dal Discorso introduttivo della Prof.ssa Daniela Rollo durante il primo giorno
Pensiero meridiano, Franco Cassano
Dear guest teachers and students,
With great pleasure and a profound sense of responsibility, we welcome you to Puglia, a land of the South, overlooking the Mediterranean Sea. This sea is a sea of transitions, thresholds, and encounters, a crossroads of civilisations, knowledge, and languages.
In a time when borders seem to be closing once again, your presence here reminds us that knowledge -like the sea -unites, it does not divide.
Your presence here in our Erasmus+ project meeting offers a precious opportunity to bring different worldviews into dialogue and to build authentic relationships.
As Franco Cassano teaches us, the Southern thought turns to the South not to worship it, but to listen to its voice, to capture from there a possibility for the future, another way of being in the world.
“Meridian thought is that thought that begins to be felt inside where the sea begins when the shoreline interrupts the fundamentalisms of the land (…) when we discover that the border is not where the world ends, but where differences meet”
In today’s globalized world - dominated by models of speed, efficiency, and productivity - meridian thought invites us to rediscover the value of measure, of the boundary not as a line of separation but as a space of connection; of plurality as a resource.
The Mediterranean is not just a sea but a way of thinking; it teaches us to see beauty in plurality. It reminds us that identity is not an enclosure, but a landing place in constant becoming.
This is the strength of the Mediterranean: to be a bridge, not a wall; a place of mixing, not of rejection. A space where identity is not a fortress, but a destination constantly in the making.
As Democracy, it is “always in the making” (Jacques Derrida)
Cassano reminds us that "From the mutual and equal translation of different cultures, we could derive an enrichment of the general cultural heritage of humanity”.
This is the true spirit of encounter: not uniformity, but dialogue; not the supremacy of one model, but the respectful intertwining of differences.
I hope you’ll live this experience as an opportunity for new perspectives.
And on behalf of our entire school community, I wish you an enriching stay, full of meaningful and transformative encounters.
Welcome to Puglia and thank you for being here.
Welcome to all students and the teachers Joëlle Piccolo and Stéphane Chiostri, from the Lycée Les Iris, Lormont, France; Sofia Fernandes Peres and Ana Tomás from Agrupamento de Escolas do Bonfim, Portalegre, Portugal; Marie-Luise Campen Shreiner, Nuria de la Fuente Balboa, from Kopernikusschule Freigericht, Germany; Fatih Ermez from Gazi Social Sciences High School, Isparta, Türkeye.
Daniela A. Rollo, Erasmus+ Coordinator Liceo Scientifico "De Giorgi", Lecce
Care e cari docenti ospiti, care studentesse e cari studenti,
Con grande piacere e con un profondo senso di responsabilità, vi diamo il benvenuto in Puglia, terra del Sud affacciata sul Mar Mediterraneo. Questo mare è un mare di transizioni, di soglie e di incontri, un crocevia di civiltà, saperi e linguaggi.
In un tempo in cui i confini sembrano ri-chiudersi, la vostra presenza qui ci ricorda che la conoscenza – come il mare – unisce, non divide.
La vostra partecipazione al nostro incontro del progetto Erasmus+ rappresenta un’opportunità preziosa per mettere in dialogo visioni del mondo differenti e per costruire relazioni autentiche.
Come ci insegna Franco Cassano, il pensiero meridiano volge lo sguardo al Sud non per idolatrarlo, ma per ascoltarne la voce, per cogliere da lì una possibilità per il futuro, un altro modo di essere nel mondo.
“Pensiero meridiano è quel pensiero che si inizia a sentir dentro laddove inizia il mare, quando la riva interrompe gli integrismi della terra, quando si scopre che il confine non è un luogo dove il mondo finisce, ma quello dove i diversi si toccano e la partita del rapporto con l'altro diventa difficile e vera. Il pensiero meridiano infatti è nato proprio nel Mediterraneo, sulle coste della Grecia, con l'apertura della cultura greca ai discorsi in contrasto, ai dissoi logoi. (Franco Cassano Pensiero Meridiano)
Nel mondo globalizzato di oggi – dominato da modelli di velocità, efficienza e produttività – il pensiero meridiano ci invita a riscoprire il valore della misura, del confine non come linea di separazione, ma come spazio di connessione; della pluralità come risorsa.
Il Mediterraneo non è solo un mare, ma un modo di pensare; ci insegna a vedere la bellezza nella pluralità. Ci ricorda che l’identità non è un recinto, ma un approdo in continuo divenire.
Questa è la forza del Mediterraneo: essere ponte, non muro; luogo di mescolanza, non di rifiuto. Uno spazio in cui l’identità non è una fortezza, ma una destinazione costantemente in costruzione.
Come la democrazia, è sempre “a-venire” (Jacques Derrida).
Cassano ci ricorda che “dalla traduzione reciproca ed egualitaria delle culture diverse, può nascere un arricchimento del patrimonio culturale generale dell’umanità”.
Questo è il vero spirito dell’incontro: non l’uniformità, ma il dialogo; non la supremazia di un modello, ma l’intreccio rispettoso delle differenze.
Che questa esperienza sia opportunità per nuove prospettive.
E, a nome di tutta la nostra comunità scolastica, vi auguro un soggiorno ricco, pieno di incontri significativi e trasformativi.
Benvenuti in Puglia e grazie per essere qui.
Benvenuti a tutte le studentesse e gli studenti e ai docenti Joëlle Piccolo e Stéphane Chiostri del Lycée Les Iris, Lormont, Francia; Sofia Fernandes Peres e Ana Tomás dell’Agrupamento de Escolas do Bonfim, Portalegre, Portogallo; Marie-Luise Campen Shreiner, Nuria de la Fuente Balboa della Kopernikusschule Freigericht, Germania; Fatih Ermez della Gazi Social Sciences High School, Isparta, Turchia.
