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Lago Vittoria

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Lake Victoria near Mbita - Kenya
Lago Vittoria nei pressi di Mbita - Kenya
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Mappa Lago Vittoria

Lago Vittoria

 

                               Il Lago Vittoria, o "Nyanza”, che significa "grande massa d'acqua" nella lingua del popolo Sukuma (gruppo etno-linguistico bantu a sudest del lago), è uno dei grandi laghi dell'Africa. Così nominato in onore della Regina Vittoria nel 1858 dall'esploratore inglese John Speke, alla ricerca delle leggendarie fonti del Nilo. Con i suoi 68.870 km² di superficie è il più grande lago del continente, il lago tropicale più grande del mondo e il secondo più grande lago d'acqua dolce del mondo dopo il lago Superiore in Canada, ma essendo relativamente poco profondo (prof. massima 80 m), è il settimo lago d'acqua dolce nel mondo per volume, con 2.760 chilometri cubici di acqua.

Ma è curioso pensare che questo gigante solo 12.500 anni fa non esisteva, al suo posto vi era una sterminata prateria, e questo rende il Vittoria anche il più giovane dei tre del Rift Lake Africani.


È situato su un altopiano nella parte occidentale della Rift Valley e le sue acque fanno parte delle acque territoriali della Tanzania (49%), dell'Uganda (45%) e del Kenya (6%). Il lago Vittoria riceve la maggior parte delle sue acque meteoriche direttamente o tramite i migliaia di piccoli corsi d'acqua che versano in questo bacino. Il più grande immissario è il fiume Kagera, che sfocia sulla sponda occidentale del lago. L'unico emissario è il Nilo bianco (il più lungo degli affluenti del Nilo), che inizia il suo corso presso Jinja in Uganda, sulla sponda settentrionale del Vittoria.
Il lago presenta un bacino idrografico di 184.000 km², e una linea di costa che si estende per 4828 km.


Ci sono più di 3000 isole all'interno del lago Vittoria, molte delle quali disabitate. Tra queste vi sono le isole Ssese, un arcipelago di 84 isole appartenenti al territorio dell'Uganda, nel nord-ovest del lago, che sono diventate una popolare destinazione per turisti.


Il lago Vittoria, durante la sua storia geologica, è passato attraverso delle modifiche successive che hanno portato alla creazione della presente depressione, passando attraverso a ciò che potrebbe essere stata una serie di laghi molto più piccoli. Campioni prelevati dal suo fondo rilevano che il lago si prosciugò completamente almeno tre volte dalla sua formazione. Questi cicli sono probabilmente correlati alle passate ere glaciali, in cui le precipitazioni diminuirono globalmente. L'ultimo prosciugamento avvenne 17.300 anni fa, ed il successivo riempimento iniziò circa 14.700 anni fa. Geologicamente il lago Vittoria è relativamente giovane (circa 400.000 anni) ed iniziò a formarsi quando i fiumi che scorrevano verso ovest vennero sbarrati. Il lago Vittoria gioca un ruolo vitale per la sopravvivenza dei milioni di persone che vivono intorno alle sue coste, in una delle regioni più densamente popolate della terra. L'ecosistema del lago e dei terreni confinanti ha subito mutamenti negativi a causa dell'intervento umano (
**).

Durante gli anni 50, il persico del Nilo (Lates niloticus) fu introdotto nel lago nel tentativo di aumentare la produzione della pesca. L'operazione si dimostrò completamente devastante per l'ecosistema locale, che vide estinguersi molte delle specie di pesci ciclidi endemiche del lago causando un danno alla biodiversità difficilmente quantificabile. In più è andato rapidamente diminuendo l'iniziale buon ritorno economico della pesca del persico, che negli ultimi anni ha subito un fenomeno di sovrapesca che ne ha ridotto le dimensioni medie dai 50 kg del 1980 ai 10 kg nel 1996. Negli ultimi anni è stato registrato un aumento di alcune popolazioni di specie endemiche. Il problema è stato reso noto dal documentario "L'incubo di Darwin" (***).
Un altro problema ecologico è nato dalla proliferazione del giacinto d'acqua, nativo dell'America tropicale, che formando uno spesso strato sulla superficie del lago crea problemi ai trasporti, alla pesca, alla generazione di energia idroelettrica e la fornitura di acqua potabile. Nel 1995 il 90% della costa ugandese era coperta dal giacinto. Per risolvere il problema sono state utilizzate varie tecniche, tra questi, gli erbicidi e l'introduzione di un particolare insetto infestante, il Neochetina eichhorniae, hanno dato buoni risultati.
Dal XX secolo le ferrovie del lago Vittoria sono state un mezzo di trasporto importante tra Uganda, Tanzania e Kenya. Ma per viaggiare non contate sui treni, il sistema ferroviario passeggeri è ancora in disuso, esistono invece collegamenti in bus per le principali città e capitali della regione: Bukavu, Goma, Kigali, Bujumbura, Nairobi. I principali porti del lago sono Kisumu, Mwanza, Bukoba, Entebbe, Port Bell e Jinja.


