immerso) nel fiume fino al collo;
e i loro capelli erano sparsi sopra le acque.
[8] Allora Adamo disse: "Mi rivolgo a te, Giordano, partecipa al mio dolore. Raduna tutti gli
esseri che vivono nelle tue acque, circondatemi e fate cordoglio insieme a me. Non piangete
per voi ma per me, perché non siete voi che avete peccato bensì io che ho peccato
ingiustamente contro il Signore; siete voi che avete mancato o che siete stati privati del
cibo, ma io che ho peccato e che sono stato privato del cibo concessomi". Adamo stava ancora
parlando, quand'ecco che tutti gli animali (acquatici) accorsero e lo attorniarono; e in
quell'istante la corrente del fiume si arrestò. Allora Adamo si rivolse al Signore gridando ad alta
voce, e la sua voce si fece ogni giorno più roca. Per diciannove giorni tutti gli animali
(acquatici) piansero con Adamo.
* [9] Allora Satana, il loro avversario, ne restò turbato e, trasformatosi in uno splendido
angelo, si recò al fiume Tigri dove si trovava Eva e, vistala piangere in preda a un grande
dolore, si mise a piangere anch'egli. Poi le disse: "Esci, calmati e non pianger più; basta con la
tristezza che tanto ti angustia. Il Signore, infatti, ha udito i vostri gemiti e ha gradito la vostra
penitenza; perciò noi e tutti gli angeli lo abbiamo supplicato di non farvi più soffrire, ed egli mi
ha mandato a tirarvi fuori dall'acqua e a ridarvi il cibo che avevate e che avete perduto a causa
del vostro peccato. Ordunque, esci, che vi porto nel luogo dov'è preparato il cibo a voi
destinato.
[10] Allora Eva uscì dall'acqua e la sua pelle era verde come l'erba per il freddo preso
nell'acqua. Ma mentre camminava, cadde a terra e giacque come morta per quasi tutto il
giorno. Il diavolo la rialzò da terra; poi ella si recò da Adamo e il diavolo con lei. Quando
Adamo li ebbe visti, esclamò piangendo: "O Eva, è così che fai penitenza? Come hai potuto
lasciarti sedurre dal tuo avversario, a causa del quale siamo stati privati della dimora del
paradiso e della gioia spirituale?"
[11] Non appena ebbe udito queste parole, Eva seppe ch'era stato il diavolo a sedurla e a
persuaderla a uscire dal fiume. (Allora) si prostrò a terra e provò un dolore due volte più
grande moltiplicando i gemiti e i pianti. Poi Adamo esclamò: "Guai a te, o diavolo, che non ci
risparmi così violenti attacchi! Che cos'hai con noi? Che cosa ti abbiamo fatto perché tu ci
debba perseguitare in questo modo, con l'inganno? Perché dobbiamo sperimentare la tua
malvagità? Ti abbiamo forse privato della gloria, e siamo responsabili del tuo disonore? Siamo
forse tuoi nemici, empi e invidiosi fino alla morte?".
[12] Al che il diavolo gli risponde gemendo: "O Adamo, all'origine di tutta l'inimicizia,
dell'invidia e del dolore ci sei tu: è per causa tua, infatti, che sono stato privato della gloria e
spogliato dello splendore che avevo in mezzo agli angeli, ed è (ancora) per causa tua che sono
stato gettato sulla terra". Gli replicò Adamo: "Che cosa ti ho potuto fare e in che consiste la
mia colpa, visto che non ti conoscevo?".
[13] Replicò (ancora) il diavolo: "Come puoi andar dicendo che non hai fatto nulla? Eppure è
per causa tua che sono stato gettato (sulla terra). Nel giorno in cui tu fosti creato, io fui
gettato (sulla terra) lontano dal cospetto di Dio ed estromesso dal consorzio degli angeli.
Quando Dio inalò in te lo spirito della vita e il tuo volto e la tua figura furono fatti ad immagine
di Dio, Michele ti portò a farti adorare alla presenza di Dio; e Dio disse: "Ecco ho fatto Adamo a
nostra immagine e somiglianza".
[14] Michele (allora) andò a chiamare tutti gli angeli e disse: "Adorate l'immagine del Signore
Dio, come ha comandato il Signore"; e Michele, che fu il primo ad adorarti, mi chiamò e mi
disse: "Adora l'immagine del Signore Dio"; ma io ribattei: "No, io non ho motivo di adorare
Adamo", ma, poiché Michele mi costringeva ad adorare, gli dissi: "Perché mi costringi? Non
adorerò uno inferiore a me, perché vengo prima di ogni creatura e prima ch'egli fosse creato io
ero già stato creato; è lui che deve adorare me, e non viceversa".
[15] Udendo queste cose gli altri angeli del mio seguito si rifiutarono di adorare. Michele insiste
(ancora) con me: "Adora l'immagine di Dio; che se non adorerai, il Signore Dio si adirerà con
te". Ed io risposi: "Se si adira con me, vuol dire che stabilirò la mia dimora al di sopra delle
stelle del cielo, e che sarò simile all'Altissimo".
[16] E il Signore Dio si adirò con me e mi fece espellere dal cielo - privandomi della gloria -
insieme con i miei angeli. E così per causa tua fummo cacciati dalla nostra dimora e gettati
sulla terra. Fui subito addolorato di essere stato spogliato di tutta la mia gloria, mentre a te
venivano riservate gioia e delizie. Perciò presi ad invidiarti e non tolleravo che ti gloriassi tanto.
Circuii tua moglie e tramite lei ti feci privare di tutte le tue gioie e di tutte le tue delizie, così
come da principio ne ero stato privato io".
[17] Nell'udire queste parole Adamo ruppe in un gran pianto e disse: "Signore Dio, la mia vita
è nelle tue mani; fa' che questo nemico, che cerca di perdere la mia anima, stia lontano da
me. Signore, da' a me la gloria che gli è stata tolta". E il diavolo si dileguò dalla sua vista.
Adamo però continuò a fare penitenza per 47 giorni nelle acque del Giordano.
[18] Disse Eva ad Adamo: "Viva il mio Signore, a te è stato concesso di vivere perché non hai
peccato n‚ prima n‚ dopo; io, invece, ho peccato e sono stata ingannata per non aver osservato
i comandamenti di Dio. Ed ora, tagliata fuori da questa vita luminosa, andrò ad occidente e vi
resterò fino alla morte. Dopodiché si mise in cammino verso le regioni occidentali, e prese a
lamentarsi e a piangere amaramente levando alti gemiti; e si fece (anche) un ricovero, visto
che era incinta di tre mesi.
[19] Ma quando (poi) venne per lei il momento di partorire ed iniziò il travaglio, chiamò il
Signore ad alta voce dicendo: "Abbi pietà di me, Signore, e aiutami". Ma poiché non veniva
esaudita n‚ vi era chi l'aiutasse, disse tra se‚ e se‚: "Chi ne informerà il mio signore? Vi prego,
luminari del cielo, mentre ritornate ad oriente, fatelo sapere al mio signore Adamo". E così fu
fatto.
[20] Disse Adamo: "Il pianto di Eva è giunto fino a me; vado a trovarla perché temo che sia di
nuovo alle prese con il serpente. Cammin facendo, la trovò che piangeva in preda a un grande
dolore. Quando Eva lo vide, gli disse: "Da quando ho visto il mio signore, la mia anima
addolorata ha provato (un po' di) sollievo. Ma ora prega per me il Signore, che mi aiuti e mi
liberi dalle mie acutissime doglie". E Adamo pregò il Signore per lei.
[21] Ed ecco che vennero 12 angeli e 2 virtù, che si posero alla destra e alla sinistra di Eva; e
Michele, ritto alla sua destra, le toccò il volto fino al seno. Disse l'angelo: "Beata te, Eva, a
motivo di Adamo; ché grandi sono le sue preghiere. Dietro sua preghiera io sono stato
mandato a portarti l'aiuto degli angeli di Dio. Su', preparati al parto". Preparatasi, generò un
figlio splendido. E subito dopo il bambino si alzò e si mise a correre, prese in mano dell'erba e
la diede a sua madre. Gli fu imposto il nome di Caino.
[22] (E) Adamo prese Eva e il bambino e li portò ad oriente. E il Signore mandò Michele ad
insegnare ad Adamo l'agricoltura, perché ne ricavassero dei frutti di che potessero vivere loro
e tutte le generazioni dopo di lui.
[23] Eva concepì per la seconda volta e generò un figlio di nome Abele. E Caino stava
(sempre) insieme ad Abele. Disse Eva ad Adamo: "Mio signore, durante il sonno ho avuto una
visione: Caino portava alla bocca il sangue di tuo figlio Abele e lo inghiottiva". Soggiunse
Adamo: "Può darsi che l'uccida. Separiamoli l'uno dall'altro e facciamo loro un'abitazione per
ciascuno". (E) fecero di Caino un agricoltore e di Abele un pastore, e così vivevano separati
l'uno dall'altro. In seguito tuttavia Caino uccise suo fratello Abele. Adamo aveva allora 130
anni. Quanto ad Abele, fu ucciso da Caino all'età di 101 anni.
[24] Poi Adamo conobbe (ancora) sua moglie Eva e le fece generare un figlio che chiamò Seth.
E Adamo disse: "Ecco ho generato un figlio in luogo di Abele, che Caino ha ucciso". E Adamo
visse ancora 800 anni dopoché ebbe generato Seth, e generò 30 figli e 32 figlie, che si sono
moltiplicati sulla terra dando origine alle popolazioni che da loro prendono nome.
* [25] E Adamo disse a suo figlio Seth: "Ascolta quel che ho da dirti. Dopo la cacciata dal
paradiso, io e tua madre eravamo nudi. Mentre stavamo pregando, venne da me l'arcangelo
Michele, il messaggero del Signore. E vidi un carro (veloce) come il vento e le sue ruote erano
di fuoco. Rapito che fui nel paradiso di giustizia, vidi il Signore, ma i raggi infuocati che
sprigionava ne rendevano insopportabile la vista. Gran folla di angeli stava davanti ai raggi,
mentre molte altre migliaia di angeli si trovavano alla (Sua) destra e alla (Sua) sinistra.
[26] Mi disse il Signore: "Ecco che muori per aver trasgredito il mio comando e dato retta a tua
moglie. L'avevo data in tuo potere perché esercitassi su di lei la tua volontà. Ma tu hai
obbedito a lei invece che a me".
[27] Come udii queste parole di Dio, caddi a terra e pregai il Signore dicendo: "Signore
oltremodo onnipotente e misericordioso, Dio santo e pio, non cancellare il nome di chi ricorda
la Tua maestà; ridammi la vita, ché sto morendo ed esalo lo spirito. Non mi allontanare dalla
tua presenza - son quello che hai plasmato col fango della terra -; non trascurare quello che
hai nutrito col tuo amore. Ecco, la tua parola m'infiamma". Replicò il Signore: "Poiché il tuo
cuore è fatto in modo tale da amare la conoscenza, per questo la tua discendenza non ne sarà
mai privata perché mi possa servire".
[28] Come ebbi udito queste parole del Signore, mi prostrai a terra e adorai il Signore dicendo:
"Tu sei il Dio eterno e sommo, cui tutte le creature rendono onore e lode. Tu brilli sopra ogni
luce, vera luce della vita, inafferrabile. O grande potenza del Dio vivo, ogni creatura vivente ti
rende onore e lode spirituale, perché hai fatto sfoggio di grande potenza quando hai creato il
genere umano".
[29] Non appena ebbi pregato in questo modo, Michele, l'arcangelo di Dio, mi prese per mano
e mi portò fuori del paradiso, dove avevo visitato e visto Dio. E col bastone che aveva in mano,
Michele toccò le acque che circondavano il paradiso, e le acque congelarono, così da lasciarmi
passare. Michele le attraversò con me e mi ricondusse in quella parte del paradiso, dove mi
aveva rapito.
