Grammatica essenziale del dialetto bresciano.

Capitolo 1. I suoni del bresciano e il bresciano scritto

Capitolo 2. Nomi e aggettivi

Capitolo 3. Gli articoli

Capitolo 4. I plurali

Capitolo 5. Pronomi e aggettivi

Capitolo 6. I verbi ausiliari

Capitolo 7. I verbi regolari

Capitolo 1. I suoni del bresciano e il bresciano scritto.

I suoni del dialetto bresciano sono essenzialmente quelli dell’italiano, con intrusione dei suoni vocalici ü [y] ö [ø]   in aggiunta alle cinque vocali italiane e l'ammorbidimento dei suoni dell’italiano z (dolce [dz] e aspro [ts]) nei corrispondenti suoni di s (rispettivamente dolce [z] e aspro [s]). Manca inoltre il suono dell’italiano gl+e/i [l], sostituito, dal suono lungo di i come nell'italiano buio [j]. Con le altre lingue neolatine condivide il suono di gn [h] dell’italiano gnomo.

    E’ difficile parlare di bresciano scritto, in quanto stiamo trattando di un dialetto, lingua quindi prettamente parlata. D’altra parte, volendo “scrivere sul dialetto” si rende necessaria una scelta sulla trascrizione stessa. In linea con molti altri che hanno preceduto la presente trattazione, scegliamo di trascrivere tutti i suoni che esistono in italiano con le lettere e le combinazioni di lettere italiane corrispondenti con l’eccezione della s dolce [z] per la quale si userà il simbolo z, in parallelo all’inglese e al francese, in modo da rendere sempre univoca la traduzione fonetica (s= s aspra [s], z = s dolce [z]). I suoni che non sono rappresentati in italiano sono essenzialmente tre. I primi due sono la u francese [y], la ö tedesca [ø], trascritti rispettivamente con ü e ö. Il terzo è un suono peculiare che somiglia un po’ all’inglese al [a:] in calm. Per questo suono non si è ricorsi ad alcun simbolo particolare perché sempre unicamente riconoscibile: sostituisce la a [a] italiana in finale di parola, quando non c’è accento tonico su di essa: in quel caso il suono è, come in italiano [a]. Per esempio in “fasa” (fascia) la prima a è [a], mentre la seconda è [a], cioè [fasa:]. Nella parola "fasà" (fasciare), anche la seconda a è [a] perché ha l'accento tonico. Esiste nel bresciano la possibilità di trovare il suono dell’italiano c+i/e [tʃ] in finale di parola o preceduta da s. La trascrizone scelta è la doppia c: cc, che non è altrimenti presente (le consonanti raddoppiate dell’italiano non esistono in bresciano); per esempio “gacc” [gatʃ] (gatti) e sccèt [stʃet] (ragazzino). Le e e le o possono essere aperte o chiuse come in italiano; nella nostra trascrizone, in linea con chi ci ha preceduto, esplicitiamo la pronuncia della vocale quando con accento tonico (cioè è,ò aperta; é,ó chiusa). Se la vocale non ha accento tonico, viene tralasciato l'accento, in quanto la pronuncia della vocal aperta o chiusa è considerata quasi equivalente.

Per convenienza, vengono qui riportati tutti i suoni del bresciano con il simbolo grafico utilizzato nella nostra convenzione.
 

[a]
b    [b]
c +a/o/ö/u/ü [k]
   +i/e     [tʃ]

cc [tò]
ch [k]
d   [d]
e   [e/e]*
è   [e]
é   [e]
f   [f]


g    +a/o/ö/u/ü [g]
    +e/i [dò]
gh    [g]
i    + consonante [i]
     + vocale [j]
ì    [i]
l    [l]
m    [m]
n    [n]
o    [o/u]*
ò    [u]
ó    [o]

ö    [ø]
p    [p]
q    [k]
r    [r]
s    [s]
sc +e/i   [ʃ]

    +a/o/ö/u/ü [sk]
t    [t]
u    [u]
ù    [u]
v    [v]
z    [z]

*Quando le lettere e,o non sono contrassegnate da accento la pronuncia del suono non è marcata e questo può essere sia aperto che chiuso.

