Visitare il Kenya e i suoi importanti siti archeologici significa entrare nel cuore dell’Africa, luoghi primordiali dove ogni cosa ha avuto inizio.
L'uomo alla ricerca della vita.
La storia della dinamica del territorio e lo studio dei processi che agiscono in base a differenti scale spaziali e temporali mettono in evidenza quanto la superficie terrestre si modifica in risposta agli agenti fisici che insistono su di essa, siano essi di origine naturale e/o antropica. Il territorio viene modellato attraverso il sollevamento delle placche tettoniche e il vulcanismo, l'erosione, la dinamica fluviale, il clima e l'attività umana. È quindi importante conoscere la morfologia del territorio in tutti gli aspetti fisici che insistono su di esso (monti, laghi, fiumi, pianure, ecc).
La formazione della Rift Valley, la fossa tettonica più grande del mondo, è stata causa di un considerevole cambiamento climatico ed ambientale. Essa segnò la fine del fitto e uniforme manto di foreste che copriva quasi tutto il continente africano. L’innalzarsi delle montagne creò una barriera che si oppose alla circolazione dell’aria umida proveniente dal mare, il clima si fece più caldo e secco e l’ambiente si inaridì. Nacquero così due ambienti molto diversificati. In prossimità della Rift Valley la primitiva foresta tropicale si trasformò in savana, mentre la foresta sopravvisse più a ovest, lungo i grandi fiumi. I laghi della falla orientale, non avendo uno sbocco sul mare, divennero sempre meno profondi e ad avere un’alta concentrazione di sali minerali, dovuta al trasporto operato dalle piogge dai vicini vulcani, e alla forte evaporazione dell’acqua. Il lago Magadi, ad esempio, ha la sua superfice completamente coperta di soda cristallizata, e i lagi Elmenteita, Baringo, Bogoria e Nakuru sono fortemente alcalini, mentre il lago Naivasha ha una grande varietà biologica grazie alle sorgenti di acqua dolce che lo alimentano. L’attività geotermica e l’allargamento della falla ha causato un assottigliamento della litosfera fino a uno spessore di soli 20 km, quando per i continenti lo spessore tipico è di 100 km. Tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l’Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente.
L’attività vulcanica e la inusuale concentrazione di punti caldi ha prodotto le montagne vulcaniche del Kilimangiaro, monte Kenia, Karisimbi, Niragongo, Monte Meru, Monte Elgon e il vulcano Ol Doinyo Lengai, che è l’unico vulcano natrocarbonitico del mondo (presenza di carbonati di Na, Ke, Ca).
La Rift Valley è stata una ricca sorgente di scoperte antropologiche. I sedimenti della valle, dovuti alla rapida erosione degli altopiani, hanno creato un ambiente favorevole alla preservazione dei resti umani. Sono infatti state trovate numerose ossa di ominidi, antenati della moderna specie umana. La famosa coppia di antropologi Richard e Meave Leakey ha operato principalmente in queste zone.
MORFOLOGIA DEL KENYA
Cascate Lugard – Cascate Sheldrick – Quattordici Cascate – Cascate Thomson – Cascate Karuru – Cascate Gura – Cascate Chania – Cascate Magura – Cascate Thika – Cascate Torok – Cascate Nabuyole – Cascate Adamson – Cascate Tigoni – Cascata Kamweti – Cascate Makalia – Cascate Koromosho – Cascata Ngare Ndare – Cascate Nthenge Njeru – Cascate Malikisi – Cascate Teremi – Cascata Iveche – Cascate Zaina – Cascate Mlango – Cascate Ndunda – Cascate Tartar – Cascate e Grotte di Ngabunat– Cascate Ndanu – Cascate Tindinyo.
Grotte del Monte Suswa - Grotte Kitum - Grotte degli schiavi a Shimoni - Grotta Mau-Mau - Grotta del Leviatano - Grotte del Paradiso Perduto.
Scarpata di Elgeyo - Scarpata Mau - Scarpata Nguruman - Scarpata Catena Aberdare - Scarpata Laikipia - Scarpata Losiolo.