Abbriccare: non t'abbriccare: non ti aggrappare; abbriccarsi (aggrapparsi, appoggiarsi).
Abbriccico: cosa di poco valore, oggetto poco affidabile, precario; gingillo.
Abbuiare: nascondere, mettere a tacere.
A bischero sciolto: senza avvedutezza, in modo casuale.
A boccia: bere con le labbra alla bottiglia; fig. bere a boccia: credere facilmente, essere un credulone.
A buco: appena in tempo.
A cecce: a sedere.
Acciocchire: cadere assopito.
Acquaio: lavandino.
Addire, addirsi: Essere adatto. “Non ti si addice” (non ti sta bene, non è adatto a te); Ma anche (forse da una storpiatura) “non ti addice” (“questo colore non ti addice”), vd. “non ti avvisa”.
Aggaignare :agguantare (quando il nonno dà i soldi al nipote, scherzando: “guardalo come li aggaigna...”) .
Aggeggiare: darsi da fare con poco costrutto.
Aggeggio: oggetto inutile o poco funzionale; anche oggetto che non si riesce a definire.
Aggeggione: chi opera senza risultati; persona poco affidabile, imbroglione.
Aggravarsi (gravare): appoggiarsi su cose o persone. Agguantare afferrare, prendere; sottrarre, rubare con destrezza.
Alloppiare (alloppiarsi): addormentare, far addormentare; addormentarsi (come se si fosse dato o preso l'oppio).
Allupino: addetto alla “lupa” (macchina tessile); per estensione, persona di scarso livello sociale, persona dai modi grossolani.
Ambrogetta: mattonella.
A miccino: fare qualcosa in economia (“versami il vino e non fare a miccino...”.
Ammennicolo: oggetto, accessorio di poca importanza; gingillo (vd. aggeggio).
Ammollarsi: bagnarsi; molle: bagnato
Andante: non di prima qualità, per tutti i giorni.
Andito: (accento sulla “a”) ingresso.
Arruffìo: Disordine, confusione.
Avventare: questo colore ti avventa (è troppo vistoso, non ti sta bene).
Avvisare: questo colore, questo vestito ti avvisa (ti sta bene)
Balletto: (in un) in un balletto (alla svelta).
Ballotto: castagna lessa.
Barroccio: carro a due ruote trainato da animale per trasportare cose.
Bazza: mento.
Berciare: o sberciare: gridare, parlare a voce alta.
Bernecche (in): sbornia, essere sbronzo (“al terzo bicchiere era già in bernecche”).
Biagiola: (accento sulla prima “a”) scia di saliva dalla bocca.
Biascicotto: Boccone di cibo che non si riesce a inghiottire.
Bindolo: persona poco affidabile, che non paga quanto deve, che promette e non mantiene.
Bioccolo: fiocchi di lana o cotone ancora da filare; per estensione, piccolo ammasso di qualsiasi materia soffice o morbida (“un bioccolo di polenta”).
Birbone: (birba) discolo, monello; come aggettivo: malizioso, fatto con furbizia e malignità: “mi ha giocato un tiro birbone”).
Biribaola: sciocchezza, comportamento futile termine usato anche nel senso di: cosa riuscita per poco e per una casualità fortunata: “ha fatto un gol di biribaola”.
Birignoccolo: bernoccolo.
Bischero: sciocco, stupido (“non fare i' bischero”) volg. organo sessuale maschile.
Bociare: urlare, gridare (i'cché tu boci!) idem, berciare.
Borraccina: muschio.
Borsicone: tosse e raffreddore (“senti che borsicone tu hai”) Anche: essere “rappreso”.
Bozza: pane Bozzo piccolo specchio d'acqua in un torrente.
Brancicare: toccare qualcosa o qualcuno in maniera maldestra e insistente; stropicciare.
Brigiotto: portare qualcuno “a brigiotto” (sulle spalle); anche “a brigidini”.