 
 

 

 

Capitolo 2. Nomi e aggettivi.


Come l'italiano e le altre lingue neolatine il bresciano caratterizza i sostantivi in due generi - il maschile e il femminile - e gli aggettivi vanno declinati in accordo con il genere e il numero.

Nota, anche gli aggettivi di colore vanno declinati in genere e numero.
Mut (m.) --> 1 mut vert -- 2 mucc vercc
Pianta (f.) --> 1 pianta verda -- 2 piante verde

 

 

Capitolo 3. Gli articoli.

3.1 Artcioli definiti

 

MASCHILE

FEMMINILE

SINGOLARE

el*

la

PLURALE

i

le*

*Nota: si è seguita la convenzione di non accentare gli articoli, per rendere la scrittura meno pesante e per distinguere più facilmente l'articolo femminile dai pronome (lei) e avverbio (lì). Di norma comunque, questi sono pronunciati come èl [el] e [le].

3.1 Artcioli indefiniti

 

MASCHILE

FEMMINILE

SINGOLARE

en (un, ön)

öna (una)

PLURALE

dei

Dele

In comune con alrti dialetti del nord, specialmente lombardi, il bresciano utilizza gli articoli anche davanti anomi propri, specie se femminili.
Che dizel el Gioàn?          Che cosa dice Giovanni?
La Giulia la sta mia bé.    Giulia non sta bene.
 
 

Capitolo 4. I plurali.
I sostantivi e gli aggettivi femminili terminanti in a, cambiano la terminazione in e al plurale.

I sostantivi e gli aggettivi maschili terminanti in l cambiano la terminazione in al plurale.

I sostantivi e gli aggettivi maschili terminanti in t cambiano la terminazione in cc al plurale.

I sostantivi e gli aggettivi maschili terminanti in ar non cambiano la terminazione.

 

Capitolo 5. Pronomi e aggettivi.

5.1 Pronomi e aggettivi personali e possessivi.

Vengono qui riportate le tabelle con pronomi personali.

I pronomi personali, nella forma nominativa (soggetto) vengono sono sotto elencati con le corrispondenti forme italiane.

me           io     

te            tu     

lü             egli   

le             ella   

nóter/noalter/nó            noi       (*)

vóter/voalter/vó            voi       (*)

lur           essi  

lure          esse 

(*) Le prime due varianti sono di gran lunga più diffuse. Nel seguito del documento verrà utilizzata la prima forma, più concisa.

 

In effetti il dialetto bresciano non distingue tra forma soggetto (nominativo) e forma oggetto, come evidente dalla tabella sottostante, in cui viene anche presentata la forma possessiva.

 

Soggetto

Oggetto

Possessivo

ma/me

té (**)

ta/te

al/el

la

nóter/noalter

no

nòs (*)

vóter/voalter

ve

vòs (*)

lur

i

sò (sò de lur)

lure

le

sò (sò de lure)

 

 

 (*) Nòs e vòs, contrariamente agli altri possessivi, sono declinabili e si comportano come aggettivi ordinari:

nos, nòsa, nòscc (nòs), nòse

vos, vòsa, vòscc (vòs), vòse

(**) In alcune varianti geografiche può esistere la forma vocativa per la seconda singolare. Si veda per esempio il tö del lumezzanese.

 

5.2 Pronomi e aggettivi dimostrativi.

 

Soggetto

Oggetto

 

Possessivo

chèsto

chèsta

chèscc

chèste

chèl

chèla

chèi

chèle

 

 

Capitolo 6. I verbi ausiliari.

Viene qui presentata la declinazione dei verbi ausiliari éser (essere) e iga (avere).

