DOMENICA 12 APRILE 2026
ORE 20.30
Alice Basso
LE OTTANTA DOMANDE
DI ATENA FERRARIS
Avere tante domande senza risposta non è mica semplice. Parola di Atena Ferraris, che sarei io. Mio fratello Febo dice che si vive lo stesso, ma non sono d’accordo. A essere sincera, cercare soluzioni logiche a tutto per me è istintivo. Anche per questo ho fondato una rivista di enigmistica. Lavoro a casa, da sola, perché non so stare in mezzo alla gente. Eppure, da quando ho aiutato Febo a smascherare un mago imbroglione, mi ritrovo sempre più spesso a confrontarmi con altre persone. Ho persino trovato un ragazzo che vuole conoscermi e nuove amiche. Adesso una di loro, Elisa, ha bisogno di me per risolvere il mistero di una lettera minatoria. Nella sua azienda, dove si danno arie di grande modernità e fanno corsi di team building, c’è qualcuno che le fa mobbing. Tutti hanno fiducia nelle mie capacità, perché sono molto brava a risolvere i problemi altrui. Da quando esco di casa più spesso, però, non sono affatto sicura che sia vero, perché mi faccio un sacco di domande su me stessa. E non mi piace per nulla. Non so se voglio davvero capire chi sono, perché ogni risposta potrebbe appiccicarmi addosso un’etichetta, e le etichette ti chiudono in una scatola. Forse, aiutare i miei amici è l’unico modo per accettare il giudizio altrui. In più, qualche volta servono delle istruzioni d’uso precise per affrontare il mondo. Soprattutto per chi, come me, si sente perso.
Alice Basso è una certezza per librai e lettori. Dopo aver venduto mezzo milione di copie, è riuscita ancora una volta a creare una protagonista che è subito diventata la beniamina di tutti. A grande richiesta, torna in libreria con Atena Ferraris. Un personaggio speciale che ci insegna ad avere pazienza, perché una soluzione si trova sempre, anche quando si è pieni di interrogativi.
Stefano Tofani
LA BESTIA
CHE CERCATE
A Cuzzole, in Toscana, la vita scorre placida. Il tempo è scandito dalla scuola dei figli, dalle partite a calcetto del mercoledì e dalla messa domenicale. Ma nei bar e nelle piazze (e soprattutto nelle chat di gruppo) le maldicenze corrono, e sembra che tutti abbiano una doppia vita da nascondere, vera o virtuale…
Finché un giorno un colpo di pistola fa salire il paesino alla ribalta nazionale: la maestra Sonia è stata uccisa nel cortile della scuola durante la ricreazione. Chi mai poteva volere la sua morte? Le uniche piste sono una giarrettiera nera trovata poco distante dal luogo del delitto e un tipo strano con l’eskimo e la faccia da Buondì che poco dopo lo sparo si era avvicinato al cancello offrendosi di aiutare. La polizia, come si dice in questi casi, brancola nel buio, e le indagini del brigadiere Caso e dell’appuntato Pozzessere si fanno sempre più frustranti. All’apparenza Sonia era una donna semplice, una moglie, una madre e una figlia senza segreti: un ritratto troppo perfetto per corrispondere al vero. Le voci circolano e i sospetti si moltiplicano nella cerchia di persone attorno alla vittima: il marito Giorgio, il figlio Nicola, l’anziana mamma Marcella e i colleghi di lavoro. L’unica certezza è che il colpo fatale è partito dal palazzo di fronte alla scuola, di proprietà del politico Bruconi, che ha un figlio celebre per le sue scorribande. Che c’entri qualcosa lui?
Un giallo originale, che sfuma a tratti nella commedia all’italiana, con personaggi a cui ci si affeziona subito. Un noir che ci fa sorridere amaramente delle nostre piccole e grandi meschinità e riflettere sulle maschere che indossiamo ogni giorno.
Giuseppe Festa
LA PESCATRICE
Marettimo, Sicilia. Scilla ha quattordici anni ed è la ‘Capitana’ della Cariddi, la feluca ereditata dal padre. Un giorno, sfidando il vento forte e gli squali, riesce a catturare il pesce spada più grande della sua vita. Ma tra le branchie trova un ciondolo d’oro che racchiude una foto. E un segreto riaffiora dal passato.
Da quel momento l’isola non è più soltanto casa: è il punto di partenza di una ricerca che attraversa tempeste e silenzi, ferite e scoperte.
Accanto a Scilla ci sono Mansur, lanzaturi dal sorriso ostinato, Filomena, complice di sogni ribelli, e un mare vivo che insegna, minaccia e protegge.
In un Mediterraneo che cambia, tra reti a strascico e plastiche che soffocano i fondali, la pesca all’arpione diventa un atto di rispetto e resistenza. E quel frammento d’oro riemerso dal profondo riapre domande capaci di spingere Scilla oltre l’orizzonte.
Per scrivere questo romanzo Giuseppe Festa si è immerso nella vita di Marettimo, raccogliendo voci e memorie, e ha navigato sullo Stretto di Messina su una feluca, studiando da vicino la pesca tradizionale al pesce spada: un patrimonio di saperi che ha intrecciato in un’indimenticabile storia di formazione e avventura, di radici e libertà, dove crescere significa imparare a riconoscere sé stessi. Un’onda dopo l’altra.
Gli incontri saranno moderati
da Daniela Scotti
de La Libreria del Lago di Sarnico
e si terranno presso
il Monastero di San Pietro in Lamosa
Complesso architettonico dalla storia millenaria, il Monastero di San Pietro in Lamosa si trova a Provaglio d’Iseo, in provincia di Brescia, nel cuore della Franciacorta, affacciato sulla Riserva Naturale Torbiere del Sebino.
È collocato in posizione sopraelevata rispetto alla distesa delle Torbiere - da sempre chiamate "Lame" e ciò spiega perché si dice "in Lamosa" -, con una vista panoramica sul paesaggio naturale circostante e sul Lago d’Iseo.
Oggi il complesso è un importante luogo storico, culturale ed espositivo, spesso utilizzato per eventi, mostre e iniziative didattiche.