Qual è il significato di Namastè?
Pensare che sia un semplice saluto, sarebbe riduttivo, perché dietro questo termine, che deriva dal sanscrito, si nasconde un concetto spirituale molto profondo. Namastè è un gesto che unisce umiltà, gratitudine e un profondo rispetto verso il prossimo.
Proprio per questo, presso l’Istituto di Istruzione Superiore Statale “C. Marchesi”, Namastè è il nome del progetto di formazione di “personalità di pace” che si ispira al significato dell’antico saluto.
Il progetto è nato nel 2010 grazie alle insegnanti S. Chiavaroli e G. Pennisi con l’idea di sensibilizzare gli studenti alla solidarietà e alla condivisione. Oltre alle iniziali attività di volontariato, come quella presso l’Associazione Metacometa e la partecipazione al Banco alimentare, esso infatti si è ampliato comprendendo attività di informazione/formazione sui diritti umani, fenomeni migratori e interculturali e iniziative per promuovere l’educazione alla pace e la cultura dell’integrazione.
Tra i punti di forza del progetto vi è la partecipazione attiva e consapevole degli studenti, che hanno liberamente scelto di impegnarsi sulle tematiche proposte, confrontandosi su contenuti ed esperienze, e l’attività dei docenti che organizzano i corsi di formazione, le attività di volontariato, incontri con persone che possano trasmettere un messaggio utile per tutti.
Namastè: educare alla Pace
“Io ho cura”.
Quest’anno il progetto Namastè ha invitato gli studenti a partecipare ad attività, in riferimento al progetto “Io ho cura”, promosso dalle Scuole per la pace e dal Coordinamento nazionale Enti locali per la pace e i diritti umani. In questo periodo di emergenza sanitaria, in modalità on-line, i ragazzi hanno potuto svolgere attività e fare riflessioni sulla scoperta dell’importanza della cura autentica. Prendersi cura del mondo che ci circonda, prendersi cura di noi stessi, promuovere atteggiamenti di rispetto, accettazione delle diversità e integrazione sono stati i temi maggiormente trattati. Educare all’alleanza tra umanità e ambiente, promuovendo nuovi stili di vita secondo lo sviluppo sostenibile. Inoltre sono stati organizzati incontri e testimonianze con persone che fanno volontariato a stretto contatto con i senzatetto.
"Incontriamoci"
Il progetto “Incontriamoci” è nato nel 2020 con la volontà di creare dei momenti in cui i ragazzi della stessa classe (diversamente abili e normodotati) possano incontrarsi e trascorrere del tempo insieme per divertirsi, socializzare, creare delle amicizie. Sono state proposte attività diverse per permettere a tutti gli studenti di sperimentare diverse tipologie dello “stare insieme” e diverse modalità di interazione con particolare riferimento alle necessità degli studenti diversamente abili. Gli incontri prevedevano uscite ricreative, passeggiate all’aria aperta, con possibilità di partecipare a manifestazioni ed eventi. Purtroppo il progetto non è stato completato a causa della pandemia.
Namastè per l'inclusione: "Viaggi dentro" di Alex Zappalà
Fra le tante attività proposte su questo tema, l’Istituto nel 2019 ha accolto l’esposizione di trenta foto scattate da Alex Zappalà, fotoreporter lungo il cammino missionario in trenta paesi del mondo. Con queste foto i ragazzi hanno viaggiato dentro quel mondo lontano, hanno intrapreso un vero e proprio cammino verso coloro che soffrono, piangono ma che sperano in un futuro diverso. Questo viaggio che provoca emozione, indignazione, commozione in chi guarda, spinge a intraprendere un viaggio interiore verso la solidarietà e la fratellanza.
Abbiamo intervistato la professoressa Mimmi Monaco, docente di Storia e Filosofia, anch’essa responsabile del Progetto.
“L’obiettivo del progetto è quello di introdurre delle iniziative culturali rivolte non solo agli alunni ma anche ai docenti e che parli , non solo alla testa, ma soprattutto al cuore dei ragazzi. Nel progetto sono previste non solo attività di volontariato, ma anche di confronto culturale. E’ una bella opportunità perché offre la possibilità di incontrare i ragazzi e di coinvolgerli al di là dell’aspetto didattico”
In questo periodo così difficile, ne è valsa la pena?
“Io credo proprio di si, perché l’adesione degli allievi è stata ampia e la loro motivazione e il loro impegno è dimostrazione di evidente maturità e per noi docenti motivo di orgoglio. Non sono mancate le difficoltà e i segni di stanchezza in un periodo così difficile, in cui gran parte del lavoro è stato svolto on-line ,ma l’incontro virtuale con persone che quotidianamente si occupano di accoglienza di immigrati o di chi fa volontariato estremo con i senza fissa dimora ci ha ripagato di tutti i nostri sforzi.”
La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Lucia Sciuto, che sostiene con straordinaria determinazione le attività e le iniziative dei suoi docenti e degli studenti, ha detto:
“Si tratta di un progetto coinvolgente e ricco di opportunità, realizzato grazie all’impegno dei docenti che sono una preziosa risorsa per la scuola e che dedicano il loro tempo e le loro energie per la maturazione delle competenze di una cittadinanza attiva e solidale”.
E gli studenti che hanno partecipato? Cosa pensano di questo “Namastè”? L’abbiamo chiesto a un ex studente del Marchesi Giovanni Ventura.
“Partecipare al Namastè è stato fantastico! L’incontro con i compagni per fare volontariato era davvero emozionante. L’ esperienza di volontariato rende umili e veri, ti fa capire che la felicità vera consiste nel dare felicità agli altri. Mettermi in gioco mi ha aiutato a scoprire come sia semplice arricchire la nostra vita anche con piccole cose. Anche le attività di formazione sono state importanti perché ti cambiano la vita in meglio e mi hanno fatto scoprire aspetti del mio carattere e della mia persona che non conoscevo.”
Realizzato dagli studenti del I.I.S. Marchesi:
Annino Marcello, Di Stefano Luigi, Manna Giulia, Ventura Dario