Disse ancora Adamo: "Ascolta, Seth, figlio mio, gli altri misteri futuri che mi sono stati rivelati:
ché, grazie al fatto di aver mangiato dell'albero della conoscenza, ho appreso e capito quel che
avverrà in questo mondo temporale, (e) quel che Dio farà al genere umano. Dio apparirà in
una fiamma di fuoco, che uscirà dalla bocca della Sua maestà, e impartirà a tutti
comandamenti e precetti. Lo santificheranno nella casa della Sua maestà, e Dio mostrerà loro
il luogo meraviglioso della Sua maestà; ma essi vi trasgrediranno i Suoi precetti. Il loro
santuario sarà incendiato, la loro terra abbandonata e loro stessi saranno dispersi per aver
irritato Dio. Nel settimo giorno li trarrà in salvo dalla diaspora ed essi nel paese erigeranno
un'altra casa al loro Dio; e l'ultima casa di Dio durerà più che in passato; ma ancora una volta
l'ingiustizia avrà la meglio sulla giustizia. Poi Dio abiterà sulla terra con gli uomini... e
comincerà a risplendere la giustizia, e sarà onorata nella casa del Dio degli angeli; quanto al
nemico, non potrà più nuocere agli uomini che credono in Dio. E Dio si procurerà un popolo che
sarà salvo nei secoli dei secoli. E gli empi... adoreranno il cielo e la terra, le notti e i giorni, e
tutte le creature obbediranno al Signore e non trasgrediranno i suoi precetti n‚ muteranno le
loro opere. Gli uomini, invece, muteranno (le loro opere) e abbandoneranno i precetti del
Signore. Dopo di ciò il Signore allontanerà da se gli empi; mentre i giusti rimarranno, come la
giustizia, alla presenza di Dio, e allora saranno purificati dai loro peccati; quelli, invece, che
non vorranno purificarsi con l'acqua... beato chiunque si corregge, perché fra i mortali vi sarà il
giorno del grande giudizio, e le loro azioni saranno esaminate da Dio, giudice giusto".
[30] E dopoché Adamo ebbe compiuto 930 anni, poiché sapeva che la sua vita volgeva al
termine, disse ad Eva: "Convoca tutti i miei figli e le mie figlie: prima di morire voglio parlare
con loro e benedirli". Ed essi s'incontrarono alla presenza del loro padre, in tre gruppi, davanti
al luogo dove Adamo era solito pregare il Signore Dio. Una volta che furono tutti riuniti, dissero
ad una sola voce: "Che hai, padre, che ci hai riunito? Perché sei a letto?" Adamo rispose
dicendo: "Figli miei; sto male e sono tribolato dai dolori". Gli replicarono i suoi figli: "Padre, che
vuol dire che stai male e che sei tribolato dai dolori?".
[31] E disse suo figlio Seth: "Signor padre, forse è questo che ti rattrista: il desiderio di
mangiare dell'albero di cui mangiasti un tempo. Dimmi se vuoi che vada fin presso alle porte
del paradiso, e che, dopo essermi cosparso il capo di cenere, mi prostri a terra davanti alle
porte del paradiso levando alti lamenti (e) supplicando il Signore Dio: può darsi che mi
esaudisca e che mandi il Suo angelo a portarmi del frutto che desideri". (Ma) Adamo rispose
dicendo: "Figlio, non è desiderio il mio, è che sono ammalato e che provo dei forti dolori fisici".
Riprese Seth: "Ignoro che cosa sia il dolore. Non vuoi dirci (di che si tratta)? Perché ce lo tieni
nascosto?".
[32] Continuò Adamo: "Ascoltatemi, voi tutti che siete i miei figli e le mie figlie. Quando il
Signore Dio creò me e vostra madre, ci pose nel paradiso e ci diede da mangiare di ogni albero
da frutto, ma ci vietò di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male che si trova
nel centro del paradiso. E dopo averci posti nel paradiso, a me il Signore affidò la zona
orientale e quella che guarda a nord, mentre a vostra madre affidò il sud e la zona occidentale.
[33] (Inoltre) ci pose sotto la tutela di due angeli. Venuta l'ora in cui gli angeli dovevano salire
alla presenza di Dio per adorarlo, subito il diavolo ne approfittò per sedurre vostra madre
facendole mangiare dell'albero interdetto e proibito da Dio. Ed ella ne mangiò e me ne offrì. Ma
non appena ne ebbi mangiato, [34] il Signore Dio montò in collera con noi e mi disse: "Dal
momento che hai trasgredito il mio ordine e non hai osservato quanto ti avevo comandato,
infliggerò al tuo corpo settanta piaghe da capo a piedi, e tu e tua moglie sarete tribolati in
ciascuna delle vostre membra. Tutti questi (mali) c'inflisse come castigo a un tempo doloroso e
violento. Tutti questi (mali) il Signore inflisse a noi e a tutta la nostra discendenza".
[35] Mentre Adamo parlava in questo modo rivolto a tutti i (suoi) figli, fu preso da forti dolori e
gridando ad alta voce diceva: "Che posso fare, infelice come sono in mezzo a tanti dolori?".
Udite queste parole, Eva si mise a piangere e disse: "Signore Dio, da' a me i suoi dolori, visto
che sono stata io a peccare". E rivolta ad Adamo: "Mio Signore, dammi un po' dei tuoi dolori;
ché è per colpa mia che (tutto) ciò è capitato".
[36] Ma Adamo replicò: "Su', Eva, va' con tuo figlio Seth fin presso alle porte del paradiso:
cospargetevi il capo di polvere, prosternatevi e piangete davanti al Signore Dio: chissà che non
abbia pietà di voi e che non mandi il suo angelo dove si trova l'albero della misericordia, da cui
stilla l'olio della vita; e che non ve ne dia un po', sicché possiate ungermene sollevandomi da
questi dolori che mi tormentano senza darmi tregua".
* [37] (Allora) Seth partì per le regioni del paradiso con sua madre Eva. E mentre erano in
viaggio, sopraggiunse all'improvviso il serpente - l'animale empio -, che morse Seth in faccia.
Vedendo ciò, Eva pianse amaramente e disse: "Ahimè misera, ché sono maledetta insieme con
tutti quelli che non osservano i comandamenti del Signore Dio". Poi Eva incalzò il serpente a
gran voce: "Maledetto animale, come non ti sei peritato di scagliarti contro l'immagine di Dio?
Come hai ardito combattere con essa, lasciando che i tuoi denti infierissero su di essa?".
[38] Il serpente rispose anch'egli ad alta voce: "Non è forse manifesta a Dio la vostra
malvagità, che ha provocato il nostro furore contro di voi? Dimmi, Eva, come hai potuto aprire
la bocca per mangiare del frutto che il Signore ti aveva proibito di mangiare? Ché prima non
avevo alcun potere su di voi; ma soltanto dopoché tu hai trasgredito il comando del Signore, si
è scatenata la nostra protervia contro di voi".
[39] A quel punto Seth disse al serpente: "Il Signore Dio ti maledica! Sta' lontano dagli uomini,
chiudi la bocca e taci, nemico, maledetto, tu che confondi la verità; allontanati dall'immagine di
Dio fino al giorno in cui il Signore ti farà condurre in giudizio". Replicò il serpente a Seth:
"Ecco, faccio come vuoi tu: mi allontano dall'immagine del Signore Dio". E subito si allontanò
lasciando su Seth il segno dei denti.
[40] Quanto a Seth e a sua madre, camminarono fino alle porte del paradiso; presero della
polvere, se ne cosparsero il capo e, prostratisi con la faccia a terra, incominciarono a piangere
fra grandi gemiti e a supplicare il Signore Dio di aver pietà della sofferenza di Adamo e di
mandar loro il suo angelo con l'olio dell'albero della misericordia di Dio.
[41] Mentre stavano pregando e levando molte suppliche, ecco che apparve l'arcangelo
Michele che disse loro: "Seth, di che vai in cerca? Io sono l'arcangelo Michele, cui il Signore ha
affidato i corpi degli uomini. Lo dico a te, Seth, uomo di Dio, non stare a piangere e a
supplicare per avere l'olio dell'albero della misericordia, con cui ungere il corpo di tuo padre
Adamo sollevandolo (così) dai dolori fisici di cui soffre.
[42] Te lo ribadisco: non ne potrai assolutamente avere fino agli ultimi giorni, [finché non
siano trascorsi 5228 anni. Allora verrà sulla terra il Cristo, il figlio di Dio amorevolissimo, che
risorgerà e farà resuscitare insieme con lui il corpo di Adamo e i corpi di tutti i morti; e lo
stesso Cristo, il figlio di Dio, sarà battezzato in acqua. Quando uscirà dall'acqua,
ungerà con l'olio della sua misericordia tuo padre e quanti credono in lui. E l'olio della
misericordia, l'avranno di generazione in generazione tutti quelli che debbono rinascere
dall'acqua e dallo spirito (Suggellamento e la Vita Eterna negli Ultimi giorni) a vita eterna. Ché allora il figlio di Dio amatissimo scenderà e
condurrà tuo padre nel paradiso fin dove si trova l'albero della misericordia].
[43] Ma tu va' da tuo padre e digli che per lui la vita è finita. Grandi meraviglie vedrai in cielo e
in terra, e i luminari del cielo, quando la sua anima lascerà il corpo". L'arcangelo non aveva
ancora detto queste cose, che già si era allontanato. [E Seth era molto stupito, perché, mentre
guardava dentro il paradiso, aveva visto sulla cima di un albero una vergine seduta che teneva
in mano il figlio . Eva e Seth ritornarono indietro; ma Seth prese con s‚ degli aromi:
nardo, croco, calamo e cinnamomo.
[44] E quando Seth e sua madre giunsero da Adamo, gli raccontarono come il serpente avesse
morsicato suo figlio Seth; al che Adamo disse a sua moglie: "Guarda che cosa ci hai fatto! Hai
attirato una grave calamità e peccati su tutta la nostra discendenza. Purtuttavia dopo la mia
morte narra ai tuoi figli ciò che hai fatto tu e tutto quel che abbiamo subito. Ché i nostri
discendenti, incapaci di sopportare le calamità e le fatiche che toccheranno loro,
imprecheranno contro di noi e ci malediranno dicendo: "Questi mali ce li hanno procurati i
nostri progenitori''".
[45] Nell'udire queste cose Eva incominciò a lamentarsi e a piangere. [(Allora) Seth disse a suo
padre Adamo: "Signor padre, in paradiso ho visto un prodigio". Al che Adamo chiese: "Seth,
figlio mio, dimmi che cosa hai visto. Chissà che non sia in grado di dare una spiegazione di
quello strano fenomeno". E in risposta Seth disse a suo padre: "Padre mio, mentre mi aggiravo
nel paradiso con lo sguardo, vidi una vergine seduta sulla cima di un albero, che teneva in
mano un fanciullo crocifisso". Ma Adamo volgendo lo sguardo al cielo s'inginocchiò e levando le
mani a Dio disse: "Signore, padre, tu sei benedetto, Dio oltremodo onnipotente e
misericordioso nei confronti di tutti, ora so per certo che una vergine concepirà un figlio
destinato a morire in sette vite nella 3Complettezza Divina e 4 nella Giustizia di Dio per divenire: "Giovanni 1:1-3La Parola il dio minore", che ci salverà tutti". Seth allora rivelò a suo padre Adamo tutto
quel che aveva detto loro l'arcangelo Michele nei pressi delle porte del paradiso. Adamo poi
rese lodi a Dio per tutto quel che Seth gli aveva riferito da parte di Michele].
Ed ecco che venne il giorno della morte di Adamo, com'era stato predetto da Michele,
l'arcangelo di Dio.
[46] E come Adamo seppe ch'era venuta per lui l'ora di morire, disse a tutti i suoi figli e alle
sue figlie: "Ecco, adesso muoio, dopo esser vissuto in questo mondo per 930 anni. Quando
sarò morto, seppellitemi verso oriente nel territorio dove abita Dio". Detto ciò, esalò lo spirito.
E il sole, la luna e le stelle si oscurarono per sette giorni. Poi Seth e sua madre Eva
abbracciarono il corpo di Adamo e piansero su di lui, con lo sguardo rivolto a terra: le mani
erano strette sul capo e il capo ripiegato sulle ginocchia. E così atteggiati versavano lacrime
molto amare tutti i suoi figli e le sue figlie. Ecco che (allora) apparve l'arcangelo Michele ritto in
piedi presso la testa di Adamo, e disse a Seth: "Staccati dal corpo di tuo padre e vieni qui a
vedere quel che il Signore Dio vuol fare della sua creatura, che ha suscitato la sua
compassione". Ed ecco che tutti gli angeli al suono delle trombe cantarono: "Benedetto sei tu,
Signore Dio, perché hai avuto compassione della tua creatura"
[47] Allora Seth vide il Signore stendere la mano che teneva l'anima di suo padre, per
consegnarla all'arcangelo Michele con queste parole: "Custodisci quest'anima finché si trova
nei supplizi; fino al giorno della resa dei conti negli ultimi tempi, quando trasformerò in gioia il
suo dolore. Allora si siederà sul trono di colui che ne ha preso il posto".
