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GLI ATTACCHI DI PANICO

pubblicato 18 ott 2016, 02:55 da Marita V   [ aggiornato in data 13 ott 2018, 10:01 ]

Attacco di Panico e Disturbo di Panico senza Agorafobia

L’Attacco di Panico è caratterizzato essenzialmente da un periodo preciso, durante il quale vi è l’insorgenza improvvisa di paura (talvolta terrore) e disagio molto intensi in assenza di un vero pericolo. L’attacco ha un inizio improvviso ed è accompagnato da altri sintomi (almeno 4) tra palpitazioni, sudorazione, tremori, brividi, dolori al petto, senso di soffocamento, senso di asfissia, nausea, vertigini, paura di impazzire, paura di morire, derealizzazione, depersonalizzazione, etc. La sintomatologia, perlopiù organica, assomiglia alle prime fasi di un infarto e spesso è accompagnata da un senso di pericolo o di catastrofe imminente e da urgenza di allontanarsi. 

Non si tratta di un disturbo codificabile e quindi bisogna individuare la diagnosi specifica nell’ambito della quale l’attacco si manifesta, ad esempio, Disturbo di Panico senza Agorafobia (Frequenti attacchi di panico improvvisi con continua preoccupazione del loro ripresentarsi, delle conseguenze e significativo cambiamento di comportamento correlato agli attacchi). 

Tale disturbo può apparire privo di contenuti psicologici, in alcuni casi gli attacchi sembrano venire “dal nulla”, senza apparenti fattori precipitanti ambientali o intrapsichici. 
Il punto centrale da esplorare è il tipo di conflitto espresso attraverso l’attacco di panico. A questo proposito è utile raccogliere informazioni sulle circostanze di insorgenza (dove si trovava, dove stava andando, che stava facendo, con chi etc.), il motivo per cui si chiede aiuto proprio ora; il livello di incidenza sul funzionamento globale della persona. 

Importante è analizzare la domanda, sondare la motivazione del soggetto: spesso sono i familiari, stressati dalle conseguenze del disturbo o comunque preoccupati a spingere il soggetto a cercare aiuto, oppure un medico. Spesso infatti il primo tipo di aiuto che si cerca è di tipo medico, date le manifestazioni somatiche degli attacchi, ma quando non sono riscontrabili cause organiche è importante che l’aiuto sia di altra natura. Può non essere facile per il soggetto accettare di avere un problema di tipo psicologico piuttosto che di origine organica, dunque non sempre la motivazione ad intraprendere una consulenza psicologica o una psicoterapia è sufficiente. 
Si è riscontrato che i pazienti presentano una maggiore incidenza di eventi esistenziali stressanti, in particolare perdite significative, nel mese che precede l’esordio del disturbo. 


L’Agorafobia non è un disturbo codificabile, quindi va precisato il disturbo specifico in cui si manifesta: Disturbo di panico con Agorafobia  Agorafobia senza anamnesi di Disturbo di Panico. 
Il soggetto prova una forte ansia quando si trova in situazioni dalle quali ritiene che sia difficile allontanarsi e teme di non poter ricevere aiuto se viene colpito da un attacco di panico. 

Gli attacchi si presentano soprattutto quando il soggetto è lontano da casa, egli cerca di evitare al massimo le uscite e quando esce cerca qualcuno che lo accompagni e spesso riferisce di sentirsi sospeso senza la terra sotto i piedi, di provare smarrimento e mancanza d’aria. 
Risulta essenziale esplorare il conflitto tra dipendenza e indipendenza, domandare chi è l’altro dominante, da cui l’agorafobico dipende (tenendo presente che spesso il disturbo potrebbe essere un modo per avere il controllo di sé e dell’altro, infatti è legato a problemi derivanti dal processo di separazione- individuazione) ed esplorare la motivazione del soggetto a farsi aiutare. 

Dott.ssa Anna La Guzza Cell.3311842704 

A cura di Barbara Celani Bibliografia 
- American Psychiatric Association (2002) DSM-IV-TR Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali - Text Revision ICD-10/ICD-9-CM. Ed. italiana a cura di V. Andreoli, G. B. Cassano e R. Rossi, Masson 
- Falabella M. (2002), ABC della psicopatologia - Esplorazione, individuazione e cura dei disturbi mentali, Edizioni Scientifiche MaGi 
- Marks I.M. (2002), Ansia e paure. Comprenderle, affrontarle e dominarle. McGraw-Hill,. 
- Meichenbaum D. (1990), Al termine dello stress. Prevenzione e gestione mediante l’approccio cognitivo-comportamentale. Erickson. 
- Wells A. (1999), Trattamento cognitivo dei disturbi d’ansia. McGraw-Hill.


http://www.benessere.com/psicologia/ansia/disturbi_ansia.htm