Le prime informazioni sul lago Vittoria vengono dai commercianti arabi che setacciavano le zone interne dell'Africa alla ricerca di oro, avorio, schiavi e altri beni preziosi. Una eccellente mappa del 1160 circa, conosciuta come la mappa di al-Idrīsī (dal nome del geografo arabo che operò anche a Palermo, nella corte normanna di Ruggero II di Sicilia), mostra una accurata rappresentazione del lago Vittoria, descritto come la sorgente del Nilo.
Il primo europeo a scoprire il lago fu John Hanning Speke, un esploratore britannico, che nel 1858 ne raggiunse la costa meridionale, durante un viaggio esplorativo intrapreso insieme a Richard Francis Burton con lo scopo di trovare la sorgente del Nilo, considerata all'epoca come risorsa strategica per l'amministrazione coloniale britannica. Credendo di aver trovato la sorgente del Nilo, e vedendo questa ampia distesa d'acqua per la prima volta, Speke diede al lago il nome di Vittoria in onore dell'allora sovrana del Regno Unito.
La scoperta di Speke non dava la certezza che quel lago fosse la vera sorgente del Nilo, anche perché Speke non lo esplorò tutto, e questo portò molti esploratori a recarsi nella zona per confutare o confermare la teoria di Speke. Tra questi vi fu anche il famoso esploratore e missionario David Livingstone, che però fallì nel suo tentativo di verificare la scoperta e si spinse troppo a ovest, arrivando fino al sistema fluviale del fiume Congo. Fu invece il giornalista ed esploratore britannico Henry Morton Stanley a confermare la veridicità della scoperta, circumnavigando il lago e scoprendo sulla costa settentrionale le cascate Ripon (sommerse nel 1954 in seguito alla costruzione di una diga), che formano il Nilo bianco. Fu in questo viaggio che si disse che Stanley abbia salutato con notevole understatement l'esploratore britannico con le famose parole "Dr. Livingstone, I presume?", dopo averlo scoperto malato e scoraggiato in un campo sulle sponde del lago Tanganica.        

 

** La cosa stupefacente, e che rende unica la storia del Vittoria, è che in soli 12.000 anni si sono sviluppate oltre 500 specie differenti di coloratissimi pesci, tutte discendenti da un progenitore comune, il Furu, un ciclide appartenente alla famiglia haplocromis. Questa esplosione di vita è vista dagli scienziati come un vero e proprio record per la storia dell’evoluzione.

Ma tutto questo non è altro che il sogno di un gigante che sta morendo. Nel lago è stata messa in atto una delle più grandi estinzioni di massa attualmente in corso nel nostro pianeta.

I coloni Inglesi, con la paradossale motivazione di migliorare le condizioni dei pescatori locali, negli anni 50 in Uganda, nonostante la strenua opposizione dell'ecologo e conoscitore dei laghi dell'Africa orientale Geoffrey Fryer, ebbri della loro proverbiale ignoranza, non solo naturalistica, ma soprattutto nella guida egemonica delle colonie, introdussero il Lates niloticus (Persico del Nilo o Perca del Nilo) e il Oreochromis niloticus (Tilapia del Nilo). Il Lates niloticus è un predatore, e la maggior ragione del declino dei ciclidi endemici. Assurdo il fatto che anche oggi gli inglesi, ammettendo di essere stati già allora a conoscenza che il predatore si sarebbe nutrito dei piccoli "Furu" spinosi, giustificano ancor oggi il loro comportamento adducendo che i ciclidi non erano "molto amati" dalla popolazione locale!