[48] E il Signore aggiunse ancora rivolto a Michele: "Portami tre teli di lino e stendine uno sul
corpo di Adamo e un altro sul corpo di suo figlio Abele". E tutte le potenze angeliche andarono
in processione davanti ad Adamo e (così) fu santificato l'evento della sua morte. E gli arcangeli
seppellirono il corpo di Adamo e il corpo di suo figlio Abele in paradiso. Nel vedere ciò che
facevano gli angeli, Seth e sua madre ne restarono profondamente meravigliati; allora gli
angeli dissero loro:
[49] "Come avete visto seppellire loro, allo stesso modo seppellite i vostri morti". Adamo era
morto da sei giorni, che Eva, sentendosi vicina alla morte, fece riunire tutti i suoi figli e le sue
figlie per dire loro: "Ascoltate, figli miei e figlie mie, ciò che ho da comunicarvi. Ecco quel che ci
disse l'arcangelo Michele, dopoché vostro padre ed io trasgredimmo il comando del Signore
Dio: "A causa delle vostre prevaricazioni e dei vostri peccati il Signore riverserà l'ira del suo
giudizio sulla vostra razza, prima con l'acqua e poi col fuoco. Con questi due (flagelli) il Signore
giudicherà tutto il genere umano".
[50] Prestatemi, dunque, ascolto, figli miei. Seth, costruisci delle tavole di pietra e delle tavole
di argilla ben levigate e scrivi su di esse tutta la vita di vostro (sic!) padre e la mia, così come
l'hai sentita raccontare da noi o l'hai vista (svolgersi). Ché, quando il Signore giudicherà la
vostra stirpe con l'acqua, le tavole di argilla ben levigate andranno distrutte, ma non le tavole
di pietra; e viceversa, quando il Signore giudicherà la vostra stirpe col fuoco, andranno
distrutte le tavole di pietra, ma non le tavole di argilla ben levigate che possono cuocere". E
quando Eva ebbe finito di fare tutte queste raccomandazioni ai suoi figli, tese le mani e, rivolto
lo sguardo al cielo, rese lo spirito mentre s'inginocchiava a terra in segno di adorazione verso il
Signore Dio e nell'intento di ringraziare.
[51] E dopoché si fu fatto un gran piangere, i figli e le figlie la seppellirono. Erano ormai
quattro giorni che piangevano la sua morte, quando apparve l'arcangelo Michele che disse:
"Non piangete i vostri morti per pii) di sei giorni, perché il settimo giorno è il segno della
resurrezione e (rappresenta) il riposo dell'eone futuro; e nel settimo giorno il Signore si riposò
da tutte le sue opere".
[52] Allora Seth preparò delle tavole
di pietra e delle tavole di argilla ben levigate. Tracciandovi i segni delle lettere, vi scrisse la vita (del seme di Dio sulla terra così diviene Figlio dell'Uomo)
di suo padre e di sua madre, come l'aveva sentita raccontare da loro e come l'aveva vista coi
propri occhi. Pose le tavole nella casa di suo padre, nel luogo di preghiera dove Adamo era
solito pregare il Signore Dio. Furono in molti a vederle dopo il diluvio (Come i Giorni di Noè così sarà la presenza del Figlio dell'Uomo negli Ultimi Giorni e di vita in vita Vissuta), però, riuscire a
leggerle; ma il sapientissimo Salomone, una volta che ebbe visto le tavole di pietra con sopra
l'iscrizione, supplicò il Signore di aprirgli la mente sì da poter comprendere ciò che era
contenuto nelle tavole. Gli apparve allora l'angelo del Signore che disse: "Io sono l'angelo che
ha sorretto la mano di Seth, quando il suo dito scrisse queste tavole con lo stilo di ferro. Ed
ecco, imparando la scrittura, saprai e capirai dove si trovavano queste tavole di pietra - erano
state (collocate) nel luogo dove Adamo e sua moglie erano soliti adorare il Signore Dio. E'
proprio li che devi costruire la casa di preghiera del Signore Dio". Allora Salomone fece voto di
costruire proprio in quel luogo la casa di preghiera del Signore Dio. E in quella stessa occasione
chiamò achiliaci quelle lettere ch'erano state scritte dal dito di Seth - senza che avesse
ricevuto alcun insegnamento orale e scritto ma solo nel suo cuore -, mentre l'angelo gli sorreggeva la mano.
[53] E in quelle stesse tavole di pietra si rinvennero le profezie pronunciate da Enoc, il settimo
(patriarca) dopo Adamo, che (fin da) prima del diluvio aveva preannunciato la venuta di Giaele Re Eterno il
Cristo: "Ecco il Signore verrà con le Sue sante milizie 200.000.000 milioni di angeli, ad esercitare il giudizio sugli uomini e a
rinfacciare a tutti gli empi tutte le opere che hanno compiuto, e tutto ciò che hanno detto di lui
i peccatori e gli empi mormoratori... secondo le loro concupiscenze, e la loro bocca proferì
(parole di) superbia".
[54] Adamo era entrato nel paradiso dopo quaranta giorni (dalla creazione), mentre Eva vi era
entrata dopo ottanta. Adamo era rimasto nel paradiso sette anni ed aveva avuto il dominio su
tutti gli animali.
[55] Si deve sapere che il corpo di Adamo era composto di otto parti. Una parte era di fango:
di fango è fatta la sua carne e perciò sarà (!) pigro. Un'altra parte era di mare: di mare è fatto
il suo sangue e perciò andava vagando come profugo. La terza era di pietre: di pietre son fatte
le sue ossa e perciò era duro ed avaro. La quarta era di nubi: di nubi son fatti i suoi pensieri e
perciò è diventato lussurioso. La quinta era di vento: di vento è fatto il respiro e perciò è
diventato leggero. La sesta era di sole: di sole son fatti i suoi occhi e perciò era bello e famoso.
La settima è di luce del mondo: perciò è diventato grato ed ha la conoscenza. L'ottava è di
spirito santo: di spirito santo è fatta l'anima e di lì vengono i Re e sacerdoti, tutti i santi e
gli eletti di Dio.
[56] Si deve sapere che Dio fece e plasmò Adamo nello stesso luogo in cui nacque Giaele non ebreo, con il suggellamento Messianico e là il corpo di Adamo fu fatto con il
fango che gli angeli, cioè Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel e portavano dai quattro angoli della
terra. E quella terra era candida e pura come il sole, bagnata da quattro fiumi, cioè il Gihon, il
Fison, il Tigri e l'Eufrate; e l'uomo fu creato ad immagine di Dio, e (Dio) alitò sul suo volto il
soffio della vita, cioè l'anima. E com'è bagnato da quattro fiumi, così il respiro gli è stato
fornito da(i) quattro venti.
[57] Adamo era già stato creato ma non aveva ancora ricevuto un nome, quando il Signore
disse ai quattro angeli di cercargli un nome. E Michele si diresse ad oriente, dove vide la stella
orientale di nome Ancoli, e ne prese la prima lettera. Gabriele si diresse a Sud, dove vide la
stella meridionale di nome Disis, e ne prese la prima lettera; Raffaele andò a Nord, dove vide
la stella settentrionale di nome Arthos, e ne prese la prima lettera; Uriele si recò ad occidente,
dove vide la stella occidentale di nome Mencembrion, e ne prese la prima lettera. Una volta
che ebbero portato queste lettere, il Signore disse ad Uriele: "Leggi queste lettere"; ed egli le
lesse e pronunciò: "Adamo". E il Signore disse a sua volta: "Sia questo il suo nome Giaele Yah'El".
Qui termina la vita del nostro discendente da Adamo e di sua moglie.
Apocalisse di Mosè
E VITA DI ADAMO ED EVA
Storia e vita di Adamo ed Eva, i primi uomini, quale fu rivelata da Dio al suo servo Mosè,
quand'egli ricevette dalla mano del Signore le tavole della Legge (che sanciscono) l'alleanza,
istruito (in questo) dall'arcangelo Michele.
[1] Questa è la storia di Adamo ed Eva. Una volta che furono usciti dal paradiso, Adamo prese
sua moglie Eva e si recò a oriente, e vi rimase diciotto anni e due mesi. Eva concepì e generò
due figli: Diafotos, chiamato Caino, e Amilabes, chiamato Abele.
[2] E dopo di ciò Adamo ed Eva stettero insieme. Mentre erano a letto, Eva disse ad Adamo,
suo signore: "Mio signore, stanotte ho visto in sogno che il sangue di mio figlio Amilabes -
chiamato Abele - veniva versato nella bocca di Caino, che lo ha bevuto senza pietà. (Amilabes)
lo pregava di lasciargliene un po', ma egli lo ha bevuto fino in fondo senza ascoltarlo. Però non
è riuscito a trattenerlo nello stomaco, ma lo ha vomitato". Allora Adamo disse ad Eva: "Su',
andiamo a vedere che cosa gli è successo; non vorrei che il Nemico tramasse qualcosa contro
di loro".
[3] I due si mossero e scoprirono che Abele era stato ucciso per mano di suo fratello Caino.
Dice Dio all'arcangelo Michele: "Fa' ad Adamo questa raccomandazione: "Non svelare a tuo
figlio il segreto che conosci, perché è un iracondo. Ma non esser triste: ché al suo posto ti darò
un altro figlio. Questi ti indicherà tutto quel che devi fargli; ma tu non dirgli niente"". Questo
Dio disse al suo angelo. Quanto ad Adamo, serbò nel suo cuore le parole dette, ed Eva fece lo
stesso, benché fossero addolorati per il loro figlio Abele.
[4] Dopo di ciò Adamo conobbe sua moglie Eva, ed ella concepì e generò Seth. E Adamo dice
ad Eva: "Ecco, abbiamo generato un figlio al posto di Abele, che è stato ucciso da Caino.
Rendiamo gloria a Dio e offriamogli sacrifici".
[5] Adamo generò trenta figli e altrettante figlie. Caduto ammalato, disse gridando a gran
voce: "Vengano a me tutti i miei figli, affinché li possa vedere prima di morire". E si riunirono
tutti dalle tre parti della terra che avevano popolato; e vennero alla porta della casa dov'egli
andava a pregare Dio. Chiese suo figlio Seth: "Padre Adamo, che male hai?". Risponde
(Adamo): "Sto molto male, figli miei!". Ed essi rincalzano: "Di quale dolorosa malattia si
tratta?"
[6] (Allora) Seth prende la parola per dirgli: "Padre, pensi forse al paradiso (e ai frutti) che
mangiavi, e ti struggi dal desiderio (che provi) per essi? Se le cose stanno così, dimmelo, che
vado a prenderti un frutto del paradiso. Ché mi cospargerò il capo di sterco, piangerò e
pregherò; il Signore mi ascolterà e manderà il suo angelo, e io ti porterò di che placare la tua
pena". Gli replica Adamo: "No, Seth, figlio mio; è che sto molto male". Gli chiede (ancora)
Seth: "Come ti è venuto?"
[7] Gli rispose Adamo: "Quando Dio ci creò - me e vostra madre, quella per cui muoio -, ci
diede ogni albero del paradiso; di uno solo ci vietò di mangiare, ed è per causa di questo che
moriamo. Venne l'ora in cui gli angeli che custodivano vostra madre, dovevano salire ad
adorare il Signore. Allora il Nemico le diede da mangiare dell'albero, ben sapendo che n‚ io n‚
gli angeli santi le eravamo vicini. Poi ne diede da mangiare anche a me.
[8] Quando tutt'e due se ne fu mangiato, Dio montò in collera con noi. Il Signore venne nel
paradiso e vi pose il suo trono, e mi chiamò con voce tremenda: "Adamo, dove sei? A che pro'
sottrarti alla mia vista? Potrà forse una casa celarsi a chi l'ha costruita?" E aggiunse: "Giacché
non hai osservato il mio patto, ho inferto al tuo corpo settanta piaghe. Il male causato dalla
prima piaga colpisce gli occhi; quello della seconda piaga l'udito, e così via".
[9] Mentre così parlava ai suoi figli; Adamo emise alti gemiti e soggiunse: "Che fare? Mi trovo
in una grave ambascia". Anche Eva pianse: "Adamo, mio signore, su', dammi da sopportare
metà del tuo male, visto che è per causa mia che ti è capitato, visto che è per causa mia che
sei in preda a un grave dolore". Disse Adamo ad Eva: "Su, va' con nostro figlio Seth nei pressi
del paradiso; cospargetevi il capo di terra e piangete, supplicate Dio di avere pietà di me: invii
nel paradiso il suo angelo e mi dia dell'albero da cui stilla l'olio, sicché tu me (ne) porti; e
ungendome(ne) io ne riceva sollievo. (Poi) ti spiegherò come fummo ingannati".
[10] Seth ed Eva andarono dalle parti del paradiso. Mentre erano in cammino, Eva vide una
bestia che lottava con suo figlio. Eva disse piangendo: "Ahimè, ahimè, se arrivo al giorno della
resurrezione, tutti i peccatori mi malediranno dicendo: "Eva non ha osservato il comandamento
di Dio"". Eva (allora) disse alla bestia gridando: "Tu, o bestia malvagia, non ti periterai di
lottare con l'immagine di Dio? Come hai potuto aprire la bocca e aguzzare i denti? Come hai
potuto scordare che un tempo eri sottomessa all'immagine di Dio?"
