Nel 2006 viene sequestrato l'enorme patrimonio di Bernardo Provenzano che rappresenta un esempio concreto di come lo Stato possa agire contro la mafia attraverso la confisca di beni. L'immensa ricchezza di Provenzano era gestita e amministrata da Andrea Impastato, figlio di un noto mafioso e fratello di Luigi Impastato, assassinato nel 1981.
Impastato, uomo di fiducia dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, è stato arrestato nel 2002 e condannato nel 2005 per associazione mafiosa. Gestiva un enorme patrimonio riconducibile alla criminalità organizzata. Il suo ruolo era quello di amministratore occulto delle ricchezze dei boss, come emerso dalle indagini su Pino Lipari e dal materiale informatico sequestrato
Le autorità hanno sequestrato beni per un valore di circa 150 milioni di euro, tra cui aziende edili, cave, capannoni, terreni, conti correnti, titoli e un intero complesso turistico-residenziale a San Vito Lo Capo..
Andrea era anche figlio di un noto mafioso Dopo anni di processi e indagini, nel 2009 è arrivata la confisca definitiva dei beni. Questo caso dimostra come, oltre alla repressione penale, la lotta alla mafia si combatta anche colpendo il potere economico delle organizzazioni criminali.
Dopo la confisca, è stata trasformata in un bene a uso sociale: oggi ospita attività per i giovani, associazioni e progetti educativi contro la criminalità organizzata, gestiti da cooperative antimafia.