Brincello: lembo di carne o di altro (sinonimo di “brandello”: frammento, lembo di stoffa o di altro: fare qualcosa a brandelli).
Brindellone: individuo alto e allampanato.
Brucello: ora di picco del caldo in una giornata estiva con il sole che batte (“non uscire sotto il brucello”)
Bubbolare: tremare dal freddo.
Buccola: orecchino.
Bucico, bucicare: Muoversi irrefrenabilmente: “'icchettai, i' bucico?”; “non ti bucicare”: non ti muovere.
Buggerare: ingannare, fregare; anche “buggerone”: imbroglione.
Bugigattolo: ambiente, stanza angusta (tipo ripostiglio).
Bulletta: chiodo.
Buscare: guadagnare: “con questo lavoro puoi buscare” ricevere (cose negative: botte, ceffoni): “ne ha buscate di santa ragione”; “guarda che ne buschi”.
Butrione (?): Mangione, ingordo.
Calìa: fig. minuzia senza valore, persona che guarda alla minuzie, pignola, o anche delicata di salute, e per questo lagnosa – vd stucco (ciascuna delle particelle che cadono durante la lavorazione dei metalli preziosi).
Cannella: rubinetto.
Cantero: (accento sulla “a”) vaso da notte.
Capocchia: soprassata.
Carda: ripassata: “ti fo una carda”.
Cenci: stracci, panni; “era bello, quando era nei suoi cenci” dolcetti di pasta fritta spolverati di zucchero a velo.
Ceppo: regalo di Natale.
Cernacchio: ciuffo di capelli in disordine.
Cheche: avere le cheche: essere di malumore, intrattabile.
Chiaccei: storpiatura di “che accechi!”. Ha valore di negazione rafforzata: no davvero, per niente, affatto, figuriamoci. (“Hai fatto tu questo disastro?” “Io? Chiaccei!”).
Chiasso: confusione vicolo (chiassino).
Chiorba: testa di grosse dimensioni.
Ciacciare :Immischiarsi, mettere le mani nelle cose degli altri. Anche a parole.
Ciaccione: Persona che si immischia nelle cose degli altri o che esprime pareri sugli altri.
Cimbraccola: Usata nel senso di: donna-ragazzina vanitosa, sciocchina, superficiale, da poco (in Toscana il significato è: donna volgare e sciatta).
Cincischiare: perdere tempo, tergiversare.
Ciocca: grappolo d'uva.
Citrullo: sciocco.
Ciurmare: agghindare (in senso dispregiativo): “o come ti sei ciurmato!”
Còcca: gallina.
Cocchino: l'uovo.
Cocca: angolo di un fazzoletto, di una tovaglia.
Collottola: parte posteriore del collo.
Coltrone: coperta pesante.
Combinare: fissare (un appuntamento); es. “come hai combinato con tuo fratello per domani sera?”
Compagna/o: nel senso di uguale: l'è compagna, l'è compagna a quella.
Comparita: Questa pietanza non fa comparita (non dà idea di abbondanza).
Crissare: Fissare nel vuoto, incantarsi.
Culaia: cedimento per consunzione dei pantaloni all'altezza del sedere; Si dice anche “il tempo fa culaia” (quando sta per piovere)
Destarsi: svegliarsi.
Diacere:giacere.
Dianzi: poco fa, prima.
Digrumare: Mangiare con voracità
Ellera: edera; (stornello popolare: “l'amore è come l'ellera, dove s'attacca more”)
Fichi: smancerie (“non fare fichi, non essere ficoso”).
Fisima: piccole manìe, idea senza fondamento, fissazione.
Fogo: mettere fogo: andare di traverso, far venire la tosse Malaugurio nell'espressione: “speriamo ti mettano fogo” (che ti portino male).
Frinzotto: peciotto; rammendo fatto con poca abilità, che si nota .
Frittella: macchia (“sei tutto infrittellato”; “hai la gonna frittellosa, cambiala”).
