LA MAGIA DELL’ARTE DEL TEATRO
Il teatro è magia e riesce a far uscire allo scoperto immensi talenti che, animati da un forte senso di disciplina e di appartenenza, formano un gruppo paragonabile ad una grande famiglia.
CHE COS’È MUSE AL MARCHESI?
Il nome “Muse al Marchesi” fa riferimento alle Muse che hanno sempre ispirato gli artisti, ed è stato scelto nella speranza che aiutassero anche durante il percorso che si sarebbe dovuto affrontare e, fino ad oggi, il nome ha dimostrato di essere più che adeguato.
Muse al Marchesi è un laboratorio teatrale, di circa 100 ore o più, nato tramite l’idea della professoressa Rovida e del professore Santoro, con anche il supporto della Preside, poiché considerato un corso determinante all’interno della scuola, essendo un supporto fondamentale per i ragazzi perché li aiuta ad esporre ciò che abitualmente non riescono ad esprimere ed anche a superare i propri limiti.
Gli obiettivi che ci si pone, alla fine del percorso annuo, sono molteplici: dalla dizione, ovvero il parlare con la giusta cadenza e pronuncia, alla capacità di controllare le emozioni davanti alla platea e all’imparare l’arte della prossemica.
Grazie all’ausilio di testi non convenzionali si è cercato di fare in modo che ai ragazzi rimanesse anche una conoscenza culturale dell’argomento trattato nello spettacolo, approfondendo, durante le lezioni, il contesto storico e letterale.
Questo porta a una crescita molteplice del ragazzo dal punto di vista, non solo culturale ma anche auto-conoscitivo.
Di fronte a un pubblico bisogna avere forza interiore, conoscenza e controllo di sé, attributi che sono alla base degli insegnamenti portati dal progetto.
COME SI STRUTTURA IL CORSO?
All’interno di uno spettacolo i professori e i registi cercano sempre di fare emergere i ragazzi nelle loro migliori qualità. Ecco perché, nei primi incontri, vi è una fase preliminare ove vengono fatti eseguire degli esercizi che poi di fatto si ritrovano spesso all’interno dello spettacolo, come alcune movenze o alcune caratteristiche che si riescono poi ad inserire all’interno di esso.
In seguito, attraverso anche delle domande e delle osservazioni, si cerca di attribuire il ruolo ad ognuno degli alunni, prendendo atto delle loro inclinazioni, e si iniziano poi a provare delle scene per capire se possano funzionare.
Tutto questo avviene proprio per cercare di dare il ruolo più adatto ad ogni ragazzo, perché si tratta di una scelta importante, dato che si vuole evitare qualsiasi forma di disagio o problema.
UN PO’ DI STORIA...
Nel momento in cui è stata lanciata l’idea del corso, circa nell’anno 2014/2015, c’è stata una partecipazione particolarmente corposa e per far fronte a quest’affluenza si era deciso di definire due gruppi, il primo con i ragazzi del primo biennio e il secondo con i ragazzi del triennio, ma successivamente si è deciso di definire un unico gruppo poiché creare due percorsi si era dimostrato impegnativo.
Inizialmente ci si è soffermati a visionare delle proposte da parte di compagnie, tra queste trovarono quella di Salvo Valentino e Pietro Cucuzza, personalità di grande intelletto e creatività e registi tutt’oggi del Muse al Marchesi.
Le idee e la sinergia che è venuta fuori fra tutti i partecipanti e i tutor del corso è stata una delle forze del Muse al Marchesi, soprattutto perché i ragazzi stessi hanno sempre dimostrato di apprezzare il gruppo che si viene a creare.
Sogno di una notte di mezza estate
Primo spettacolo recitato dai due gruppi iniziali con modalità e strutture differenti (2014/2015)
Spettacolo tratto dalle metamorfosi di Ovidio e che è stato anche un punto d’orgoglio poiché si è partecipato ad una rassegna regionale, ricevendo pure il primo posto. (2015/2016)
Sogno di una notte di mezza estate
Rimesso in scena lo stesso anno di “Memorie di un ottimista cosmico”, esso riprendeva le modalità del primo anno ma in completo inglese shakespeariano, impresa particolarmente faticosa ma anche piena di soddisfazione. (2016/2017)
Originale partendo dall'approfondimento su Giacomo Leopardi.
Si sono messe in scena le operette morali, cucite con la biografia dell’autore, ritenuta affascinante.
L’intento complessivo dello spettacolo era quello di sfatare l’associazione dell’autore come pessimista mettendo così in evidenza aspetti diversi e meno conosciuti. (2016/2017)
Deriva dal voler spaziare nella letteratura europea e dall'avvicinamento in particolare all’affascinante autore Oscar Wilde.
Si era ipotizzato uno spettacolo originale ma anche complicato poiché si voleva inserire la storia di Oscar Wilde e anche altri autori, dello stesso periodo storico di Wilde. (2017/2018)
Rivedendo tutti i personaggi protagonisti dei vecchi spettacoli si è sentito il bisogno di dedicarne uno al XX secolo. Una delle tante idee è stata quella di cercare delle coppie che potessero interagire tra loro. Il problema che è sorto è stato quello di trovare un filo conduttore tra questi personaggi, fin quando non si è pensato a un “vagone/navicella” che potesse portare tutti ad una destinazione, cioè quella dello spettacolo.
Durante la scelta dei personaggi si è deciso di non scegliere personaggi eccessivamente noti o scontati, ma altri che fanno parte del patrimonio culturale di quegli anni. Si sono voluti, inoltre, evidenziare aspetti e avvenimenti importanti di quel periodo, che sono poi stati “alleggeriti” da una cornice. (2018/2019)
CURIOSITÀ…
Tramite le interviste fatte alla professoressa Rovida ed al professore Desiderio, tutor attuali del progetto, sono state date alcune informazioni preziose per chi vuole sapere di più su questo progetto.
→ Questo corso può aiutare a trovare degli sbocchi anche lavorativi futuri?
Quando si propone un progetto teatrale, parlando di professioni, si pensa subito alla figura dell’attore. A dire il vero c’è molto altro, come ad esempio lo studio della voce, che può portare a un lavoro dedicato al doppiaggio. Un altro esempio può essere quello della grafica, dove si sviluppa una certa manualità nella creazione delle locandine, e quello dei lavori legati alle luci che rimangono di grande importanza, pur non essendo consuete ed evidenti rispetto ad altre nell’ambito teatrale.
→ Come ci si è organizzati con la situazione covid?
Dal momento che il teatro presuppone un contatto e i ragazzi non potevano vedersi a scuola si è deciso di strutturare un corso a distanza, che punta ad insegnare le basi della dizione, importante per la comunicazione in tutte le sue forme.
Come gli altri anni, nonostante le difficoltà, i ragazzi presenteranno il frutto del loro lavoro tramite dei podcast. Infatti stanno tutti leggendo delle poesie, grazie alle quali impareranno a conoscere poesie di autori prima sconosciuti e, oltre a interpretarle, metteranno in atto le regole acquisite della dizione.
→ Qualche idea per il futuro?
Per adesso non ci sono idee precise sul da farsi perché non si sa se l'anno prossimo si potrà effettivamente portare in scena qualcosa. Covid-19 permettendo, forse c’è già qualche progetto che bolle in pentola, possibilmente qualcosa di completamente diverso rispetto al classico Muse o magari portare in scena lo spettacolo “L’asino d'oro di Apuleio” che nell’anno 2019/2020 non si è potuto mettere in scena a causa della pandemia.
Realizzato da: Isaia Veronica, Mangano Beatrice, Napoli Lorenzo e Presti Manuel.