Dislessia e studio delle lingue classiche

Che cosa si intende per Dislessia?

Con il termine Dislessia si intende il Disturbo Specifico della Lettura, che riguarda la decodifica.

«In presenza di dislessia, andrebbero indagate memoria verbale (soprattutto fonologica), attenzione (soprattutto visiva), linguaggio (a tutti i livelli di organizzazione, eventualmente con breve screening iniziale da approfondire se emergono difficoltà), denominazione rapida, abilità metafonologiche (accuratezza nelle prime classi, rapidità più avanti)» (PARCC, 2011, quesito A6).

Secondo il manuale diagnostico ICD-10 è il codice F81.0 («Disturbo specifico della lettura o dislessia»), che contempla compromissioni nell’accuratezza (errori) e può comportare anche difficoltà di comprensione. Questo codice comprende inoltre anche le conseguenti difficoltà di tipo ortografico, in assenza di diagnosi di Disortografia. Include infatti «ritardo specifico della lettura, dislessia evolutiva, difficoltà della compitazione associata con un disturbo di lettura», mentre esclude la Disortografia senza disturbo della lettura («disturbo della compitazione non associato a difficoltà di lettura»).

Nel DSM-5 la Dislessia è codificata come «Disturbo specifico dell’apprendimento con compromissione della lettura» (codice 315.00) ed include, oltre alle difficoltà nell’accuratezza della lettura delle parole, anche la velocità o fluenza della lettura e le difficoltà nella comprensione del testo.

Non esiste un codice diagnostico specifico per il disturbo della comprensione del testo, che riguarda l’abilità di cogliere efficacemente il significato di un testo letto. Ad oggi i manuali nosografici di riferimento (ICD-10 e DSM-5) permettono di utilizzare l’etichetta diagnostica della dislessia in caso di compromissione della comprensione, anche in assenza di disturbo della lettura.

Nell’ICD-10 al codice F81.0 «Disturbo specifico della lettura» si legge che «vi possono anche essere deficit della comprensione della lettura, evidenziati da:

a) un’incapacità di ricordare le cose lette;

b) un’incapacità di trarre conclusioni o inferenze dal materiale letto;

c) l’uso di conoscenze di carattere generale piuttosto che dell’informazione derivante dalla lettura, nel rispondere a quesiti su una storia letta».

Nel DSM-5 i Disturbi Specifici dell’Apprendimento fanno capo ad un’unica categoria diagnostica (codice 315), che comprende anche le difficoltà di comprensione del testo scritto.

In Italia i componenti del PARCC (Panel di Aggiornamento e Revisione della Consensus Conference, 2011) hanno espresso pareri discordanti. Infatti, nella risposta al Quesito A8 al punto A si afferma che: «Per quanto riguarda il disturbo della comprensione del testo scritto, i componenti del PARCC non si sono trovati concordi nell’assumere una posizione favorevole o contraria all’individuazione di una categoria diagnostica aggiuntiva e indipendente nell’ambito dei DSA.

Si conferma dunque l’opportunità di attendere più chiare indicazioni della sua indipendenza funzionale rispetto ad altri disturbi (deficit nella decodifica, nella comprensione verbale, nelle funzioni attentive ed esecutive, nelle abilità intellettive generali, problematiche di tipo emotivo)».

Segnalo il Webinar del 10 novembre 2015: "DSA latino e greco" a cura della prof.ssa Angela Straffalaci del Convitto Colombo di Genova visibile su https://www.youtube.com/watch?v=jH7DDpWf_6I