Inizialmente la Nuova Atlantide affascina come lettura fantastica, subito dopo diventa un’irrinunciabile proposta politica. Bacone immagina una società perfetta nella quale gli scienziati, portano l'umanità verso un imperturbabile benessere. Essi sono dotati di un sapere pratico capace di trasformare la realtà ed assicurare una vita migliore. Rappresentano infine un alto livello utopico, liberi nella ricerca, assecondati da ampi finanziamenti e mezzi per portare avanti il loro lavoro.
La società utopica descritta nella Nuova Atlantide è organizzata secondo criteri razionali, al fine di promuovere e facilitare la ricerca scientifica. Inoltre essa si avvale della scienza unicamente nelle sue applicazioni positive e benefiche. Bacone descrive una società felice basata sulla ragione e sulla scienza; il cui fine è l’utilità sociale, che è basata sulla collaborazione tra persone con compiti diversi.
Bensalem diventa indipendente con il re Salomone mediante l’organizzazione della ricerca scientifica e lo sviluppo delle tecnologie. I laboratori e le scoperte degli scienziati dell’isola sono finalizzate al progresso materiale e al miglioramento della qualità della vita. Nella civiltà ideale di Bacone gli scienziati vivono separati dal potere politico e dal resto dei cittadini, lavorano in solitudine e soprattutto in luoghi tranquilli dove possono sviluppare ricerche e scoperte scientifiche. Inoltre essi possono decidere se le scoperte realizzate devono essere rese note o meno agli abitanti di Bensalem e agli organismi politici. La comunità di Bensalem è un modello di civiltà serena e pacifica. Inoltre in essa le scoperte tecnologiche permettono agli uomini di progredire, migliorare e avvicinarsi ad un grado di conoscenza più approfondito, liberandosi di inutili pregiudizi. Gli “scienziati” non sono solo coloro che lavorano in ambito scientifico-tecnologico, ma chiunque sia dotato di un sapere specifico che possa costituire un vantaggio per la società.
Bensalem non è una semplice città ma un gigantesco laboratorio scientifico all'aria aperta, il cui fine è conoscere le cause e le forze interne alla natura ed estendere i confini del potere umano. Qui si preparano medicinali, si riproducono i fenomeni atmosferici, si fabbricano artificialmente insetti, si desalinizza l'acqua salata, si prolunga la vita dell'uomo, si edificano torri altissime, si creano pozioni, si sperimentano su animali ogni tipo di veleni per provvedere alla salute dell’uomo.
Bacon aveva pensato, inoltre, ad un luogo di coordinamento generale, ovvero la Casa di Salomone: un luogo di attività scientifica e politica, sede dei padri morali, della scienza e dello stato, ma anche vero e proprio tempio.
Il tema centrale de La nuova Atlantide è da cercasi nel potere che deriva all'uomo dalla scienza.
Non viene discussa la migliore forma di governo, ma in modo diretto il filosofo dà la sua impostazione all’organizzazione sociale e politica.
Il motore al centro di tutto è la scienza, essa produce conoscenza e prosperità, sapere e ricchezza. Inoltre la scienza, viene vista come la migliore via per conoscere Dio.
Per Bacon il Potere è inteso come dominio sulla natura che è raggiungibile attraverso l’esercizio delle arti e della scienza. La scienza è pratica e ha come risultato la concretezza delle intenzioni. Bacone sostiene che si può ricostruire il sapere ma prima è necessario conoscere i pregiudizi e gli errori in cui incappano gli uomini.
Il filosofo inglese separa l’ambito della religione dalla scienza, affermando che solo l’etica e la religione devono stabilire i valori corretti a cui attenersi.
La non conflittualità tra etica e fede deriva dal puritanesimo.
Sebbene Bacone non fosse un puritano, fu accolto molto positivamente quanto dichiarò nella prefazione del De interpretatione naturae del 1603: "la conoscenza di cui disponiamo attualmente non insegnerà a un uomo nient'altro che quello che ha da desiderare"
L'affermazione si schierava a favore di un progresso pratico delle scienze, opposto ad uno sterile scolasticismo [filosofia cristiana medievale]. Il ripudio della scienza Scolastica trovò un solido punto di incontro con i Puritani, che iniziarono a occuparsi dei frutti della terra al servizio di Dio. Tale processo di crescita sarebbe stato agevolato dal rifiuto meccanicistico dell'esistenza di un ordine divino della natura e quindi dalla possibile scelta di una metodologia descrittiva più semplice, in quanto priva della necessità di coniugare fede e ragione. Il meccanicismo indica una concezione del mondo fisico che spiega i fenomeni naturali attraverso il movimento locale di corpi dotati di caratteristiche solamente quantitative. Questa concezione si esprime già nel pensiero antico con il sistema atomistico di Democrito.
Il filosofo ci parla di “idola” ovvero quegli errori o pregiudizi che si suddividono in 4 categorie:
Idola Tribus→ errori radicati nella natura dell’uomo che pretende di giungere alla conoscenza affidandosi solamente ai sensi.
Idola Specus→ pregiudizi che nascono quando cerchiamo di formulare giudizi sulla realtà affidandoci al nostro vissuto.
Idola Foris→ pregiudizi provenienti dalle relazioni che ciascun individuo ha con gli altri e dal linguaggio.