[11] Allora la bestia gridò (a sua volta) dicendo: "Eva, la tua arroganza e il tuo pianto non
riguardano noi, ma te, ché da te è venuto il potere alle bestie. Come hai potuto aprire la bocca
per mangiare dell'albero di cui Dio ti aveva proibito di mangiare? A motivo di ciò anche la
nostra natura è cambiata. Ordunque, se prenderò a rimproverarti, non potrai sopportarlo".
[12] Ingiunge Seth alla bestia: "Chiudi la bocca e taci, sta' lontano dall'immagine di Dio fino al
giorno del giudizio". Allora la bestia replica a Seth: "Ecco, Seth, che mi allontano dall'immagine
di Dio". Allora la bestia fuggì lasciandolo ferito; ed egli si ritirò nella sua tenda.
[13] Seth andò con sua madre Eva nei pressi del paradiso; e là piansero, supplicando Dio di
mandare il suo angelo e di dar loro l'olio della misericordia. E Dio inviò l'arcangelo Michele, che
gli disse: "Seth, uomo di Dio, quanto all'albero da cui stilla l'olio che serve per ungere tuo
padre Adamo, non darti la pena di pregare; ché non lo avrai ora, ma negli ultimi tempi. Allora
risorgerà ogni carne (tutti gli uomini vissuti a partire) da Adamo fino a quel gran giorno, quanti
apparterranno al popolo santo; allora sarà data loro tutta la gioia del paradiso, e Dio starà in
mezzo a loro. E non vi sarà più chi pecchi davanti a lui, perché saranno privati del cuore
malvagio e riceveranno un cuore capace di comprendere il bene e di servire Dio solo. Ritorna
da tuo padre, perché non ha che tre giorni di vita. Stai per assistere a una (scena) terribile:
l'ascesa dell'anima che esce da lui".
[14] Detto ciò, l'angelo si congedò da loro. Quanto a Seth e ad Eva, si recarono alla tenda
dove giaceva Adamo. Adamo (allora) si rivolge ad Eva: "Che cosa ci hai fatto! Ci hai attirato
addosso una grande collera: la morte, che ha la meglio su tutta la nostra razza". E continuò
(ancora rivolto) a lei: "Convoca tutti i nostri figli e i figli dei nostri figli, e racconta loro come
abbiamo peccato".
* [15] Allora Eva dice loro: "Ascoltate, voi tutti, figli miei e figli dei miei figli, ché vi racconto
come il nostro nemico ci ha ingannato. Avvenne, mentre facevamo la guardia al paradiso -
custodivamo ciascuno la parte che Dio gli aveva assegnata; quanto a me, vigilavo sulla parte
che mi era toccata, il sud e l'ovest -, che il diavolo penetrasse nel lotto di Adamo, dove si
trovavano gli animali maschi. Ché Dio aveva suddiviso fra noi gli animali: i maschi li aveva
affidati tutti a vostro padre, mentre le femmine le aveva affidate tutte a me, e ciascuno badava
alla sua parte.
[16] E il diavolo si rivolse al serpente con queste parole: "Su', avvicinati: voglio dirti una
parola che ti tornerà utile". Allora il serpente andò da lui, e il diavolo gli dice: "Ho sentito dire
che sei il più intelligente fra tutti gli animali e sono venuto per vedere se è vero. Ho scoperto
che sei superiore a tutti gli animali e che essi hanno buoni rapporti con te; purtuttavia t'inchini
davanti a chi è inferiore (a te). Perché ti nutri della zizzania di Adamo e di sua moglie, e non
dei frutti del paradiso? Suvvia, facciamo in modo che sia cacciato dal paradiso per causa di sua
moglie, così come anche noi ne fummo cacciati per causa sua". Gli replica il serpente: "Temo
che il Signore si adiri con me". (Lo) rassicura il diavolo: "Non temere. Fammi solo da supporto;
sarò io a proferire per bocca tua parole con cui potrai ingannarla". [17] E subito si arrampicò
sulle mura del paradiso: era circa l'ora in cui gli angeli salivano ad adorare Dio. Allora Satana,
assunte le sembianze di un angelo, cantava inni a Dio come gli angeli. Quando mi sporsi dal
muro, mi apparve simile a un angelo. E mi chiede: "Sei tu Eva?" E io gli risposi: "Sì". E
aggiunge: "Che fai in paradiso?" Alla sua domanda risposi: "Dio ci ha messi a fare la guardia e
a mangiarne (dei suoi frutti). Per bocca del serpente mi rispose il diavolo: "Bravi, però non
mangiate di ogni albero". (Allora) gli faccio osservare: "E' vero, mangiamo di ogni albero ad
eccezione di uno solo, che si trova nel centro del paradiso: Dio ci ha proibito di mangiarne,
pena la morte certa".
[18] Allora il serpente mi dice: "Giuro che mi dispiace per voi, perché siete come bestie. Voglio
che lo sappiate. Ma, su', dammi retta e mangia(ne) e apprezzerai il valore dell'albero". Ma io
gli replicai: "Temo che Dio monti in collera con me, come ci ha minacciato (di fare). Ma egli
aggiunge: "Non temere: ché, non appena ne avrai mangiato, ti si apriranno gli occhi, e sarete
come dèi che sanno distinguere il bene dal male. Dio sapeva che sareste stati simili a lui, e per
gelosia vi ha detto: 'Non mangiatene'. Ma tu avvicinati all'albero, e vedrai intorno ad esso un
grande splendore". Mi avvicinai all'albero e vidi intorno ad esso un grande splendore. Gli dissi
che era bello a vedersi, ma esitavo a prendere del frutto. (Allora) m'incoraggia: "Qua, che te
ne do io; seguimi''. [19] Gli aprii ed egli entrò nel paradiso, dove mi precedette. E dopo aver
gironzolato un po', si voltò per dirmi: "Ho cambiato idea, non ti darò da mangiare (del frutto
dell'albero)". Ma lo disse col proposito d'ingannarmi e di rovinarmi completamente. E aggiunge
rivolto a me: "Giurami che ne darai anche a tuo marito. Ma io gli risposi: "Non so come
giurare; però ti dico quel che so: (giuro) per il trono del Signore, per i Cherubini e per l'albero
della vita, che (ne)
darò da mangiare anche a mio marito. Quando mi ebbe strappato il giuramento, allora si
affrettò a salire sull'albero e iniettò il veleno della sua malvagità, cioè del suo desiderio nel
frutto che mi diede da mangiare; ché il desiderio è all'origine di ogni peccato. Curvato il ramo
fino a terra, presi del frutto e ne mangiai.
[20] E in quello stesso istante mi si aprirono gli occhi e mi accorsi che ero nuda della giustizia
di cui (prima) ero rivestita. E dissi piangendo: "Che cosa mi hai fatto! Mi hai privato della mia
gloria, (quella) di cui ero rivestita". Però piangevo anche a motivo del giuramento. Quegli (nel
frattempo) era sceso dall'albero e si era dileguato. Quanto a me, cercavo nella mia parte (di
paradiso) delle foglie con cui coprirmi le denuda, ma non ne trovai sugli alberi del paradiso,
giacché, non appena ne avevo mangiato, tutti gli alberi (che si trovavano) nella mia parte
avevano perso le foglie, ad eccezione di uno solo, il fico. Presene delle foglie, me ne feci delle
coperture, e si trattava degli stessi alberi dei quali avevo mangiato!
[21] (Allora) dissi gridando a gran voce: "Adamo, Adamo, dove sei? Su, vieni da me, che ti
rivelo un gran segreto. Ma quando vostro padre venne, gli dissi parole colpevoli, quelle che ci
hanno privato di una grande gloria. Ché, non appena giunse, aprii la bocca - ma era il diavolo
a parlare - e cominciai a imbonirlo con queste parole: "Su, Adamo, mio signore, dammi retta e
mangia del frutto dell'albero che Dio ci ha proibito di mangiare, e sarai come Dio. Ma vostro
padre rispose dicendo: "Temo che Dio si adiri con me". Però io lo rassicurai: "Non temere; ché,
non appena ne avrai mangiato, conoscerai il bene e il male". Una volta che l'ebbi convinto,
(ne) mangiò e gli si aprirono gli occhi; e anch'egli si accorse di esser nudo. (Allora) mi
apostrofa: "Donna malvagia, che cosa ci hai fatto! Mi hai tolto la gloria di Dio".
[22] E in quel medesimo istante udimmo l'arcangelo Michele che suonava la tromba,
chiamando a raccolta gli angeli con queste parole: "Così dice il Signore: 'Venite con me nel
paradiso e udite il giudizio con cui giudico Adamo'". Come udimmo l'arcangelo suonare,
concludemmo: "Ecco, Dio viene nel paradiso a giudicarci". Presi da paura, ci nascondemmo. E
Dio venne nel paradiso montato su di un carro (trainato) da Cherubini, mentre gli angeli gli
cantavano inni di lode. Nel momento in cui Dio entrò nel paradiso, gli alberi del lotto di Adamo
e quelli del mio fiorirono tutti e il trono di Dio si era piantato dove si trovava l'albero della vita.
[23] E Dio chiamò Adamo con queste parole: "Adamo, dove ti sei nascosto, pensando che non
ti trovassi? Potrà forse una casa nascondersi a chi l'ha costruita?" Allora vostro padre rispose
dicendo: "Signore, non ci nascondiamo nell'illusione che tu non ci trovi, ma ho paura, perché
sono n u d o, e provo vergogna davanti alla tua potenza, Signore". Gli domanda Dio: "Come
hai potuto apprendere che eri nudo, se non trasgredendo il comandamento che ti avevo detto
di osservare?" Allora Adamo si rammentò di quel che gli avevo detto, quando volevo
ingannarlo - che non avrebbe corso alcun pericolo da parte di Dio. Rivoltosi a me, mi disse:
"Che cosa hai fatto!" Ma anch'io mi rammentai delle parole del serpente e gli dissi ch'era stato
il serpente a ingannarmi.
[24] Dice Dio ad Adamo: "Giacché hai trasgredito il mio comando per dar retta a tua moglie,
maledetta (sarà) la terra a causa delle tue opere: ché, quando la lavorerai, non renderà al
massimo, ma ti darà spine e triboli, e col sudore della tua fronte mangerai il tuo pane. Dovrai
sopportare molti affanni: lavorerai senza sosta, oppresso dall'amarezza, e non gusterai la
dolcezza, oppresso (come sarai) dalla calura o intirizzito dal freddo. Faticherai molto ma senza
arricchirti; t'ingrasserai ma non per sempre; e gli animali su cui eri signore ti si rivolteranno
contro, perché non hai osservato il mio comandamento".
[25] Rivoltosi poi a me il Signore mi dice: "Giacché hai trasgredito il mio comandamento per
dar retta al serpente, partorirai con dolore (provando) sofferenze insopportabili: genererai figli
fra molti tremori e nello stesso istante in cui partorirai, perderai la vita in conseguenza del
grave travaglio e dei dolori. Confessando dirai: 'Signore, Signore, salvami e non mi darò (più)
al peccato della carne'. E per questo, per le tue parole, ti giudicherò, per l'ostilità che il Nemico
ha posto in te; ti volgerai di nuovo verso tuo marito ed egli dominerà su di te.
[26] Dopo avermi parlato in questo modo, si rivolse al serpente in preda a una grande collera
e gli disse: "Giacché hai fatto questo e ti sei trasformato in strumento di disgrazia, fino ad
ingannare i cuori innocenti, (sarai) maledetto fra tutti gli animali. Sarai privato del cibo che
mangiavi, e ti nutrirai di fango per tutti i giorni della tua vita. Striscerai sul petto e sul ventre e
non avrai più mani e piedi; non ti sarà lasciato‚ orecchio‚ alla e neppur una di tutte le
membra colle quali, nella tua malizia, li adescasti facendoli cacciare dal paradiso. Porrò
inimicizia fra te e il seme di lui. Egli ti insidierà il capo e tu (gl'insidierai) il calcagno fino al
giorno del giudizio".
[27] Dopo aver parlato in questo modo, comanda ai suoi angeli di cacciarci dal paradiso.
Mentre venivamo cacciati non senza gemere, vostro padre Adamo supplicò gli angeli con
queste parole: "(Ancora) un po' lasciatemi supplicare Dio di avere misericordia e pietà di me,
ché io solo ho peccato". (Allora) essi non lo cacciarono più; e Adamo gridò piangendo:
"Perdonami, Signore, di quel che ho fatto". Allora il Signore rimprovera i suoi angeli: "Perché
non cacciate più Adamo dal paradiso? Forse che sono stato io a peccare, oppure ho giudicato
male?" Allora gli angeli caddero a terra e si prostrarono davanti al Signore proclamando: "Tu
sei giusto, o Signore, e giudichi rettamente.