Daniela A. Rollo, Erasmus+ Coordinator Liceo Scientifico "De Giorgi", Lecce
Tra Luce e Silenzio: Diario di Erasmus+ nel Salento
Di Diletta Nappo
Lecce, Maggio 2025
A volte, certi ricordi non si imprimono per la loro eccezionalità, ma perché qualcosa nella luce, o nel silenzio tra una frase e l’altra, richiama l’eco di un pensiero che sfiora il senso senza mai fissarsi in una forma compiuta.
L’esperienza Erasmus+ a Lecce, per me, è stata proprio questo: la promessa di un significato mai del tutto rivelato.
Gli studenti sono arrivati a maggio: trenta ragazzi, sette insegnanti, quattro Paesi - Francia, Germania, Portogallo, Turchia- e un unico programma: Fostering Global Citizenship; un titolo che suona al tempo stesso idealista e vagamente burocratico, come spesso accade con i progetti nati nelle cornici istituzionali. Erasmus+, un nome che promette incontri e contatti, e anche un certo numero di firme e contratti.
Alcuni studenti leccesi hanno accolto i loro ospiti francesi, portoghesi e turchi con calore e l’entusiasmo di ritrovarsi; altri, di fronte ai coetanei tedeschi, si sono presentati con sorrisi timidi e posture rigide. L’ospitalità ha sempre una sua coreografia, soprattutto quando è interpretata da adolescenti. C’è l’imbarazzo di voler sembrare sicuri nella propria città, il desiderio di apparire interessanti agli occhi di chi non ti conosce, la strana sensazione di diventare una versione di sé che ancora non esisteva.
Poi, lentamente, le distanze hanno cominciato a sciogliersi: durante le colazioni, le camminate verso scuola, i momenti vuoti tra un’attività e l’altra. È spesso lì che accadono le cose più interessanti.
Gli incontri si sono svolti tra le mura del Liceo Scientifico De Giorgi e lo scenario mutevole del Salento, luogo geograficamente marginale ma simbolicamente centrale: affacciato sul Mediterraneo, crocevia di approdi e partenze, civiltà e naufragi.
L’opening act della settimana - la presentazione dei cortometraggi rappresentativi delle esperienze condotte nei mesi precedenti - è stato un vero esercizio diplomatico: entusiasmo contenuto, ma autentico.
Tra i momenti più significativi, il seminario su cinema e stereotipi di genere tenuto dal professore James Kendall: un confronto critico sulla rappresentazione della variabilità emotiva e di come, implicitamente, viene narrata per mezzo della luce, dell’ombra, della musica e della scelta delle parole, come evidenziato anche dall’attivista Gaia Barletta.
Ma tale esperimento sociale, sostenuto da un certo grado di ottimismo organizzato, non è un’utopia sterile.
La cartapesta, insegnata dal maestro Mario Di Donfrancesco, è materia concreta, che sporca le mani. La progettazione di spazi verdi e sostenibili presso Masseria Tagliatelle, ha spinto gli studenti a pensare con la terra, non solo con le slide. Le visite - all’Orto Botanico del Salento, all’Abbazia di Cerrate, alla costa di Castro - hanno superato i confini dell’aula, trasformandosi in piccole epifanie territoriali: momenti in cui lo spazio diviene cultura e la natura responsabilità.
Il dibattito finale, incentrato sulle discriminazioni di genere, ha rivelato ciò che ogni esercizio di cittadinanza globale dovrebbe includere: il conflitto. Non quello conflitto distruttivo, ma il confronto reale tra idee non allineate, provenienti da esperienze divergenti.
È lì che si misura la portata di un progetto educativo: non nella facilità dell’incontro, ma nella sua complessità.
Naturalmente, tutto questo è stato reso possibile da un insieme di elementi strutturali (i fondi, la logistica) e umani (la pazienza, i docenti accompagnatori, le famiglie ospitanti, la disponibilità del dirigente scolastico del Liceo De Giorgi Raffaele Capone, la dedizione e la cura della coordinatrice Erasmus+ del nostro Liceo Daniela A. Rollo e del team Erasmus+, la comunità).
Ma anche grazie a uno spirito difficile da definire, che potremmo chiamare fiducia preventiva nell’intelligenza collettiva. Un’idea, forse ingenua, ma preziosa: che sia ancora possibile imparare a convivere, progettare insieme, discutere in modo sensato.
Non durerà, forse. I voli partiranno, i confini torneranno frontiere.
Ma qualcosa resterà: una frase ascoltata durante un laboratorio, un’immagine, un pensiero condiviso in una lingua straniera.
E forse è abbastanza.
In un’epoca in cui le grandi narrazioni si sgretolano, l’esperienza vissuta, anche se solo per cinque giorni, può essere un piccolo argine al disincanto.
O, almeno, un’interruzione momentanea dell’inerzia.
Erasmus+ Fostering Global Citizenship Project
2024-1-IT02-KA121-SCH-000230557
STUDENTS’ MEETING IN LECCE
12-16 May 2025
Liceo Scientifico Statale “C. De Giorgi”, Lecce Italy
Lycée Les Iris, Lormont, France
Kopernikusschule Freigericht, Germany
Agrupamento de Escolas do Bonfim, Portalegre, Portugal
Gazi Social Sciences High School, Isparta, Türkiye
La photo gallery
Italian host students show and introduce videos on their Erasmus+ Group Mobilities in France, Portugal, Germany, Türkeye
Short film tips: “Less is more”
Preparation for the final product
by DILETTA NAPPO and Professor James Kendall
Gaia Barletta
On Gender Stereotypes
Tour of Lecce and papier-mâché workshop