Quest’anno al rientro a scuola, l’insegnante di arte ci ha chiesto di
illustrare delle foto scattate nel periodo delle vacanze estive.
Foto di luoghi visitati o di situazioni e scorci di paesaggio o di città
che ci avevano particolarmente incuriosito o che avevano in
qualche modo colpito la nostra immaginazione.
Dalle foto abbiamo realizzato dei disegni e inventato alcune storie.
Ecco di seguito alcune foto, alcuni disegni e racconti.
C’era una volta un uccellino, che viveva nel campanile che spuntava dal lago di Curon, in val Venosta: si tratta di un meraviglioso paesino alto-atesino dove tutti parlavano tedesco.
Durante la Seconda guerra Mondiale, per poter produrre energia, avevano progettato di unire 2 lagni, mettendo un avviso in italiano nel paesino, che sarebbe sommerso per colpa di questo progetto.
Visto che tutti parlavano tedesco, non prestarono attenzione né all’avviso nè alle pubblicità che parlava di sconti per chi acquistava nuove case. Per questo molti, dopo il riempimento del lago, si trovarono senza casa!
L’unico edificio abbastanza alto da spiccare dal lago era appunto il campanile di una chiesa. L’ uccellino viveva, infatti, in questo campanile con la sua famiglia e aveva tre fratellini che ancora non potevano volare e restavano nel nido con la madre. Un giorno uno di questi, provando a volare, cadde nel lago. Sentiva solo cinguettii concitati e preoccupati, e poi, niente… pensava di essere morto, ma si risvegliò e vide un pesciolino che guizzava tra un tetto di una casa a un’altra… un miracolo era forse successo? La vertà è che quel lago era magico. Magico? Si, perché qualunque cosa che cadeva nel lago prendeva vita: c’erano orologi che parlavano, un telefono che dormiva, le tegole delle case si staccavano e creavano nuovi edifici, invertivano le finestre si invertivano, e si poteva trovare un giorno una villetta e il giorno dopo al suo posto una chiesetta, i pesci saltavano sui cancelli e il nostro uccellino respirava nell’acqua! Era così contento di aver trovato un nuovo mondo che, eccitato, tornò in superficie e chiamò la sua famiglia, insieme vissero nel lago per sempre.
Olivia, classe 2^B
Scuola secondaria
Ilary, una ragazza di Pisa di 13 anni, è nata e cresciuta nella periferia di Pisa, per la precisione nell’area più verde.
Ogni giorno Ilary si alza alle 8 di mattina, con tanto di sveglia col gallo che canta, per poi vestirsi con la sua solita salopette e una maglietta dieci volte più grande di lei. Quando si guarda allo specchio si acconcia i capelli con due semplici codini alti, per poi indossare calzini spaiati e scarpe da tennis ormai consumate.
Ilary scende le scale a due a due per correre in cucina e salutare prima il papà, che le dà un bacino sulle lentiggini e poi saluta la mamma, che le posa un bacio tenero sulla guancia.
Quando esce di casa, Ilary controlla sempre tre cose:
se non sta uscendo in ciabatte, se Birillo, il suo bulldog francese è con lei e se nel suo zainetto ha l’occorrente per sopravvivere nel caso di una “apocalisse zombie”.
Appena si trova davanti alla casa dei Guizzardi, i vicini, prende la bici ormai dimenticata davanti al garage. La usa sempre per trasportare con lei Birillo in modo che quest’ultimo non si stanchi troppo.
Appena arrivata davanti alla torre di Pisa scatta una foto e scrive “giorno 72 dove faccio una foto alla torre che da grande raddrizzerò”. Avete sentito bene, il sogno nel cassetto di Ilary è raddrizzare la torre di Pisa.
Appena arrivata da “LaCarToleria” (la cartoleria di zia Carolina), la saluta in modo frettoloso per poi addentrarsi negli scaffali. Quando ha preso il suo bottino, rimane dietro il bancone a fare i compiti con i suoi nuovi (non) acquisti.
Appena si avvicina l’ora di pranzo Ilary si diverte ad appropriarsi dei soldi di resto che i clienti avevano inavvertitamente lasciato sul bancone, in modo da poter andare da Franco (lo zio che ha un bar proprio accanto alla cartoleria di sua moglie).
<<Zio mi fai il solito?>>
<<Certo! Un trancio di focaccia piena di olio e un tè alla pesca in arrivo!>>.
Ilary ogni volta che deve pagare lo imbroglia dicendo: <<Oh no, mi sono macchiata! Devo correre a casa a lavarla o la mamma mi sgriderà>>.
Dopo tante pedalate si trova finalmente a casa, dove si distende sul letto con il suo libro di barzellette, ascoltando Harry Stiles in sottofondo.
Alice, classe 2^A
Scuola secondaria
UN PAESAGGIO MOZZAFIATO
Questo racconto parla di due ragazzi che avevano lo stesso nome: Alessio e Alessia.
Erano innamorati e un giorno, in pieno inverno, decidono di andare insieme in montagna.
Stavano percorrendo una stradina nel bosco quando si accorgono di non conoscere più il percorso che avevano deciso di fare , né dove fossero.
Cominciarono a chiedere informazioni ad alcuni passanti che parlavano in lingua tedesca.
Loro dissero di proseguire dritto ancora una mezz’oretta per arrivare ad un punto di ritrovo (una baita). Dopo aver camminato per un bel po' si imbatterono in un paesaggio mozzafiato.
Si sedettero sull’erba fresca e rimasero ore a guardare quel paesaggio e ad ascoltare il cinguettio degli uccelli. Pian piano, il sole cominciava a tramontare per cui decisero di procedere fino al punto di ritrovo e di chiedere un passaggio al proprietario.
Si fecero dare un passaggio fino a casa dove si confrontarono sulle sensazioni di quel giorno, entrambi si resero conto che quel paesaggio indimenticabile sarebbe rimasto per sempre nelle loro menti innamorate.
Angelica
Scuola secondaria
GLI SLIME
Nel mondo moderno la terra è conquistata da esseri chiamati SLIME che hanno sostituito gli esseri viventi. Essi hanno costruito, però, un’arma misteriosa che potrebbe uccidere anche tutti gli SLIME. Hanno nascosto tale arma in un luogo impervio e selvaggio. Per trovare l’arma è stato convocato il più grande SLIME cercatore al mondo , il suo nome è “ INDIANA SLIME “, protagonista del mio disegno.
Mia, classe seconda
Scuola secondaria