[28] Rivoltosi ad Adamo, il Signore gli disse: "D'ora (innanzi) non ti permetterò (più) di
rimanere in paradiso". E Adamo disse replicando: "Signore, lascia che mangi dell'albero della
vita prima di essere cacciato via". Allora il Signore disse ad Adamo: "Non ne potrai avere ora.
Ché i Cherubini hanno ricevuto l'ordine di difenderlo da te con la roteante spada di fuoco,
perché tu non ne possa assaggiare diventando immortale per sempre; per te ci sarà, invece, la
guerra che il Nemico ha posto in te. Ma se, una volta fuori del Paradiso, ti guarderai da ogni
male pensando che è meglio morire, quando verrà l'ora della resurrezione, ti farò risorgere e
allora riceverai dell'albero della vita, e sarai immortale per sempre".
[29] Dopo aver detto queste cose, il Signore ci fece cacciare dal paradiso. Vostro padre pianse
alla presenza degli angeli davanti al paradiso; e gli dicono gli angeli: "Che vuoi che facciamo
per te, Adamo? Vostro padre rispose agli angeli dicendo: "Ecco, voi mi cacciate. Vi prego,
lasciatemi prendere degli aromi del paradiso: così, una volta fuori, potrò sacrificare a Dio e
farmi esaudire da lui. Gli angeli si avvicinarono e dissero a Dio: "Giaele, Re Eterno, lascia che
Adamo prenda degli aromi profumati del paradiso". E Dio diede ordine che Adamo andasse a
prendere degli aromi profumati del paradiso.
Come gli angeli lo lasciarono entrare, egli ne raccolse di entrambe le specie: croco, nardo,
canna e cinnamomo e (raccolse anche gli) altri semi (utili) per il suo sostentamento. Li prese e
uscì dal paradiso; e ci trovammo sulla terra.
[30] Ordunque, figlioli miei, vi ho spiegato come fummo ingannati; voi, però, badate di non
abbandonare (la via) del bene".
[31] Dopo aver raccontato queste cose in mezzo ai suoi figli - Adamo giaceva ammalato;
ancora un giorno e sarebbe morto -, Eva dice ad Adamo: "Perché tu muori, mentre io
sopravvivo? Quanto mi resta da vivere dopo la tua morte? Dimmelo" Allora Adamo risponde ad
Eva: "Son problemi che non ti devi porre: ché (tra la mia morte e la tua) non ci corre molto,
ma tutt'e due moriremo nello stesso tempo, e anche tu sarai sepolta nel luogo dove sarò
sepolto io. Ma quando sarò morto, lasciatemi stare, nessuno mi tocchi finché l'angelo del
Signore non (vi) avrà detto che cosa dovete fare; ché Dio non si scorderà di me, ma cercherà
la creatura che ha plasmato con le proprie mani. Su', piuttosto prega Dio, finché non ho reso lo
spirito nelle mani di chi (me) lo ha dato; perché non sappiamo come sarà l'incontro col nostro
creatore, se sarà irato o se vorrà aver pietà di noi".
[32] Allora Eva si levò e uscì fuori e, gettatasi a terra, andava dicendo: "O Dio, ho peccato; ho
peccato, padre dell'universo; ho peccato verso di te, ho peccato verso i tuoi angeli,e agli eletti, ho
peccato verso i Cherubini, ho peccato verso il tuo saldo trono; ho peccato, Signore; ho peccato
molto, ho peccato davanti a te, e tutto il peccato che ha coinvolto la creazione è avvenuto per
causa mia". Eva stava ancora pregando in ginocchio, quand'ecco che venne da lei l'angelo
dell'umanità, che la fece rialzare con queste parole: "Su', Eva, basta coi pentimenti; ecco che
Adamo, tuo marito, è uscito dal suo corpo. Su', guarda il suo spirito che sale da colui che l'ha
creato per presentarsi a lui".
* [33] Eva (allora) si alzò e si portò la mano al volto. Le dice l'angelo: "Alza lo sguardo da
terra!" Eva fissò lo sguardo al cielo e vide un carro luminoso trainato da quattro splendide
aquile, la cui magnificenza non poteva essere descritta da nessun essere vivente, così come
non se ne poteva vedere il volto. Degli angeli precedevano il carro. Quando giunsero nel luogo
dove giaceva vostro padre Adamo, il carro si fermò; e i Serafini s'interposero fra (vostro)
padre e il carro. Io vidi degli incensieri d'oro e tre coppe; ed ecco che tutti gli angeli si
diressero verso l'altare con l'incenso, i turiboli e le coppe e vi soffiarono dentro, e il fumo
dell'incenso coprì i firmamenti. Gli angeli si prostrarono e adorarono Dio, proclamando ad alta
voce: "Santo Giaele Re Eterno, perdona, perché si tratta della tua immagine e dell'opera delle tue sante
mani". [34] E io, Eva, vidi ancora due esseri misteriosi, grandi e terribili, ritti davanti a Dio.
Piansi per lo spavento e dissi gridando a mio figlio Seth: "Seth, lascia stare il corpo di tuo
padre Adamo e vieni da me; così vedrai (degli esseri) che mai occhio non vide, che pregano
per tuo padre Adamo".
[35] Allora Seth, alzatosi, andò da sua madre, e le chiede: "Che hai? Perché piangi?" Lei gli
risponde: "Guarda coi tuoi occhi e vedrai i sette firmamenti aperti, e coi tuoi occhi vedrai il
corpo di tuo padre che giace prono. Tutti gli angeli santi che sono con lui pregano per lui
dicendo: "Perdonalo, padre dell'universo, ché si tratta della tua immagine". Dunque, Seth,
figlio mio, che significato avrà mai ciò? Quando sarà consegnato nelle mani del padre invisibile,
nostro Dio? Chi sono i due etiopi che partecipano alla preghiera per tuo padre?"
[36] Risponde Seth a sua madre: "Questi sono il sole e la luna: sono loro che si prostrano e
pregano per mio padre Adamo". Gli chiede Eva: "Ma dov'è la loro luce? Perché son diventati
neri?" Le risponde Seth: "Non possono risplendere davanti alla luce dell'universo: per questo è
stata sottratta loro la luce".
[37] Mentre Seth parlava con sua madre, ecco (che) l'angelo suonò la tromba e tutti gli angeli
ch'erano prostrati (a terra) si alzarono ed emisero un grido terribile dicendo: "(Sia) benedetta
la gloria del Signore a motivo delle sue opere; ha avuto pietà dell'opera plasmata dalle sue
mani, di Adamo". Quando gli angeli ebbero pronunciato queste parole, ecco (che) sopraggiunse
uno dei Serafini con sei ali, afferrò Adamo, lo condusse nel lago d'Acheronte, lo purificò per tre
volte e lo condusse davanti a Dio. Trascorse tre ore dacché giaceva, il Signore dell'universo,
dal santo trono su cui era seduto, stese le mani in questo modo e sollevò Adamo per
consegnarlo all'arcangelo Michele con queste parole: "Portalo su nel paradiso, fino al terzo
cielo, e lasciavelo fino a quel giorno grande e terribile, che riservo al mondo". Allora Michele
sollevò Adamo e lo lasciò dove Dio gli aveva detto. E tutti gli angeli cantavano un inno
angelico, pieni di meraviglia per il perdono di Adamo.
[38] Dopo tutto ciò l'arcangelo chiese (che cosa doveva fare) riguardo agli onori funebri da
rendere al cadavere; e Dio ordinò che tutti gli angeli si radunassero davanti a lui, ciascuno
secondo il suo grado. E tutti gli angeli si radunarono, gli uni con (i) turiboli, gli altri con (le)
trombe. E il Signore degli eserciti salì (sul carro) sospinto dai venti: i Cherubini cavalcavano
sopra i venti e gli angeli del cielo lo precedevano.
Giunti dove si trovava il corpo di Adamo, lo presero. Quando entrarono nel paradiso, tutti gli
alberi del paradiso si agitarono al punto che tutti i nati da Adamo si addormentarono per il
profumo (che essi sprigionavano), ad eccezione di Seth, perché era nato per ordine di Dio.
[39] Il corpo di Adamo giaceva sulla (nuda) terra nel paradiso, e Seth ne era molto addolorato.
Interviene il Signore Dio: "Adamo, che mai hai fatto! Se avessi osservato il mio
comandamento, coloro che ti hanno condotto in questo posto non si rallegrerebbero. Però ti
dico che muterò la loro gioia in dolore, e che (viceversa) muterò in gioia il tuo dolore. E dopo
averti rinato (per merito della reincarnazione) nella condizione delle origini, ti farò sedere sul trono di colui che ti ha
ingannato; mentre quello sarà gettato in questo posto e ti vedrà seduto su di esso. Allora sarà
giudicato con quanti gli diedero ascolto; e saranno molto addolorati e piangeranno vedendoti
sedere sul suo augusto trono".
[40] E allora parlò all'arcangelo Michele: "Va' in paradiso, nel terzo cielo, e portami tre lenzuoli
di lino di Siria". E Dio disse a Michele, Gabriele, Uriele e Raffaele: "Stendete i lenzuoli sul corpo
di Adamo, portate l'olio profumato e versatevelo sopra". E così facendo resero al cadavere gli
onori funebri (che gli erano dovuti). Proseguì il Signore: "Si porti anche il corpo di Abele".
Portarono degli altri lenzuoli e fecero lo stesso anche con lui, poiché era rimasto insepolto dal
giorno in cui suo fratello Caino lo aveva ucciso. Ché il malvagio Caino si era dato molto da fare
per nasconderlo, ma non vi era riuscito. La terra, infatti, non voleva accoglierlo accampando
queste ragioni: "Non accoglierò un altro corpo, finché non ritorni a me la terra che mi è stata
tolta per plasmare (l'uomo). Allora degli angeli lo avevano preso e deposto sulla (nuda) pietra,
finché non fosse morto suo padre; e per ordine di Dio furono sepolti tutt'e due nei dintorni del
paradiso, nel luogo in cui Dio aveva trovato il fango (con cui aveva plasmato Adamo). E Dio
inviò sette angeli nel paradiso, che ne presero molte essenze e le piantarono nella terra. E poi
presero i due corpi e li seppellirono nel luogo dove avevano scavato e costruito (una tomba).
[41] Dio chiamò Adamo e (gli) disse: "Adamo, Adamo!" E il (suo) corpo dalla terra rispose
dicendo: "Eccomi, Signore!" E il Signore gli dice: "Ti dissi che eri terra e che terra saresti
ridiventato. Invece ti prometto la resurrezione: ti farò risorgere nell'ultimo giorno, quando
risorgeranno tutti gli uomini discesi da te".
[42] Dopo aver pronunciato queste parole, Dio fece un sigillo triangolare col quale sigillò la
tomba, per impedire che qualcuno la profanasse durante i sei giorni che dovevano trascorrere
prima che la sua costola ritornasse a lui. Sei giorni dopo che il Dio filantropo e gli angeli santi
lo avevano deposto nel luogo a lui destinato, morì anche Eva. Quand'era ancora in vita, aveva
pianto per il suo trapasso perché non sapeva dove sarebbe stato deposto il suo corpo. Ché,
come ho (già) detto, Dio era in paradiso quando avevano reso gli onori funebri ad Adamo,
mentre lei e i suoi figli, ad eccezione di Seth, dormivano. In punto di morte Eva chiese di
essere sepolta dov'era sepolto suo marito Adamo, e si rivolse (a Dio) in questo modo: "Mio
Signore, Signore e Dio di ogni virtù, non separare me - la tua serva - dal corpo di Adamo, ché
mi hai creato dalle sue membra; ma ritienimi degna - io che sono indegna e peccatrice - di
essere seppellita accanto al suo corpo. Così com'eravamo insieme in paradiso e come non
fummo separati dopo la (nostra) trasgressione, nessuno ci separi (adesso). Dopo aver pregato
(in questo modo) fissò gli occhi al cielo e si alzò, battendosi il petto e dicendo: "Dio
dell'universo, accogli il mio spirito!" E subito rese a Dio il suo spirito.
[43] Quand'ella morì, era presente l'arcangelo Michele. (Poi) vennero tre angeli, ne presero il
corpo e lo seppellirono dov'era sepolto il corpo di Abele. (Allora) l'arcangelo Michele disse a
Seth: "Così onorerai chiunque muore fino al giorno della resurrezione". Dopo aver dato questa
disposizione, continuò: "Non osservate il lutto per più di sei giorni. Nel settimo giorno
sospendetelo e gioite, perché in esso gioisce Dio e gioiamo noi angeli insieme con l'anima
giusta che ha lasciato la terra". Detto ciò, Michele (se ne) ritornò al cielo, rendendo gloria e
cantando l'Alleluia: "Santo, santo, santo il Signore; gloria a Dio padre: ché di lui, e del suo
spirito eterno e vivificatore, è l'onore e la gloria e la venerazione ora e sempre e nei secoli dei
secoli. Amen".
