Descrizione di Urbino
Dal punto di vista del biomonitoraggio lichenico, Urbino presenta caratteristiche interessanti. È una città di medie-piccole dimensioni, collinare, con assenza di industrie pesanti, traffico veicolare contenuto rispetto a centri urbani maggiori e un territorio circostante prevalentemente agricolo e boscoso. Questi fattori suggeriscono livelli di inquinamento atmosferico relativamente bassi, il che dovrebbe favorire una buona biodiversità lichenica. Eventuali valori IBL ridotti sarebbero da attribuire principalmente al traffico locale, al riscaldamento domestico e agli scarichi dei mezzi di trasporto che percorrono le strade collinari di accesso alla città, piuttosto che a fonti industriali significative.
Il monitoraggio ha coinvolto tre esemplari in ottimo stato di salute situati a circa 378 m s.l.m. (Juglans regia, Quercus petraea e Quercus sp.), con circonferenze comprese tra 76 e 155 cm. L'analisi della biodiversità sulle quattro esposizioni cardinali ha evidenziato la presenza costante di generi come Xanthoria, Lecanora, Parmelia, Candelariella e la specie Lepraria incana.
Dall'analisi della distribuzione emerge che:
Nord ed Est sono le esposizioni più popolate, dove Xanthoria, Lecanora e Lepraria incana raggiungono la massima frequenza.
Sud ed Ovest mostrano una leggera diminuzione della biodiversità, con l'assenza di Lecanora sul lato occidentale.
Specie Guida: I licheni dominanti sono Xanthoria e Lepraria incana. Quest'ultima, essendo una specie crostosa nitrofila, indica condizioni di moderato inquinamento atmosferico, confermato anche dall'assenza di specie più sensibili.
Il monitoraggio ha riguardato tre esemplari di tiglio situati tra i 380 e i 383 m s.l.m., con circonferenze comprese tra 93 e 132 cm e uno stato di salute complessivamente ottimo. La biodiversità rilevata sulle quattro esposizioni cardinali comprende le specie Lecanora sp. pl., Parmelia sp. pl., Xanthoria sp. pl. e la significativa presenza di Hypogymnia physodes.
Dall'analisi della distribuzione emerge che:
Nord: rappresenta l'esposizione più ricca della zona, con valori elevati per tutte le specie censite.
Ovest: mostra una forte dominanza di Lecanora e Hypogymnia, seguite da una buona presenza delle altre varietà.
Est e Sud: presentano una distribuzione più contenuta, con Xanthoria e Lecanora come specie principali.
Specie Guida: L'elemento chiave è la presenza costante di Hypogymnia physodes. Essendo una specie fogliosa indicatrice di buona qualità dell'aria, la sua diffusione su tutti i lati del tronco suggerisce condizioni ambientali migliori rispetto ad altre aree analizzate.
Il monitoraggio è stato condotto alla quota più elevata del progetto (427–432 m s.l.m.) su tre esemplari di tiglio. Questi alberi presentano dimensioni notevoli, con circonferenze fino a 230 cm. La biodiversità rilevata è la più ricca tra le aree studiate e comprende specie come Physcia sp. pl., Phaeophyscia orbicularis, Parmelia sp. pl., Candelaria concolor e Lecidella elaeochroma.
Dall'analisi della distribuzione emerge che:
Ovest e Nord: Registrano la massima densità di individui, con il genere Physcia che domina nettamente toccando il picco assoluto di 15 presenze sul lato occidentale.
Sud: Presenta la maggiore varietà di specie, con una convivenza equilibrata tra Physcia, Lecidella e Candelaria.
Est: Conferma la dominanza di Physcia, pur con una varietà complessiva più contenuta.
Elemento chiave: Questa zona si distingue per l'elevata ricchezza numerica. La comparsa di specie come Lecidella elaeochroma e Phaeophyscia orbicularis suggerisce un ambiente più umido, legato probabilmente alla quota maggiore e alla maturità degli alberi ospiti, nonostante lo stato di salute mediocre dell'esemplare più grande possa influenzare la colonizzazione locale.