MOBILITAZIONE GIOVANILE: SCAMBIO CULTURALE IN OLANDA - Intervista Incrociata
Quest’anno alcuni alunni delle classi quinte hanno partecipato a uno scambio culturale con la School for Young Talent dell’Aia, una scuola con la quale vige un gemellaggio, che prepara i giovani studenti nel campo della danza, della musica o dell’arte. Facendo parte di un liceo artistico, abbiamo partecipato alle lezioni pratiche alla Royal Academy of Art (KABK), mentre le lezioni regolari si sono tenute all’interno del Royal Conservatoire, in un edificio chiamato “Amare”, dove studiano gli aspiranti ballerini e musicisti.
Tutto è iniziato l'anno scorso, in cui 17 ragazze olandesi sono state ospitate nelle famiglie degli studenti munarini per 8 giorni.
Le ragazze hanno visitato la scuola partecipando ad alcune lezioni e più di una volta hanno visitato Venezia e la Biennale.
Il 10 Novembre è stato invece il nostro turno, siamo partiti in aereo con le professoresse Grazia Calà e Ingrid Zaccariotto, che ci hanno accompagnato a visitare l’Aia e Amsterdam.
Di seguito vi proponiamo una serie di spunti di riflessione sulla nostra esperienza.
Quale è stata la tua esperienza con la famiglia ospitante, ti sei sentit* accolt* o hai
avuto difficoltà nell’approcciarti?
Annalaura: L’esperienza con la mia famiglia ospitante è stata più che positiva infatti, oltre ad aver conosciuto i genitori, la mia host ha anche una sorella più grande con cui condivido molte passioni. Non ho avuto particolari difficoltà ad approcciarmi perchè nonostante la timidezza della ragazza che mi ospitava i genitori sono stati molto accoglienti.
Cosa mancherai di più dell’esperienza vissuta con la studentessa olandese?
Annalaura: Non è sicuramente facile scegliere, ma credo che nel complesso mi abbia fatto enorme piacere ricevere un’accoglienza così calorosa dalla famiglia ospitante nella loro splendida casa; mi hanno accolto come un membro della loro famiglia e hanno condiviso con me la loro cultura e la loro storia tranquillamente. Ho visto una famiglia libera da pregiudizi o convenzioni sociali e unita meramente dall’affetto e dalla solidarietà. L’atmosfera di reciproco benessere, senso di appartenenza, convivialità, genuino divertimento e serenità sono tutti racchiusi in un termine olandese: “Gezelligheid”, che credo esprima alla perfezione il cuore della loro filosofia di vita.
Cosa hai apprezzato di più del sistema scolastico della School for Young Talents
dell’Aia e cosa invece ti ha fatto nascere perplessità?
Annalaura: Ciò che ho maggiormente apprezzato sono senz’altro gli spazi: la scuola infatti fornisce ad ogni studente una postazione e armadietto personale che si può decorare e personalizzare. Inoltre l'edficio dispone di una cartolibreria interna molto ben fornita e una mensa. Ciò che crea perplessità però è il mancato sfruttamento di spazi molto ben forniti, infatti gli studenti seguono poche lezioni di pura tecnica e seguono una traccia artistica più concettuale. Poi le lezioni vanno quasi ogni giorno dalle nove di mattina alle 6 di sera con poco spazio per se.
Trovi l’ambiente scolastico stimolante?
Elisa: Visitare l’accademia (KABK) mi ha permesso di conoscere una realtà che parte come olandese, ma che diventa internazionale: l’accademia infatti è strutturata per accogliere studenti dall’estero e la maggior parte dei corsi sono in inglese. Da questo punto di vista credo che interfacciarsi con studenti da ogni angolo del mondo non solo permette di sviluppare un migliore approccio con la lingua inglese, ma è anche un prezioso strumento per arricchirci condividendo tradizioni, aspetti culturali e artistici legati a un paese diverso dal nostro. Considerando il fatto che gli studenti olandesi vengono inseriti in un ambiente accademico in età precoce, pur mantenendosi nei loro spazi definiti, è sicuramente un fattore che contribuisce in modo fortemente positivo nella loro crescita artistica, entrando direttamente in contatto con gli studenti universitari, e che credo sia anche molto utile allo studente per capire se quel tipo di percorso si adatto o meno alle sue esigenze.
Quali aspetti hai ritenuto più interessanti dell’offerta formativa di KABK? Per chi credi sia più adatto questo percorso di studi?