CONFRONTO SCRITTURALE DELLA VENUTA DEL MESSIA E QUANDO
[29] Dopo aver detto queste cose, il Signore ci fece cacciare dal paradiso. Vostro padre pianse
alla presenza degli angeli davanti al paradiso; e gli dicono gli angeli: "Che vuoi che facciamo
per te, Adamo? Vostro padre rispose agli angeli dicendo: "Ecco, voi mi cacciate. Vi prego,
lasciatemi prendere degli aromi del paradiso: così, una volta fuori, potrò sacrificare a Dio e
farmi esaudire da lui. Gli angeli si avvicinarono e dissero a Dio: "Giaele, re eterno, lascia che
Adamo prenda degli aromi profumati del paradiso". E Dio diede ordine che Adamo andasse a
prendere degli aromi profumati del paradiso.
Come gli angeli lo lasciarono entrare, egli ne raccolse di entrambe le specie: croco, nardo,
canna e cinnamomo e (raccolse anche gli) altri semi (utili) per il suo sostentamento. Li prese e
uscì dal paradiso; e ci trovammo sulla terra.
[41] Mentre stavano pregando e levando molte suppliche, ecco che apparve l'arcangelo
Michele che disse loro: "Seth, di che vai in cerca? Io sono l'arcangelo Michele, cui il Signore ha
affidato i corpi degli uomini. Lo dico a te, Seth, uomo di Dio, non stare a piangere e a
supplicare per avere l'olio dell'albero della misericordia, con cui ungere il corpo di tuo padre
Adamo sollevandolo (così) dai dolori fisici di cui soffre.
[42] Te lo ribadisco: non ne potrai assolutamente avere fino agli ultimi giorni, [finché non
siano trascorsi 5228 anni. Allora verrà sulla terra il Cristo, il figlio di Dio amorevolissimo, che
risorgerà e farà resuscitare insieme con lui il corpo di Adamo e i corpi di tutti i morti; e lo
stesso Cristo, il figlio di Dio, Quando uscirà battezzato dall'acqua,
ungerà con l' Unzione il suo Suggellamento della sua misericordia tuo padre e quanti credono in lui. E l'olio della
misericordia, l'avranno di generazione in generazione tutti quelli che debbono rinascere
dall'acqua e dallo spirito a vita eterna. Ché allora il figlio di Dio amatissimo scenderà e
condurrà tuo padre nel paradiso fin dove si trova l'albero della misericordia].
[12] Ingiunge Seth alla bestia: "Chiudi la bocca e taci, sta' lontano dall'immagine di Dio fino al
giorno del giudizio". Allora la bestia replica a Seth: "Ecco, Seth, che mi allontano dall'immagine
di Dio". Allora la bestia fuggì lasciandolo ferito; ed egli si ritirò nella sua tenda.
[13] Seth andò con sua madre Eva nei pressi del paradiso; e là piansero, supplicando Dio di
mandare il suo angelo e di dar loro l'olio della misericordia. E Dio inviò l'arcangelo Michele, che
gli disse: "Seth, uomo di Dio, quanto all'albero da cui stilla l'olio che serve per ungere tuo
padre Adamo, non darti la pena di pregare; ché non lo avrai ora, ma negli ultimi giorni. Allora
risorgerà ogni carne (tutti gli uomini vissuti a partire) da Adamo fino a quel gran giorno, quanti
apparterranno al popolo santo; allora sarà data loro tutta la gioia del paradiso, e Dio starà in
mezzo a loro. E non vi sarà più chi pecchi davanti a lui, perché saranno privati del cuore
malvagio e riceveranno un cuore capace di comprendere il bene e di servire Dio solo. Ritorna
da tuo padre, perché non ha che tre giorni di vita. Stai per assistere a una (scena) terribile:
l'ascesa dell'anima che esce da lui".12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti con il nome di Giaele Re Eterno, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 14 Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. 15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. 16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;17 ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. 18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. 19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.
20 Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 21 Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; 22 e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo con il nome di Giaele .23 Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 24 poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. 25 Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 26 L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte, 27 perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa. 28 E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.
29 Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro? 30 E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente? 31 Ogni giorno io affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto, fratelli, in Cristo Giaele nostro Signore! 32 Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo. 33 Non lasciatevi ingannare: «Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi». 34 Ritornate in voi, come conviene, e non peccate! Alcuni infatti dimostrano di non conoscere Dio; ve lo dico a vostra vergogna.
35 Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». 36 Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; 37 e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. 38 E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. 39 Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci. 40 Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri. 41 Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un'altra nello splendore. 42 Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; 43 si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; 44 si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.
Se c'è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che 45 il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. 46 Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. 47 Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. 48 Quale è l'uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste.50 Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l'incorruttibilità.
51 Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. 53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.
54 Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
55 Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?
56 Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. 57 Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! 58 Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.17 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve.
Così diviene la Venuta del Figlio dell'Uomo e l'evento profetico negli Ultimi giorni con la Venuta così e alche l'adempimento della Parusia Presenza Regale del Figlio e dei 144000 nella discendenza Mistica di Set che all'epoca viene mandato da Dio
Ezechiele Ribadisce e Conferma: Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. 17 Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. 18 La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. 19 Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano.20 Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. 21 Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.
22 Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, 23 e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo.24 Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. 25 Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
26 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. 27 Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore 28 il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava. Mi disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». 2 Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
3 Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. 4 Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio.5 Ascoltino o non ascoltino - perché sono una genìa di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
6 Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. 7 Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genìa di ribelli.
8 E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genia di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do».9 Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai.
dell'incenso coprì i firmamenti. Gli angeli si prostrarono e adorarono Dio, proclamando ad alta
voce: "Santo Giaele, perdona, perché si tratta della tua immagine e dell'opera delle tue sante
mani". [34] E io, Eva, vidi ancora due esseri misteriosi, grandi e terribili, ritti davanti a Dio.
Piansi per lo spavento e dissi gridando a mio figlio Seth: "Seth, lascia stare il corpo di tuo
padre Adamo e vieni da me; così vedrai (degli esseri) che mai occhio non vide, che pregano
per tuo padre Adamo".
[35] Allora Seth, alzatosi, andò da sua madre, e le chiede: "Che hai? Perché piangi?" Lei gli
risponde: "Guarda coi tuoi occhi e vedrai i sette firmamenti aperti, e coi tuoi occhi vedrai il
corpo di tuo padre che giace prono. Tutti gli angeli santi che sono con lui pregano per lui
dicendo: "Perdonalo, padre dell'universo, ché si tratta della tua immagine". Dunque, Seth,
figlio mio, che significato avrà mai ciò? Quando sarà consegnato nelle mani del padre invisibile,
nostro Dio? Chi sono i due etiopi che partecipano alla preghiera per tuo padre?"
[36] Risponde Seth a sua madre: "Questi sono il sole e la luna: sono loro che si prostrano e
pregano per mio padre Adamo". Gli chiede Eva: "Ma dov'è la loro luce? Perché son diventati
neri?" Le risponde Seth: "Non possono risplendere davanti alla luce dell'universo: per questo è
stata sottratta loro la luce".
[37] Mentre Seth parlava con sua madre, ecco (che) l'angelo suonò la tromba e tutti gli angeli
ch'erano prostrati (a terra) si alzarono ed emisero un grido terribile dicendo: "(Sia) benedetta
la gloria del Signore a motivo delle sue opere; ha avuto pietà dell'opera plasmata dalle sue
mani, di Adamo". Quando gli angeli ebbero pronunciato queste parole, ecco (che) sopraggiunse
uno dei Serafini con sei ali, afferrò Adamo, lo condusse nel lago d'Acheronte, lo purificò per tre
volte e lo condusse davanti a Dio. Trascorse tre ore dacché giaceva, il Signore dell'universo,
dal santo trono su cui era seduto, stese le mani in questo modo e sollevò Adamo per
consegnarlo all'arcangelo Michele con queste parole: "Portalo su nel paradiso, fino al terzo
cielo, e lasciavelo fino a quel giorno grande e terribile, che riservo al mondo". Allora Michele
sollevò Adamo e lo lasciò dove Dio gli aveva detto. E tutti gli angeli cantavano un inno
angelico, pieni di meraviglia per il perdono di Adamo.
[38] Dopo tutto ciò l'arcangelo chiese (che cosa doveva fare) riguardo agli onori funebri da
rendere al cadavere; e Dio ordinò che tutti gli angeli si radunassero davanti a lui, ciascuno
secondo il suo grado. E tutti gli angeli si radunarono, gli uni con (i) turiboli, gli altri con (le)
trombe. E il Signore degli eserciti salì (sul carro) sospinto dai venti: i Cherubini cavalcavano
sopra i venti e gli angeli del cielo lo precedevano.
Giunti dove si trovava il corpo di Adamo, lo presero. Quando entrarono nel paradiso, tutti gli
alberi del paradiso si agitarono al punto che tutti i nati da Adamo si addormentarono IN in un sonno profondo per il
profumo (che essi sprigionavano), ad eccezione di Seth, perché era nato per ordine di Dio.
Addormentarono in un sonno profondo entrando simbolicamente e letteralmente nel concetto di Dualismo una falsa strada che vive un ipocrisia tra bene e male non calcolando e non pensando con la vera Sapienza Divina nella sua punizione Dio salva l'uomo con la resurrezione e l'applicazione definitiva della Venuta del Regno che all'epoca di Adamo doveva essere Scelto per governare l'universo nella stessa pari maniera esce da questa valle tenebrosa negli Ultimi Giorni con la discendenza.
Seth nelle sue vite terrene riscatta l'umanità divenendo così il Figlio dell'Uomo e la maggior parte delle sue vite gli vengono rivelate al suggellamento e alla fine di questo sistema di cose di chi era, chi è e cosa sarà la sua esistenza in vita Eterna, non ha interferenze mistiche se non la menzogna dell'uomo di farlo risultare chi sa chi in tempi e persone che lui non è, ma il tutto è Profetico e Divino secondo il Volere dell' Iddio Onnipotente.
SIGNIFICATO DEI NOMI SETH E GIAELE O GIOELE
"ALFA E OMEGA"
Deriva dal'ebraico שֵׁת (Shet, Shat), ed è basato sul verbo shith ("mettere", "porre"); il significato può quindi essere interpretato con "posto", "stabilito [da Dio]", oppure "sostituto", "dato in vece"(significato quest'ultimo condiviso anche dal nome Salomè). Il nome è passato in greco biblico come Σηθ (Seth), e in inglese divenne d'uso comune dopo la riforma protestante. È il nome del terzo figlio di Adamo ed Eva, reso in italiano con Set, che venne dato loro in sostituzione di Abele (Genesi).
Deriva dal nome ebraico Giaele o Gioeleיָ (Yah'el), che vuol dire "che ascende, Yahvè è il mio Signore".
Gli viene talvolta attribuito il significato di "Dio Dio"(quest'ultimo probabilmente interpretando il nome come una combinazione di Yah, abbreviazione di YHWH, ed El,Dio; in tal caso, avrebbe la stessa etimologia di Gioele).
Il Regno davidico viene Aperto con la Venuta del Figlio dell'uomo o Giaele -Gioele Re Eterno
Deuteronominio 34:
9 Giosuè, figlio di Nun, fu pieno dello Spirito di Sapienza, perché Mosè aveva imposto le mani sul suo capo; e i figli d'Israele gli ubbidirono e fecero quello che il SIGNORE aveva comandato a Mosè.
10 Non c'è mai più stato in Israele un profeta simile a Mosè, con il quale il SIGNORE abbia trattato faccia a faccia. 11 Nessuno è stato simile a lui in tutti quei segni e miracoli che Dio lo mandò a fare nel paese d'Egitto contro il faraone, contro tutti i suoi servi e contro tutto il suo paese; 12 né simile a lui in quegli atti potenti e in tutte quelle grandi cose tremende che Mosè fece davanti agli occhi di tutto Israele.
Ezechiele 2
1 Mi disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». 2 Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
3 Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. 4 Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. 5 Ascoltino o non ascoltino - perché sono una genìa di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
6 Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. 7 Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genìa di ribelli.