L’Oreochrmois niloticus, è un pesce che mangia plancton e che probabilmente compete per il cibo con alcune delle specie.

Questi pesci furono introdotti per fornire una fonte di cibo per molti paesi, ma crescendo molto di più dei ciclidi del lago ed avendo un comportamento predatorio misero a serio rischio la sopravvivenza dei ciclidi del lago stesso.

Recenti studi hanno portati gli scienziati a ritenere che l’introduzione di questi predatori, pur essendo la principale causa del suo declino non può giustificare un'estinzione così rapida e di tale portata da non riuscire ad arrestarla.

Negli ultimi anni sono state formulate ulteriori teorie, una delle quali prende in esame l'esplosione demografica avvenuta attorno al lago, che negli ultimi decenni ha contribuito ad un'aumento dell'inquinamento, con conseguente riduzione dei livelli di ossigeno in fondo al lago, e conseguente proliferazione di alghe che oggi risultano essere dieci volte superiori quelle degli anni 60.

Queste alghe morendo inquinano ulteriormente il lago, abbattendo quindi ulteriormente il livello di ossigeno e contribuendo ancor di più alla proliferazione delle alghe stesse, creando così un circolo infinito che sta trasformando il Lago Victoria in un “lago morto”.

Il conseguente inquinamento ha ridotto I livelli di visibilità da 5 metri negli anni 30 a meno di un metro nel 1990. E pare che la visibilità così scarsa per dei ciclidi di colori brillanti come quelli del Lago Victoria dia problemi nell'identificazione dei loro compagni, causando un calo nelle riproduzioni. Questo ha anche un grande impatto sulla gente che vive attorno al Lago Victoria. Con queste esplosioni di alghe, aumenta anche il pericolo di cianobatteri, causando ulteriori malattie nella popolazione umana.

Oltre a questo problema di crescita di alghe c'è anche il problema dello sviluppo del Giacinto d'Acqua. Questa pianta non si è vista fino al 1989, ma da allora è esplosa soffocando porti e baie.

 

***  L'Incubo di Darwin è un film-documentario del 2004, diretto da Hubert Sauper: è una potente denuncia e un'ironica, spaventosa, metafora degli “effetti collaterali” della globalizzazione.

Negli anni sessanta venne introdotta sperimentalmente nel Lago Vittoria la specie ittica Lates niloticus, che si moltiplicò così rapidamente da causare l’estinzione pressoché completa dei pesci locali.

Una multinazionale del cibo e delle armi ha generato qui un'alleanza solida e globale. Vecchi cargo dell'ex Unione Sovietica, e a volte anche americani, atterrano ogni giorno all'aeroporto di Mwanza (città portuale della Tanzania nordoccidentale affacciata sulla costa meridionale del Lago Vittoria): portano in Africa armi, munizioni e carri armati per le innumerevoli guerre civili del continente e ripartono carichi di filetti di pesce per i mercati europei e giapponesi.

Vengono presentati gli effetti deleteri di questo commercio: gli abitanti del luogo soffrono per la carestia e non possono acquistare il pesce persico, che è troppo caro per loro; il Lago Vittoria è condannato ad una morte biologica; molte ragazze vengono sfruttate come prostitute e contribuiscono alla diffusione dell'AIDS, che colpisce quasi ogni famiglia; i pescatori lavorano in condizioni precarie, rischiando la vita a causa dei coccodrilli; i bambini di strada sono abbandonati a se stessi, fumano e sniffano una specie di colla derivata dal materiale con cui sono fatti i contenitori per il pesce.

Il documentario-inchiesta cerca di gettare un necessario cono di luce su questa spinosa questione. Vengono intervistati i pescatori, i proprietari delle fabbriche che lavorano il pesce, i ministri africani, i piloti russi.

Il quadro che si delinea è tutt'altro che rassicurante: da quando è stato introdotto questo pesce, la popolazione locale ha dovuto far fronte a molteplici morti provocate dalla diffusione dell'HIV e dell'AIDS conseguenza dell'incremento della prostituzione (le donne cercano di sfamare in ogni modo i figli). Ma mentre qui la miseria e la fame dilagano e le malattie si estendono in maniera impressionante, nel resto del mondo arrivano costosissimi filetti di perca ben lavorati e saporiti. I cargo che si recano sulle sponde del Lago Vittoria per caricare il pesce, non arrivano vuoti ma, come anzidetto, carichi di "meraviglie" che vanno a rifornire gli incalcolabili focolai di guerra sparsi per tutta l'Africa.