Annalaura: La parte probabilmente più interessante dell’offerta formativa sono proprio gli spazi all’altezza di un'accademia, che appunto sarebbero ben sfruttati da uno studente accademico, quindi i corsi universitari del KABK sono sicuramente consigliati a coloro che già possiedono basi artistiche e conoscenze sull’utilizzo.
Ripensando ai numerosi musei visitati, sapresti citare una galleria, collezione o opera che ti ha particolarmente colpito e che consiglieresti meritevole di essere ammirata?
Elisa: La collezione proposta al Kunstmuseum di artisti impressionisti, avanguardisti tra cui Kirchner, Schiele, Kokoschka, Mondrian e contemporanei è stata molto apprezzata sia per la particolare conformazione del museo stesso che per la collezione di opere meno conosciute, che sono altrettanto interessanti per cercare i grandi artisti dietro “nuove” pennellate. Solitamente preferisco avere qualcuno una guida che mi indirizzi alla scoperta, ma devo ammettere che a volte è giusto anche lasciarsi ispirare liberamente da un quadro o un’opera d’arte, senza conoscere i simboli nascosti, ma imparando a riconoscere le emozioni che essa suscita.
Cosa hai apprezzato o meno dell’arte culinaria olandese?
Annalaura: Non credo di poter fare commenti particolari oltre a fare attenzione alla dipendenza da stroopwafel! 😋 Ma chiedermi anche il motivo per cui non condiscono la verdura e mangino solo sandwich... Tuttavia io ho avuto l’incredibile fortuna di stare con una famiglia il cui padre di origine vietnamita amava cucinare e il suo cibo era su un altro livello, quindi per quanto mi riguarda ho mangiato molto bene.
4. - Quale esperienza vissuta ha maggiormente suscitato una riflessione o un cambiamento nel modo che hai di vedere il mondo?
Annalaura: Può sembrare un esempio di poco conto, ma personalmente ho amato l’allenamento delle ballerine e ballerini di danza classica, infatti sembrano quasi fare movimenti vuoti, belli ma fini a se stessi, quasi come nascondessero dietro dei passi di danza i gesti trascinati e faticosi del giorno. Tutto attorno a loro mi è sembrato quasi insensatezza con in sottofondo una nota amara del piano dal vivo. Stavo per piangere.
Elisa: Anche io propongo un semplice esempio: una seduta di disegno. Mentre infatti stavo schizzando le graziose abitazioni di Delft di fronte a me, ho utilizzato alcuni materiali conservati in modo sparso in un angolo della stanza, che la mia studentessa mi aveva gentilmente dato libertà di prendere. Da quel miscuglio eterogeneo ho riscoperto un modo di disegnare più libero, che mi ha permesso di fare associazioni spontanee tra oggetti e colori e riscoprire le potenzialità del materiale durante il processo creativo, mescolando le tecniche tra loro. Credo che quella libertà espressiva serva un po’ a tutti.
Nel complesso, quale ritieni sia stata l’opportunità più arricchente dello scambio culturale?
Annalaura: L’opportunità più arricchente è stato il viaggio di per sé fatto con persone a cui voglio un mondo di bene e che hanno reso tutto sempre molto divertente, oltre all’opportunità di fare fotografie ai mulini a vento, cosa che attendevo con ansia 😉
Elisa: Personalmente sono stata piacevolmente sorpresa dall’esperienza con la famiglia ospitante, che mi ha aiutato a parlare liberamente e ad apprezzare un po’ di più i momenti di compagnia; anche il tour della KABK però mi ha dato l’opportunità di vedere studenti universitari all’opera e di comprendere un po’ meglio la modalità di studio che l’accademia propone.
Rifaresti questo tipo di esperienza o la consiglieresti a un altro studente/studentessa?
Elisa: Senza ombra di dubbio rifarei questo scambio ma soprattutto consiglierei l’esperienza a chiunque desideri intraprendere nuove esperienze e sperimentare nuove abitudini di vita: entrare nell’ambiente familiare di una studentessa olandese (e viceversa) e condividere i propri interessi, anche se inizialmente può essere spaesante, permette di creare un bel legame, rafforzando la padronanza dell’inglese, ma anche nel lungo periodo della lingua locale (imparando non solo le parolacce!). A tal proposito, l’esperienza dello scambio può essere utile come primo approccio a coloro che intendono fare l’anno all’estero.
Annalaura Corazzin, 5A
Annalaura Corazzin, Elisa Doro