Autore:
Cadar Riccardo, Fabianelli Rachele, Perini Flaminia
Istituto Omnicomprensivo Orte
Classe 3C - Liceo delle scienze umane - as 2024/2025
Autore:
Cadar Riccardo, Fabianelli Rachele, Perini Flaminia
Istituto Omnicomprensivo Orte
Classe 3C - Liceo delle scienze umane - as 2024/2025
Gran parte dell'inquinamento oggi deriva dalla mala gestione dei rifiuti.
Facciamo per prima cosa un’analisi del termine “rifiuto” e di tutto ciò che esso comporta: il termine “rifiuto” sta ad indicare tutto il materiale o sostanza che viene scartato perché non più utile, esso può essere solido, liquido o gassoso e deriva da attività umane, industriali, agricole o domestiche.
I rifiuti possono essere suddivisi in base alla loro fonte di produzione e in base alla loro pericolosità, essi vengono distinti in rifiuti urbani e rifiuti speciali, i rifiuti urbani sono tutti coloro i quali provengono da ambienti: domestici, ambienti urbani pubblici e aree verdi.
Secondo il Ministero dell’Ambiente fanno parte dei rifiuti speciali quelli da lavorazione industriale, da attività commerciali, derivanti da attività sanitarie, macchinari e apparecchiature in deterioramento, veicoli a motore e batterie.
In base alle caratteristiche di pericolosità sono distinti in pericolosi e non pericolosi, quelli pericolosi sono classificati come tali sin dall’origine oppure la cui pericolosità dipende dalla concentrazione delle sostanze tossiche al suo interno.
Come si può facilmente pensare la mala gestione di questi comporta l’inquinamento ambientale poiché essi si dispargono incontrollatamente nel suolo, nelle acque e, nel caso siano gassosi, nell’aria, tutto ciò porta alla nascita di gravi effetti sulla salute della specie umana, animale e vegetale.
Durante il corso dei secoli la questione della gestione dei rifiuti è stata affrontata in modi molto differenti tra loro, nella prima metà del diciannovesimo secolo la gestione dei rifiuti era primitiva e in gran parte basata su metodi di smaltimento naturale o informale, i rifiuti venivano spesso scaricati direttamente nelle strade, nei corsi d’acqua o in aree aperte.
Questo comportava gravi problemi di igiene e salute pubblica, con frequenti epidemie di malattie come il colera e la peste, le città erano sovraffollate, e i rifiuti venivano accumulati per le strade, non esistevano servizi organizzati per la raccolta dei rifiuti, se non in forma occasionale o privata.
Nelle campagne, i rifiuti organici erano compostati naturalmente o utilizzati come fertilizzanti, alcuni materiali come stracci, vetro e metallo venivano raccolti e riutilizzati, ma più per necessità economica che per una consapevolezza ambientale.
Con la Rivoluzione Industriale e l'urbanizzazione crescente, i rifiuti nelle città aumentarono esponenzialmente, questo costrinse le autorità a iniziare a regolamentare la gestione dei rifiuti per evitare disastri sanitari.
A metà del XIX secolo, a Londra e a Parigi iniziarono a introdurre regolamenti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani, nel 1874 fu costruito uno dei primi inceneritori a Nottingham, in Inghilterra, per ridurre il volume dei rifiuti, quelli che non potevano essere inceneriti o riutilizzati venivano gettati in discariche improvvisate.
Con l'avvento di materiali di consumo di massa e la crescita delle città, i rifiuti solidi urbani continuarono ad aumentare, questo portò a nuove strategie per gestire il volume crescente di scarti, le discariche cominciarono a essere più organizzate e regolamentate, ma erano ancora la principale soluzione per lo smaltimento.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la crescita economica e il consumismo portarono alla produzione di grandi quantità di rifiuti, in particolare con l'introduzione della plastica, questo periodo vide l'inizio di una coscienza ambientale e la nascita di politiche più strutturate per la gestione dei rifiuti.
Durante questo periodo si verificò un uso massiccio delle discariche, che si confermarono essere la soluzione dominante con l’aggravante di fare pochi controlli su di esse per eventuali impatti ambientali.
Negli anni ‘60 e ‘70 la plastica divenne il materiale più diffuso e di conseguenza la principale fonte di rifiuto, solo nel 1970 iniziarono a emergere delle leggi per regolare l’inquinamento e il trattamento dei rifiuti.
In Italia lo smaltimento dei rifiuti è stato regolato organicamente dal DPR 915 del 10 settembre 1982.
Il DPR 915/82 è un decreto molto dettagliato nel quale sono affermati i principi generali da osservare, cioè, la classificazione dei rifiuti, le competenze attribuite allo Stato e alle Regioni, i criteri generali di regolamentazione dell’attività di smaltimento dei rifiuti e le disposizioni fiscali, finanziarie e sanzionatorie.