I verbi vengono declinati per le otto persone: corrispondenti alle sei “classiche”, con lo sdoppiamento nei due generi per la terza persona, che assume quattro forme (sing. m., sing. f., pl. m., pl. f.). La declinazione alla terza persona è immutata nelle quattro persone, per quanto riguarda la parte verbale stessa: ciò che distingue genere e numero è una particella pronominale. Per chiarezza, tuttavia, viene trascritta la declinazione dei verbi per tutte le persone. Nella tabella sotto vengono riportati gli otto pronomi personali con le corrispondenti forme italiane.

 

me           io      (prima persona singolare)
te            tu      (seconda persona singolare)
lü             egli    (terza persona singolare maschile)
le             ella    (terza persona singolare femminile – assente in italiano)
nóter       noi    (prima persona plurale)
vóter       voi    (seconda persona plurale)
lur           essi   (terza persona plurale maschile)
lure          esse  (terza persona plurale femminile – assente in italiano)

 

6.1 Il verbo ausiliare essere.  

Indicativo Presente
me          
te            ta sét
lü             l'è
le             l'è
nóter       sóm
vóter       sif
lur           i è
lure          i'è

Indicativo Imperfetto
me       sie
te        ta siet
lü         l'ia (era)
le         l'ia (era)
nóter    siem
vóter    sief
lur        i ia (era)
lure      i ia (era)

Indicativo Futuro semplice
me       saró
te        ta sarét
lü         el sarà
le         la sarà
nóter    saróm
vóter    sarìf
lur        i sarà
lure      le sarà

 

Congiuntivo Presente

che me       sapes (sies)
che te        ta sapes (sies)
che lü         el sapes (sies)
che le         la sapes (sies)
che nóter    sómes
che vóter    sapes  
che lur        i sapes (sies)
che lure      le sapes (sies)

Congiuntivo Imperfetto

che me       födès (fös)
che te        ta födèset (föset)
che lü         el födès (fös)
che le         la födès (fös)
che nóter    födèsem (fösem)
che vóter    födèsef (fösef)
che lur        i födès (fös)
che lure      le födès (fös)

 

Condizionale Presente

me       sarès

te        ta sarèset
lü         el sarès

le         la sarès

nóter    sarèsem

vóter    sarèsef

lur        i sarès

lure      le sarès

6.2. Il verbo ausiliare avere.
 
Indicativo Presente
me       g'ó  (gó)
te        ta gh'ét (ghét)
lü         el gh'a (ga)
le         la gh'a (ga)
nóter    gh'óm (góm)
vóter    gh'if (ghif)
lur        i gh'a (ga)
lure      le gh'a (ga)
Indicativo Imperfetto
me       gh'ie  (ghie)
te        ta gh'iet (ghiet)
lü         el gh'ia (ghia)
le         la gh'ia (ghia)
nóter    gh'iem (ghiem)
vóter    gh'ief (ghief)
lur        i gh'ia (ghia)
lure      le gh'ia (ghia)
Indicativo Futuro
me       gh'aró  (garó)
te        ta gh'arét (garét)
lü         el gh'arà (garà)
le         la gh'arà (garà)
nóter    gh'aróm (garóm)
vóter    gh'arìf (garìf)
lur        i gh'arà (garà)
lure      le gh'arà (garà)

Congiuntivo Presente
che me       gh'abes  (gabes)
che te        ta gh'abes (gabes)
che lü         el gh'abes (gabes)
che le         la gh'abes (gabes)
che nóter    gh'ómes (gabes)
che vóter    gh'abef (gabes)
che lur        i gh'abes (gabes)
che lure      le gh'abes (gabes)
Congiuntivo Imperfetto
che me       gh’ès (ghès)
che te        ta gh’èset (ghèset)
che lü         el gh’ès (ghès)
che le         la gh’ès (ghès)
che nóter    gh’èsem (ghèsem)
che vóter    gh’èsef (ghèsef)
che lur        i gh’ès (ghès)
che lure      le gh’ès (ghès)


