Gli incontri verteranno sui 20 punti di azione per i patti globali che sono qui elencati e descritti.
I - Accogliere: aprire ulteriori canali umanitari legali e sicuri per i migranti e i rifugiati
La decisione di emigrare dovrebbe essere volontaria. La migrazione stessa dovrebbe essere sicura, legale e ordinata. In tale prospettiva, si suggeriscono i seguenti punti di azione:
- 1. Incoraggiare gli Stati a bandire ogni forma di espulsione arbitraria e collettiva. Il principio di “non refoulement" deve essere sempre rispettato. Questo principio è fondato sulla situazione individuale della persona e non sulla presunzione di sicurezza di un paese. Gli Stati devono evitare di stilare liste di paesi sicuri, poiché spesso tali liste non riescono a soddisfare i bisogni reali di protezione del rifugiato.
- 2. Esortare gli Stati e gli altri attori coinvolti ad ampliare il numero e le forme di vie legali alternative per una migrazione e un reinserimento sicuri e volontari, nel pieno rispetto del principio di “non refoulement".
- 3. Incoraggiare gli Stati ad adottare una prospettiva di sicurezza nazionale che tenga in debito conto la sicurezza delle persone e i diritti di tutti i migranti, richiedenti asilo e rifugiati che entrano nel loro territorio.
II - Proteggere: garantire i diritti e la dignità dei migranti e dei rifugiati
La Chiesa insiste sulla necessità di adottare un approccio integrale e integrato, che mete al centro la persona umana. L’approccio integrale resta, indubbiamente, il modo migliore per indentificare e superare stereotipi pericolosi, evitando così di stigmatizzare un individuo sulla base di pochi elementi specifici e prendendo invece in considerazione tutti gli aspetti e le dimensioni della persona intesa come un tutt'uno. “La corretta attuazione dei diritti umani è veramente vantaggiosa sia per i migranti sia per i paesi d’origine e di destinazione. Le misure suggerite non sono mere concessioni ai migranti. Esse sono nell'interesse dei migranti, delle società che li ospitano e di tutta la comunità internazionale. La promozione e il rispetto dei diritti umani dei migranti e della loro dignità garantisce che i diritti e la dignità di tutti nella società siano totalmente rispettati.” I migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati devono essere accolti come esseri umani, nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti umani, qualunque sia il loro status migratorio. Sebbene ogni Stato abbia diritto a gestire e controllare le proprie frontiere, i migranti e i rifugiati devono essere accolti in conformità agli obblighi specifici in virtù del diritto internazionale, incluse le leggi sui diritti umani e quelle internazionali sui rifugiati. Quanto più si apriranno vie alternative e legali per i migranti e i rifugiati, meno essi diventeranno preda di reti criminali e vittime della tratta o di sfruttamento e abuso nel contesto del traffico di migranti.
- 4. Incoraggiare gli Stati con ingenti flussi emigratori di lavoratori ad adottare politiche e pratiche che forniscano protezione ai cittadini che decidono di emigrare.
- 5. Incoraggiare gli Stati con ingenti flussi di lavoratori immigrati ad adottare politiche nazionali che proteggano contro lo sfruttamento, il lavoro forzato o la tratta.
- 6. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche nazionali che permettano ai migranti, ai richiedenti asilo e ai rifugiati di sfruttare al meglio le proprie capacità e i propri talenti al fine di contribuire nel migliore dei modi al proprio benessere e a quello delle proprie comunità.
- 7. Incoraggiare gli Stati a rispettare gli obblighi derivanti dalla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia quando adottano una legislazione nazionale per far fronte alla situazione di vulnerabilità dei minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia.
- 8. Incoraggiare gli Stati a rispettare i loro obblighi derivanti dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia nei confronti di tutti i minori migranti.
- 9. Incoraggiare gli Stati ad adottare legislazioni che forniscano pari accesso all'istruzione per gli studenti migranti, richiedenti asilo e rifugiati, a tutti i livelli.