Frizzolare: bruciare, irritare (“la ferita mi frizzola”)
Furia: Fretta.
Gabillo, gabillarsi: ingillo, gingillarsi.
Galcina: calcina.
Ganzo: divertente, bellino (un giudizio positivo come l'inglese “cool”...) l'amante della moglie.
Garbare: piacere; mi garba: mi piace (prima di facebook).
Garbo: fare un garbo (una gentilezza); avere garbo (avere buone maniere).
Gattoni: gattonare andare gattoni: a quattro zampe (da bambini) avere i gattoni: essere malato di orecchioni.
Ghingheri: (in) elegante, vestito di tutto punto.
Ghirighio: (accento sulla seconda “i”) castagnaccio.
Gingilllo: gingillare(si) vd aggeggio, aggeggiare ecc.
Giorgia: (pronuncia con “o” chiusa) il grasso nel collo sotto il mento, dopppio mento (vd anche: gorgia o pappagorgia).
Girigogolo: probabile storpiatura da “rigogolo” (uccellino). “Sei verde come un rigogolo”.
Gnaulare: miagolare.
Gnegnero: cervello, acume.
Gnudare: gnudo denudare; nudo.
Gora: sgorata macchia vistosa provocata versando liquidi su un tessuto.
Gorgia: doppio mento (anche: pappagorgia).
Granata: scopa.
Grave: pesante (nel senso di cibi da digerire: “non bere il latte a mezzanotte, è grave”).
Groppone: Schiena; portare qualcuno sul groppone.
Impiastro: pezza imbevuta di medicamento (impacco) persona molesta, fastidiosa (anche: “impiastro insenapato” come aggravante)
Intrampolare: incespicare
Ire: andare
Lappole: ciglia
Lavativo: clistere; vagabondo, che non ha voglia di lavorare (“tu sei un lavativo”)
Lécca: sberla, ceffone, pugno
Lèmme: piano, con lentezza (“cammina lemme lemme”)
Levarsi: alzarsi dal letto
Lucignolo (allucignolato): stoppino della lucerna allucignolato: annodato e intrecciato, difficile da districare
Malestro: guaio, pasticcio
Manfano: persona sguaiata, maleducata, zoticone, che ha cattivo gusto
Marimettere: (smarimettere) o (s)manimettere aprire una confezione, avviare qualcosa (un pacco di pasta, un barattolo di marmellata, ma anche un filone di pane)
Marmato: freddo come il marmo; anche rafforzativo: "quest'acqua è ghiaccia marmata"
Marmotta: malanno, influenza: "hai preso una marmotta"
Mencio: floscio, non rigido
Mézzo: bagnato fradicio
Midolla: mollica di pane
Minchione: sciocco
Minuzzolo: piccola porzione di cosa spezzettata, briciolo
Mòccolo: resto di candela; bestemmia
Mògio: triste, avvilito
Mòlle: bagnato
Mòta: (motoso) fango
Niccio: neccio, frittella di castagne
Nòttolo: pezzo di legno (usato per chiudere la porta?)
