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"Il vagabondo delle stelle” di Jack London è un libro che parla di filosofia e di riflessioni sulla natura umana. Racconta la storia di Darrel Standing, un uomo che ebbe la condanna a morte e che riuscì a sopravvivere a tutta la sofferenza delle torture del carcere di San Quentin, grazie al potere della propria mente e ricordandosi delle vite precedenti.
“Il corpo è solo una macchina, il vero me, l'anima mortale , è libera e capace di viaggiare oltre i confini del tempo e dello spazio.”
Questa frase è importante perchè rappresenta il tema del libro, cioè che anche se il corpo è imprigionato, la mente e lo spirito sono liberi. Standing grazie al potere della sua mente esplora epoche e luoghi remoti. Jack London utilizza il carcere per spiegare le ingiustizie della società. La storia di Standing mostra la crudeltà delle istituzioni e la forza interiore delle persone. La camicia di forza che dovrebbe essere una tortura, diventa un'opportunità per Standing di scoprire le sue vite passate.
Natan Montone
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“Il mondo di sopra cessò immediatamente le ostilità e tornò pigro e pacifico come prima a bearsi della sua elettricità, dell'acqua, del gas e della voce nei fili.”
Questa frase racchiude un grande contrasto tra la quotidianità e una realtà sotterranea più complessa e sconosciuta.
L'autore fa riflettere su quanto “il mondo di sopra” viva in una comoda indifferenza, completamente assorbita dai privilegi e dalle comodità.
La descrizione di un mondo che utilizza la tecnologia ed i suoi comfort dimostra una disconnessione dalle dinamiche che accadono “sotto.”
Il libro parla di due mondi, quello delle persone comuni che vivono una vita normale con tutte le comodità e quello degli “Oscuri”, una comunità nascosta che vive sottoterra. Gli oscuri rappresentano coloro che vengono ignorati e dimenticati nonostante siano parte fondamentale dell'equilibrio del sistema.
La frase che ho scelto all'inizio fa notare come “il mondo di sopra” sembri indifferente e pigro quando i problemi si risolvono e le persone tornano a vivere tranquillamente senza rendersi conto che dipendono da cose che danno per scontato.
A parte questi messaggi, il libro parla di tre ragazzi del mondo sotterraneo, in particolar modo del capo di essi, Artiglio. Questo ragazzo aveva la sorellina malata e aveva paura che potesse morire quindi anche se proibito, decide di andare nel “mondo di sopra” e incontra Lindsay che gli dà delle medicine per la sorella.
Artiglio dopo che torna nel suo mondo continua a spiare la ragazza e riesce a portarla con sé nel suo mondo e fino alla fine della storia i due diventano una grande coppia, però quando Artiglio prova a riportare la ragazza nel “mondo di sopra” scoppia la guerra tra i due mondi.
Giovanni Santoro
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“La conoscenza è meglio dell’ignoranza, anche se a volte non è rassicurante”.
“I segreti di Norby” è un romanzo fantascientifico di Isaac Asimov e la trama si concentra su Norby, un robot che possiede molti segreti come ad esempio viaggiare nel tempo.
Gli scienziati dell’Unione degli Inventori lo vogliono analizzare, ma il suo padrone, Jeff, è contrario perché non vuole perdere il suo amico. Le vicende narrano delle loro avventure e anche della scoperta delle origini di Norby. All’inizio pensavo che questo libro non mi sarebbe piaciuto, non essendo un grande fan del genere fantascientifico, ma leggendolo mi sono avvicinato molto alla lettura. Il finale è stato inaspettato, non pensavo che alla fine Norby avrebbe cambiato idea nel rimanere insieme a Jeff sulla Terra e non su Jamya con Mentore Primo. E’ un libro che consiglio di leggere a chi vuole cominciare ad avvicinarsi al genere.
Giulio Bolnelli
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"Il mistero della buccia d’arancia" è un libro scritto da Lia Tagliacozzo. La storia si sviluppa attraverso gli occhi di Anna, una bambina che, per una ricerca scolastica, decide di esplorare il passato della nonna Miriam inizialmente senza l’aiuto di nessuno. Questo viaggio nel tempo la porta a scoprire le vicende della nonna durante la seconda guerra mondiale quando, ancora bambina, fu costretta a nascondersi e a fuggire in Svizzera a causa delle persecuzioni razziali. L’elemento centrale del racconto è l’odio della nonna verso le bucce d’arancia candite: questo dettaglio si rivela chiave per comprendere esperienze dolorose del passato familiare. Il libro offre una descrizione delle tradizioni delle feste ebraiche, l’ambientazione si alterna tra il presente di Anna e il passato di nonna Miriam, mettendo in luce l’importanza della memoria storica familiare.
