Analisi Chimica: Un Quadro Positivo
I dati rilevati dalla centralina (aprile 2026) indicano una qualità dell'aria buona. Inquinanti come il biossido di azoto (9,87 µg/m³), l’ozono (49,03 µg/m³) e il monossido di carbonio (0,40 mg/m³) si sono mantenuti costantemente sotto i limiti di legge. Sebbene la centralina non abbia registrato picchi allarmanti, questi dati rappresentano una "fotografia istantanea" legata alle condizioni meteorologiche del momento.
I licheni hanno offerto una prospettiva diversa, agendo come memoria storica dell'ecosistema. Nelle tre zone analizzate, l’Indice di Biodiversità Lichenica (IBL) ha riportato valori omogenei (tra 19,5 e 24,25), collocando il territorio nella quinta classe di qualità (colore arancione). Questo indica un livello di alterazione media: la prevalenza di specie tolleranti (Xanthoria, Lepraria) rispetto a quelle sensibili suggerisce che l’ambiente è sottoposto a una pressione antropica moderata ma costante nel tempo.
Una Visione Completa
Il progetto dimostra che chimica e biologia sono complementari: mentre la centralina conferma l'assenza di inquinamento acuto nel breve termine, i licheni segnalano uno stress cronico che non va sottovalutato. Questa analisi integrata è fondamentale per la prevenzione: monitorare la resilienza dei bioindicatori permette di intervenire con politiche ambientali mirate prima che il danno alla biodiversità diventi irreversibile.