Il modo di condurre l'inchiesta è semplice e diretto, non ci sono domande trabocchetto, il regista intervista boss locali e prostitute con la stessa naturalezza e semplicità, e il risultato oltre che toccante e commovente risveglia quello sdegno e quell'indignazione che a volte dimentichiamo di tirar fuori.


 

Lago Vittoria: Storia

Il Lago Vittoria (Victoria Nyanza, Victoria Lake) è un grande lago dell'Africa centrale, appartenente al bacino idrografico del Nilo e uno dei grandi serbatoi dai quali il Nilo defluisce.

Sebbene l'esistenza di grandi bacini lacustri nell'Africa centrale che avrebbero alimentato il Nilo dovesse non essere ignorata dagli antichi e vaghe notizie in tempi più recenti se ne avessero dai mercanti arabi che frequentavano la regione, il loro riconoscimento non risale oltre ai primi anni della seconda metà del sec. XIX. 

La scoperta del Lago Vittoria si deve all'esploratore inglese John Hanning Speke, che dopo avere con R. F. Burton scoperto il Lago Tanganica, obbligato nel viaggio di ritorno alla costa a fermarsi a Kazé (Tabora) dove il Burton era caduto ammalato, si valse di quella sosta per appurare la verità di quanto aveva appreso dai mercanti circa l'esistenza nella regione a nord di un altro grande lago, maggiore del Tanganica. Lasciata quindi Kazé il 9 luglio 1858, raggiungeva in 25 giorni di marcia la riva sud-orientale del lago nell'insenatura che prese poi il nome di Golfo di Speke.  

Al nuovo vastissimo bacino lacustre lo scopritore diede il nome di Victoria Nyanza, o Lago Vittoria, in onore della regina regnante d'Inghilterra, essendo nyanza un termine generico che nelle lingue bantu si applica alla distesa di acque ferme. In questo suo viaggio di scoperta l'esploratore si limitò a fissare, con una determinazione astronomica, la latitudine del punto della riva raggiunto (che risultò di 2° 24′. lat. sud) e l'altitudine mediante l'ipsometro ad acqua bollente che diede il valore di 1140 m. 

Per integrare la grande scoperta che faceva travedere risolto il problema delle origini del Nilo, la Royal Geographical Society di Londra organizzava una nuova spedizione affidandone la condotta allo stesso Speke, cui si diede per compagno J. A. Grant. I due viaggiatori, partiti da Bagamoyo il 25 settembre 1860, raggiunsero il lago nel territorio dei Karagwe, da dove contavano riconoscerne la costa occidentale e pervenire al punto di defluenza del Nilo. Ammalatosi il Grant, lo Speke proseguì il viaggio pervenendo alla residenza di Mtesa re dell'Uganda, dove il Grant lo raggiunse dopo alcuni mesi completando e rettificando le ricognizioni del suo predecessore. 

I due esploratori proseguirono poi di conserva penetrando nel regno dell'Unyoro; ma ragioni di salute obbligarono ancora il Grant ad arrestarsi, mentre lo Speke continuava il suo viaggio per rintracciare l'imbocco dell'emissario del lago. Pervenne così a penetrare in un angusto seno, cui diede il nome di Canale Napoleone, da cui si dipartiva l'emissario che non avrebbe potuto essere altro che il Nilo e al quale lo Speke diede il nome di Nilo Vittoria. 

Alle cascate dell'altezza di circa quattro metri che ne interrompono a breve distanza dal lago il corso, lo Speke diede il nome di cascate di Ripon in onore del conte di Ripon, allora sottosegretario alla Guerra. L'acqua delle cascate, sbocco naturale del lago Vittoria, cadeva in una stretta gola, ed è qui che si credeva iniziasse il fiume Nilo.


La spedizione Speke-Grant non poté, come si proponeva, compiere la ricognizione totale del vastissimo lago, del quale venne rilevato solo il margine occidentale sino all'imbocco del Nilo Vittoria. La compiuta circumnavigazione fu effettuata alcuni anni dopo dallo Stanley, durante la sua memorabile traversata del Continente Nero. Col battello vela del quale la sua spedizione era provvista, lo Stanley impiegò quasi due mesi, dall'8 marzo al 5 maggio del 1875, a circumnavigare sommariamente il lago e ad effettuarvi alcuni scandagli. 