8 E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do». 9 Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai.
1 Mi disse: «Figlio dell'uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va' e parla alla casa d'Israele». 2 Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, 3 dicendomi: «Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo». Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele. 4 Poi egli mi disse: «Figlio dell'uomo, va', recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie parole, 5 poiché io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti: 6 non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi inviato, ti avrebbero ascoltato; 7 ma gli Israeliti non vogliono ascoltar te, perché non vogliono ascoltar me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice e di cuore ostinato. 8 Ecco io ti do una faccia tosta quanto la loro e una fronte dura quanto la loro fronte. 9 Come diamante, più dura della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti a loro; sono una genìa di ribelli».
10 Mi disse ancora: «Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti dico accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi: 11 poi va', recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non ascoltino».
12 Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore: «Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!». 13 Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l'una contro l'altra e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono. 14 Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me. 15 Giunsi dai deportati di Tel-Avìv, che abitano lungo il canale Chebàr, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.
16 Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele. 17 Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. 18 Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. 19 Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
20 Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. 21 Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato».
22 Anche là venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: «Alzati e va' nella valle; là ti voglio parlare». 23 Mi alzai e andai nella valle; ed ecco la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo vista sul canale Chebàr, e caddi con la faccia a terra. 24 Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi ed egli mi disse: «Va' e rinchiuditi in casa. 25 Ed ecco, figlio dell'uomo, ti saranno messe addosso delle funi, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro. 26 Ti farò aderire la lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. 27 Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli».
Apocalisse 4:1-11
Dopo queste cose io vidi Giovanni vide ma non solo Giovanni vide anche che negli Ultimi Giorni vide cioè il Figlio dell'Uomo, vede e vive la profezia di Giovanni nel 1 Nissan 5756, che è il 21 Marzo 1996 quando il figlio viene chiamato dal Padre suo che è nei Cieli e l'Onnipotente fa da Filtro permettendogli di vedere nella dimensione Divina, da identificare la voce Plateale e Calma dell'Onnipotenza del Padre dove dimostra tutta la sua Autorità in una Calma Divina Celestiale dove il Figlio dell'Uomo Cade in ginocchio perché riconosce la Voce del Padre che lo chiama per nome il nome in Spirito che aveva ricevuto prima come prescelto da DIO Padre, e la Voce di suo padre gli dice sali quassù e ti mostrerò la mia dimensione dove vivo e le cose che devono accadere, col Nome che ti è stato dato Elia e hai il dono di Profetizzare poi con la Nomina di RE Sacerdote dovrai capire e vedere come agire e stare alla mia destra di tuo Padre nei cieli, così come all'epoca Giovanni così il Figlio dell'Uomo rapito dalla curiosità di vedere, per poter capire nella Sapienza Divina il mondo che Dio voleva unire, e Farò Nuovi Cieli e Nuova Terra ma ancora una delle prove per formare e prendere la forza responsabile in 4 livelli, che sono stati fatti secondo il Figlio dell'Uomo che deve camminare su la profezia a lui tracciata e compierla inconsciamente Egli è una lampada hai piedi di DIO perché tutti quelli che lo ascoltano saranno guidati con la Sapienza con cui è Illuminato lui per poter parlare solo in Verità Divina, ecco si vedeva il trono nel Portale con Dio Padre seduto i 4 angeli che circondano l'Autorità Divina, gli angeli che festeggiano la venuta del Figlio dell'Uomo, e la sua presenza nei cieli ma lui è ancora Uomo e deve compiersi la profezia ha cui lui è testimone degli eventi.il trono di Dio è in primo piano e sul momento vede un tono di Diaspro che fa da filtro e la luce divina non arriva al Figlio per non distruggerlo con la sua potenza ma Dio può se vuole mediante la sua Onnipotenza e Onniscienza trattenere e far si che l'evento profetico si avveri, dopo la prima visione dell'Onnipotenza Divina il figlio viene chiamato per vedere il Resto tu gli angeli nella dimensione Divina che lo Salutano e festeggiano l'evento, poi le forze del Bene e quelle erano l'uno di fronte all'altro che rappresentavano il grande disegno essi si vedevano nella sua luce Oscura e Bianca, pronti a servire l'Autorità Imperiale del Figlio dell'Uomo sulla terra per commemorare la Pasqua della Liberazione di quella sera 1 Nissan 5756, una congregazione di 120 è stata a casa e vari angeli hanno festeggiano come uomini dentro e fuori dalla congregazione si sono smaterializzati anche davanti agli occhi del Figlio dell'Uomo ma solo 3 persone erano umani 2 Uomini tra cui il presidente che presiede la congregazione del Figlio dell'Uomo e sua moglie famiglia Robotti. Il versetto 3 descrive la Potenza e l'aspetto dell'Onnipotente poi dopo di che il Padre del Figlio dell'Uomo gli parlava, le sette lampade accese dal fuoco che veniva alimentato dall'interno descrivevano la dimensione divina e terrena che si incontrava per nuovi cieli e nuova terra sotto la giustizia divina ma gli angeli rendevano parte di luce si poteva vedere chiaramente ed il trono di Dio che alimentava in una Luce Divina rapito dalla curiosità dal timore di aver visto il Proprio Creatore dell'Universo Padre Eterno un evento veramente straricco di emozioni, indescrivibile ma la Voce di Dio trasmetteva parlando una pacatezza di Autorità.
Dio parlava al Figlio dell'Uomo sai Padre io non voglio prendere la gloria di nessun'altro non voglio brillare di una luce che non è mia, Si figlio tu sei il Santo, Santo, Santo ed io non ho mai cambiato persona ma tu sei il vero figlio dell'uomo e, la sentinella del Mondo è per questo che sei l'Eletto in tutte le tue Vite sei sempre stato il Liberatore quindi Soccorritore, di questo Mondo come furono i giorni di Noè così sarà la presenza del Figlio dell'Uomo Signore di Giustizia e in questa vita hai amato la giustizia sin da piccolo, prima ancora che ricevessi la mia Sapienza tu sei quello che ha vissuto le vite terrene e le esperienze terrene del bene e del male, sei Colui che E' Vissuto Come angelo e Figlio mio Diletto, ai vissuto nei tempi antichi e passati " nei secoli dei secoli" anche da poco e che viene per essere Figlio dell'Uomo nel Periodo che questo sistema ha avuto termine gli Ultimi Giorni adesso con la tua presenza la porta è stata aperta e la strada che ti porterà al Tempio Sacro ti guiderò io come un Padre guida suo figlio diletto, guiderai il Regno come Re dei Re e Sacerdote dei Sacerdoti, rendendomi gloria padre se io non sono secondo a nessuno e se tu vuoi questo io accetto volentieri l'incarico di Profeta Elia e tutto quello che hai nominato e mi hai preparato ma ci sarà ancora una prova che alcuni angeli che sono fratelli tuoi la definiscono per te la prova del nove dovrai finire in carcere a Bergamo e sarai tradito da uno che credevi amico che ti denuncerà per andare in carcere per un reato che tu non commetterai l'estorsione, li incontrerai un medium del male che si metterà in contatto con te mediante una visione ti vedrà per avvicinarti ma anche tu vivrai prima le visioni del Momento per essere addestrato per parlare con loro la tua cella sarà il punto d'incontro tra forze del bene e primariamente del Male, dovrai convincere che al Momento giusto dovranno rilasciare le anime che hanno preso per poterle far entrare nel nuovo ordine. L'incontro avverrà nella Casa Circondariale di Bergamo nella cella 7, ma prima tu girerai la cella 21 poi la 7 ed infine la 2 nel 2003 per parlare alle più grandi autorità del Male Lucifero-Belzebù-Satana ma domani secondo il tempo dell'uomo dovrai incontrare una autorità l'anticristo con a cui dari un colpo mortale che i poteri che andranno all'anticristo il 15 Marzo 2003 il giorno del mio Processo, ma ad Harmaghedoon ti dovrai scontrare con lui e dargli la morte certa nella Geenna dove li avrà la morte eterna come chi l'ha servito, ti senti di fare questo Figlio mio? la Risposta del Figlio dell'Uomo fu molto sincera e leale:"se me l'avesse chiesto un uomo avrei risposto di no, ma se me lo chiedi tu nella tua infinita potenza e visione la risposta è si perché dell'uomo non mi fido ma di te si anche se mi mandi incontro ad una morte, ma spero che la morte come Figlio dell'Uomo non sia Eterna, il primo colpo lo sfere-ai quando lo incontrerai in astrale ma si salverà perché non userai la Spada della Giustizia ma una spada che troverai in astrale dove lì lo colpirai e scatenerai la tua ira su di lui dove si avvererà la profezia di Giovanni dell'apocalisse che la il primo colpo mortale inflitto alla Bestia che è l'anticristo poi il rinvio a giudizio marzo 2003 Adar del 5763 anno ebraico,
gli verranno dati i poteri che ad Harmaghedoon gli toglierai e verranno dati alla persona che sarai divenuto tu Figlio dell'Uomo dimostrando così che il male si è unito alla Giustizia ed al bene applicando così le profezie dell'unione della triade distruggendo il grande disegno col concetto di dualismo che verrà sostituito con il Nuovo ordine con il concetto di Giustizia Eterna sull'intero Cosmo o Universo, poi domani presentati davanti al tuo corpo di anziani per dirgli chi sei con il giusto intendimento e la Sapienza che ti sto insegnando poi tu mi rivedrai in questi momenti di eventi profetici che dirai ed interpreterai sai custode delle mie Parole. Ma ritornando alle nomine Prima come Elia quindi per cui è profeta gli viene subito l'interpretazione delle Profezie di Fatima tutte e tre poi gli eventi apocalittici che si devono avverare il dono della Vita Eterna e e il vero sacrificio di riscatto con il Suggello che diviene Suggellato riportato in 1 Corinzie Capitolo 15 versetti da 42 sino a fine capitolo che Morte e Resurrezione in un Batter d'occhio il giorno del Suggellamento è il giorno che viene fatto in un sacrificio di fede ma non per volere della Malvagità dell'uomo ma per fede verso Dio annullando l'intendimento che è un battesimo in spirito e tutte le altre conoscenze mistiche per promuovere dottrine non veritiere al Suggellamento dei Veri 144.000
[26] Dopo avermi parlato in questo modo, si rivolse al serpente in preda a una grande collera
e gli disse: "Giacché hai fatto questo e ti sei trasformato in strumento di disgrazia, fino ad
ingannare i cuori innocenti, (sarai) maledetto fra tutti gli animali. Sarai privato del cibo che
mangiavi, e ti nutrirai di fango per tutti i giorni della tua vita. Striscerai sul petto e sul ventre e
non avrai più mani e piedi; non ti sarà lasciato n‚ orecchio n‚ ala e neppur una di tutte le
membra colle quali, nella tua malizia, li adescasti facendoli cacciare dal paradiso. Porrò
inimicizia fra te e il seme di lui. Egli ti insidierà il capo e tu (gl'insidierai) il calcagno fino al
giorno del giudizio".
[27] Dopo aver parlato in questo modo, comanda ai suoi angeli di cacciarci dal paradiso.
Mentre venivamo cacciati non senza gemere, vostro padre Adamo supplicò gli angeli con
queste parole: "(Ancora) un po' lasciatemi supplicare Dio di avere misericordia e pietà di me,
ché io solo ho peccato". (Allora) essi non lo cacciarono più; e Adamo gridò piangendo:
"Perdonami, Signore, di quel che ho fatto". Allora il Signore rimprovera i suoi angeli: "Perché
non cacciate più Adamo dal paradiso? Forse che sono stato io a peccare, oppure ho giudicato
male?" Allora gli angeli caddero a terra e si prostrarono davanti al Signore proclamando: "Tu
sei giusto, o Signore, e giudichi rettamente.
[28] Rivoltosi ad Adamo, il Signore gli disse: "D'ora (innanzi) non ti permetterò (più) di
rimanere in paradiso". E Adamo disse replicando: "Signore, lascia che mangi dell'albero della
vita prima di essere cacciato via". Allora il Signore disse ad Adamo: "Non ne potrai avere ora.
Ché i Cherubini hanno ricevuto l'ordine di difenderlo da te con la roteante spada di fuoco,
perché tu non ne possa assaggiare diventando immortale per sempre; per te ci sarà, invece, la
guerra che il Nemico ha posto in te. Ma se, una volta fuori del Paradiso, ti guarderai da ogni
male pensando che è meglio morire, quando verrà l'ora della resurrezione, ti farò risorgere e
allora riceverai dell'albero della vita, e sarai immortale per sempre".
[29] Dopo aver detto queste cose, il Signore ci fece cacciare dal paradiso. Vostro padre pianse
alla presenza degli angeli davanti al paradiso; e gli dicono gli angeli: "Che vuoi che facciamo
per te, Adamo? Vostro padre rispose agli angeli dicendo: "Ecco, voi mi cacciate. Vi prego,
lasciatemi prendere degli aromi del paradiso: così, una volta fuori, potrò sacrificare a Dio e
farmi esaudire da lui. Gli angeli si avvicinarono e dissero a Dio: "Giaele, Re Eterno, lascia che
Adamo prenda degli aromi profumati del paradiso". E Dio diede ordine che Adamo andasse a
prendere degli aromi profumati del paradiso.