Fabio Russo
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"Quello che ho nel cuore: vita, calcio e fede" è un libro che racconta la storia di Edinson Cavani.
Non si parla solo di gol, partite e vittorie, ma anche della sua vita, dei suoi sogni e delle difficoltà che ha affrontato. Cavani ci racconta tutto con parole semplici e chiare.
Ripercorre i momenti più importanti della sua vita, da quando era un bambino che amava giocare a calcio nei campetti in Uruguay, fino a diventare uno dei migliori attaccanti del mondo. Il libro parla anche di fede, di valori e di come si possono superare le situazioni difficili. Una frase che racchiude il senso del libro è "semplici come colombe, forti come aquile".
Cavani crede che per essere forti bisogna rimanere umili, ma anche avere la determinazione di non mollare mai. È un messaggio che fa riflettere e che può essere utile a chiunque, non solo a chi ama il calcio.
Rosario Pirozzi
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“L’intuizione che porta a una nuova teoria sulla natura è forse più potente di quella della creazione artistica perché una nuova teoria fisica deve essere non solo originale ma anche coerente dal punto di vista matematico e conforme alle osservazioni sperimentali.”
In questa frase, si può sentire tutta l’ammirazione verso quelli che sono stati in grandi fisici della storia. E la voglia di trasmettere un amore verso le domande, alle quali solo poche persone riusciranno a dare una risposta.
James Kakalios era appassionato di fumetti, che come molti bambini negli anni 60’. Ma crescendo abbandonò questa passione. Anni dopo, quando stava all’università, riprese a leggerli come valvola di sfogo. Ma più tempo passava e più se ne rinnamorava.
Dopo essersi laureato, incominciò a lavorare come professore all’università, e gli venne il colpo di genio: perché non unire le due passioni: quella per la fisica e quella per i fumetti?
E quindi scrisse: “La fisica dei supereroi”, in cui racconta le vicende di supereroi, sia Marvel che DC, attraverso gli occhi di un fisico, con rigore e ironia facendo spesso battute come “Così, tutti siamo fatti di polvere di stelle o, se vi sentite un po' più cinici, di escrementi solari.”
I supereroi, potrebbero esistere veramente?
Chissà. Per scoprirlo, leggetelo.
Samuel Napoli
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"La morte arriva all'improvviso e la vita è breve e effimera"
Questa è la frase che dice il Nobile Shigeru a Tomasu, ovvero Otori Takeo, che a breve sarebbe stato destinato a diventare suo figlio adottivo dopo essere stato salvato. Shigeru e Takeo passano moltissimo tempo insieme ad allenarsi, a viaggiare, a parlare. Tra i due c'è un rapporto speciale che li lega, anche perchè Takeo assomiglia a Takeshi, il fratello deceduto di Shigeru.Takeo era un semplice occulto che però il giorno della sua adozione divenne al 100% un Otori e giurò fedeltà a Shigeru che era ormai suo padre adottivo. Un giorno i due insieme agli uomini del clan si recarono nella terra dei Tohan per vendicarsi di Lidia, l'uomo proprietario delle tre terre e del clan dei Tohan, che aveva ucciso il fratello di Shigeru . Però Takeo venne catturato dalla sua tribù e Shigeru da Lidia...
La frase "La morte arriva all'improvviso e la vita è breve e effimera" è la verità: il Nobile Shigeru aveva quel destino ma alla fine...
Il libro è pieno di ambiguità , morali, intrighi e tradimenti. Takeo invece si muove in un universo dove la fiducia è un bene raro e prezioso. Lian Hearn autore del libro, con il suo stile ricco di tensione ci offre un mondo in cui le scelte difficili e i sacrifici sono inevitabili come nella frase "Potrai addomesticare una volpe ma mai trasformarla in un cane" che pronuncia Takeo al suo maestro Kenji mentre sceglie di donare la sua vita a protezione degli Otori, ma nonostante tutto non verrà mai addestrato del tutto poichè alla fine riesce a sfuggire al maestro per salvare la persona a cui aveva giurato fedeltà, Shigeru Otori. La leggenda degli Otori è un romanzzo che esplora con profondità il conflitto tra destino e libertà,tra le aspettative altrui e il proprio volere. Un capolavoro che incanta e incita a riflettere.