Il sistema introdotto da questo Decreto si fondava sulla gestione del rifiuto tramite l’attività di eliminazione di esso senza prendere in considerazione la possibilità di riutilizzo e riciclo, proprio per questa ragione, ma anche per altre,i diversi Governi fecero ricorso a ripetuti interventi d’urgenza, per limitare la produzione dei rifiuti e favorire quelle attività di gestione del rifiuto che il D.P.R. 915/1982 aveva trascurato.
Nel 1997 il governo emanò Il decreto legislativo 5 febbraio, noto anche come Decreto Ronchi, che stabilisce un nuovo sistema di classificazione dei rifiuti che si basa sulla loro origine (distinguendo tra rifiuti urbani e rifiuti speciali) e sulla loro pericolosità.
In questo decreto le priorità nella gestione dei rifiuti prevedono innanzitutto di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte, intervenendo nei processi produttivi per limitare la quantità di materiali, come gli imballaggi, destinati a diventare scarti, successivamente, è fondamentale promuovere il riuso e il riciclo dei materiali, incentivando la raccolta differenziata per facilitare il recupero delle materie prime. Per i rifiuti non riciclabili, si può ricorrere alla termovalorizzazione, un processo che permette di trasformarli in energia attraverso l’incenerimento, infine, la parte residua dei rifiuti, che non può essere né riciclata né valorizzata energeticamente, viene smaltita in discariche controllate.
L’Unione Europea proprio negli anni ‘90 aveva identificato nella diminuzione della produzione dei rifiuti e della loro pericolosità una delle azioni favorevoli per il miglioramento ambientale ed è in quegli anni che nasce la strategia per la gestione
dei rifiuti basata: sulla prevenzione,sulla promozione del riciclo e sulla diminuzione del ricorso alla discarica.
Cardini del riciclaggio sono: il consorzio obbligatorio regolamentato dal Dlgs22/97 riguarda il riciclaggio di contenitori o imballaggi, il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi ) ed è il consorzio privato costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi.
CONAI inoltre è l’organismo che il Decreto ha delegato per garantire il passaggio da
un sistema di gestione basato sulla discarica a un sistema integrato di gestione
basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti di imballaggio.
Tale attività non è altro che la reintroduzione del rifiuto nel ciclo produttivo di partenza, quindi si recupera in questo modo materiali come vetro, carta, alluminio e plastica, infatti il recupero di materiali come quello della plastica permette il risparmio energetico e di risorse, con un conseguenza un vantaggio ambientale ed economico non indifferente.
A vent’anni dalla pubblicazione del Decreto Ronchi sono state fatte delle indagini sugli effetti prodotti dall’emanazione di questo decreto in cui si può vedere che: nel 1997 venivano smaltite in discarica 21,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, nel 2016, anche se i rifiuti urbani prodotti sono aumentati a 30,1 milioni di tonnellate, quelli smaltiti in discarica sono scesi a 7,4 milioni di tonnellate, la raccolta differenziata dei rifiuti urbani è aumentata dal 9,4% del 1997 al 52,5 % del 2016, quindi da 2,5 milioni di tonnellate a 15,8 milioni di tonnellate.
Anche il sistema italiano di gestione dei rifiuti d’imballaggio ha prodotto buoni risultati come l’avvio al recupero degli imballaggi che è salito dal 33% del 1997 al 78,2% nel 2016, un ulteriore metodo di smaltimento dei rifiuti che si sta cercando di attuare è il modello di economia circolare.
Come cita il sito dell'Enel l’economia circolare consiste nel realizzare i prodotti e i servizi necessari alla nostra vita in modo da alterare il meno possibile i cicli naturali, questo comporta la riduzione dell’estrazione mineraria, l’estensione della durata dei prodotti e il riuso e il riciclo delle materie prime, l’idea in realtà risale alla fine degli anni Sessanta ma è rimasta a lungo una teoria di nicchia, dal 2010 il concetto si è imposto come un concetto di riferimento.
Oggi l’economia circolare si trova ormai in una fase matura, ed è entrata a pieno titolo nella strategia delle aziende più lungimiranti e attente alla sostenibilità, esso si differenzia dal metodo di economia lineare poiché il processo di quest’ultimo parte dall’uso di materie prime per fabbricare prodotti o fornire servizi, si passa poi per la fase dell’utilizzo e, al termine di questa, quello che resta della materia prima viene smaltito come rifiuto.
Questo metodo, usato ancora in tanti Paesi del mondo, tende a mettere il pericolo l’equilibrio della natura, diventando di conseguenza insostenibile, al contrario L’economia circolare consiste invece nel considerare la fine come un nuovo inizio, per far ripartire il ciclo: è un modello in armonia con i ritmi della natura e rispettoso dell’ambiente, che permette uno sviluppo sostenibile senza limiti di tempo.
