Il bullismo può essere definito come un comportamento intenzionale e aggressivo che si verifica ripetutamente contro una o più vittime con le quali vi è un reale o percepito squilibrio di potere. Normalmente le vittime si sentono totalmente vulnerabili ed incapaci di difendersi autonomamente. L’aggressione può essere fisica nei confronti di persone o beni di proprietà, oppure verbale, sia diretta che indiretta: tra le forme di aggressione verbale diretta ci sono gli insulti e le minacce, tra quelle indirette c’è la diffusione di voci finalizzate al danneggiamento della reputazione altrui e l'esclusione da un gruppo.
Il bullismo di solito si manifesta senza provocazione e costituisce una forma di violenza tra pari, una dinamica dove i bulli spesso agiscono per frustrazione, rabbia o per raggiungere uno status sociale dominante.
Il cyberbullismo è la manifestazione in Rete del fenomeno del bullismo. Oggi la tecnologia consente ai bulli di materializzarsi in ogni momento perseguitando le vittime con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web e sui social network. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo.
Tratteggiare le caratteristiche della personalità del bullo è un compito complesso. Il bullo può essere un ragazzo che appare sicuro di sé, con un senso di superiorità rispetto alle regole e che ha bisogno di affermarsi in un gruppo con la forza.
Può generare negli altri attrattiva o addirittura simpatia.
Al polo opposto si può trovare il bullo cosiddetto “vittima provocatrice” che non possiede carattere e forza propria ma è attratto dalla aggressività e dalla violenza, ricerca e si inserisce frequentemente in situazioni di litigio.
E’ colui che in genere causa irritazione e tensione nel gruppo e che va alla ricerca dei più deboli per accanirsi con prepotenza su di essi e cercare di compensare proprie frustrazioni.
Esiste poi il ragazzo antipatico e temuto, che crede di essere al di sopra degli altri e che concepisce un sistema di rapporti basati solo sul dominio.
Generalmente, le vittime del bullo, sono ragazzi insicuri, che acconsentono facilmente alle loro richieste e che non sempre sono in grado di farsi valere.
Tuttavia, secondo le statistiche del 2018 di Indicators of School Crime and Safety, viene denunciato solo il 20% degli episodi di bullismo scolastico: il timore delle vittime è quello di sentirsi deboli, vergognarsi o aver paura di peggiorare la situazione
Esistono altre figure che giocano una parte nel fenomeno del bullismo. Esse sono:
•I seguaci del bullo: vedono nel bullo il loro capobranco e lo appoggiano nelle azioni vessatorie, prendendone parte in maniera attiva.
•I sostenitore del bullo: quei soggetti che pur non prendendo parte attiva alle azioni vessatorie, le sostengono, esprimendone approvazione.
•Gli spettatori: coloro i quali hanno, rispetto a scenari di bullismo, un atteggiamento passivo e neutrale, non schierandosi con nessuna delle parti.
•I difensori della vittima: sono quei soggetti che, caratteristicamente, hanno un alto grado di autostima e coscienza empatica e sociale. Reputano insopportabile l'atteggiamento del bullo verso la vittima e cercano di difendere quest'ultima.