Luciano Rizza è un alunno iscritto alla classe 2° C della scuola secondaria di I grado dell’Istituto G. Verga di Pachino. Ha 12 anni ed è un’eccellenza nel gioco del calcio.
La redazione lo ha intervistato perché, oltre ad essere molto bravo nello sport, è anche un alunno modello. Ecco alcune delle domande che gli abbiamo posto.
Da quanto tempo pratichi questo sport?
‘‘Pratico questo sport da quando avevo sei anni, ora ne ho 12 anni. Sono passati sei anni lunghi e intensi da quando ho cominciato a giocare in una squadra del mio paese; ora sono in forza al ”Catania’’.
Cosa ti ha fatto appassionare a questa disciplina?
‘‘Da quando ero piccolo sentivo una sensazione incredibile quando toccavo il pallone. Giocavo in strada, con i miei coetanei, e sentivo di provare un’emozione strana e al tempo stesso insolita, che non era solo divertimento! Un amico mi ha incoraggiato a frequentare una scuola di calcio e mi ha portato con lui. Da quel momento ho capito che era il posto migliore dove trascorrere i miei pomeriggi e dove avrei praticato lo sport, secondo me, più bello al mondo: il calcio. Mi sono impegnato, da subito e al massimo, e da lì è partito tutto questo “percorso fantastico ’’.
Quali emozioni provi quando sei in campo?
‘‘Quando sono in campo, innanzitutto, ci metto tutto me stesso: sono felice, mi libero di tutti i pensieri e anche di qualche preoccupazione. In quel momento, in quel campo, ci sono solo io, il pallone e i miei compagni di squadra; l’unico obiettivo è giocare bene e dare il massimo, a prescindere da quello che sarà il risultato finale”.
Riesci a conciliare lo studio con lo sport e il tempo libero?
‘‘E’ molto complicato conciliare gli impegni sportivi con tutto il resto! Mi alleno quattro volte a settimana andando a Catania (una città un po’ distante).
Anticipo spesso i compiti e cerco di non trascurare i miei amici. Ne ho tanti che mi ammirano e mi sostengono con tanto affetto. A volte li devo sacrificare perché sono impegnato con gli allenamenti e quando loro si organizzano con le bici - che io adoro - devo rinunciare ad andare con loro perché impegnato nelle trasferte a Catania".
Quali progetti hai in cantiere per il futuro?
“Il mio Progetto, il primo fra tutti, per quando sarò grande, è diventare un calciatore. Spero che questo sogno si avveri; ma se non dovesse andare secondo i miei “piani”, continuerei a dedicarmi allo studio e proseguire con l’università".
Quali emozioni hai provato quando sei stato convocato per giocare nella squadra del Catania?
‘‘E’ successo tutto un anno fa. Il mio mister, quando giocavo al Nipa, mi comunicò che ero stato convocato dal Catania. In quel momento non ci credevo, mi stava succedendo qualcosa di meraviglioso. Immediatamente ho avvertito i miei genitori. Scoppiavo dalla gioia, e loro hanno gioito con me. Da quel momento ho fatto diversi provini e tutto è andato a “gonfie vele’’.
Cosa ti senti di dire a quei ragazzi che hanno un sogno nel cassetto, in base alla tua esperienza?
‘‘Secondo me bisogna sempre credere in qualcosa, grande o piccola che sia. Può sembrare banale quello che sto per dire, ma i sogni si avverano se ci crediamo veramente e ci mettiamo tutto noi stessi. Però mi sento anche di dire che occorrono tanti sacrifici: i sogni, i desideri si possano avverare se noi facciamo la nostra parte.
Grazie per l’intervista e vi auguro di realizzare i vostri sogni".
Luciano Rizza
Meilach Michele e Montoneri Vincenzo
La nostra scuola partecipa ogni anno ai “Giochi Matematici per il Mediterraneo“, una competizione a cui prendono parte gli alunni dei vari istituti scolastici d’Italia, per mettere alla prova le loro capacità logico-matematiche.
Per l’occasione abbiamo realizzato una breve intervista a due alunni del nostro istituto, Alessio Dicorrado e Giuseppe Samuele Ricupero, frequentanti rispettivamente le classi 2C e 2D del plesso centrale, che si sono classificati alle fasi finali d’istituto.
Alessio e Giuseppe, voi avete partecipato ai giochi matematici anche lo scorso anno, arrivando alle fasi regionali. Che emozioni avete provato?
ALESSIO: “Io non ho provato emozioni forti.”
GIUSEPPE: ”Io sono passato per la seconda volta, quindi ero abbastanza emozionato. Mi sono preparato molto e sono abbastanza contento.”
Quanto vi siete esercitati per raggiungere questo traguardo?
ALESSIO: “Per quelle regionali io non mi sono esercitato molto, per quelle nazionali invece tanto, perché pensavo di ottenere un risultato più basso, e essere riuscito a classificarmi ottantesimo in tutta Italia è un grande risultato.”
GIUSEPPE: ”Io mi sono esercitato abbastanza, ho stampato alcuni fogli delle gare regionali che erano state svolte l'anno precedente e mi sono allenato molto per raggiungere questo traguardo.”
Qual è stato il momento più difficile durante la gara?
ALESSIO: “Le gare a Palermo, quelle nazionali.”
GIUSEPPE: ”Io mi ero allenato con il tempo per rispondere velocemente alle risposte, quindi quando alcuni candidati hanno terminato e siamo rimasti pochissimi nella stanza, mi sono preoccupato.”
Avete riscontrato una forte competitività tra i partecipanti?
ALESSIO: “Io no, speravo solamente di superare me stesso e di ottenere buoni risultati.”
GIUSEPPE: ”Io mi dedicavo solamente a me stesso, perché sinceramente non mi interessava molto del punteggio degli altri, anche se sono stato contento del buon risultato da loro ottenuto.”
Cosa consigliate agli alunni che hanno “paura” della matematica?
ALESSIO: ”Hanno paura perché sicuramente hanno difficoltà, non la capiscono e quindi devono metterci più impegno.”
GIUSEPPE: ”Che la matematica serve per qualsiasi cosa, e che si devono impegnare per questa disciplina che è utile e potrà servire loro per la vita.”
Oltre alla matematica, quali sono le materie che vi piacciono di più?
ALESSIO: ”La geografia.”
GIUSEPPE: “La geografia”
Come trascorrete il vostro tempo libero?
ALESSIO: ”Playstation, fantacalcio, calcio.”
GIUSEPPE: ”Uscendo con i miei amici e giocando a tennis.”
Avete già pensato al corso di studi che intraprenderete dopo la scuola media?
ALESSIO: ”Io credo che andrò allo scientifico, perché sono bravo in matematica.”
GIUSEPPE: ”Sono abbastanza sicuro che andrò allo scientifico”
Cosa vi piacerebbe fare da grandi?
ALESSIO: “Il geologo, o qualunque mestiere inerente alla geografia.”
GIUSEPPE: ”A me l'ingegnere, perché si viene pagati molto, oppure il professore di matematica per ricordarmi di questi anni di me bambino.”
Qual è il vostro sogno nel cassetto?
ALESSIO: ”Mi piacerebbe fare la telecronaca di una partita di calcio.”
GIUSEPPE: ”Per me inventare una formula matematica.”
Cicciarella Rosaria e Ricupero Matteo