I principi fondamentali su cui si basa l’economia circolare sono chiamati le “3 R”, che stanno per Ridurre, cioè ridurre i consumi e gli sprechi; Riciclare, quindi dare una nuova vita a quello che sembra essere destinato ad essere solo un rifiuto e Riutilizzare l’oggetto che sembra giunto ad una fine come nuova risorsa, a queste se ne ggiungono altre due, cioè rigenerare, quindi cercare di aggiustare un oggetto danneggiato anziché gettarlo e infine compostare che in inglese si indica con il termine “rot”; il compostaggio è una forma complessa di riciclo dei materiali perché questo è dedito allo sfruttamento dei rifiuti organici che grazie ad esso possono essere trasformati in concimi o biocarburanti. L’economia circolare comporta numerosi benefici per la sostenibilità ambientale, economica e sociale come l’impatto ambientale, poiché questa nasce come approccio all’ecosostenibilità, opportunità economiche perché l’effetto economico più immediato è il risparmio e infine i vantaggi sociali, in quanto la crescita economica favorisce il benessere e la coesione sociale e inoltre un ambiente più pulito implica il miglioramento della salute pubblica e della qualità della vita. Il nostro paese, Bomarzo, sta facendo del suo meglio per gestire i rifiuti in modo efficace.
Essendo un piccolo paesino, il suo impatto potrebbe non sembrare significativo, ma ogni sforzo contribuisce a ridurre, anche se in misura limitata, l’inquinamento causato dalla cattiva gestione dei rifiuti.
Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, adotta il sistema della raccolta differenziata “porta a porta”, per cui l’operatore ecologico ogni mattina tra le 6:00 e le 8:00 passa per le vie di Bomarzo e raccoglie i rifiuti gettandoli nel furgoncino. Il Comune precisa ai cittadini che il conferimento del rifiuto previsto deve avvenire dalle ore 20:00 alle ore 24:00 del giorno antecedente quello della raccolta.
Dopo aver raccolto tutti i rifiuti, questi vengono portati all'isola ecologica “Ecomolinella” a Soriano nel Cimino infatti il Comune di Bomarzo usufruisce della collaborazione del Comune di Soriano nel Cimino per offrire ai cittadini questo servizio. ù
In particolare, l’umido viene raccolto il lunedì, il mercoledì e il sabato per evitare che all’interno delle case si crei inquinamento atmosferico all’interno degli ambienti domestici, il vetro e il secco vengono raccolti il martedì a settimane alterne, la plastica di giovedì e la carta di venerdì, entrambe regolarmente, diversamente dal secco come citato precedentemente.
Inoltre, il Comune dà ai cittadini la possibilità di esporre quotidianamente i pannolini e gli assorbenti mentre il lunedì, il mercoledì e il sabato può essere ritirato l’olio esausto, quindi quello usato per cucinare, in un contenitore di plastica ben chiuso, inoltre per il rifiuto dell’olio esausto abbiamo un raccoglitore grande davanti all’edificio delle poste.
Altri rifiuti da conferire presso l’isola ecologica sono: oggetti ingombranti, i rifiuti pericolosi come contenitori di prodotti per il “fai da te“ o prodotti per la casa come acetone o smacchiatori, i toner per le stampanti, le piante, le ramaglie e le potature di alberi e siepi, i farmaci scaduti e le pile.
Il Comune di Bomarzo mette a disposizione dei cittadini i contenitori dei rifiuti e un calendario annuale che indica l’organizzazione della raccolta dei raccolta differenziata, cittadini che usufruiscono di tale servizio devono essere iscritti tra i contribuenti della tassa o della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani.
Se gli addetti alla raccolta notano che la differenziazione dei rifiuti non viene effettuata correttamente, i rifiuti non vengono ritirati. Nel corso degli anni sono presenti numerosi contenitori negli ambienti pubblici che vengono svuotati regolarmente dal comune per evitare l’accumulo di rifiuti e prevenire l’abbandono della spazzatura a terra. Infine negli ultimi mesi del 2020 sono stati introdotti appositi contenitori per la raccolta dei rifiuti a disposizione per turisti e ai non residenti di cui ne possono usufruire tramite una tesserina che si può richiedere al comune o nell'info point di Bomarzo.
Secondo noi è molto importante prendere seriamente in considerazione questo problema, come d’altronde tutti i problemi di inquinamento poiché ad oggi stiamo vivendo una situazione molto critica.
Dobbiamo impegnarci come società a rispettare l’ambiente e la sua conservazione in quanto stiamo mettendo a repentaglio la salute del nostro pianeta e di conseguenza il nostro futuro.Siamo molto fieri del nostro paese e della sua amministrazione poiché nonostante la consapevolezza di essere una realtà molto piccola ha deciso di non chiudere gli occhi e lasciarsi prendere dall’indifferenza, bensì ha deciso di migliorare quanto più possibile per contribuire alla lotta contro l’inquinamento.