E se non fossi convinto

Mio figlio deve saper disegnare?

Non sono richieste abilità manuali particolari, tutti gli essere umani hanno il dono della formulazione e se questo non viene inibito fa nascere la capacità di libera espressione e di libertà.

Mio figlio imparerà a dipingere?

Sicuramente l'esercizio aiuterà a migliorare le capacità manuali di ognuno. Il gioco con la Traccia è alla portata di tutti. Permette di attingere a risorse e capacità insospettate che vanno oltre questa attività.

Che differenza c'è tra un laboratorio grafico e di pittura e il closlieu?

Un laboratorio di pittura tradizionale si pone l'obiettivo di guidare gli utenti a migliorare le tecniche manuali; il closlieu mira all'eccellenza dell'atto spontaneo.

Come posso essere sicuro che l'attività rispetti le norme di pedagogia ?

Il closlieu è stato fondato da Arno Stern la cui pedagogia si fonda sul rispetto assoluto della persona. E' fondatore dell'istituto parigino di Semiologia dell' Espressione (I.R.S.E.). E a seguito della sua incessante attività è stato invitato dall'Unesco a tenere conferenze sull'infanzia.

Perché l'attività di espressione grafica di mio figlio è considerata inibita?

Gli adulti, i genitori, gli insegnanti, i compagni creano inibizione d'espressione. In generale il bambino si dirige nella sua educazione verso forme di dipendenza ( dal gruppo, dagli adulti, dalle abitudini, da un compagno più forte, dalle paure e ansie dei genitori ) più che verso forme di libertà d'espressione proprie e personali. Sei sicuro di non aver mai consigliato tuo figlio su cosa disegnare e come farlo? O di non aver sentito questa domanda:" Cosa disegno? Come lo faccio?".....

A chi sto affidando mio figlio?

All'interno del closlieu , esiste la figura del praticien.

Il praticien non è un ruolo ma una vocazione, quella di servire gli altri; esso non insegna, non interpreta, non giudica. E’ il Servitore attento del gioco del dipingere.

L’atteggiamento del praticien, concentrato solo sulla soluzione degli

aspetti pratici dell’attività, favorisce il libero fluire dell’Espressione.

Il praticien è un diplomato alla scuola di Arno Stern.

A quale religione, setta, associazione o credenza è collegata questa attività?

A nessuna setta, religione o credenza...Il closlieu è un posto fisico per svolgere un'attività ludica che ha fondamento pedagogico e scientifico, il cui obiettivo è rendere persone felici e libere per la vita.

Perché aggiungere questa attività alle tante di mio figlio?In fondo mio figlio non dipinge già abbastanza?

Compiuto in un gruppo costituito, l’atto del tracciare è diverso dal

disegno occasionale. Permette di affermarsi in mezzo agli altri senza

confronti. L’atto di tracciare fa parte delle necessità fondamentali di ogni essere umano. Compierlo offre un piacere senza limiti.

E i bambini non chiedono mai di rivedere i loro lavori?

No, e questo dimostra che quel che conta per loro non è mostrare il prodotto finito, ma vivere l’esperienza del gioco del dipingere. Uno dei fenomeni che più sorprende chi si accosta al closlieu sono i dipinti di grande formato, i dipinti infiniti… Si tratta di un fenomeno di ampliamento dello spazio: il bambino parte da un solo foglio, ma il mondo che inizia a costruire è più grande, lo trascina. Ne chiede quindi un secondo e poi un terzo, un ventesimo… E’ come una storia che non si arresta finché il bambino stesso non avverte che è conclusa, esaurita. Allora inizierà una nuova avventura. Ma bisogna dire che tutto ciò che il bambino dipinge nel closlieu ha un senso per lui. Non spetta a noi cercarlo o provare a svelarlo attraverso l’interpretazione. Solo rispettarlo, consentendogli di viverlo.

Chi si accosta al closlieu facilmente chiede: “A cosa serve? Quali progressi si ottengono?”

la parola progresso implica sempre un cammino verso un obiettivo. Capita che si debba lavorare in questo modo, ad esempio per ottenere un diploma o imparare una lingua in tempi brevi, ma non nel closlieu. Quando il bambino arriva qui ha una certa attitudine, un certo modo di fare, di porsi; quando ne esce è certamente diverso: c’è stata un’evoluzione che si riflette anche sui suoi dipinti. Ma non parleremo mai di progresso. Piuttosto, se necessario, di cambiamento. Ma tutto questo è naturale: siamo sempre in continua evoluzione.