Pancone: alimento o cibo molto (troppo) consistente, pesante, difficile da inghiottire e da digerire ("questa torta è un pancone")
Partire: dividere, tagliare; "partire il pane"; anche avviar
Pastrano: cappotto
Patacca: macchia vistosa (sui vestiti)
Pattona: polenta
Peciotto: lavoro eseguito male, riparazione peggiorativa; correzione su un tessuto o altro
Peluia (peluria): fiocchi di materiale tessile (scarti di lavorazione), spesso misti anche a polvere e sporcizia
Pencolare, pencolone: pendere (anche nel senso di mostrarsi indeciso o nullafacente)
Peo: tirata di sigaretta o sigaro
Petuzzo: bambino esile, piccolo e minuto
Pezzola: fazzoletto, anche foulard
Piaccicotto: grumo di sporcizia (di sostanze varie) da rimuovere
Piaga: persona fastidiosa, molesta
Pillacchere: schizzi di fango
Pillolo (Pilloro): sasso, pietra di grosse dimensioni
Pillonzi (a buco...): nella posizione della "pecorina; (mettere qualcuno/a "a buo pillonzi")
Pillottare: riempire con rosmarino, pepe, sale e altre erbe il pezzo di carne da fare arrosto
Pilucco: pelo o piccola sporcizia da togliere da un tessuto
Pinfero: tutina o pantaloncino da neonati o da bambini piccoli
Pispola: freddo (pispolare: patire il freddo)
Pispolo: aggeggio, piccola parte perlopiù arrotondata di un congegno o di un macchinario
Pittima/o: persona (puntigliosa, risentita, insolente, petulante)
Pocchio: crocchia di capelli
Pulenda: polenta; pulenda niccia
Punto: per niente ("non mi piace punto"; "ti piace? Punto")
Puppa: poppa, seno; anche latte per il neonato
Ravversare: mettere in ordine
Ravviarsi: risistemarsi; ravviati i capelli
Regio: il re quando si gioca a carte
Riaversi: ripendersi (dopo un malore o uno stupore)
Riguardarsi: aver cura di sé; riguardati, non prender freddo
Ringalluzzire: diventare o far diventare qualcuno vivace, baldanzoso e allegro come un gallo
Riscontro: chiudi la porta, c'è riscontro (circolazione d'aria)
Ritrecine: “sembra un ritrecine”; “parlare (o muoversi) a ritrecine”: senza fermarsi, in maniera frenetica (il ritrecine è la ruota idraulica da mulino, orizzontale sull'acqua)
Romaiolo: specie di grosso cucchiaio molto fondo e ricurvo da cucina (variante di ramaiolo)
Rosicchioli: pezzetti di pane secco espressione per siminuire: “ma che febbre vuoi avere, la febbre dei rosicchioli...” (il senso mi sfugge)
Rospata: partaccia fatta a brutto muso
Ruzzolare: rotolare, cadere rovinosamente Anche nell'espressione di monito: “bada bambino tu ruzzoli” (guarda che finisci male...)
Sarcigno: tiglioso o duro nel caso di cibo; introverso nel caso di persona
Sballottare: dondolare, scuotere; di bambino tenuto in braccio e fatto sussultare
Sbatacchiare: sbattere violentemente e con malagrazia (dal batacchio della campana)
Sbergolare: fare bergoli (es. gli alti miagolii di un gatto) Sbertucciare stropicciare, sciupare
Sbrano: strappo di una stoffa
Sbratto: sgombero; stanza da sbratto (dove si tiene la roba inutilizzata)
Sbreccato: rovinato (ad es.del bordo di un recipiente)
Sbrendolare: (sbrendolo, sbrendolone) pendere in maniera disordinata, cascare a brandelli
Scacanidio: ultimo nato nel nido, bimbo gracile, un aggeggino
Scaciare: mancare di poco
Scaracchiare: sputare con violenza e rumore
Scarcassa/ina: auto poco affidabile
Scatricchiare: sbrogliare capelli intricati
Scemare: diminuire, togliere; "leva e non metti ogni bel monte scema"
Schiccherare: da "schicchera", tazza bere ripetutamente e in discrete quantità
Sciupìo: spreco di materiale
Scombussolare: mettere sottosopra (anche sentirsi: "sono ancora scombussolato, dopo quello che ho visto")
Scomparire: far vergognare qualcuno ("comportati bene, non farmi scomparire")
Scordare: dimenticare
Scrio: nudo e crudo, misero, con niente di più
Scuretto: Anta di legno che chiude la finestra
Sdrucciolare: scivolare
Seggiola: sedia
Seguitare: continuare
Semel: (semellino) panino tipo rosetta
Sgancìo: di sgancìo: a malapena
Sgarbata: che ha perso la forma
Sgorata: il segno di una colatura
Sgrimolo: angolo, orlo di una superficie. "Non mettere il bicchiere sullo sgrimolo"
Sguerguenza: gesto o risposta sgarbata ("ehi, non fare sguerguenze!")