Ulteriori esplorazioni e rettifiche dei rilevamenti precedenti lungo la costa orientale eseguirono, nell'agosto del 1885, G. A. Fischer e successivamente Emin Pascià e F. Stuhlmann, cui si deve la scoperta della profonda insenatura sud-occidentale da lui denominata Golfo di Emin Pascià; dobbiamo a Oskar Baumann la scoperta e il rilevamento del corso del Kagera sino alle sorgenti (1892-94), finché con i regolari rilevamenti compiuti nel 1908 da B. Whitehouse, lo Stato maggiore britannico poté allestire e pubblicare nel 1910 una carta speciale del lago alla scala di un milionesimo.



Lago Vittoria: Geografia e Geologia

Il Lago Vittoria si estende tra le latitudini estreme di 0° 27′ lat. nord e 3° lat. sud, e le longitudini orientali di 31° 36′ e 34° 53′. 

Esso presenta nelle sue linee fondamentali la forma grossolana di un parallelogrammo di 200-250 km. di base e 300 km. di altezza. Il suo contorno, abbastanza regolare nel suo lato occidentale, offre negli altri tre rientranze e sporgenze assai pronunziate, dando luogo a un succedersi d'insenature, alcune delle quali, come il Golfo di Speke nel suo angolo sud-orientale e il Golfo di Kavirondo in quello nord-orientale, s'internano per 60-70 km. Il perimetro del lago ha quindi uno sviluppo di circa 2200 km., mentre la sua area è valutata a 68.000 kmq. 

L'altitudine dello specchio d'acqua fu oggetto più volte di determinazioni con metodi fisici, che dopo quella prima di Speke diedero risultati oscillanti tra 1000 e 1300 m. La misura trigonometrica eseguita dal Kohlschütter nel 1907 le assegna il valore di 3724 piedi (1136 m.) che può ritenersi definitivo. Pare per altro che il livello del lago, indipendentemente dalle oscillazioni stagionali, dovute al succedersi di periodi diversamente piovosi, sia soggetto anche a variazioni secolari. Si ritiene che negli ultimi decenni il livello si sia abbassato, scoprendo notevoli tratti di costa, e che nel passato le sue acque ricoprissero gran parte delle pianure adiacenti, come attestano le conchiglie che vi si rinvengono. Una determinazione rigorosa comproverebbe che nel periodo dal 1881 al 1898 il lago si sarebbe abbassato di 3 m. Maggiori incertezze si hanno circa la sua profondità, per la quale non fu eseguita sinora una metodica esplorazione batimetrica. Sembra tuttavia che in nessuno dei punti scandagliati si sia riscontrata una profondità superiore ai 100 m. Contrariamente quindi a quanto si verifica negli altri grandi laghi dell'Africa intertropicale (il Tanganica, il Niassa) il cui fondo scende a centinaia di metri sotto il livello marino, il Lago Vittoria ha una profondità poco considerevole, ciò che avvalora l'ipotesi che esso non abbia rapporto col sistema delle grandi fratture che originarono gli anzidetti laghi e che sia piuttosto in relazione col sistema delle conche primitive dell'imbasamento cristallino. 


Il lago è alimentato da numerosi affluenti, il più considerevole dei quali è il Kagera che sbocca sulla costa occidentale a circa 40 km. a nord di Bukoba (Tanzania), ma in territorio Ugandese (come verrà specificato nel prosieguo), e perciò considerato il ramo sorgentifero del Nilo. 

L'area del complesso del bacino scolante ascenderebbe a 238.000 kmq. La piovosità che esso raccoglie, tenuto anche conto della vastità dello specchio che da solo ragguaglia circa 1/3 dell'intero bacino, non spiegherebbe le considerevoli oscillazioni di livello che il lago presenta, tanto che alcuni hanno affacciato l'ipotesi che esso sia alimentato anche da sorgenti subacquee. Il periodo delle massime piene, corrispondente a quello delle grandi piogge autunnali, cadrebbe nei mesi di settembre-novembre. 

L'acqua del lago, assolutamente dolce, è chiara e limpida, e la sua temperatura oscilla tra i 20° e i 25°. 

