Se qualcuno collega il brano a reminiscenze scolastiche è in errore.
Questa ricreazione è di fatto la ri-creazione, ovvero una seconda nascita del mondo. Un po’ come “Ristorante al termine dell’universo” di Douglas Adams (quello, però, riferito alla fine del mondo) si suppone, con convinzione, che la suddetta ri-creazione diventi uno spettacolo per le masse, sponsorizzato da Canale 5 (che in quegli anni si affacciava prepotentemente alla ribalta del grande pubblico) e dai Cioccolatini Ghiandola (dei quali invece si è persa ogni traccia, ove mai fosse esistita).
L’evento viene commentato dai “radiocronista” (pluralia tantum?) Quinto - Cerruti e Sisto - Pace. Cerruti coordina la diretta da studio, in basso, mentre Pace è spettatore privilegiato, dato che dal Monte Gorla può osservare tutta “la magnificenza”, evidentemente futura dato che prima della creazione dovrebbe esistere solo il nulla, o al più il buio, nel quale sembra effettivamente trovarsi Cerruti. Da ora in poi la cifra dei radiocronista si manterrà questa: Pace ottimista ed entusiasta, Cerruti più scettico e - anche geograficamente - con i piedi per terra, poco confidente nelle “creazioni” che infatti chiama continuamente “invenzioni”, come se il tutto fosse solo un gigantesco spettacolo di illusionismo.
Dopo alcuni tentennamenti della tenda “eccolo: maestoso, alto”: il Creatore, “vestito di bianco” e scalzo grazie alla presenza di un’opportuna moquette. La prima creazione è l’acqua minerale che, non si capisce bene se per l’inesperienza del Creatore ancora agli esordi o per l’imprecisione del cronista, inspiegabilmente “va in salita” sul monte. Sullo stesso Monte Gorla appaiono quindi i primi animali: uno di questi si degna di scendere a valle da Cerruti ma purtroppo per lui si tratta solo di “un cane di merda” anzi, per la precisione: arrivano “prima le zecche e poi il cane”.
La ri-creazione continua con continui colpi di scena: Pace vede un bagliore e Cerruti, da bravo discografico, lo riconosce a colpo: “è Claudio Bagliore”, pronto per il "lancio del disco". Tuttavia Cerruti si rende conto di una mancanza fondamentale nel creato: “Ma una donna non la vuole inventare questo… che siamo un po’ in trasferta?”. Manco a dirlo, eccola apparire: “nuda”, “la prima tetta è spuntata, anche la seconda”. Sorge però un evidente problema terminologico: in ossequio alla Genesi1 i due si assumono l’incarico onomotetico2 e si interrogano su “come si chiamerà nell’avvenire” il ciuffo infine apparso sulla donna: “Prica? Pennica?”, per poi convergere sulla prima denominazione della quale assaporano il suono (“che bella prica”). Ma i radiocronista non fanno in tempo a gustarsi la soddisfazione del battesimo della prica che si impone alla loro attenzione “uno” con “un totem”: un “accessorio” di cui Sisto, a dispetto della somiglianza notevole, fino a quel momento non era provvisto ma che, nel tourbillon della creazione, nasce finalmente anche a lui.
Ed è questo il momento topico: “e così nacque il cazzo, grande predecessore di anime e di corpi che fece impazzire mezzo mondo e mezzo no”. Crediamo che sia il claim più significativo di tutta la produzione degli Squallor, un testo che andrebbe scolpito nella roccia e inciso nel tempio di Apollo a Delfi insieme alle massime dei sette savi. Il “grande predecessore di anime e di corpi”, ovvero la forza creativa, il principio originario dell’universo, e dunque rivale del Creatore stesso, con la particolarità significativa dell’irresistibile fascino capace di “fare impazzire mezzo mondo”. Ma siccome il bravo cronista è preciso, Cerruti ci tiene a precisare anche il parere della rimanente metà del mondo: no.
Con la creazione del cazzo si arriva al weekend e, dunque, alla conclusione dello spettacolo: i radiocronista chiudono il collegamento e iniziano a pensare al rientro, anche perché “domenica c’è il derby”, non prima di aver lanciato lo spot verso la successiva puntata dello show, che si terrà l’anno prossimo. Certo, dopo la creazione del mondo, anzi la ri-creazione, è difficile trovare un contenuto che possa esserne all’altezza. Ma come molti bravi attori, che passano con disinvoltura da Shakespeare al cinema di cassetta, anche il Creatore non teme di cimentarsi con contenuti più commerciali. E quindi Canale 5 e i cioccolatini Ghiandola proporranno “la nascita del formaggino Mio”, che peraltro era uno dei principali ingredienti dei panini consumati a scuola ad ogni ricreazione.
Per chiudere il cerchio.
1 capitolo 2, versetto 19-20: “E Dio plasmò dal suolo tutti gli animali e gli uccelli (…) qualunque nome l’uomo avesse dato a ogni essere vivente, quello sarebbe stato il suo nome”
2 Onomothetes (dal greco ὀνομοθέτης, “colui che pone i nomi”) indica, nella filosofia antica, la figura o il principio responsabile dell’assegnazione dei nomi alle cose