Molti studenti partecipano attivamente a progetti che coinvolgono i beni confiscati. Ad esempio, la Rete degli Studenti Medi organizza i "Campi della Legalità" in collaborazione con Libera, dove giovani volontari recuperano e danno nuova vita ai beni. Altri studenti di Roma hanno proposto alcune leggi regionali che facciano in modo di destinare i beni confiscati a iniziative di inclusione e studio.
Anche la nostra classe, come gli studenti appena presentati, ha voluto provare a formulare delle possibili proposte per il riutilizzo dei beni confiscati ai Clan mafiosi che agiscono sul nostro territorio, ma non solo.
Alcune delle nostre idee sono state:
-Il riutilizzo attivo di terreni confiscati alla Mafia per l'impiego agricolo anche in orti sociali, per iniziative dirette ad esempio al reinserimento di individui all'interno della società o per individui affetti da disabilità.
-L'utilizzo di strutture nelle grandi città per poter fornire un maggio numero di residenze agli studenti fuori sede per contrastare la crisi abitativa.
-L'adozione da parte delle scuola di beni confiscati per un miglioramento della attività scolastiche ed educative.
-La reintroduzione nell'ambito della cultura di beni confiscati adibiti a cinema, teatri e luoghi dove possa essere raccontata la loro storia.
-L'adozione" da parte di individui volenterosi di beni immobili confiscati, dove, sotto concessione, possano essere a luoghi di incontro per la gioventù.
Se potessimo decidere noi la mafia non esisterebbe, la mafia è pericolosa, rovina vite e persone. Purtroppo la mafia al giorno d'oggi non è scomparsa come molti pensano, ma bensì, invisibile, continua ad esiste. Un esempio particolarmente chiaro potrebbe essere un ristorante proprio nella nostra città, Cremona, nel quale "circolava" la mafia, senza che nessuno se ne accorgesse. Ad oggi questo ristorante è chiuso ma resta l'esempio perfetto di come la mafia sia silenziosa.