La costa, che nei lati settentrionale, orientale e meridionale è generalmente bassa e anfrattuosa, nel lato occidentale, in cui la piattaforma continentale cade quasi a picco sul lago lasciando solo un'esigua fascia costiera pianeggiante, è generalmente uniforme. 

Numerose isole sporgono dallo specchio lacustre, quasi tutte in prossimità delle coste basse, delle quali possono considerarsi lembi staccati. La maggiore di tutte è l'Isola Ukerewe (Tanzania) che chiude a nord la vasta insenatura del Golfo di Speke e che può ritenersi saldata alla costa, dalla quale la divide un angusto canale. L'area di quest'isola, che ascende a circa 1200 kmq., si ricopre di una folta vegetazione tropicale. Il suo nome fu per equivoco esteso dai mercanti arabi a tutto il lago. Un altro gruppo considerevole di isole, denominato Isole Sesse, si trova nell'angolo nord-ovest e un altro ancora nell'angolo a sud-ovest di fronte al Golfo di Emin Pascià. Non sembra che sporgano isole notevoli nella parte centrale dello specchio. La ricordata carta al milionesimo ne segna una piccolissima a circa 80 km. dalla costa con una superficie di 1 kmq. ed elevata appena 15 m. sullo specchio del lago, che porta il nome di Nabuyongo (Tanzania), nota anche come Godsiba, che fu teatro, durante la prima guerra mondiale, di una battaglia navale tra britannici e tedeschi. L'isola con la maggior densità di popolazione è Migingo (Kenya) che, con una superficie di 2 kmq e circa 1 migliaio di abitanti effettivi, la rendono l'isola più abitata del mondoComplessivamente le isole del lago abbraccerebbero un'area di 6000 kmq. poco meno cioè di 1/11 dell'area totale dello specchio. 

Le acque del lago sono molto pescose e la pesca viene abbastanza praticata dalle popolazioni rivierasche. Assai numerosi vi si trovano anche gli ippopotami e i coccodrilli. La vegetazione delle sponde è quella delle regioni umide tropicali con alternarsi di distese boschive e di steppe. 

Le genti stanziate sulle rive e nelle isole principali appartengono nella grande maggioranza alla grande famiglia dei Negri parlanti linguaggi bantu. Nella parte orientale sono stanziate anche popolazioni nilotiche, fra le quali particolarmente notevoli i Kavirondo, che danno il nome alla grande insenatura nord-orientale di cui occupano le rive. Genti laboriose e pacifiche, attendono all'agricoltura e vivono organizzate in una specie di federazione di villaggi senza sottostare al reggimento dispotico cui i primi viaggiatori trovarono soggetti gli abitatori dell'Uganda e dell'Unyoro. 


Limitandoci al lago propriamente detto, aggiungeremo che per la convenzione anglo-germanica del 1890 esso venne diviso dal parallelo di 1° lat. sud in due parti, delle quali quella a nord restava compresa nella zona d'influenza brìtannica e quella a sud in quella germanica. In seguito alla perdita da parte della Germania delle sue colonie africane e all'assegnazione per "mandato" dell'Africa Orientale Germanica all'Inghilterra, tutto il lago passò sotto la giurisdizione britannica. 

Si accede al Lago Vittoria dalla costa orientale africana mediante due linee ferroviarie. La più antica è quella detta Uganda Railway che partendo da Mombasa e sviluppandosi tutta nel territorio della colonia del Kenya raggiunge il lago al porto di Kisumu (già Port Florence). L'altra più recente è rappresentata dalla ferrovia del Tanganica che parte da Dar es-Salam, e dal tronco che staccandosi dalla linea anzidetta a Tabora raggiunge le rive meridionali del lago a Mwanza.

Sul lago funziona un regolare servizio di navigazione con piroscafi in coincidenza con gli arrivi delle due ferrovie anzidette che fanno il giro del lago toccandone gli scali principali.