Condizionale Presente
me       gh'arès (garès)
te        ta gh'arèset (garèset)
lü         el gh'arès (garès)
le         la gh'arès (garès)
nóter    gh'arèsem (garèsem)
vóter    gh'arèsef (garèsef)
lur        i gh'arès (garès)
lure      le gh'arès (garès)
 

Capitolo 7. I verbi regolari.
7.1 La prima declinazione (verbi in ).
Indicativo
Presente
me       cante
te        ta cantet
lü         el canta
le         la canta
nóter    cantóm
vóter    cantìf
lur        i canta
lure      le canta

Imperfetto
me       cantae
te        ta cantaet
lü         el cantaa
le         la cantaa
nóter    cantaem
vóter    cantaef
lur        i cantaa
lure      le cantaa

Futuro
me       cantaró
te        ta cantarét
lü         el cantarà
le         la cantarà
nóter    cantaróm
vóter    cantarìf
lur        i cantarà
lure      le cantarà

7.2. I verbi regolari: la seconda declinazione (verbi in -er (-ì)).
Indicativo
Presente
me       nase
te        ta naset
lü         el nas
le         la nas
nóter    nasóm
vóter    nasìf
lur        i nas
lure      le nas

Imperfetto
me       nasie
te        ta nasiet
lü         el nasia
le         la nasia
nóter    nasiem
vóter    nasief
lur        i nasia
lure      le nasia

Futuro
me       nasaró
te        ta nasarét
lü         el nasarà
le         la nasarà
nóter    nasaróm
vóter    nasarìf
lur        i nasarà
lure      le nasarà

7.3. I verbi regolari: la terza declinazione (verbi in -er (-ì)).
Indicativo
Presente
me       parte
te        ta partet
lü         el part
le         la part
nóter    partóm
vóter    partìf
lur        i part
lure      le part
Imperfetto
me       partie
te        ta partiet
lü         el partia
le         la partia
nóter    partiem
vóter    partief
lur        i partia
lure      le partia

Futuro
me       part
te        ta part
lü         el part
le         la part
nóter    part
vóter    part
lur        i part
lure      le part

Alcune variazioni fonetiche: verbi che all’infinito hanno l’accento tonico su

è (per esempio sènter):  nel declinare tali verbi è diventa i nelle forme verbali in cui la sillaba perde l’accento tonico, eccezion fatta per la prima persona singolare dell’indicativo presente.

ö (per esempio mörer):  nel declinare tali verbi ö diventa ü nlle forme verbali in cui la sillaba perde l’accento tonico, eccezion fatta per la prima persona singolare dell’indicativo presente.

 

Alcune variazioni di radice: verbi che la cui radice finisce in es (cioè all’infinito hanno il finale in -éser ()). La radice di questi verbi perde la parte finale es in molte forme verbali, per esempio nell’indicativo imperfetto e nell’indicativo presente, tranne la prima e seconda persona singolare. Ad esemplificazione viene di seguito riportata la tabella con la declinazione di patéser (patì), patire.

Presente
me       sènte
te        ta sèntet
lü         el sènt
le         la sènt
nóter    sentóm
vóter    sintìf
lur        i sènt
lure      le sènt
Imperfetto
me       sintie
te        ta sintiet
lü         el sintia
le         la sintia
nóter    sintiem
vóter    sintief
lur        i sintia
lure      le sintia
Indicativo
Presente
me       patése
te        ta patéset
lü         el patés
le         la patés
nóter    patóm
vóter    patìf
lur        i patés
lure      le patés
Imperfetto
me       patie
te        ta patiet
lü         el patia
le         la patia
nóter    patiem
vóter    patief
lur        i patia
lure      le patia
 


(c) 1998-2001 Marco Forzati