Domenico Di Bartolomeo
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Vento, Strada, Fiume.
I nomi, i nomi del dolore
Il vento che gioca con la mano aperta
La strada con i segni delle gomme.
Vento, Strada, Fiume i nomi del dolore, e poi il quarto, Mbaye l’origine di tutti gli altri.
E poi, Alex? Disse papà. C’è un altro nome, aveva detto. Non tornò, quel giorno, a dirmelo.
E neanche il successivo.
Black Boys di Gabriele Clima è un libro che affronta tematiche forti come il razzismo e le disuguaglianze sociali, mettendo al centro la vita di alcuni ragazzi di origine africana. La storia è raccontata da Alex, un ragazzo che si sveglia dopo un incidente. L'autore riesce a far capire bene le difficoltà e i pregiudizi che i ragazzi affrontano ogni giorno, ma anche la forza di andare avanti.
Il linguaggio è semplice e diretto, rendendo la lettura facile a tutti, anche a chi non è abituato a leggere, come me.
E’ un libro che ci invita a guardare oltre le apparenze avendo maggiore empatia. Secondo me è un libro molto affascinante con tematiche forti e spesso raccapriccianti però devo dire che è anche un libro che appassiona.
Antonio Barretta
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Ho ricordato le storie che mi raccontavano i miei nonni sulle deportazioni, sul terrore di un tempo che sembra così lontano ma che ancora parla con forza nel nostro presente. Per Lina, la protagonista, tutto questo è realtà. Lina è un'adolescente coraggiosa, ma anche fragile. Come ogni giovane, si pone mille domande, perché l'odio? Perché la guerra? Perché la vita può essere così ingiusta? Tuttavia, non ci sono risposte semplici, solo un silenzio pesante, come la neve che ricopre la Siberia, dove viene deportata insieme alla sua famiglia. La graphic novel riesce a dare forma e colore alle emozioni che il romanzo vuole trasmettere. Le illustrazioni descrivono momenti alternati di brutalità e delicatezza. Scene di bellezza, come il ricordo di una casa lontana o la visione di un campo pieno di fiori si contrappongono al freddo, a forme di crudeltà che gli umani possono infliggere. Lina non è solo una vittima, però. É anche una testimone e, soprattutto, una sopravvissuta. Il tradimento, la perdita, il desiderio di libertà, tutto ciò è presente in una storia che lascia il segno. Ciò che mi ha colpito di più è la reazione che ha avuto la protagonista alla morte della madre. Non si è fatta abbattere dalla perdita, ma anzi, trova in sé lo spirito per continuare a combattere per la libertà sua, di suo fratello e di tutte le persone che si trovavano lì ingiustamente. Una persona normale può abbattersi e cadere in depressione o situazioni simili. Lina, invece, scopre che, anche nel buio più profondo, la speranza può accendersi. Il finale non è solo una chiusura, ma un invito a ricordare di non smettere mai di lottare per la libertà e la dignità umana.
Gennaro Iappelli
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Ho ricordato le partite giocate sotto la pioggia, i falli non fischiati, le urla di incoraggiamento e quelle di rimprovero. Ho ricordato la passione e il dolore al pensiero di chi dà tutto in campo, nonostante le sconfitte.
Per Marco, il protagonista del romanzo, il campo di calcio è lo specchio della vita: un luogo dove si imparano la lealtà, la fatica, e il valore del sacrificio. Marco è un uomo che si porta dietro il peso delle aspettative, ma anche un allenatore capace di accendere un fuoco di riscatto nei suoi ragazzi.
“E ricordate che dobbiamo pensare alla squadra”: è questo il mantra che guida Marco, un uomo che ha fallito tanto nella vita ma che riesce, con coraggio e determinazione, a trasformare un gruppo di perdenti in una squadra capace di sognare.
Il romanzo, scritto con uno stile diretto e sincero, ci racconta una storia di cadute e riscatti, di paure superate, e di una vittoria che non dipende solo dal risultato. La lega dei falliti non è solo una storia sportiva, ma una lezione di vita che ci insegna che, anche nelle sconfitte, c'è sempre qualcosa di importante da imparare.
Domenico Izzo
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