Ciclidi (Furu) - Lago VittoriaCiclidi (Furu) - Lago Vittoria


Vedi anche: Isole del Lago Vittoria

Vedi anche: Lake Victoria

 

Il Fiume Nilo


Il Nilo (in arabo: نهر النيل‎, Nahr al-Nīl, in spagnolo Nilo, in inglese Nile, in francese Nil) è un fiume africano lungo 6.853 km. Tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo, contende il primato della lunghezza al Rio delle Amazzoni.
Il Nilo possiede due grandi affluenti, il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro; quest'ultimo contribuisce con un maggior apporto di acqua e di limo fertile, ma il primo è il più lungo.
Il Nilo Bianco nasce convenzionalmente dal Lago Vittoria a Jinja, ma le sue fonti si spingono fino al Ruanda ed al Burundi dove nasce il fiume Kagera, il più importante immissario del Lago Vittoria, considerato come ramo sorgentifero del Nilo. Il Nilo Bianco scorre poi verso nord in Uganda e nel Sudan meridionale. 

Il Nilo Azzurro invece nasce convenzionalmente dal Lago Tana in Etiopia, e scorre attraverso il Sudan sud-orientale. I due fiumi s'incontrano e si fondono presso la capitale sudanese Khartum.


Il fiume Kagera o Akagera è un fiume dell'Africa Orientale che fa parte del bacino del Nilo superiore, è il principale immissario del Lago Vittoria.
Il fiume origina in Burundi come emissario del Lago Rweru, ad un'altitudine di circa 1.350 m s.l.m., dal lago scorre verso est dapprima lungo il confine tra Ruanda e Burundi e poi lungo il confine tra Ruanda e Tanzania fino alla confluenza con il fiume Ruvubu. Il suo percorso procede verso nord per altri 500 km fino a quando un calo di altitudine del territorio forma le cascate di Rusumo che si trovano all'interno del parco nazionale dell'Akagera istituito nel 1934.
All'altezza delle cascate si trova un'importante strada asfaltata che percorre il ponte di Rusumo situato in corrispondenza di uno dei principali valichi di frontiera fra Tanzania e Ruanda.
Il fiume si dirige poi verso est delineando la frontiera tra Uganda e Tanzania fino al punto in cui il confine tra i due paesi segue il parallelo, il fiume scorre per oltre 100 km sul territorio della Tanzania prima di curvare a nord, attraversare il confine con l'Uganda e raggiungere il lago Vittoria dove sfocia tra Mubanzi e Mizinda, di fronte all'isola di Busungwe in territorio ugandese (0° 56' 37'' S, 31° 46' 50'' E).


Il fiume Kagera ha un posto di rilievo nella storia dei paesi in cui scorre, particolarmente del Ruanda. Nel 1894 il tedesco Gustav Adolf von Götzen attraversò il Kagera alle cascate Rusumo, iniziando l'era coloniale del paese; nel 1916 durante la prima guerra mondiale i belgi sconfissero i tedeschi entrando in Ruanda per la stessa via. 


Il Kagera ebbe improvvisa notorietà nel 1994 durante il genocidio del Ruanda quando le sue acque trasportarono migliaia di cadaveri fino al lago Vittoria, causando la dichiarazione dello stato di emergenza in Uganda dove i corpi venivano ritrovati.


Il Ruvubu è il principale fiume del Burundi. Il suo nome in kirundi significa "fiume degli ippopotami" detti invubu. Nasce a Ngoga, nel comune di Kayanza, città al nord del Burundi. 

Il corso d'acqua si dirige inizialmente verso sud e nei pressi di Gitega riceve le acque del Ruvyironza. 

Compiendo un arco, ritorna a dirigersi verso nord, attraversando il Parco nazionale del Ruvubu fino alla frontiera della Tanzania. Qui per un breve tratto segna il confine tra i due paesi penetrando poi, dopo aver percorso 265 km, in Tanzania dove unendosi con le acque del Nyabarongo (Nyawarongo) diventa Kagera nelle vicinanze del confine con il Ruanda, poco prima delle cascate Rusumo.

Il Ruvubu fa parte del bacino idrografico del Nilo che nasce sul monte Gikizi, a Rutovu, in provincia di Bururi come Gasenyi che diventa poi Kigira, affluente del Ruvyironza che entra nel Ruvubu.


Uganda - The natural outlet of the Nile from Lake Victoria, often considered conventionally, but erroneously, the source of the Nile.

Uganda - Lo sbocco naturale del Nilo dal lago Victoria, spesso considerato convenzionalmente, ma erroneamente, la sorgente del Nilo.

Pagine secondarie (1): Isole del Lago Vittoria
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