- 10. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche nazionali che garantiscano ai migranti e rifugiati l'accesso ad una protezione sociale adeguata.
- 11. Incoraggiare gli Stati ad adottare una legislazione che eviti ai migranti e ai rifugiati lo stato di "apolidi".
III - Promuovere: favorire lo sviluppo umano integrale dei migranti e dei rifugiati
Attualmente la durata media dell'esilio di coloro che sono fuggiti dai conflitti armati è di 17 anni. Anche per i lavoratori migranti il tempo trascorso lontano da casa può arrivare a diversi anni. Gli Stati di accoglienza, più che offrire una semplice risposta di emergenza e servizi di base, devono fornire strutture che consentano a coloro che rimangono a lungo termine di realizzarsi come persone, contribuendo così allo sviluppo del Paese che li ospita. Inoltre, posto che uno dei principi fondamentali degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 è quello di "non lasciare nessuno indietro", la comunità internazionale deve aver cura di includere i rifugiati, richiedenti asilo e lavoratori migranti nei suoi piani di sviluppo. A questo proposito, si possono suggerire i seguenti punti di azione:
- 12. Incoraggiare gli Stati a mettere in atto una legislazione che permetta il riconoscimento, il trasferimento e l'ulteriore sviluppo delle competenze di tutti i migranti, richiedenti asilo e rifugiati residenti nel Paese di accoglienza.
- 13. Incoraggiare gli Stati ad adottare norme, politiche e pratiche che facilitino l'integrazione locale dei migranti, dei richiedenti asilo e delle popolazioni di rifugiati.
- 14. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche e pratiche che favoriscano e preservino l'integrità e il benessere della famiglia, indipendentemente dallo status migratorio.
- 15. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche e pratiche che garantiscano ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati con necessità particolari o vulnerabilità le stesse opportunità offerte ai cittadini disabili.
- 16. Incoraggiare la comunità internazionale a incrementate la porzione del contributo allo sviluppo e agli aiuti di emergenza in favore degli Stati che accolgono e sostengono grandi flussi di rifugiati e di migranti che fuggono da conflitti armati, affinché tutti possano beneficiarne, a prescindere dal loro status migratorio.
- 17. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche e pratiche che garantiscano la libertà religiosa, in termini di professione e pratica, a tutti i migranti e rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio.
IV - Integrare: arricchire le comunità grazie ad una maggiore partecipazione dei migranti e dei rifugiati
La presenza di migranti e di rifugiati è un'opportunità per creare una nuova comprensione e allargare gli orizzonti. Ciò si applica sia a coloro che vengono accolti, che hanno la responsabilità di rispettare i valori, le tradizioni e le leggi della comunità che li accoglie, sia alla popolazione autoctona, chiamata a riconoscere il contributo benefico che ogni migrante può apportare a tutta la comunità. Entrambe le parti si arricchiscono reciprocamente grazie alla loro interazione, mentre la comunità nel suo insieme si vede rafforzata da una maggiore partecipazione di tutti i suoi membri, sia autoctoni sia migranti. Ciò è vero anche quando i migranti o i rifugiati decidono di fare ritorno in patria. A questo proposito, si suggeriscono i seguenti punti di azione:
- 18. Sulla base del concetto che l’integrazione non è né assimilazione né incorporazione, ma un processo bidirezionale che si fonda essenzialmente nel mutuo riconoscimento della ricchezza della cultura dell’altro, incoraggiare gli Stati ad adottare leggi che facilitino l'integrazione locale.
- 19. Incoraggiare gli Stati ad adottare politiche e programmi che promuovano attivamente una visione positiva dei migranti e dei rifugiati e la solidarietà nei loro confronti.
- 20. Quando i residenti stranieri sono costretti a fuggire dalla violenza o da una crisi ambientale, spesso hanno diritto a far parte dei programmi di rimpatrio volontario o di evacuazione. In questi casi, si devono incoraggiare lo Stato che accoglie, gli Stati donatori o lo Stato d’origine ad adottare politiche e procedure che facilitino il reinserimento dei rimpatriati.