Come gli angeli lo lasciarono entrare, egli ne raccolse di entrambe le specie: croco, nardo,
canna e cinnamomo e (raccolse anche gli) altri semi (utili) per il suo sostentamento. Li prese e
uscì dal paradiso; e ci trovammo sulla terra.
[30] Ordunque, figlioli miei, vi ho spiegato come fummo ingannati; voi, però, badate di non
abbandonare (la via) del bene".
[31] Dopo aver raccontato queste cose in mezzo ai suoi figli - Adamo giaceva ammalato;
ancora un giorno e sarebbe morto -, Eva dice ad Adamo: "Perché tu muori, mentre io
sopravvivo? Quanto mi resta da vivere dopo la tua morte? Dimmelo" Allora Adamo risponde ad
Eva: "Son problemi che non ti devi porre: ché (tra la mia morte e la tua) non ci corre molto,
ma tutt'e due moriremo nello stesso tempo, e anche tu sarai sepolta nel luogo dove sarò
sepolto io. Ma quando sarò morto, lasciatemi stare, nessuno mi tocchi finché l'angelo del
Signore non (vi) avrà detto che cosa dovete fare; ché Dio non si scorderà di me, ma cercherà
la creatura che ha plasmato con le proprie mani. Su', piuttosto prega Dio, finché non ho reso lo
spirito nelle mani di chi (me) lo ha dato; perché non sappiamo come sarà l'incontro col nostro
creatore, se sarà irato o se vorrà aver pietà di noi".
[32] Allora Eva si levò e uscì fuori e, gettatasi a terra, andava dicendo: "O Dio, ho peccato; ho
peccato, padre dell'universo; ho peccato verso di te, ho peccato verso i tuoi angeli,e agli eletti, ho
peccato verso i Cherubini, ho peccato verso il tuo saldo trono; ho peccato, Signore; ho peccato
molto, ho peccato davanti a te, e tutto il peccato che ha coinvolto la creazione è avvenuto per
causa mia". Eva stava ancora pregando in ginocchio, quand'ecco che venne da lei l'angelo
dell'umanità, che la fece rialzare con queste parole: "Su', Eva, basta coi pentimenti; ecco che
Adamo, tuo marito, è uscito dal suo corpo. Su', guarda il suo spirito che sale da colui che l'ha
creato per presentarsi a lui".
* [33] Eva (allora) si alzò e si portò la mano al volto. Le dice l'angelo: "Alza lo sguardo da
terra!" Eva fissò lo sguardo al cielo e vide un carro luminoso trainato da quattro splendide
aquile, la cui magnificenza non poteva essere descritta da nessun essere vivente, così come
non se ne poteva vedere il volto. Degli angeli precedevano il carro. Quando giunsero nel luogo
dove giaceva vostro padre Adamo, il carro si fermò; e i Serafini s'interposero fra (vostro)
padre e il carro. Io vidi degli incensieri d'oro e tre coppe; ed ecco che tutti gli angeli si
diressero verso l'altare con l'incenso, i turiboli e le coppe e vi soffiarono dentro, e il fumo
dell'incenso coprì i firmamenti. Gli angeli si prostrarono e adorarono Dio, proclamando ad alta
voce: "Santo Giaele, perdona, perché si tratta della tua immagine e dell'opera delle tue sante
mani"
Confronto scritturale: con Ezechiele al Capitolo 1 versetti riportati sotto indicati è la firma di Dio Onnipotente che porta sulla sua Testa
L'origine di tale arbitrarietà del raggio sta nel fatto che oltre una certa distanza non siamo più in grado di valutare visivamente la lontananza dei corpi, per cui gli astri ci sembrano tutti alla stessa distanza.
Il sistema geocentrico (detto anche aristotelico-tolemaico) è un modello astronomico che pone la Terra al centro dell'Universo, mentre tutti gli altri corpi celesti ruoterebbero attorno ad essa. In Oriente, un universo geocentrico venne già descritto nei testi induisti dei Purana, dove la terra, posta al centro, non era considerato il luogo migliore, ma comunque l'unico dove l'uomo potesse ottenere la "liberazione" (mokṣa).[1] In Occidente invece il sistema geocentrico ebbe ampia diffusione nell'antichità e nel medioevo, soprattutto per ragioni filosofiche e religiose.
Mokṣa (devanagari: मोक्ष), sostantivo maschile della lingua sanscrita dal significato di "liberazione", "affrancamento", "emancipazione", "salvezza". Mokṣa è uno dei cardini delle
Il mese di Nissan
Con il mese di Nissan inizia l'anno religioso, In questo mese i nostri padri furono liberati dalla schiavitù dell'Egitto, nel mese di Nissan diventammo nazione che ricorda profeticamente la venuta di Gerusalemme per la terra promessa ela liberazione del Mondo con la distruzione di chi lo vuole portare alla distruzione. Dottrine religiose e spirituali dell'India, comune a tutte le correnti e tradizioni dell'induismo, al jainismo, al sikhismo, e affine al nirvāṇa del buddhismo. La liberazione, variamente interpretata e diversamente conseguibile a seconda del contesto, è principalmente intesa come salvezza dal ciclo delle rinascite (saṃsāra), ma anche quale conseguimento di una condizione spirituale superiore. nel caso del Progresso bibblico spirituale sul Figlio dell'Uomo negli ultimi giorni con il titolo Re Eterno ed il Nome Giaele a lui è la guida che porta il popolo alla liberazione guidato dalla Primo principio che un Cristiano deve avere La Sapienza Divina
firmaménto s. m. [dal lat. eccles. firmamentum «cielo» (nel lat. class. «appoggio, sostegno»), der. di firmare «rendere stabile», secondo il modello del gr. στερέωμα(οὐρανοῦ) che indica la volta stabile sostenente l’oceano celeste]. –
Volta o sfera celeste: le stelle del f.; le vie del f. (Foscolo). Nel medioevo, il nome indicava il cielo in quiete perfetta, sede propria di Dio, degli angeli e dei santi, che si doveva trovare al di sopra del cielo stellato e del Primo Mobile (nono cielo aggiunto da Tolomeo alle otto sfere mobili di Aristotele e moventesi da Oriente a Occidente).
In usi fig., mondo, ambiente, soprattutto letterario, artistico, o anche politico, per accostamento metaforico delle persone illustri che vi fanno parte agli astri che brillano nella volta celeste: il f. della letteratura, dell’arte, ecc.; una tra le maggiori stelle del f. cinematografico.
26 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. 27 Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore 28 il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava. Mi disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». 2 Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
3 Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. 4 Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio.5 Ascoltino o non ascoltino - perché sono una genia di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
6 Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una genia di ribelli. 7 Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genia di ribelli.
8 E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genia di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do».9 Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai.
[42] Te lo ribadisco: non ne potrai assolutamente avere fino agli ultimi giorni, [finché non
siano trascorsi 5228 anni. Allora verrà sulla terra il Cristo, il figlio di Dio amorevolissimo, che
risorgerà e farà resuscitare insieme con lui il corpo di Adamo e i corpi di tutti i morti; e lo
stesso Cristo, il figlio di Dio, sarà battezzato in acqua. Quando uscirà dall'acqua,
ungerà con l'olio della sua misericordia tuo padre e quanti credono in lui. E l'olio della
misericordia, l'avranno di generazione in generazione tutti quelli che debbono rinascere
dall'acqua e dallo spirito (Suggellamento e la Vita Eterna negli Ultimi giorni) a vita eterna. Ché allora il figlio di Dio amatissimo scenderà e
condurrà tuo padre nel paradiso fin dove si trova l'albero della misericordia.
Adamo era già stato creato ma non aveva ancora ricevuto un nome, quando il Signore disse ai quattro angeli di cercargli un nome. E Michele si diresse ad Oriente, dove vide la stella orientale di nome Ancoli, e ne prese la prima lettera. Gabriele si diresse verso Sud, dove vide la stella meridionale di nome Disis, e ne prese la prima lettera; Raffaele andò a Nord, dove vide la stella settentrionale di nome Arthos, e ne prese la prima lettera; Uriele si recò ad Occidente, dove vide la stella occidentale di nome Mencembrion, e ne prese la prima lettera. Una volta che ebbero portato queste lettere, il Signore disse ad Uriele: “Leggi queste lettere”; ed egli le lesse e pronunciò: “Adamo”. E il Signore disse a sua volta: “Sia questo il suo nome”. (La vita di Adamo ed Eva, 57)
Nome Suggellammento: El'Yah- Enoch Profeta, Adamo-Yah'El, Re dei re Sacerdote dei Sacerdoti e La Parola che ha il pensiero di Dio nella Mente e nel cuore come dio minore.
“Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio”. (Lc 1, 19)
“Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”. (Tb 12, 15)
“Io sono l’arcangelo Michele. Il Signore mi ha mandato…”
(Libro dei Segreti di Enoc 0, 72, 5)
Di seguito è un elenco di nomi di angeli provenienti dalle diverse tradizioni. Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica occorre ricordare che gli unici tre nomi riconosciuti sono quelli menzionati nella Bibbia: Michele, Gabriele e Raffaele. La maggior parte dei nomi elencati proviene quindi da testi di Cabala ebraica, da scritti apocrifi e da tradizioni esoteriche. Qui sono riportati nomi di angeli “buoni” e alcuni nomi di angeli “caduti”: per alcune tradizioni questi ultimi sono i nemici dell’uomo, i “ribelli”; per altre, essi sono comunque al servizio del Progetto Divino.
Rivelati dalla divinità, elaborati dall’uomo, ricevuti per intuito o per ispirazione: questi sono i nomi degli spiriti celesti che hanno accompagnato e accompagnano l’aspirazione umana verso i mondi superiori. Sono nomi che hanno sfidato i secoli e segnato molte tradizioni: consultando l’elenco constaterete quindi la sovrapposizione di diversi nomi (a volte simili perché derivati l’uno dall’altro, a volte completamente differenti) per intendere la medesima figura angelica. Ma qualunque sia il nome assegnato agli angeli è bene tenere presente che le Essenze angeliche sono immutabili nei secoli: per questo motivo, l’angelo Raphael fu Mercurio per i romani, Hermes per i greci, Thot per gli egizi, così come l’angelo Azrael fu Plutone e Osiride.
Conseguenze dell’antica origine di questi nomi sono inevitabilmente gli errori di trascrizione, accumulatisi nel tempo e molto frequenti nei libri di oggi. In particolare qui sono riportate diverse trascrizioni dei nomi degli angeli della Shemhamphorash: sono probabilmente i nomi più “pubblicati” e dunque quelli che maggiormente subiscono storpiature ed errori ortografici. Inoltre, poiché in ebraico tutte le lettere indicano consonanti, esiste il problema dell’interpretazione nella decodifica dei nomi. Tenendo dunque presente questi due fattori si è deciso di inserire nell’elenco anche quei nomi della Shemhamphorash di “incerta” derivazione (se non altro a motivo della loro attuale diffusione) e, nello stesso tempo, di indicare con un asterisco (*) quei nomi che corrispondono il più fedelmente possibile a quelli ricavati mediante l’impiego della corretta procedura cabalistica.
Per concludere ricordo che, secondo una tradizione, il vero nome degli angeli è destinato a rimanere un segreto per gli esseri umani poiché esso racchiuderebbe in sé l’essenza e la natura profonda di chi lo porta… a meno che non sia lo stesso angelo a riferire all’uomo il proprio nome.
Infatti, come ci suggerisce lo scrittore Vicente Beltran Anglada, ogni “cosa” avrebbe due nomi: uno conferito occultamente dalla Divinità per riconoscerla spiritualmente e uno assegnato dall’uomo per poterla distinguere intellettualmente dalle altre.
Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: “Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli. Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abramo perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò”. (Genesi 17, 3-5)
Gli domandò: “Come ti chiami?”. Rispose: “Giacobbe”. Riprese: “Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!”. Giacobbe allora gli chiese: “Dimmi il tuo nome”. Gli rispose: “Perché mi chiedi il nome?”. E qui lo benedisse. (Genesi 32, 28-30)
Il nome occulto degli Angeli è un segreto iniziatico che si sviluppa nel silenzio e nella penetrazione della propria vita spirituale. Poiché ad ogni Angelo corrisponde una delle creazioni della Natura, conoscerne il Nome occulto e raggiungere la capacità di pronunciarlo correttamente significa operare attraverso l’Alchimia della Trasmutazione e attivare il potere creativo dell’Uomo. In questo modo è reso possibile al Suono di trasformarsi in Luce e alla Luce in Forma.