Sistola: canna di gomma per i(a)nnaffiare
Sito: puzzo
Sizza: freddo
Smiscea: inezia ("l'ho pagato una smiscea")
Sommommolo: frittella di riso (fig. pugno, cazzotto)
Sortire: uscire; "sorti di qui": allontanati, via di qui
Sparpagliare: spargere più cose in luogo, mettere in disordine cose ordinate
Specie: fare specie (destare meraviglia, trovare strano)
Spellegrire: spellegrirsi scuotersi, svegliarsi
Spelluzzicare: piluccare, mangiare prelevando piccoli pezzetti
Spenzolare: spenzolarsi sporgere, sporgersi
Spericolone: pessimista, chi fa pronostici negativi: "non fare lo spericolone come al solito")
Spetezza: bambina (o ragazzina, o anche giovane donna) ciarliera, estroversa, curiosa, peperina (praticamente una piccola rompicoglioni...)
Spipare: strabuzzare gli occhi
Spostatura: risposta o rimprovero fatto in tono brusco, irrispettoso
Squisio: richiesta di sospensione durante un gioco tra ragazzi
Stadera: bilancia
Stantìo: vecchio, andato a male
Strasciconi: buttato per terra, senza cura; per estensione: in disordine (“è la maglia nuova, non tenerla a strasciconi”); anche stare in giro senza un motivo (“torna subito, non stare a strasciconi”)
Strinto: stretto
Strippata: mangiata eccessiva, abbuffata
Strizzone: dolore forte e improvviso alla pancia
Stronfiare: sospirare rumoroso, anche in segno di disappunto
Struffella/o: persona disordinata, nell'aspetto; superficiale
Stucco: noioso, fastidioso, che trova da ridire su tutto - vd calìa
Suffumigi: soffumi
Sversata/o: sprecisa
Tarpanicchio: individuo di piccola statura e peso
Tega: resca del grano, lisca di pesce; tegoso (capello ispido)
Tiritomboli: ruzzoloni a tiritomboli: in maniera precipitosa o anche rovinosa
Tocco: (pronunciato con l "o" chiusa) le ore 13
Toma: luogo soleggiato al riparo dal vento; a toma
Torsolo: torso di mela, pera ecc.
Trabiccolo: armatura di legno a forma di cupola al quale veniva appeso lo scaldino da tenere dentro il letto
Trogolìo: mescolanza sgradevole, guazzabuglio
Troiaio: luogo pieno di sporcizia (dal luogo dove si tengono i maiali)
Uggia: uggioso fastidio, noia (fastidioso, noioso)
Uscio: porta Ustolare (ostolare) stare in attesa di qualcosa, pietire
Uzzolo: voglia, stimolo (“mi venne l'uzzolo di andare a curiosare”)
Vagellare: dire cose senza senso, delirare (per la febbre alta)
Veccia: fungo banchiccio; "ti senti male? Sei bianco come una veccia"
Veggio: scaldino
Verso: modo (“Non c'è verso di farglielo capire”)
Vezzo: collana
Vièto: vecchio, stantìo, andato a male; muso vieto: pallido, giallastro
Vilio: a buon mercato
Vinco: non più fresco, diventato gommoso ("questo pane è vinco")
Volgolo: (o voggolo) piccolo rotolo, involto, viluppo (di lana, di capelli o anche di polvere mista a sporcizia lanosa)
Zaccullare: dondolare
Zanella: piccola fossa per lo scolo delle acque piovane, ai lati delle strade ecc.
Zangola: grossa bacinella
Zizzola: freddo, colpo di freddo
Zummelle: musica sempre uguale, fastidiosa