Idola Theatri→ pregiudizi provenienti dalla storia e dalla cultura, dalla filosofia e dalle false credenze; ideologie che possono condizionare la nostra visione del mondo.
L’uomo e la natura sono interdipendenti infatti l’uomo non può estendere i confini della conoscenza oltre la natura e la natura ha bisogno dell’uomo per svelare i propri segreti. L’uomo, per interpretare la natura, deve seguire l’induzione intesa come osservazione, ipotesi, sperimentazione e formulazione della legge. Il nuovo scienziato deve raccogliere i dati in modo ordinato, seguendo le 3 tavole della presenza (raccolta dei casi in cui un determinato fenomeno è presente), dell’assenza (raccolta dei casi in cui un fenomeno non è presente) e dei gradi (variazione dei gradi con cui un fenomeno si verifica). A questo punto si possono formulare le ipotesi, che dopo esser sperimentate, consentono di formulare una legge.
Bacone valorizza la scienza e la tecnologia poiché esse permettono un’evoluzione positiva delle condizioni della vita umana. Egli afferma che la conoscenza degli uomini è limitata dagli idola e dalla tradizione magica, intesa come un sapere fantastico, segreto, superstizioso, indifferente al bene pubblico e quindi da respingere.
Altro elemento fondamentale nella politica di Bacon è la felicità, materiale e spirituale. Questo viene dimostrato dagli abitanti di Bensalem con il loro stile di vita raffinato e festoso. Il raggiungimento della felicità fa parte dei doveri della politica e del governo.
La gioia degli uomini deriva dalla conoscenza della natura e delle sue cose, dalla quale scaturiscono nuove scoperte e nuove opere utili per tutta l’umanità. In questo modo, Bacone teorizza proprio il “sentire” dell’uomo della rivoluzione scientifica. Il nuovo sapiente non è un mago rinascimentale, né un aristotelico chiuso in una logica-fisica pre-scientifica. Tutti gli uomini sono chiamati a cooperare per un grande progetto! Perciò le tradizioni e i costumi dell’isola sono legati a questa grande visione. La fondazione del “Collegio delle Opere dei Sei Giorni”, eseguita dal re dell’isola, è un faro luminoso che consacra tutti gli abitanti allo studio della natura creata da Dio.
Bacon non propose la comunione dei beni come fecero Tommaso Moro, i quaccheri o i diggers; lui credeva nella possibilità di trasformazione ideale ed economica dell’uomo.
L’uomo deve essere ministro e interprete della natura, ma l’unica via da seguire è la scienza. Le arti, le scienze e la saggezza trasformano l'uomo, lo elevano e divinizzano attuando la sua immagine e somiglianza a Dio, che si manifesta nel volto di chi lo cerca. La scienza arricchisce l'umanità, la perfeziona e la accosta al modello divino. Bacon nella nuova Atlantide avverte che la scienza deve essere coltivata con spirito di “amore fraterno” e infatti i membri della casa di Salomone, detti padri o sapienti, si chiamano tra loro fratelli. La legge di natura è vincolo della scienza e dell'uomo. Bacon distingue il sapiente dall’astuto, il virtuoso dal vizioso, la scienza vera dalla scienza falsa e dice che solo la prima è in grado di stimolare il buon progresso e di mantenersi coerente con la legge di natura. La scienza arricchisce l'umanità e proprio da questo deriva una nuova umanità, migliore, più perfetta, vicino al modello Divino per la carità e la religiosità, riscattata dal bisogno e restituita al primato biblico su tutta la natura. Bacon reputa che la razionalità dell'ordine scientifico e tecnologico trae ispirazione e conferme dall'ordine di natura di cui si svelano i misteri e le leggi e poi contribuisce alla conoscenza dell'ordine di natura proteggendolo e rafforzandolo. Perciò il progresso avvicina l'uomo alla natura e quindi anche a Dio.
Liberato l’uomo dalle manette dell’ignoranza e dall’oppressione, reso autonomo dall’agiatezza e dalle conoscenze… la previsione del futuro sarà serena e porterà alla crescita della creatività e della progettualità utopica con concreti miglioramenti nel breve e nel lungo termine. Bacon credeva però nella stabilità delle istituzioni tradizionali, che la rivoluzione scientifica avrebbe rafforzato e non distrutto. Alcuni esempi sono:
• potere monarchico
• Leggi
• Matrimoni
• Famiglia
• Proprietà
• Buone maniere
Esempio: Bacon non era d’accordo con Tommaso Moro che, nell’Utopia, permetteva ai futuri sposi di vedersi nudi prima del rito coniugale. In alternativa venne creata la "prova dei laghetti di Adamo ed Eva>": consisteva nel far vedere il futuro marito ad un’amica della sposa, e viceversa, per vedere eventuali difetti fisici nascosti. Inoltre era contrario all’omosessualità ed al desiderio sessuale incontrollato.
Capitolo 3.3 politica, ragione, religione di Giuseppe Schiavone, commento contenuto nel libro Nuova Atlantide di Francis Bacon.
Capitolo 3.2 Scienza, potere, natura del commento di Giuseppe Schiavone contenuto nell’introduzione del libro Nuova Atlantide di Francis Bacon